Herbert George Wells.
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Quando il dormente si sveglier.
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1907. Fratelli Treves Editori, MILANO. 
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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L'AUTORE.
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Herbert George Wells, meglio conosciuto come H. G. Wells (Bromley, 21 settembre 1866. Londra, 13 agosto 1946),  stato uno scrittore britannico tra i pi popolari della sua epoca; autore di alcune delle opere fondamentali della fantascienza,  ricordato come uno degli iniziatori di tale genere narrativo.
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Capitolo Primo.
Insonnia.
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In un pomeriggio di bassa marea, il signor Isbister, un giovane pittore che trovavasi in villeggiatura a Boscastle, usc coll'intenzione di fare un giro per la pittoresca baia di Pentargen. Giunto a met della strada scoscesa che conduce alle grotte, si trov improvvisamente in presenza di un uomo seduto sopra una roccia che cadeva a picco, in atteggiamento di profondo sconforto. Lo sconosciuto teneva le mani mollemente abbandonate sulle ginocchia; aveva gli occhi arrossati e immobili, il volto bagnato di lagrime. Udendo camminare egli si volt. I due uomini rimasero imbarazzati, e pi dell'altro Isbister, che per dissipare quell'imbarazzo, causato dalla sua sosta involontaria, dichiar con tono di sperimentata convinzione, che il tempo era troppo caldo per la stagione che faceva.
Molto caldo, rispose l'altro brevemente. E dopo aver esitato un momento, pronunzi con voce spenta: Non posso dormire.
Il volto d'Isbister assunse un'espressione di piet.
Davvero? disse.
Pare incredibile, riprese lo sconosciuto volgendo lo sguardo su Isbister e sottolineando ogni parola con un gesto della sua mano languente. Sono sei notti.... S, sei notti che non dormo affatto!
Avete chiesto un consiglio al vostro medico?
Oh! S! Bei consigli davvero! Mi ordina dei sonniferi! Ma le medicine sono buone per la maggior parte degli uomini.... non per me.... Il mio sistema nervoso.... Il mio caso  difficile a spiegarsi.... Io non oso prendere.... sonniferi molto potenti.....
Ci aumenta la difficolt, rispose Isbister, che stava l, in quella via stretta, sentendosi proprio inutile al suo compagno, chiedendosi ansiosamente ci che poteva fare.
Era evidente che quell'uomo aveva un gran desiderio di raccontare le sue disgrazie.
Un'idea, naturalissima in una simile circostanza, permise al giovane pittore di continuare quella conversazione.
Io non ho mai sofferto d'insonnia, aggiunse con accento marcato, ma ho conosciuto dei casi simili al vostro e so che i pazienti hanno sempre trovato qualche rimedio.
Non oso pi tentar nulla, io.
L'uomo parlava con stanchezza, e dopo un gesto di scoraggiamento, il colloquio rimase per un istante interrotto.
Se provaste a far del moto? sugger timidamente Isbister, e distogliendo lo sguardo dalla dolorosa figura del suo interlocutore, esamin il suo vestito da turista.
Ho tentato, e questo tentativo non  stato il migliore. Giorno per giorno ho seguito la costa della Riva nuova. Il moto! Esso non fa che aggiungere la fatica fisica a quella mentale. Questa mia agitazione proviene dallo strapazzo, da un eccessivo lavoro.... da un eccessivo dolore. V'ha qualche cosa....
Tacque, e parve veramente spossato; poi stropicciandosi la fronte colla scarna mano, riprese come se parlasse a s stesso:
Sono un lupo selvaggio; un povero essere errante in un mondo dove non ho scopo di esistere. Sono solo, senza moglie, senza figli.... Chi ha mai detto che l'uomo senza prole  come un ramo seccato sull'albero della vita? Sono senza moglie, senza figli.... Non ho nessun dovere da compiere, nessun desiderio da soddisfare. Eppure v' una cosa, una sola alla quale avevo finalmente risoluto di attaccarmi.... E avevo detto fra me:  necessario,  assolutamente necessario, e, per vincere l'inerzia di questo corpo senz'anima, ricorsi a dei sonniferi. Gran Dio! Quanti ne ho assorbiti mai! Io non so se voi sentiate l'opprimente disagio del nostro corpo; cos irritante, con tutte le inquietudini che procura allo spirito. Il tempo! La vita! Vivere!... Noi non viviamo che piccole parti di vita! Bisogna mangiare e subir poi la noiosa e bestiale funzione della digestione.... con tutti i suoi disgusti. Bisogna prendere aria se non vogliamo che il nostro pensiero si trascini inerte, senza poter librarsi in alto, privo di ogni attivit! Mille distrazioni esteriori ed interiori ci richiamano. Quindi poi il torpore, il sonno! Pare che gli uomini non vivano che per dormire. Come son poche le ore della giornata realmente nostre, sia pure nelle migliori condizioni! In ultimo ci sono quei falsi amici, quei perfidi ausiliari, gli alcaloidi, che soffocano la fatica naturale e uccidono il riposo;... il caff, la cocaina....
Capisco, disse Isbister.
Finalmente sono giunto a compiere l'opera mia, continu l'uomo senza sonno, con accento doloroso.
Ed  questo il resultato che ne avete ottenuto?
S.
Per un momento n l'uno n l'altro disse una parola.
Voi non saprete mai immaginare come io sospiri un po' di riposo.... Ne ho fame e sete. Per sei lunghi giorni, dopo aver compiuto la mia impresa, il mio spirito  stato un turbine vertiginoso, sempre lo stesso e senza tregua, un torrente di pensieri incessanti.... un torrente che scorre rapido e regolare....
S'interruppe; quindi termin: ...verso l'abisso!
Bisogna che dormiate, replic Isbister con accento reciso, come se avesse improvvisamente scoperto un rimedio, bisogna assolutamente che voi dormiate.
Il mio spirito  perfettamente lucido e mai lo  stato come in questo momento.... Ma ora mi sento trascinato verso l'abisso....
Ebbene?
Avete mai veduto, talvolta, degli oggetti inghiottiti nel vortice.... strappati alla luce del giorno, a tutte le dolcezze di questo mondo.... annientati?
Ma.... protest Isbister.
L'uomo stese le braccia: aveva gli occhi biechi e la sua voce era ad un tratto divenuta acuta.
Mi uccider.... Se non trover un altro mezzo, mi getter in fondo a questo buio precipizio, laggi dove le onde sono verdi, dove il bianco maroso si eleva e si riabbassa, dove trema quel sottile filo d'acqua. Almeno laggi lo trover.... il sonno!
Ci non  ragionevole, esclam Isbister, spaventato da quelle tristi parole.  preferibile che prendiate dei sonniferi.
Laggi almeno trover il sonno, ripet lo sconosciuto senza intendere.
Isbister lo guard chiedendo in quel momento a s stesso se qualche misterioso decreto non li avesse posti in presenza l'uno dell'altro, in quel luogo, in quell'ora.
Del resto non  una cosa certa, fece egli. Nella baia di Lulworth esiste una rupe scoscesa come questa.... almeno ugualmente alta.... Una bambina vi precipit fin in fondo.... e vive ancora.... anzi sta veramente bene.
Ma quelle rocce!
Vi trovereste assai male specialmente la notte, quando un lungo tremito far battere le vostre ossa spezzate, e tutte infangate dall'acqua gelata. Che ne dite?
I loro sguardi s'incontrarono.
Sono desolato di distruggere il vostro ideale, continu Isbister, orgoglioso delle sue frasi disinvolte. Ma un suicidio dall'alto di questo scoglio.... di qualsiasi altro scoglio.... no, in verit, ve lo dico da artista (e qui si mise a ridere), sarebbe a parer mio un procedere da dilettanti.
Ma, l'altra alternativa? esclam l'uomo senza sonno con accento disperato. Chi dunque non finirebbe per non ragionar pi quando dopo tante notti....
Avete percorso tutta la costa.... solo?
S.... solo!
 una stupidit!... Scusatemi se parlo cos. Solo! Sicch a sentir voi l'esaurimento corporale  un cattivo rimedio contro l'esaurimento cerebrale? Chi vi ha consigliato? Non c' da meravigliarsi! Camminare! Col sole sulla testa durante tutto il giorno. E dopo, credo, sarete andato a letto, e con tutte le vostre forze avrete tentato di....  vero?
Isbister si ferm ad un tratto e esamin l'ammalato con aria indecisa.
Guardate un po' queste rocce, grid l'uomo con improvvisa violenza nel gesto. Guardate questo mare che non ha mai cessato di risplendere e di riflettere. Guardate questa schiuma bianca che si precipita nell'ombra sotto questa immensa voragine. E questa volta azzurra, questa cupola, da cui il sole sfolgorante cade a fiotti.... Ecco il vostro mondo! Voi l'accettate; voi lo godete. Esso vi riscalda, vi sostiene e vi seduce.... Ma per me!...
E volse la testa, mostrando una faccia spettrale dagli occhi smorti, iniettati di sangue, dalle labbra scolorite. Poi mormor:
Questa  la veste della mia miseria. Il mondo intero....  la veste della mia miseria.
Isbister gett uno sguardo sulla bellezza selvaggia delle rocce illuminate dal sole, poi su quell'uomo immagine vivente della disperazione. Per un momento stette in silenzio, finalmente trasal e fece un atto come se volesse scacciar lungi da s una dolorosa impressione.
Tentate di dormire una intera notte, disse, e non vedrete pi nessuna miseria in tutto ci. Credete a me....
Ora la sua convinzione diveniva incrollabile: l'incontro era proprio provvidenziale. Appena una mezz'ora prima egli provava una noia intollerabile: ora, invece, poteva e doveva essere utile e questo solo pensiero lo rese veramente felice.
Si mise subito all'opera: pens fra s che il primo bisogno di quell'essere esaurito, era di avere un compagno e lasciandosi cadere sul verde tappeto che ricuopriva quella china scoscesa, spieg tutta la sua abilit per investigare ancor pi quell'essere disperato che aveva ripreso la sua immobilit e sembrava perfino immerso in una completa apatia.
Con aria lugubre lo sconosciuto guardava dritto davanti a s, verso il mare; non apriva bocca che per rispondere alle domande dirette d'Isbister e nemmeno a tutte. Ma non tentava affatto di sfuggire all'inchiesta curiosa e benevola di cui la sua disperazione era oggetto. Anzi, in una maniera passiva, sembrava riconoscente, e quando Isbister, sentendo che la conversazione, abbandonata alle sue sole risorse, cominciava a languire, sugger di risalir la china e tornare a Boscastle per godere il colpo d'occhio che offriva Blackapit, egli acconsent tranquillamente.
A mezza strada cominci a parlare da solo, con accento brusco, volgendo la faccia cadaverica verso il suo compagno.
Che cosa pu mai accadere? chiese, completando la sua frase col contorcersi la mano scarna. Che cosa pu mai accadere? Tutto gira intorno a me, gira vorticosamente, incessantemente; per sempre....
Tacque, e con un largo gesto parve abbracciare l'orizzonte.
Tutto va bene, mio caro, afferm Isbister con l'aria di un vecchio amico. Non vi tormentate: fidatevi di me.
Lo sconosciuto lasci cadere la mano e si rimise in cammino. Essi seguirono la cima della roccia e giunsero sul promontorio al di l di Penally. L'uomo senza sonno gesticolava sempre, lamentandosi con tronche frasi, del tumulto del suo cervello. Sul promontorio essi si fermarono vicino alla panca da cui la vista spazia verso gli oscuri misteri di Blackapit, e l'uomo si sedette. Isbister ricominciava a parlare ogni volta che la strada si faceva abbastanza larga da permetter loro di camminare l'uno a fianco dell'altro, discutendo sopra l'enorme difficolt che devono superare i piroscafi per raggiungere il porto di Boscastle quando il mare  cattivo. Ad un tratto fu interrotto da una frase inaspettata del suo compagno.
La mia testa non  pi quella di una volta, fece gesticolando, non trovando frasi per meglio spiegare il suo pensiero. No, non  pi quella di una volta.... Sento come un'oppressione, un peso.... No.... non  che abbia sonno!... Ah! se fosse questo! Mi par di vedere un'ombra, un'ombra fittissima che cade ad un tratto rapida, a traverso l'attivit del mio spirito.... e si raggira nelle tenebre.... Il tumulto del pensiero, la confusione, un mulinello.... Sempre un mulinello! Non posso esprimer ci: duro fatica ad arrestare il mio spirito in maniera di potervi spiegare quello che penso.
Tacque come se fosse stanco.
Non vi affaticate, mio caro, disse Isbister. Capisco perfettamente. In ogni modo che mi spieghiate questa cosa, ora o pi tardi, mi pare in realt che ci non abbia molta importanza.
L'uomo senza sonno, si stropicci gli occhi col dorso della mano chiusa.
Isbister continu a parlare per qualche minuto ancora, poi, tutto ad un tratto fu colpito da un'idea.
Venite fino in camera mia, intim; l tenterete di fumare ed io vi mostrer qualche bozzetto che rappresenta Blackapit se la pittura v'interessa.
L'altro obbed e discesero insieme. Pi volte Isbister s'accorse che l'altro esitava e che i suoi movimenti erano lenti e titubanti.
Entriamo in casa mia, disse il pittore, tenterete di fumare una sigaretta e di bere dell'alcool che vi far bene. Ne prendete mai?
Lo straniero si ferm alla porta del giardino: pareva che non si rendesse pi conto delle sue azioni.
Non bevo, rispose lentamente, inoltrandosi nel viale del giardino: poi, dopo un momento, ripet con aria distratta: No, non bevo. Tutto gira.... gira.... gira.... gi....
Giunto sulla soglia inciamp ed entr nell'appartamento come uno che non vedesse nulla: quindi si sedette, o meglio, si lasci cadere pesantemente sopra una comoda poltrona. Colla fronte tra le mani, il corpo reclinato in avanti, rimase immobile: ma poco dopo, un suono inarticolato gli sfugg dalle labbra. Isbister andava e veniva per la stanza, colla nervosit di un ospite inesperto facendo qualche piccola osservazione che non chiedeva risposta: quindi attravers la camera per prendere la sua cartella da disegno, la pose sulla tavola.... guard l'orologio.
Non so se vi far piacere di cenare con me, disse tenendo una sigaretta in mano mentre l'idea di amministrare furtivamente una buona dose di cloralio al suo convitato, agitava la sua mente. Non ho che del montone freddo, sapete, ma squisito; del vero castrato di Maremma.... E una torta, credo....
Egli ripet queste parole dopo un minuto di silenzio. L'uomo seduto non rispondeva e Isbister si ferm, col fiammifero in mano, a contemplarlo. Intanto il silenzio si prolungava: il fiammifero si spense ed egli non prese pi la sigaretta.
Certamente quell'uomo era molto calmo, molto tranquillo: Isbister prese la cartella, l'apr, la pos, esit, e parve sul punto di parlare.
Forse, disse fra s, incerto.
Dette subito un'occhiata al di fuori, un'altra al suo ospite, poi usc di camera in punta di piedi voltandosi indietro ad ogni passo per spiare il suo compagno.
Chiuse la porta senza far rumore: tutte le uscite esteriori erano aperte. Oltrepass il portico e si ferm davanti al piede di un aconito all'angolo di un'aiuola; di l, egli poteva vedere, dalla finestra aperta, lo sconosciuto silenzioso e taciturno che non si era mosso, sempre seduto colla testa fra le mani.
Alcuni ragazzi, passando per la strada, si fermarono a guardare curiosamente il pittore che scambi il buon giorno con un barcaiuolo. Ad un tratto gli venne in mente che il suo atteggiamento circospetto poteva sembrare strano e inesplicabile. Era meglio se si metteva a fumare; infatti tir fuori la borsa da tabacco, e lentamente caric la pipa.
Io mi domando, cominci con un'impercettibile ombra di soddisfazione, in ogni modo, bisogna offrirgliene il destro....
E sfreg forte un fiammifero, per accender la pipa. Ad un tratto sent dietro a s la sua padrona di casa che usciva di cucina col lume in mano: la raggiunse alla porta del salottino, ma prov un certo imbarazzo a doverle spiegare a bassa voce la sua situazione, poich ella non sapeva che egli avesse un visitatore. La donna si ritir portando via il lume, un po' diffidente a giudicarne dalle sue maniere. Isbister si rimise a far la guardia all'angolo del portico, rosso in volto e un po' impacciato.
Molto tempo dopo, quando ebbe finito di fumare, e dopo aver seguito pazientemente i pipistrelli nei loro giuochi, la curiosit trionf sulla sua esitazione, e a gran passi ritorn nella sua camera gi oscura. Sulla soglia si ferm un momento: lo straniero era sempre nella medesima posizione: la sua figura si delineava bruna nel vano della finestra. Eccettuato il canto di qualche marinaro a bordo delle barche nel porto, la serata era silenziosa; fuori i fusti degli aconiti e dei delphinium si ergevano dritti e immobili, aspettando che l'ombra della collina li inghiottisse.
Una luce improvvisa invase lo spirito d'Isbister: trasal, e, appoggiandosi alla tavola, stette in ascolto. A poco a poco un sospetto doloroso s'impadroniva di lui; diveniva convinzione. Lo stupore da cui fu assalito si cambi in spavento. Nessun sintomo di respirazione in quell'uomo sempre seduto. Senza far alcun rumore strisci lentamente attorno alla tavola fermandosi due volte per ascoltare: finalmente pot posare la mano sul bracciuolo della poltrona e si chin sullo sconosciuto fino a che le loro teste non si toccarono insieme. Quindi si chin ancora pi in basso per vedere il viso del suo compagno. Trasal violentemente ed emise un grido. Gli occhi erano vuoti e bianchi: guard ancora e constat che erano aperti e che le pupille erano scomparse sotto le palpebre. Atterrito, prese l'uomo per le spalle e lo scosse:
Dormite? esclam con voce acuta. E ripet ancora: Dormite?
La convinzione che quell'uomo fosse morto, s'impossess interamente di lui; ed egli sent un imperioso bisogno di agitarsi, di far del rumore, e cominci a passeggiare a gran passi per tutta la stanza, urtando nella tavola nel passare. Suon il campanello, e:
Portate subito un lume, ve ne prego, esclam nel corridoio. Il mio amico sta male.
Quindi tornando verso l'uomo inanimato, lo afferr per le spalle, lo scosse e dette in un grido. La padrona di casa entr spaventata con un lume che improvvisamente inond la stanza di una luce giallastra. Isbister si volt verso di lei socchiudendo gli occhi, livido.
Bisogna chiamare un medico immediatamente. Qui si tratta di morte o di sincope. Avete un medico nel villaggio? Dove si pu trovare? Dove?
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Capitolo 2.
La catalessi.
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Lo stato catalettico, rigido, in cui era caduto quell'uomo, fu di una durata senza esempio: quindi il suo corpo pass lentamente alla fase di flaccidit e a una mollezza di atteggiamento che faceva pensare a un profondo riposo. Soltanto allora poterono chiudergli gli occhi.
Dall'albergo fu trasportato alla clinica di Boscastle e, alcune settimane dopo, dalla clinica a Londra. Ma ogni sforzo per rianimarlo fu infruttuoso, finalmente vi rinunziarono, e per un periodo di tempo considerevole, egli rest in quello strano stato, sempre immobile, inerte, n vivo n morto, ma sospeso, se cos si pu dire, fra l'annientamento e l'esistenza.
Le sue tenebre non erano attraversate da nessun raggio di pensiero o di sensazioni: era un essere nullo senza sogni: un vasto torpore in una calma infinita. Il tumulto del suo spirito era aumentato, era cresciuto fino a diventare un silenzio che nulla poteva vincere. Dov'era l'uomo? Dov'esiste l'uomo, qualunque egli sia, quando l'insensibilit s'impadronisce di lui?
Mi sembra ieri, diceva Isbister, mi ricordo di tutto come se fosse un fatto recente.... pi chiaramente forse che se fosse recente.
Si parla proprio dello stesso Isbister del capitolo precedente, ma esso non  pi il giovane di prima. I suoi capelli, che un giorno erano castani e un po' troppo lunghi, pi di quello che lo consentiva la moda, erano ora di un grigio ferro e tagliati corti; la faccia bianca e rossa di una volta aveva assunto il colore del marrocchino e la barba a punta era brizzolata. Isbister si rivolgeva ad un uomo di et media, vestito interamente di tela, poich l'estate in quell'anno era eccezionalmente calda. Quell'interlocutore, un certo Warming, avvocato a Londra, era il parente pi prossimo di Graham, il catalettico, e i due uomini, in piedi, l'uno accanto all'altro, in una camera di una casa di Londra, contemplavano fissamente quel corpo immerso nel letargo.
Il corpo giallo, ricoperto con una camicia molto ampia, era steso sopra una materassa di cautci piena d'acqua, circondata da una vetrata. La faccia era contratta, la barba folta e corta, le membra scarne, le unghie lunghe. Quella gabbia vetrata pareva separare il dormente dalla vita reale che si viveva intorno a lui: egli era come una cosa a parte, come un oggetto anormale, strano e unico, che i due uomini, colla faccia appoggiata contro il vetro, non si stancavano di esaminare.
Fu un colpo terribile per me, raccontava Isbister, tanto che ancora provo uno strano stupore ripensando a' suoi occhi tutti bianchi. Erano bianchi, sapete, come se fossero stati arrovesciati e nel ritrovarmi ora, qui, mi par di riviver tutta quella scena.
L'avete pi riveduto da quel giorno? chiese Warming.
Ho pensato tante volte di venire qui, rispose Isbister, ma gli affari a' nostri giorni che ci assorbono troppo, non ci permettono molta libert. La maggior parte del tempo ho vissuto in America....
Se non sbaglio, riprese Warming, siete pittore,  vero?
S; lo ero.... Ma mi sono ammogliato ed allora mi accorsi che mettere dei colori sopra una tela bianca, avendo un talento mediocre.... non dava molto profitto.... e dal sogno son passato alla realt.... Quelle rclames sulle rocce di Douvres sono state eseguite da me.
Sono eccellenti, osserv l'avvocato, per quanto sia un peccato di vederle lass!
Esse dureranno quanto le rocce, dichiar Isbister soddisfatto. Il mondo cambia. Quando il vostro parente si  addormentato, vent'anni fa, io ero a Boscastle colla mia tavolozza, pieno di un'ambizione tanto nobile, quanto antica. Io non mi aspettavo mai che il mio pennello illustrasse le coste della vecchia Inghilterra da Land's End fino a Lizard. La fortuna picchia alla nostra porta quando meno ce lo aspettiamo.
Warming parve dubitare sulla qualit di una tal fortuna.
 mancato poco che non v'incontrassi, se ben mi ricordo.
Voi siete arrivato colla stessa carrozza che mi aveva portato alla stazione di Camelford. Eravamo alla vigilia del Giubileo, il Giubileo della regina Vittoria, poich rammento ancora gli stendardi e gli orifiamma di Westminster e la disputa che ebbi col mio vetturino a Chelsea.
Era il gran Giubileo, precis Warming, il secondo Giubileo.
Oh! s, per il vero Giubileo, quello cinquantenario, ero ancora un bambino.... a Wookey.... e non vidi nulla.... Ma quanto ci fece soffrire il nostro ammalato! La mia padrona di casa non voleva tenerlo affatto in casa sua.... non voleva che restasse l.... Egli aveva una faccia cos ridicola nella sua rigidit! Bisogn metterlo sopra una sedia e portarlo in quel modo fino all'albergo. E il dottore di Boscastle... non quello d'ora, il suo predecessore, non si distacc mai da lui, fino alle due della mattina, insieme a me e al proprietario dell'albergo che non spense punto i lumi e offr tutto ci che poteva occorrere.
Dapprima fu una crisi di catalessi, non  vero?
Era di una rigidit straordinaria. Se gli piegavano un braccio o una gamba, rimaneva cos; avreste potuto metterlo dritto, colla testa in gi, che non si sarebbe mosso. Non ho mai veduto una rigidit simile.  evidente che l, e accenn quel corpo disteso, l,  tutto un altro. E sicuramente il piccolo dottore.... come si chiamava?
Smithers?
Smithers, va bene.... sbagli completamente nel volerlo far tornare in s troppo presto: almeno tutti la pensavano cos; quante ne avr tentate! Brrr.... mostarda, tabacco, punture.... e perfino una di quelle orribile cose.... una dinamo.
Dei rocchetti d'induzione.
S! Se aveste veduto come si gonfiavano e si torcevano i suoi muscoli; egli si agitava per tutti i versi alla luce pallida e tremolante di due candele che facevano danzare le ombre. Il piccolo dottore, cos nervoso, si dava un'aria d'importanza, mentre l'ammalato trasaliva e si contorceva con delle contorsioni cos poco naturali. Mi pareva di sognare.
Vi fu una pausa.
Che letargo straordinario! disse Warming.
 una specie di assenza completa. Il corpo  l, inerte, non morto e nonostante non vivo.  come una specie di posto vacante su cui qualcuno abbia scritto "Posto preso". Nessuna sensibilit, nessuna digestione, nessun battito di cuore, non un palpito, non un soffio. Davanti a questo essere, io non provo l'impressione di trovarmi davanti ad un uomo. In un senso egli  pi morto d'un morto, poich i medici affermano che anche i capelli hanno cessato di crescere. Ora, nella vera morte i capelli continuano a crescere.
Lo so, rispose Warming con una passeggiera tristezza.
Di nuovo appoggiarono la faccia contro il vetro. Graham era realmente in uno stato strano, nella fase molle della catalessi, ma di una catalessi senza esempio nella storia della medicina. Si erano gi veduti alcuni casi catalettici durare fino a dieci o dodici mesi, ma in capo a un tal periodo di tempo i pazienti o erano morti o si erano risvegliati e talvolta il risveglio aveva preceduto la morte subitanea. Isbister esaminava le tracce lasciate dalle iniezioni di nutrizione a cui procedevano i medici, unico mezzo per ritardare la catastrofe, e colla mano le indicava a Warming che si sforzava di non vederle.
E nel tempo che egli giaceva qui, raccont Isbister pensando alla propria felicit per aver liberamente vissuto in quel tempo, ho cambiato il piano della mia esistenza: mi sono ammogliato, mi son formato una famiglia. Mio figlio maggiore.... (ero cos lontano dal pensare alla paternit), mio figlio maggiore  suddito americano e sta per finire l'ultimo anno di Universit a Harward. I miei capelli cominciano a imbiancare mentre quest'uomo non  invecchiato di un sol giorno, n  pi saggio di quello che non fossi io stesso a quell'epoca.  veramente incredibile. 
E anch'io ho vissuto, replic Warming rivolgendosi al suo loquace compagno. Giuocavo al cricket con lui quando non ero che un adolescente.... Egli par sempre un giovanotto.... Forse  un po' ingiallito, ma  rimasto giovane....
Poi, abbiamo avuto la guerra, riprese Isbister.
Dal principio alla fine.
Ho sentito dire, continu Isbister dopo una pausa, che egli possedeva qualche cosa.
Infatti, rispose Warming sforzandosi di tossire. Infatti sono io incaricato di amministrare il suo patrimonio.
Ah!
Isbister pensava: dopo un istante di esitazione ribatt:
Il suo mantenimento qui non  certo costoso.... il suo capitale avr fruttato.... si sar accumulato?
Precisamente. Egli si sveglier (se pure si sveglier), in una condizione migliore di quella nella quale si  addormentato.
 in forza della grande abitudine che ho negli affari che mi  venuta in mente quest'idea. Infatti ho pensato tante volte che, commercialmente parlando, questo sonno potrebbe essere un buonissimo affare per lui.... che, per cos dire, sa di far bene a rimanere in un tale stato per un lungo periodo di tempo. Se invece avesse continuato indifferentemente a vivere....
Dubito assai che le sue previsioni siano arrivate fin qui, interruppe Warming. Ordinariamente non aveva delle mire cos alte.... Infatti....
Infatti?
Non ci trovavamo molto d'accordo su questo punto: oltre alle mie relazioni amichevoli, lo consigliavo come un cliente.... Siete abbastanza al corrente degli affari per sapere che all'occasione di certi stiracchiamenti!... Ma, ammettendo pure che egli avesse preveduto il suo caso, dubito assai che possa svegliarsi un giorno. Questo sonno esaurisce poco,  vero, ma a lungo andare esaurisce: in apparenza egli sta per scivolare lentamente e dolorosamente verso una china molto lunga.... Credo che mi capirete, non  vero?
Sarebbe un peccato di non poter esser testimoni della sua sorpresa se si sveglier. Ve ne sono stati dei cambiamenti in questi ultimi vent'anni!  la storia di Rip Van Winkle che si realizza.
O quella di Bellamy, aggiunse Warming. Vi sono stati dei cambiamenti,  certo; uno fra gli altri  il mio: io sono diventato vecchio.
Isbister esit: quindi, fingendo una sorpresa che stentava a manifestarsi:
Non l'avrei mai creduto.
Avevo quarantatr anni quando i suoi banchieri.... vi ricordate di aver loro telegrafato.... quando i suoi banchieri mi fecero avvertire.
Avevo preso il loro indirizzo sul libretto degli assegni che aveva in tasca, spieg Isbister.
Ebbene: l'addizione  facile, conchiuse Warming.
Vi fu un momento di silenzio, dopo di che Isbister, cedendo ad un'irresistibile curiosit:
Egli pu restare cos per molti anni ancora; fece con tono vagamente interrogatore; quindi dopo un momento di esitazione:  Bisogna tener conto di ci. Sapete che i suoi beni potrebbero qualche giorno cadere nelle mani.... di un'altra persona....
 questo appunto, se volete credermi, signor Isbister, quello che maggiormente mi tormenta: noi ci troviamo.... il fatto sta che noi non abbiamo n un parente n un amico che c'inspiri molta fiducia.  un avvenimento strano e senz'esempio.
Infatti, ammise Isbister. Per esser logici bisognerebbe che della sua custodia si incaricasse una specie di conservatore ufficiale, se si potesse nominare un funzionario di questo genere....
Mi sembra che ci spetterebbe piuttosto ad un'amministrazione pubblica, ad un corpo costituito, ad un tutore che praticamente fosse perpetuo.... Se, come pensano alcuni dottori, egli continua realmente a vivere.... In verit, ho consultato su questo argomento uno o due personaggi altolocati, ma fino ad ora nulla  stato concluso.
Non sarebbe una cattiva idea quella di confidarlo a qualche corpo pubblico.... al consiglio d'amministrazione del Museo Britannico o all'Accademia di Medicina. Ci sembra un po' strano, evidentemente, ma la sua situazione lo  forse meno?
La difficolt sta appunto nel persuaderli a prenderlo.
Burocrazia e formalit, m'immagino.
Esattamente.
La conversazione rimase sospesa per qualche momento.
 un affare curioso, certo, mormor Isbister. E gli interessi composti hanno una tal maniera di salire....
Certo, fece Warming. Ed ora che le risorse aurifere cominciano ad esaurirsi, vi  una tendenza all'aumento.
Me ne sono accorto, assicur Isbister con una smorfia, ma l'aumento sull'oro non pu che esser vantaggioso per lui.
Se si sveglier.
Se si sveglier, ripet Isbister. Avete notato come il suo naso sia schiacciato e come le sue palpebre siano cadenti?
Warming guard di nuovo in volto l'uomo addormentato e rimase meditabondo:
Non credo che si sveglier, disse finalmente.
Non ho mai capito, ricominci Isbister, ci che ha potuto produrre questo letargo. Egli mi ha parlato di eccessivo lavoro intellettuale, e ci mi ha spesso dato pensiero.
Era un uomo di grandissimo ingegno, ma impressionabile e capriccioso. Divorzi in seguito a dispiaceri domestici, e credo che fossero queste noie che lo fecero lanciare nella politica esaltata. Era radicale fanatico.... socialista.... liberale tipico, come si chiamavano quelli del partito avanzato. Energico.... incostante.... indisciplinato.... ha finito coll'ammazzarsi in una polemica accanita. Mi ricordo sempre l'opuscolo che aveva scritto.... Che curiosa produzione! Qualche cosa di arruffato, di rabbioso! Esso conteneva delle profezie, alcune delle quali sono gi smentite.... altre sono state verificate dai fatti. Ma in generale, a leggere la maggior parte di queste tesi, ci si rende conto di quanto il mondo sia pieno di cose imprevedute. Egli avr molto da imparare e molto da disimparare quando si sveglier. se pure avviene il risveglio.
Darei chi sa quanto per esser presente! attest Isbister, solamente per sentire ci che dir.
Anch'io, anch'io, fece Warming sentendosi improvvisamente commuovere nel suo egoismo di uomo vecchio. Ma non lo vedr mai svegliarsi.
E pensosamente fissava quella cerea faccia.
Non si sveglier mai, ripet sospirando finalmente; no, non si sveglier mai pi.
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Capitolo 3.
Il risveglio.
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Ma Warming s'ingannava: Graham si svegli.
Che cosa veramente complessa  mai quell'unit che par cos semplice: il nostro essere! Chi potrebbe un giorno dopo l'altro, ogni mattina, scuoprire il segreto della sua reintegrazione al nostro destarsi: questo continuo avvicendarsi di cose, questo insieme di fattori innumerevoli che si intrecciano, che si conciliano gli uni cogli altri? Chi potrebbe sorprendere i primi movimenti confusi dell'anima nostra, l'incremento e la sintesi dall'incosciente al sub-cosciente, dal sub-cosciente ai primi bagliori del cosciente, fino a che infine ci riconosciamo noi stessi? E ci che  per noi dopo aver dormito una notte, fu per Graham al termine del suo lungo sonno. Gli parve che un insieme equivoco di sensazioni lo avvolgessero come una nebbia, che una tristezza indefinita e cupa si fosse impossessata dell'anima sua.... e sent vagamente di trovarsi in qualche posto, disteso, debole, ma in vita.
Sembrava che il pellegrinaggio verso il suo essere personale attraversasse vasti abissi, occupasse epoche intere: sogni giganteschi, terribili, che un tempo erano stati realt gli lasciavano ricordi indefiniti e dolorosi: intravedeva strani paesaggi come se fosse in un altro pianeta. Provava pure l'impressione distinta di una conversazione importante, di un nome,  senza poter dire qual fosse questo nome che doveva ricordare in seguito, e di qualche sensazione dimenticata per tanto tempo, insolita e barocca; sensazione che provava in tutte le sue membra, nelle sue vene e ne' suoi muscoli; di un grande sforzo senza speranza.... lo sforzo di un uomo pronto a scomparire fra le tenebre. Poi, un panorama di scene abbaglianti confuse le une colle altre....
Graham si rese conto che i suoi occhi erano aperti e che i suoi sguardi percepivano un oggetto che non era loro familiare.
Era qualche cosa di bianco, il limite di qualche cosa, una cornice di legno.... Leggermente agit la testa per seguire il contorno di quella forma che si stendeva pi lontana, pi di quello che sopportava la sua vista.... cerc d'indovinare il luogo nel quale si trovava.... Ma del resto che cosa gl'importava? Si sentiva cos affranto! Se i suoi pensieri avessero potuto assumere un colore, sarebbero stati del nero pi cupo....; provava quella specie di storditezza indefinita di una persona che si sveglia appena spunta l'aurora: e vagamente, molto vagamente, ud un rumore soffocato di passi che, leggieri, si allontanavano in fretta. Il movimento che tent di fare per volgere la testa gli prov che era in uno stato di estrema debolezza fisica: pens di essersi ammalato nell'albergo della piccola spiaggia, ma non aveva nessun ricordo di quella striscia bianca.... Doveva aver dormito. Infatti si ricordava di aver voluto dormire. Si ricordava anche della roccia e lo scorrere delle onde nei circuiti disuguali.... poi si ricord, confusamente, di una conversazione avuta con un viandante....
Quanto tempo aveva dormito? Che cos'era quel rumore? Quello scalpicciare ammortito? quel rumore che cresceva e diminuiva simile al mormorio del mare sugli scogli della spiaggia? Stese la sua debole mano per prender l'orologio di sulla sedia dove era solito metterlo, e urt in una superficie liscia e resistente come il vetro; a tal contatto cos inatteso prov un colpo tremendo. Si rivolt improvvisamente, sbarr gli occhi e fece uno sforzo per mettersi a sedere, ma un tal movimento fu pi difficile di quello che non credesse e ne rest stordito, estenuato, stupefatto.
Si stropicci gli occhi: il mistero da cui era circondato era molto confuso, ma il suo spirito conservava tutta la sua lucidit; evidentemente il sonno gli era stato salutare. Non si trovava proprio in un letto, nel vero senso della parola, ma si vide, seminudo, adagiato sopra una materassa soffice e morbida, in una capanna di vetro appena trasparente. Osserv, con una strana sensazione d'incertezza, che la materassa era in parte trasparente e che sopra ad essa era posto uno specchio che lo rifletteva indistintamente.
Attorno al braccio, e non senza un'improvvisa angoscia, not che la sua pelle era stranamente arida e ingiallita, stava uno strano apparecchio, fatto con una specie di guttaperca e talmente aderente alla pelle tanto sopra che sotto, da confonderla coll'epidermide stessa. Una capanna di vetro di un colore verdastro, cos almeno gli parve, ricuopriva questo letto singolare su cui egli riposava, e i suoi occhi si fermarono sulla bianca armatura che sosteneva la vetrata. In un angolo di quella casa di vetro, si ergeva una mensola fornita di lucidi strumenti e delicatamente costruiti, di cui egli non comprendeva a qual uso fossero destinati per quanto gli fosse poi possibile di riconoscere fra quelli un termometro a minima....
La tenue tinta verdastra di quella sostanza simile al vetro che lo circondava da ogni parte, oscurava ci che si trovava al di l, ma nonostante pot distinguere un vasto appartamento di maravigliosa apparenza con in faccia una specie d'arco, di un passaggio immenso a guisa di volta, semplice per e bianco.
Contro questa capanna di vetro, erano appoggiati dei mobili: una tavola ricoperta con un tappeto color argento, che luccicava come il corpo scaglioso di un pesce; due sedie di forma graziosa, e, sulla tavola, un gran numero di piatti con diverse pietanze accatastate le une sulle altre, una bottiglia e due bicchieri. Fu assalito da un appetito indescrivibile.
In mezzo a tutto ci egli non distingueva nessun essere umano e, dopo aver esitato un momento, agit i piedi e le mani per togliersi da quel materasso trasparente, e tent di rizzarsi in piedi sul suolo pulito e bianco, ma aveva calcolato male le sue forze, poich venne meno, traball e dovette appoggiarsi alla parete di vetro per riprendere l'equilibrio. Per un momento, la fragile parete, pur piegandosi come se fosse stata di gomma, resistette alla pressione della sua mano, poi si spezz con una leggera detonazione, con un colpo simile ad una bolla che scoppia. Il dormente, completamente stordito, salt fuori, nel gran salone che aveva intraveduto e per non stramazzare a terra si attacc alla tavola facendo cadere uno dei bicchieri che rimbomb senza spezzarsi: finalmente riusc a sedersi su una poltrona.
Quando si fu un po' rimesso, prese la bottiglia, riemp il secondo bicchiere e bevve: non era acqua per, sibbene un liquido incolore dal profumo leggero e da un grato sapore che lo ristor immediatamente: quindi pos il bicchiere e si guard intorno.
L'appartamento non perdeva affatto n in dimensione n in magnificenza per non esser pi veduto a traverso la trasparenza verdastra della parete. La volta che egli aveva notata, conduceva a uno scalone che menava, senza esser chiuso da nessuna porta, ad un immenso corridoio trasversale. Tal passaggio era fiancheggiato da terse colonne formate di una sostanza azzurro-cupa, venate di bianco, da cui saliva il tumulto di un'agitazione umana; un rumore di voci confuse, mormorio continuo ed uniforme.
Ora che si sentiva proprio sveglio, rimaneva seduto, in ascolto, dimenticando le vivande che gli stavano davanti.
Ma tutto ad un tratto si ricord di esser semi-nudo, e cercando qualche cosa per cuoprirsi, scorse una gran veste nera gettata sopra una sedia; se l'aggiust attorno al corpo, e torn a sedersi tutto tremante.
Sempre pi sentiva una gran confusione nella sua mente: era evidente che aveva dormito, e durante il suo sonno l'avevano trasportato.... Ma dove?.... E chi era quella gente, quella folla lontana dietro quelle colonne di un azzurro cupo? Boscastle?
Di nuovo si vers un bicchiere del liquido incolore e ne bevve alcuni sorsi.
Qual era quel luogo che i suoi sensi percepivano come una decorazione animata, a traverso un fremito sottile? Attorno a s egli esaminava quella bella e semplice armonia del salone non guastata da nessun ornamento, e vide che in un certo punto il soffitto presentava un'apertura circolare da cui la luce entrava a gran fasci e mentre che egli stava guardando, una specie d'ombra ondeggiava regolarmente, passando e nascondendo l'apertura, per scomparire e riapparir di nuovo facendo ogni volta un rumore che si confondeva col sordo tumulto dell'atmosfera.
Avrebbe voluto chiamare, ma dalla sua gola non usc che un debole suono: allora si alz e col passo incerto dell'ubriaco si diresse verso il corridoio arcuato: discese, titubante, gli scalini, inciampando nei lembi della veste nera, nella quale era avvolto; poi dovette aggrapparsi ad una delle colonne azzurre, per non cadere.
Il corridoio si allungava, offrendo una deliziosa prospettiva di azzurro e di rosso, terminando in lontananza con uno spazio chiuso da una specie di balcone splendidamente illuminato, una balaustra che si proiettava in una estensione nebbiosa che aveva l'aria di essere l'interno di qualche costruzione gigantesca. In lontananza si ergevano vaste costruzioni architettoniche. Ora il suono delle voci si innalzava alto e chiaro, e sul balcone, volgendo le spalle a Graham, stavano tre personaggi dai ricchi abiti ampli e ondeggianti, di una tinta cangiante, che, gesticolando fra loro, parevano assorti in una conversazione animata. Il frastuono di una gran moltitudine saliva potente e in quel momento parve a Graham di veder passare l'estremit di una bandiera, poi un oggetto colorato, un'acconciatura o un abito di un azzurro pallido che brill un momento lanciato in aria al di sopra della balaustrata e poi ricadde. Gli parve anche di distinguere in mezzo a quel mormorio, una parola che fu ripetuta pi volte.... "Si sveglier". Ud un grido acuto, indistinto, e tutto ad un tratto, i tre individui si misero a ridere.
Ah! Ah! Ah! sogghignava uno di essi, un uomo dai capelli rossi, dal corto vestito color porpora.... Quando chi dorme si sveglier?... Quando?
E, con aria beffarda, guard dalla parte della galleria mentre la sua faccia e tutto il suo corpo dalla testa ai piedi, sub un improvviso cambiamento e le sue membra diventarono irrigidite....
A tale esclamazione gli altri due compagni si voltarono vivamente e rimasero immobili. Quelle tre facce presero allora un'espressione di costernazione che gradatamente si trasform in un grande spavento....
Ad un tratto Graham sent piegarsi le ginocchia: il suo braccio che teneva la colonna ricadde a poco a poco.... Volle camminare, traball, e cadde colla faccia contro terra.
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Capitolo 4.
L'eco del tumulto.
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Prima di perdere i sensi, parve a Graham di udire uno squillante suonar di campane: seppe in seguito di esser rimasto inanimato, sospeso per pi di un'ora, fra la vita e la morte. Riavutosi si ritrov sul suo lettuccio trasparente, e sent al cuore e al petto un calore sovreccitante: l'apparecchio di colore scuro era stato sostituito al suo braccio da una fasciatura.
La bianca cornice era sempre al suo posto, ma la sostanza trasparente e verdastra da cui era circondata, era sparita interamente. Un uomo, vestito di violetto cupo, uno di quei tre che aveva veduto sul balcone, osservava la sua faccia con un'estrema attenzione.
Da lontano, con molta insistenza, giungeva fino a lui il rimbombante squillo delle campane, mentre un mormorio confuso gli faceva indovinare una moltitudine echeggiante in massa un medesimo grido.... Il rumore di una porta chiusa improvvisamente fece voltare Graham. Egli vide l'uomo dai capelli rossi che l'aveva scoperto per primo.
Che cosa significa tutto ci? balbett lentamente. Dove mi trovo?
Gli parve che gli venisse chiesto di ripeter la sua domanda, ma la frase non fu finita. L'uomo vestito di violetto, parl con voce dolce, esprimendosi con un lieve accento straniero, almeno cos parve al Dormente.
Siete sano e salvo. Vi hanno trasportato qui, dal luogo in cui siete caduto, dormendo. Non abbiate nessun timore: da qualche tempo siete caduto in un profondo letargo.
Disse ancora qualche altra parola che Graham non pot udire: quindi stur una piccola fiala che gli venne prta: Graham sent che gli aspergevano la fronte e per un minuto egli prov la sensazione di essere avvolto in una nebbia profumata. Quindi chiuse gli occhi dal piacere, rianimato da una deliziosa freschezza.
Vi sentite meglio? domand il personaggio vestito di violetto, a Graham che riapriva gli occhi.
Era un uomo simpatico, di una trentina d'anni, dalla bionda barba a punta. Un ricco fermaglio d'oro chiudeva la sua veste.
S, fece Graham.
Avete dormito un po' di tempo.... un sonno catalettico.... Avete capito? Catalettico! Ci vi sorprender forse.... ma io posso assicurarvi che tutto va bene.
Graham non rispose, ma parve rassicurato da tali parole: i suoi sguardi si posavano or sull'uno, or sull'altro dei volti che lo circondavano e che l'osservavano in un modo strano.
Sapeva per di dover essere in qualche luogo, in Cornovaglia, ma egli non poteva accordare con quest'idea l'ambiente attuale.
Una preoccupazione che aveva invaso il suo spirito negli ultimi momenti di lucidit a Boscastle gli torn in mente: una risoluzione decisa e un po' trascurata. E a mezza gola chiese:
Avete telegrafato al mio cugino Warming che abita in Chancery Lane, 27?
Tutti l'ascoltavano con molta attenzione, ma nonostante dovette ripeter la frase.
Che articolazione gutturale! mormor l'uomo da' capelli rossi.
Telegrafato? domand il personaggio dalla barba bionda, con evidente stupore.
Vuol parlare di un telegramma elettrico, dichiar il terzo, un giovanotto dai diciannove ai vent'anni, dalla faccia avvenente.
L'uomo dalla barba bionda dette in un'esclamazione.
Quanto sono sciocco! Potete esser sicuro che tutto sar fatto, Sire, disse a Graham. Temo per che sar difficile telegrafare.... al vostro cugino poich in questo momento esso non  a Londra: ma non vi tormentate per questo; voi avete dormito molto tempo, e la cosa pi importante  quella di riprendere il sopravvento, o Sire.
Graham prov una certa sorpresa nel sentir ripetere quel titolo per la seconda volta, ma s'immagin che forse la parola inglese "Sir" (signore) era mal pronunciata da quegl'individui non abituati ad una tal lingua.
Bene, bene, disse Graham, e parve rassicurato.
Tutto ci era molto enigmatico: evidentemente quei tre personaggi dall'imponente abbigliamento sapevano benissimo ci che facevano. Pur nonostante essi avevano un aspetto strano e il salone pure era strano. Chi sa che egli non fosse stato trasportato in uno stabilimento di recente costruito.
Ad un tratto ebbe un dubbio: se si trovasse esposto in qualche sala pubblica! Ah, come avrebbe allora detto il fatto suo a Warming e senza tante reticenze! Ma no, era impossibile: tal congettura non reggeva, tanto pi che in una pubblica sala non l'avrebbero lasciato nudo.
Poi, d'un sol colpo, intravide la verit: non vi fu intervallo percettibile fra il sospetto e la certezza: pass dall'uno all'altra senza accorgersene.
Improvvisamente si rese conto che il suo letargo era durato un periodo di tempo considerevole; con quella specie di processo che  la lettura del pensiero, interpret lo stupore misto a rispetto dei volti curiosi che lo esaminavano.
Egli li scrut ansiosamente in preda a un'intensa emozione: pareva che gli leggessero negli occhi. Mosse le labbra per parlare, ma non pot. Nel momento stesso della sua scoperta, fu assalito da un inesplicabile impulso di nascondere il proprio pensiero: contempl i suoi piedi nudi senza proferir parola: non aveva pi desiderio di parlare e tremava violentemente.
Allora gli fecero prendere una sostanza fluida e rosea da' riflessi verdastri, dopo di che pot sentire che le sue forze ritornavano.
Questo.... questo mi fa bene.... mi sento meglio, disse con voce fioca; e tali parole furono accolte da un mormorio di rispettosa ammirazione.
La sua convinzione si riaffermava ora: volle parlare, ma gli fu nuovamente impossibile: emise un grosso sospiro e tent per una terza volta.
Quanto tempo, chiese poi con voce velata, quanto tempo ho dormito?
Molto tempo, rispose l'uomo dalla barba bionda, lanciando a' suoi compagni una rapida occhiata.
Quanto tempo?
Un tempo lunghissimo.
Va bene.... va bene.... disse Graham con eccitazione. Ma io vorrei.... Forse per degli anni?.... Per molti anni?...  accaduto qualche cosa.... Ho dimenticato. Mi sento disorientato. Ma voi.... E qui fu soffocato da un singhiozzo. A quale scopo voler simular con me?... Quanto tempo ho dormito?
Tacque: aveva il respiro irregolare.... Si stropicci gli occhi colle congiunture delle dita; quindi incroci le braccia aspettando che gli si rispondesse. I tre uomini si consultarono a voce bassa.
Cinque o sei anni? insist debolmente. Di pi?
Molto di pi.
Pi di sei anni?
Molto di pi.
Egli li guard: sembrava che dei diavoletti accaniti gli contraessero i muscoli della faccia. Col suo sguardo cercava d'interrogarli.
Molti anni, aggiunse l'uomo dalla barba rossa.
Graham si sforz di mettersi a sedere sul letto e colla scarna mano si asciug una lagrima.
Molti anni, ripet.
Quindi chiuse ermeticamente gli occhi; li riapr ed esamin intorno a s, l'una dopo l'altra, tutte quelle cose cos estranee per lui.
Quanti anni? interrog.
Preparatevi ad una sorpresa.
Ebbene?
Pi di una "grossa" di anni.
Quel termine barocco lo irrit.
Pi di che?
Due di quegli uomini scambiarono alcune parole, ma di tali rapide riflessioni, non pot cogliere che la parola "decimale".
Quanto tempo avete detto? domand Graham. Quanti anni? Non prendete codest'aria.... Parlate.
Ancora un colloquio a mezza voce di cui al suo orecchio non giunsero che queste quattro parole:
Pi di due secoli.
Che cosa? esclam Graham rivolgendosi all'uomo che aveva pronunziato quella frase. Che ha detto...? Che cosa vuol dire?... Pi di due secoli?
S, fece l'uomo dalla barba rossa, duecento anni.
Graham ripet quelle parole. S'aspettava che gli venisse indicato un lungo periodo di tempo, pure quelle parole: "Due secoli", lo annientavano in modo indescrivibile.
Duecento anni, disse ancora, mentre nell'anima sua pareva si spalancasse un profondo abisso. Quindi: Oh! ma!...
I tre compagni rimasero muti.
Voi.... avete proprio detto il vero?
Duecento anni. Due secoli interi, spieg l'uomo dalla barba rossa.
Vi fu un minuto di silenzio: Graham spi i loro volti e cap che ci che aveva udito era proprio la verit.
Ma  impossibile, esclam con tono lamentoso. Io sogno.... Letargo.... Ma il letargo non dura tanto.... Non  una cosa ben fatta.... Vi prendete un brutto giuoco di me.... Ditemi.... Alcuni giorni fa.... io passeggiavo lungo la costa di Cornovaglia.....
Ma la voce gli manc.... L'uomo dalla barba bionda esitava.
Non sono molto forte su questo punto.... asser debolmente, e lanci un'occhiata agli altri due.
 esattissimo, conferm il pi giovane. Boscastle, nell'antico ducato di Cornovaglia.... era situato nella regione Sud Ovest al di l delle pasture.... Esiste ancora una casa.... Io vi sono stato.
Boscastle.... e Graham guard quel giovane. Proprio Boscastle.... Il piccolo porto di Boscastle: devo essermi addormentato laggi.... in qualche luogo.... Non ricordo pi tanto bene....
E si strinse la testa fra le mani mormorando:
Pi di duecento anni!
Colla faccia contratta, si pose a parlar velocemente mentre dentro di s aveva il cuore ghiacciato.
Ma se veramente ho dormito per duecento anni, tutti quelli che ho conosciuti, tutti gli esseri umani che ho veduto e ai quali ho parlato prima di addormentarmi, devono esser tutti morti.
Nessuno rispose: ed egli riprese:
La regina e tutta la famiglia reale, i ministri la Chiesa e lo Stato indistintamente, ricchi e poveri, gli uni come gli altri.... tutti devono esser morti. L'Inghilterra esiste sempre? E Londra? Ed io dove sono in questo momento? A Londra? Ah! davvero, voi siete il mio assistente.... E anche loro?
Stupito egli li guardava.
Ma perch sono qui? No, non parlate. Non vi muovete.... Tacete. Lasciatemi.
Tacque stropicciandosi lungamente gli occhi e quando stacc le mani dalla faccia vide presentarsi un altro bicchierino di quel fluido rosato che vuot d'un fiato e il cui benefico effetto fu anche questa volta quasi immediato. Subito dopo aver bevuto cominci a piangere liberamente.
Tale sfogo gli procur un gran sollievo. A traverso le lagrime osservava i suoi compagni, e improvvisamente scoppi in una sciocca risata.
Ma.... due.... cento.... anni, esclam.
E dopo una smorfia convulsa si nascose la faccia fra le mani. Dopo alcuni momenti divenne pi calmo: allora si sedette colle mani sulle ginocchia, in un atteggiamento quasi simile a quello nel quale lo aveva trovato Isbister sulla roccia di Pentargen. Poco dopo, la sua attenzione fu attratta da una voce forte e imperiosa e dai passi di un personaggio che si avanzava.
Che cosa fate voi? Perch non mi avete avvertito? Avreste potuto facilmente prevederlo. Guai al colpevole.... Bisogna lasciare in pace quell'uomo. Le porte sono chiuse? Tutte le porte? Bisogna assolutamente lasciarlo in pace e non dirgli niente. Gli  forse stato detto qualche cosa?
L'uomo dalla barba bionda fece una riflessione a bassa voce: e Graham, guardando al di sopra delle spalle di lui, vide venire un personaggio di bassa statura, grosso, grasso e imberbe, dal naso aquilino, dal collo largo, dal mento pronunciato. Folte sopracciglia nere, leggermente oblique, che si ricongiungevano quasi al di sopra del naso, oscuravano degli occhi di un grigio scuro che davano alla sua fisonomia un'espressione spaventosa e bizzarra.
Fiss Graham con aria minacciosa, poi, bruscamente si rivolse all'uomo dalla barba bionda.
Gli altri, disse con accento oltremodo irritato, farebbero meglio ad andarsene.
Andarcene? fece l'uomo dalla barba rossa.
Certamente.... Via, uscite, ma state attenti che le porte siano ben chiuse dietro di voi.
I due uomini ai quali si rivolgeva un tale ordine, giraron sui tacchi, e obbedirono dopo aver rivolto uno sguardo di compianto a Graham; per invece di uscire dal passaggio a volta, come egli credeva, si diressero verso il gran muro senz'apertura che fiancheggiava l'appartamento dalla parte opposta.
Allora accadde un fatto sorprendente: una lunga striscia di quel muro, solido in apparenza, si ripieg con un rumore secco rimanendo sospeso sopra ai due uomini che se ne andavano, quindi ricadde. Cos Graham rimase solo col nuovo venuto e coll'individuo dal vestito rosso, dalla barba bionda.
Per un momento l'uomo di bassa statura non prest la minima attenzione a Graham, ma si mise ad interrogar l'altro, nel quale s'indovinava un suo sottoposto, su ci che era accaduto. Egli si esprimeva chiaramente, ma con certe frasi che Graham non intendeva che a met: quel risveglio cos improvviso sembrava essere per quel personaggio non solo un motivo di sorpresa, ma di costernazione e di noia: in una parola ci gli procurava un'estrema agitazione.
Non bisogna far nascer tanta confusione nel suo spirito raccontandogli troppe cose, ripeteva spesso, non bisogna imbrogliar le sue idee.
Quando l'altro ebbe risposto a tutte le domande rivoltegli dal suo superiore, si volt verso l'uomo ridestato e l'osserv con un'espressione incerta.
Vi sentirete un po' sbalordito, gli chiese. 
Moltissimo.
Il mondo.... ci che ne vedete vi parr strano?
Per quanto strano mi possa sembrare, bisogner pure che ci viva.
Lo capisco anch'io.
E prima di tutto, non ritenete necessario ch'io abbia di che vestirmi?
Vi hanno detto.... cominci a dir l'uomo grasso; ma s'interruppe: l'uomo dalla barba bionda scambi un'occhiata con lui, quindi si allontan.
Ma  proprio vero ch'io ho dormito duecento anni? domand Graham.
Ve l'hanno detto, non  vero? Duecentotr, per essere esatti.
Ora Graham cedeva alla realt: colle sopracciglia rialzate, gli angoli della bocca abbassati, egli rimase un momento senza parlare, quindi domand:
Qui vicino vi sar certo o un mulino o una dinamo? E senza aspettar la risposta: Suppongo che le cose sian cambiate in una maniera spaventosa, non  vero? Che significano queste grida?
Nulla, disse l'uomo grasso con impazienza.  il popolo.... Capirete meglio in seguito.... forse. Avete ragione: le cose sono molto cambiate.
Egli parlava in tono breve, colle sopracciglia contratte, lanciando delle occhiate intorno a s come se avesse cercato di prendere una decisione, di fronte a una improvvisa difficolt.
Ad ogni modo bisogna procurarvi dei vestiti e tutto il resto: intanto sar meglio che restiate qui: nessuno verr a disturbarvi. Avete anche bisogno di farvi radere.
Graham si pass la mano sul suo mento rugoso: in quell'istante l'uomo dalla barba bionda che ritornava verso di essi, si ferm di botto, stette per un momento in orecchi, guard il suo superiore corrugando la fronte e rialzando le sopracciglia, quindi si slanci precipitosamente per il passaggio a volta dalla parte del balcone.
Il tumulto e le grida aumentavano; l'uomo grasso si allontan un poco per ascoltare e, masticando ad un tratto una bestemmia, rivolse lo sguardo su Graham con un'espressione ostile. Il rumore agitato di una moltitudine di voci aumentava e diminuiva: grida ed acclamazioni; fischi e schiamazzi si confondevano insieme; per un momento fu uno strepito come di colpi e grida acute, seguiti da uno scoppietto simile a quello prodotto dal legno sottile quando  secco.
Graham tese l'orecchio cercando di percepire in quell'inesplicabile tumulto un suono riconoscibile: e finalmente pot capire una frase ripetuta incessantemente, una frase distinta.
Rimase alcuni minuti nell'incertezza di avere o no udito bene, ma certo le parole erano proprio queste: Mostrateci il dormente! mostrateci il dormente!
L'uomo grasso scatt e si precipit verso il corridoio.
 insensato! esclam. Come hanno fatto?... Sanno o indovinano?
La risposta si perdette fra il rumore.
Io non ci posso andare, fece l'uomo grasso. Bisogna che mi occupi di lui. Ma fateli stare in ordine dal balcone.
Ancora una risposta che Graham non pot intendere.
Dite che non si  svegliato.... Dite quello che volete, ve ne lascio la libert.
E dopo queste ultime parole, l'uomo grasso torn in fretta da Graham.
Vi occorre subito un vestito, dichiar. Non potete restar qui seminudo.... e sar impossibile di....
Si allontan rapidamente mentre Graham invocava una risposta alle sue supplichevoli domande: un minuto dopo era di ritorno.
Non posso dirvi ci che accade.  troppo difficile a spiegarsi. Fra un minuto avrete il vostro vestito.... S.... fra un minuto. Poi potr condurvi via e farete presto a conoscere a quali difficolt andiamo incontro.
Ma queste voci? Gridavano....
S: gridavano, dicevano qualche cosa intorno al dormente.... a voi.... Essi hanno fantasticato.... non so su che cosa.... non so nulla....
Una campana dal suono acuto, gett la sua nota stridula in mezzo al lontano frastuono.... Intanto quello sgarbato personaggio si accost rapidamente ad un piccolo gruppo di apparecchi, posti in un angolo della sala: ascolt un momento, e guardando un globo di cristallo, inclin la testa e pronunci alcune parole indistinte.... Quindi si diresse verso il muro in fondo: la parete si alz come una tenda e l'uomo rimase in piedi aspettando.
Graham alz il braccio e fu sorpreso della forza procuratagli dal benefico cordiale e si sedette accavalciando una gamba sopra l'altra. Egli non provava pi n vertigini n stordimenti e durava fatica a credere a un cos rapido miglioramento, si tast ad una ad una le membra....
L'uomo dalla barba bionda ricomparve nel corridoio arcuato e nello stesso tempo un ascensore si ferm dinanzi al personaggio di bassa statura: ne usc un individuo magro dalla barba grigia, che portava un giustacuore di color verde scuro; che aveva un involto in mano.
 il sarto! disse il capo presentando con un gesto il nuovo venuto. Questo abito nero non era per voi e non capisco come abbia potuto trovarsi qui. Ma lo sapr: oh! se lo sapr!
Farete pi presto che vi sar possibile, non  vero? disse al sarto.
L'individuo vestito di verde s'inchin e, avanzandosi, venne a sedersi sul letto accanto a Graham. Le sue maniere erano calme, ma i suoi occhi esprimevano una vivissima curiosit.
Troverete la moda molto cambiata, Sire, cominci a dire senz'alzare la testa. Quindi apr il fagotto e un insieme confuso di stoffe lucenti si sparse sulle sue ginocchia. Voi vivevate, Sire, continu, in un'epoca essenzialmente cilindrica.... con una tendenza alla forma emisferica nei capelli.... nelle curve.... perpetuamente.... All'epoca attuale....
E in un baleno tir fuori un piccolo apparecchio dalle dimensioni di un orologio: fece scattar la molla e tutto ad un tratto apparve, come in un kinetoscopio, un piccolo personaggio vestito di bianco che camminava e girava sulla mostra in tutti i versi.
Poi, prendendo un campione di raso di un bianco lievemente ombreggiato di azzurro:
 cos, su questo modello, ch'io mi propongo di vestirvi.
Abbiamo pochissimo tempo, disse il padrone, andando a porsi accanto a Graham.
Fidatevi di me, rispose il sarto. La mia macchina sar qui fra qualche secondo.
Che cos' questo? domand l'uomo del diciannovesimo secolo.
Ai vostri tempi vi veniva mostrato un figurino, spieg il sarto. Osservate invece il progresso moderno. 
La bambolina ricominci le sue evoluzioni con un vestito differente.
O questo?
E facendo ancora scattare la molla, mostr un'altra bambolina vestita con un abito voluminoso, che, come l'altra, si pavoneggiava sul quadrante. Il sarto aveva dei movimenti rapidissimi, ma ci non gli imped di guardare due o tre volte, dalla parte dell'ascensore: usc subito dopo un adolescente anemico dai capelli corti, dai lineamenti che lo facevano somigliare ad un cinese, dall'abito di una tela grossa color celeste pallido. Egli spingeva silenziosamente una macchina assai complicata montata su delle rotelle: nello stesso momento il sarto fece sparire il piccolo kinetoscopio e invit Graham a star dritto dinanzi alla macchina; quindi borbott alcune istruzioni a cui l'individuo da' capelli corti rispose con una voce gutturale e in una lingua che Graham non pot capire. Allora quel giovane si diresse verso gli apparecchi, davanti ai quali tenne un incomprensibile monologo mentre il sarto faceva muovere un certo numero di braccia articolate che terminavano con piccoli dischi spiegandole fino a che i dischi si trovassero aderenti al corpo di Graham; uno sopra ogni spalla, altri ai gomiti, un altro al collo e cos via di seguito in maniera che alla fine non se ne contavano meno di quaranta sul suo corpo e sulle sue membra.
Intanto in quella sala era entrata ancora un'altra persona portata dall'ascensore. Il sarto mise in azione un meccanismo che produceva dei movimenti ritmici con un debole rumore e subito dopo egli disfece di un sol colpo la leva mettendo Graham in libert. Il sarto gli rimise il mantello nero; l'uomo dalla barba bionda gli porse un bicchierino colmo di una fluida sostanza rinfrescante, e Graham pot vedere a traverso il vetro, un giovanotto dal volto pallido che lo guardava con una strana insistenza. Il personaggio grasso, agitato e impaziente, passeggiava in quel tempo su e gi per la sala: dopo poco per gir sui tacchi e s'inoltr nel passaggio a volta per giungere al balcone da cui proveniva, in raffiche cadenzate, il rumore di una folla lontana.
L'adolescente dai capelli corti consegn al sarto un rotolo di raso azzurro, che ambedue applicarono al meccanismo nella stessa maniera con cui si fissava un rotolo di carta nella macchina da stampare del secolo diciannovesimo. Quindi, spingendo la macchina a traverso alla sala sulle silenziose rotelle, la portarono in un angolo, dove una specie di canapo intrecciato usciva graziosamente dal muro: a questo congiunsero la macchina stessa che cominci a funzionare con una meravigliosa rapidit.
Che cosa fanno laggi? chiese Graham accennando col bicchiere vuoto quei sarti affaticati, e tentando d'ignorare l'esame minuzioso che gli faceva subire il nuovo venuto.  forse.... un genere di forza motrice.... in applicazione?
S, rispose l'uomo dalla barba bionda.
Chi  quello l? E indicava il personaggio grasso, dietro di lui, nel corridoio.
L'uomo vestito color porpora si accarezz la barbetta, esit, e rispose a mezza voce:
 Howard: il vostro primo guardiano. Capirete, Sire, che ci  un po' difficile a spiegarsi. Il consiglio nomina un conservatore capo e dei dipendenti. Questo salone, date alcune eccezioni,  stato aperto al pubblico perch esso potesse venirci a suo piacere: ora per la prima volta ne abbiamo chiuse le porte: ma.... se ci non v'interessa, lascier a lui l'incarico di tutto spiegarvi....
Strano!... pensava Graham. Conservatore? Consiglio? Quindi voltando le spalle al nuovo venuto, chiese a bassa voce: Perch quell'uomo mi guarda cos fisso?  forse un magnetizzatore?
Un magnetizzatore?  un "capillotomista".
Un "capillotomista?"
S: uno dei capi. Il suo onorario annuale ammonta a sei dozzine di leoni d'oro.
Queste ultime parole parvero una vera assurdit per Graham che, colla mente turbata, dovette fare innumerevoli sforzi per capirne il senso.
Sei dozzine di leoni? ripet.
Al vostro tempo non esistevano,  vero? Credo di no.... Voi avevate ancora le antiche lire sterline. I leoni sono adesso le nostre unit di monete.
Ma, che cosa dicevate mai.... Sei dozzine?
S: sei dozzine, Sire. Infatti, tutte le cose, anche le pi piccole, sono cambiate. Voi vivevate in un'epoca in cui vigeva il sistema decimale, il sistema arabo.... le diecine, le minuscole centinaia e le migliaia. Noi abbiamo ora undici cifre ed impieghiamo una sola cifra per esprimere dieci e una sola per esprimere undici: due cifre per una dozzina. Una dozzina di dozzine fa una grossa, quantit, questa, un po' pi grande del vostro centinaio: una dozzina di grosse fa una "dozanda", e una dozanda di dozande una "miriade". Come vedete  una cosa semplicissima.
Capisco.... fece Graham. Ma quel capill.... come lo chiamate?
L'uomo dalla barba bionda lanci un'occhiata sopra alla spalla di Graham.
Ecco il vostro vestito, disse.
Graham si volt ad un tratto e vide il sarto in piedi, vicino a lui, che sorrideva tenendo sulle braccia un abito evidentemente nuovo, mentre il giovane dai capelli corti spingeva con un solo dito la macchina complicata verso l'ascensore col quale era stata portata.
Graham guardava stupito il vestito gi eseguito.
Non vorrete mica farmi credere?...
Terminato in questo momento, interruppe il sarto.
Quindi, lasciando cadere gli abiti a' piedi di Graham, s'incammin verso il letto dove solo pochi minuti prima stava disteso Graham, ne respinse le materasse e drizz lo specchio.
Un continuo e furibondo squillar di campanelli, chiam il personaggio grasso verso gli apparecchi. L'uomo dalla barba bionda si precipit verso di lui, quindi si allontan rapidamente per il corridoio. Dopo un momento ritorn dalla parte del balcone: il personaggio grasso lasci gli apparecchi per corrergli incontro: e insieme si misero a parlare in fretta, a bassa voce, manifestando in tutti i loro movimenti una grande ansiet.
Intanto il sarto aiutava Graham a indossare un abito color rosso cupo che combinava in se stesso calze, pantaloni e giacchetta.
Tal vestito era ricoperto da un mantello sapientemente complicato, ma graziosissimo, di un bianco azzurrognolo: e cos Graham fu vestito alla moda.
Contemplandosi nello specchio vide il suo volto pallidissimo, i capelli lunghi, la barba folta. Almeno non era pi nudo; anzi era di una eleganza certa, ma indefinibile.
Bisogna che mi faccia la barba, disse.
Fra poco, fece Howard.
Il giovane che lo fissava insistentemente, chiuse gli occhi, li riapr, e stendendo la sua scarna mano si avanz verso Graham: quindi si ferm, fece dei gesti lenti, e parve cercasse qualche cosa intorno a s.
Una sedia! esclam Howard con impazienza, e in meno di un secondo l'uomo dalla barba bionda aveva posto una sedia dietro a Graham. Sedetevi, ve ne prego, invit Howard.
Graham esit. In una mano dell'individuo dallo sguardo fisso, egli vide risplendere un oggetto luccicante.
Non indovinate, Sire? esclam l'uomo dalla barba bionda con una premurosa cortesia. Esso vi taglier i capelli.
Oh! fece Graham comprendendo. Ma come lo chiamate....
Un "capillotomista" precisamente. Esso  uno de' pi brillanti artisti del mondo.
Graham si sedette, l'uomo dalla barba bionda disparve e il "capillotomista" si avvicin con modi graziosi esaminandogli gli orecchi, osservandolo tutto tastandolo dietro alla testa e chi sa quanto si sarebbe trattenuto a contemplarlo, se Howard non avesse dato segni di visibile impazienza. Allora con movimenti rapidi e con una serie di utensili velocemente maneggiati, si affrett a radergli il mento, quindi accuratamente gli tagli i capelli e gli aggiust i baffi. Egli fece tutto ci senza proferir parola con l'aria di un poeta nel momento dell'ispirazione. Appena finita questa faccenda, Graham fu calzato.... ma improvvisamente si udirono grida acute che pareva provenissero da un apparecchio meccanico posto in un angolo della sala.
Subito.... subito.... Il popolo sa tutto, da un capo all'altro della citt. Il lavoro  sospeso. Venite senza indugiare un minuto!
Tali notizie parvero turbare enormemente Howard e da' suoi gesti, Graham cap che egli esitava fra due direzioni opposte: finalmente and verso l'angolo ov'era posto l'apparecchio vicino al piccolo globo di cristallo. Durante questo tempo tutto quel rumore, quello schiamazzo, che non era cessato un minuto, muggiva come un vento impetuoso, che talvolta sembrava soffiar l vicino, quindi s'indeboliva come in una rapida fuga. 
Tal rumore esercitava su Graham un fascino irresistibile: e rivolgendo uno sguardo verso il grasso personaggio, cedette al suo impulso. In due salti fu in fondo allo scalone, si slanci nel corridoio, e, in men di venti passi, giunse sul balcone dove aveva veduto affacciati i tre uomini.
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Capitolo 5.
Le strade che camminano.
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Quando fu alla balaustra, alz la testa.
Un'esclamazione di sorpresa scoppi al suo apparire mentre un gran disordine avveniva nella piazza spaziosa. E prima di tutto prov una gran meraviglia. Il luogo che si offriva alla sua vista era la navata di un edifizio titanico, di un'architettura dalle proporzioni stravaganti che si stendeva in una curva immensa tanto a destra che a sinistra. Sopra alla sua testa potenti contrafforti si slanciavano e si ricongiungevano attraverso l'enorme vastit dell'arcata, e dei telai guarniti di una materia translucida intercettavano il cielo.
Globi giganteschi spandevano una luce fredda e bianca oscurando i pallidi raggi solari che filtravano dall'alto, attraverso le reticelle di metallo. Qua e l dei lievi ponti aerei sospesi nello spazio, da cui apparivano dei passeggieri come piccoli punti, erano gettati sull'abisso, mentre delle corde sottilissime tessevano nell'aria una colossale tela di ragno.
Volgendo la testa, Graham si accorse che l'edifizio sulla facciata del quale si trovava, continuava ad elevarsi a picco sopra di lui: l'altra facciata era grigia e oscura; interrotta da grandi atrii, da aperture circolari, da ampie terrazze, da contrafforti, da spiccate torricelle, da una miriade d'immense finestre e da una confusione di ornamenti architettonici. Attraverso questa facciata erano impresse, orizzontalmente e obliquamente, iscrizioni tracciate in lettere sconosciute a Graham. Alcune corde di una grossezza notevole erano fissate qua e l alla volta, e, descrivendo una rapida curva andavano a perdersi in insenature dalla parte opposta. Nel momento stesso in cui l'attenzione di Graham s'occupava di tali dettagli, fu improvvisamente distolta dalla lontana apparizione di un omettino vestito di celeste pallido. Quella piccola forma umana, arrampicata molto in alto, dall'altra parte della volta, all'estremit di uno di quei festoni, maneggiava delle funi quasi appena visibili, quindi s'impadroniva improvvisamente del contrafforte con terrificante sveltezza. Graham sent un gran colpo al cuore. Quell'uomo percorse tutta la curva, ingolfandosi in un edifizio rotondo, praticato nel muro opposto.
Quando Graham era venuto sul balcone, aveva, prima di tutto, rivolto lo sguardo sulla volta, e ci che ora aveva veduto sopra e in faccia a s, aveva cattivato la sua curiosit, pi di ogni altra cosa. Ma ad un tratto scopr la strada e questa non era una strada nel vero senso che Graham dava a questa parola, poich nel diciannovesimo secolo, le pubbliche strade erano semplici sentieri fatti di materiale immobile, in cui s'incrociavano carrozze e veicoli, fra due minuscoli marciapiedi. La strada che egli vedeva era larga cento metri ed era tutta mobile eccettuata la parte inferiore e centrale.
Per un momento, un tal movimento continuo fece nascere nel suo spirito una vera confusione. Poi, cap.
Sotto il balcone, quella strada veramente straordinaria si allontanava rapida verso la destra di Graham a guisa di un fiume infinito e precipitoso; come un treno espresso del diciannovesimo secolo: era una piattaforma interminabile, fatta di strette sbarre traversali sovrapposte, avente piccoli spazi intermedii che le permettevano di seguire le curve della strada. Vi si vedevano delle panche, e, qua e l, dei piccoli chioschi che sfilavano sotto gli occhi di Graham con una velocit tale che non gli era affatto possibile di distinguere ci che essi contenevano. Da quella piattaforma, la pi prossima e la pi rapida, una serie di altre piattaforme scendevano verso il centro: ciascuna delle quali piegava verso la destra con un'andatura sensibilmente pi lenta di quella della sua vicina; ma la differenza di velocit era tanto leggera da permettere a chiunque di passare da una piattaforma all'altra, e di arrivar cos senz'interruzione e senza fermarsi, dalla via pi rapida alla via centrale immobile.
Al di l di quella via centrale, un'altra serie di piattaforme infinite si dirigevano con diversa velocit verso la sinistra di Graham. Una innumerevole moltitudine che presentava una meravigliosa disuguaglianza, stava seduta sulle due piattaforme le pi rapide e le pi larghe, andava dall'una all'altra scendendo gli scalini, o si pigiava formicolante sullo spazio centrale.
Non bisogna star qui, esclam Howard, mettendosi improvvisamente accanto a lui. Venite subito da questa parte.
Graham non rispose: egli udiva senza capire. Le piattaforme correvano con un sordo brontolo e le persone che esse portavano si spolmonavano senza tregua. In una tal confusione egli pot distinguere a prima vista, donne e fanciulle da' capelli sciolti, vestite riccamente, ornate di nastri che s'intrecciavano sul loro seno. Poi, constat che la nota dominante in quel caleidoscopio di costumi era un colore azzurro pallido, simile a quello del vestito indossato dal commesso del suo sarto. Finalmente giunsero fino a lui queste grida:
Il Dormente! Che cosa e accaduto al dormente?
E gli sembr che una moltitudine innumerevole di figure umane, piccole macchie pallide, si affollassero sulle mobili piattaforme, moltiplicandosi sempre pi, formando una massa compatta. Vide delle mani che lo indicavano e not che lo spazio immobile, nel centro dell'enorme arcato, e precisamente in faccia al balcone, s'ingombrava di una folla enorme d'individui vestiti di celeste pallido.
Improvvisamente nacque un gran disordine: pareva che la folla venisse respinta sulle piattaforme in cammino, da ogni parte, e che, suo malgrado, dovesse sgombrare di l. Ma appena quella gente si trovava ad una certa distanza dal grosso della folla, tornava correndo verso il conflitto.
 il dormente!  proprio lui! gridavano.
Ma no: non pu essere, rispondevano altre voci.
Tutte le facce si volgevano a guardarlo. Negli intervalli, lungo la superficie centrale, Graham not delle aperture, delle cavit, nelle quali, secondo ogni apparenza facevan capo alcune scale su cui formicolavano delle persone che salivano e scendevano senza interruzione. Una lotta maggiore s'impegnava su quella scala che pi delle altre era vicina al balcone.
Qualcuno lasciando le strade in movimento, vi si precipit saltando con destrezza di piattaforma in piattaforma. E coloro che si ammucchiavano sulle piattaforme superiori sembravano dividere la loro curiosit fra quel punto e il balcone. Un certo numero di minuscoli personaggi ostinati e risoluti, dall'uniforme rosso scarlatto, agivano metodicamente compatti, allo scopo di proibire l'accesso a quella scala: ma rapidamente la folla faceva ressa intorno a loro e il colore della loro uniforme offriva un violento contrasto colla tinta azzurro pallido degli avversari, giacch non c'era da dubitare che non vi fosse lotta.
Mentre dinanzi agli occhi di Graham si svolgevano successivamente tutte queste scene, Howard non finiva di gridargli all'orecchio e di scuoterlo invano per le braccia: ma tutto ad un tratto Howard disparve e Graham rimase solo. Egli si accorse che le grida assumevano proporzioni colossali e che le persone che stavano sulla piattaforma pi vicina erano in piedi. La rapida via, alla sua destra, era deserta, e, in faccia, tutte le strade che correvano in direzione opposta arrivavano, cariche di persone, e dopo averle depositate tornavano indietro vuote. Con una incredibile velocit nello spazio centrale, sotto i suoi occhi, si era radunata una folla immensa, una folla mobile e densa; i gridi della quale, dapprima intermittenti, si precisavano ora in un fracasso immenso e incessante.
Il dormente! Il dormente!
A tali grida si univano acclamazioni di gioia: si agitavano e si slanciavano per l'aria vestiti e cappelli.
Fermate le piattaforme! strillavan delle voci.
Poi, un nome sconosciuto a Graham echeggi per l'aria: un nome dalle sillabe strane.
Ostrog.
Le piattaforme pi lente si riempirono in breve di una folla brulicante che correva incontro al movimento, in modo da trovarsi in faccia al balcone su cui stava Graham.
Fermate le strade, si udiva vociferare intorno.
Degli individui pi agili si slanciavano dal centro, fino alla via pi rapida accanto a lui: gli passavano rapidamente daccanto, urlando cose incomprensibili, poi ritornavano obliquamente, correndo fino alla piattaforma centrale.
Graham non distingueva che una frase.
 proprio il dormente!  lui,  lui! affermavan quelle voci.
Dapprima Graham rimase al suo posto senza fiatare: poi prov la vivissima sensazione che tutto ci si riferiva a lui stesso e rimase entusiasmato di quella popolazione maravigliosa: la salut col capo; poi, cercando un gesto ancor pi significativo, lev in aria il suo braccio. Quel movimento provoc un uragano di acclamazioni, tanto che Graham rimase stupefatto. Il tumulto attorno alla scala discendente assunse proporzioni colossali. In breve egli scorse dei balconi affollati: uomini che si calavano con delle corde, altri che, seduti sopra una specie di trapezio, si dondolavano vertiginosamente attraverso lo spazio. Dietro a s ud delle voci che si avvicinavano e not ad un tratto che Howard, il suo guardiamo, era tornato e gli stringeva il braccio cos forte da fargli male mentre gli gridava negli orecchi parole incomprensibili. Graham si volt: la faccia di Howard era livida.
Venite via di qui. Essi fanno fermare le strade. La citt intera sar sottosopra.
Alcuni si precipitarono lungo il corridoio dalle colonne azzurre: l'uomo dai capelli rossi, quello giovane dalla barba bionda, uno alto vestito di rosso scarlatto, e altri e altri ancora, vestiti di rosso, tutti armati di bastoni, i volti dei quali esprimevano un'ansiet ardente, impaziente.
Portatelo via, ordin Howard.
Ma perch? domand Graham, io non vedo....
Bisogna venir con noi, dichiar con tono imperioso l'uomo vestito di rosso. La sua bocca e i suoi occhi avevano una espressione risoluta.
Lo sguardo di Graham andava dall'uno all'altro, e d'improvviso la sua mente fu attraversata dall'idea chiara, distinta di ci che la vita ha di pi sgradevole: esser vittima della violenza. Poi si sent stringere fortemente il braccio.... lo trascinavano via.... Il tumulto aument, raddoppi ad un tratto, come se la met delle grida che si elevavano da quella strada meravigliosa avesse invaso i corridoi del grande edifizio dietro di lui.
Turbato, stordito, invaso da un impotente desiderio di resistere, Graham si sentiva quasi trascinato, quasi spinto lungo il corridoio dalle colonne azzurre, e improvvisamente si trov solo con Howard, in un ascensore che lo trasportava rapidamente verso regioni pi elevate.
...
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Capitolo 6.
La hall dell'Atlante.
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Dal momento in cui il sarto si era congedato da Graham con una profonda riverenza, al momento in cui egli entr nell'ascensore, erano trascorsi cinque minuti appena. La nebbia di quel sonno immenso avvolgeva e oscurava ancora il suo spirito; lo stupore di trovarsi ancor vivo in quel secolo lontano, gettava sopra ogni cosa una magia, un carattere irrazionale, confondendo il sogno colla realt. Egli esisteva, spettatore attonito, nella vita attuale alla quale ricominciava ad appartenere: ci che aveva veduto e in special modo quell'ultimo tumulto, quel movimento formidabile, contemplato dall'alto del balcone, diveniva come un grandioso spettacolo che si pu seguire dal palchetto di un teatro.
Non ci capisco proprio niente, disse, che cosa  accaduto? Tutto gira nella mia testa. Ma perch urlano? Qual pericolo si teme?
Vi sono delle difficolt, rispose evasivamente Howard, evitando di fissare gli occhi interrogatori di Graham. Attraversiamo un periodo di agitazione, e infatti la vostra apparizione, il vostro risveglio avvenuto proprio in questo momento, hanno una specie di rapporto....
Parlava con frasi spezzate, come un uomo che non pu respirar bene: ad un tratto s'interruppe:
Non ci capisco nulla, ripet Graham.
Capirete chiaramente in seguito, rispose Howard alzando la testa con inquietudine come se l'ascensore salisse troppo lentamente.
Comprender meglio senza dubbio quando mi sar orientato un poco, osserv Graham perplesso. Ci  per me cos torbido.... s sconcertante. Ora le cose sono s strane: bisogna aspettarsi tutto.... tutto nei particolari stessi. La vostra numerazione, a quanto ho potuto capire,  molto differente.
L'ascensore si ferm ed essi infilarono una specie di corridoio stretto ma lunghissimo, chiuso da alte mura, lungo le quali s'intrecciava una quantit straordinaria di canne e di grossi canapi.
Che immensit qui, esclam Graham.  questa forse la forma d'un solo edificio? Che luogo  questo?
 una delle strade della Citt destinata a vari servizi pubblici, illuminazione e altro.
Era un tumulto popolare, una sollevazione quello.... quello che ho potuto vedere sulla grande piattaforma? Come siete governati? Avete sempre una polizia?
Parecchie.
Parecchie?
Circa quattordici.
Non capisco.
 assai probabile. La nostra organizzazione sociale vi sembrer molto complicata. Per dir la verit, non la capisco bene nemmeno io, e forse nessuno. Pu darsi per che la comprendiate pi tardi, fra poco.... Ora bisogna recarsi al Consiglio.
L'attenzione di Graham lottava fra la necessit presente di rassegnarsi e la curiosit che gli mettevano addosso le persone che incontrava nei corridoi e nelle sale.
Lungo i passaggi, nelle stanze, gli uomini in uniforme rossa costituivano la met della folla; invariabilmente essi lo guardavano con rispetto e lo salutavano insieme a Howard.
I vestiti azzurro pallido che aveva veduto in gran numero sulle strade mobili non c'erano affatto in quel luogo. Sempre andando dietro a Howard, egli entr in un lungo corridoio dove alcune bambine eran sedute su delle seggiole basse, come in una scuola. Egli non vide nessun maestro, soltanto un apparecchio bizzarro dal quale s'immagin che dovesse uscire una voce. Le fanciulle, a quanto pot accorgersi, squadravano lui e il suo compagno con curiosit e meraviglia; cap che dovevan conoscere Howard ma non il nuovo venuto, e che si domandavano chi poteva essere; ma prima che avesse potuto farsi un'idea chiara di ci che era questa riunione, fu condotto pi lontano. Quell'Howard sembrava un personaggio abbastanza importante; eppure non era che il guardiano di Graham. Subito dopo essi sboccarono in un corridoio rischiarato da una luce crepuscolare; vi era sospeso un marciapiede in modo che delle persone che passavano non si potevano vedere che i piedi e le caviglie; poi sembr a Graham d'attraversare delle gallerie dove poche persone si rivolgevano meravigliate a guardare i due uomini e le loro guardie vestite di rosso. L'effetto salutare dei liquidi che aveva bevuto non era che temporaneo e la fretta con cui camminava lo stanc presto, perci chiese al compagno di rallentare il passo. Entrarono allora in un ascensore i cui finestrini davano sulla strada, ma siccome non si potevano aprire che a una certa altezza era impossibile vedere le piattaforme della strada; nonostante Graham pot scorgere alcune persone che per mezzo di lunghi canapi saltavano degli strani e fragili ponticelli.
Giunti ad un'altezza considerevole, essi attraversarono la strada sopra un ponte interamente circondato di vetro e cos trasparente che il solo pensarci dava la vertigine a Graham tanto pi che anche il pavimento era di vetro.
Rammentandosi le rive scoscese di New-Quay a Boscastle, ricordo tanto lontano riguardo al tempo, ma tanto vicino nel suo spirito; gli sembr che questi ponti raggiungessero un'altezza di quattrocento piedi al di sopra delle strade movibili.
Egli si ferm chinandosi a guardare in basso tutto quel formicolio di vestiti azzurri e di uniformi rosse, che dall'alto apparivano rimpiccioliti, tutta quella gente che si spingeva per farsi strada, accennando con gesti vivaci il balcone che da lontano sembrava minuscolo, lo stesso balcone dal quale poco prima Graham aveva dominato lo spettacolo. Un tenue vapore e la vivida luce delle grandi lumiere investivano tutto e tutti. Seduto in una specie di piccola culla, intrecciata da assi sconnesse, un uomo pass come una palla di cannone che, lanciata da un punto pi alto ancora sdrucciolasse rapidamente lungo un canapo; quasi pi rapidamente che se fosse lasciata addirittura cadere. A quel punto, e senza volere, Graham si ferm per osservare quello strano passeggiero che disparve in una grande apertura circolare che guardava molto pi in basso; poi spinse di nuovo lo sguardo verso la folla tumultuosa.
Sopra una delle vie pi veloci una truppa compatta, una confusione di macchie rosse, comparve ad un tratto; s'inoltr avvicinandosi al balcone e si rivers come un torrente sulle strade meno rapide, verso la fitta moltitudine a cui sopra abbiamo alluso, che si dibatteva nella parte centrale.
Quegli uomini vestiti di rosso erano armati d'un grosso bastone, una specie di clava colla quale colpivano ripetutamente.
Un tumulto spaventoso scoppi ad un tratto; grida di collera, urli di dolore o di spavento assordirono Graham che ne rimase sbalordito e tremante.
Avanti, grid Howard trascinandolo per un braccio.
Un altr'uomo scivol vertiginosamente lungo un canapo e Graham alz vivamente la testa per vedere di dove uscivano quegli acrobati: a traverso il tetto vetrato  l'inviluppo di funi, di travi, di sbarre, delle vaghe ombre sembravano proiettare dalle ali d'un mulino a vento che girava con un movimento ritmico; tra uno spazio e l'altro s'intravedeva un lontano lembo di cielo azzurro. Sempre trascinato da Howard egli aveva attraversato il ponte e s'era introdotto in uno stretto passaggio ornato di disegni geometrici.
Non voglio veder pi nulla, grid Graham opponendo resistenza.
No, no, rifiut Howard senza lasciargli il braccio. Venite da questa parte.
E gli uomini rosso-vestiti sembravano pronti a rinforzare i suoi ordini. Alcuni negri dalla curiosa uniforme nera e gialla, che dava loro l'aspetto di grosse vespe, comparvero in fondo al corridoio; uno di essi s'affrett a tirar su, facendola bruscamente sdrucciolare, un'assicella che Graham aveva preso per una porta e precedette gli altri in una galleria che dava in una vasta sala dove lo stesso negro vestito di giallo e nero fece scivolare una seconda intelaiatura, quindi attese. Quel luogo sembrava un'anticamera, e vi era in mezzo un certo numero di persone; da una parte s'apriva al di sopra di qualche gradino una vasta ed imponente entratura adorna d'una stoffa spessa che serviva da portiera, un lembo della quale, sollevato, lasciava intravedere al di l una stanza ancor pi grande, dove Graham scorse altri uomini vestiti di rosso dal volto bianco, altri negri, nero e giallo vestiti, in piedi, rigidi e immobili vicino alla porta. Quando egli attravers la galleria tutti gli sguardi si fissarono su di lui e nello stesso tempo una voce risuon:
Il dormente.
Per mezzo di un'uscita aperta ad un tratto nel muro di quest'anticamera, il piccolo gruppo s'introdusse in un altro passaggio, e sbocc in una galleria metallica dalla ringhiera di ferro che s'allungava a met altezza, lungo la parete della gran sala intravista dietro la portiera.
Graham entr da un angolo di questa sala, di modo che rimase meravigliato della sua enorme grandezza. Pi delle altre ancora questa seconda stanza era riccamente decorata; nella parte pi lontana e pi rischiarata, s'innalzava sopra un piedistallo una gigantesca e bianca statua di Atlante, muscoloso e imponente, sostenente il Globo sulle sue spalle reclinate.
Questa allegoria colp la sua attenzione; quel colosso era cos meravigliosamente e pazientemente lavorato e cos bianco e semplice; salvo questa statua ed un palco nel centro, il pavimento non era che un nitido spazio. Il palco perduto nell'immensit della sala avrebbe potuto assomigliarsi ad una semplice placca di metallo se non vi fosse stato quel gruppo di sette uomini in piedi attorno a una tavola dando per esempio, l'idea delle sue proporzioni.
Essi erano vestiti di bianco; sembrava che si fossero alzati in quel momento dalle loro seggiole e squadravano Graham con insistenza. Dall'altra parte della tavola il dormente vide scintillare degli apparecchi meccanici, e avrebbe voluto osservarli meglio, ma Howard lo condusse lungo la galleria fino a che si fermarono in faccia alla maestosa statua della forza; anche gli uomini vestiti di rosso si fermarono rimanendo ciascuno a lato di Graham.
Bisogna che voi restiate qui qualche minuto ancora, mormor Howard e senza aspettare risposta entr nella galleria.
Ma perch? domand Graham.
Egli fece l'atto d'accompagnare Howard, ma un uomo dall'uniforme rossa gli sbarr il cammino.
Bisogna aspettare qui, Sire.
Ma perch?
Ordini, Sire.
Quali ordini?
Ordini che ci hanno dato, Sire.
Il volto di Graham manifest una collera mal repressa.
Dove sono? egli interrog ancora. Chi sono queste persone?
Sono i signori del Consiglio, Sire.
Quale Consiglio? Oh! si content di dire Graham e dopo aver fatto, vicino all'altro guardiano un tentativo ugualmente inutile, egli s'avanz verso la ringhiera e guard, meravigliato, quegli uomini vestiti di bianco, che, stando in piedi, lo esaminavano da lontano parlando fra loro a voce bassa.
Il Consiglio?
S'accorse che ora erano otto, e non pot capire come aveva fatto ad entrare il nuovo venuto.
Che cosa poteva essere questo Consiglio, questo piccolo gruppo riunito ai piedi della simbolica statua d'Atlante, lontano da tutti gli orecchi curiosi, in quel luogo cos impressionante? A che scopo l'avevan condotto dinanzi a quei personaggi che l'osservavano in modo s strano e parlavano di lui senza che egli potesse comprendere nulla? Howard ritorn, avanzandosi vivamente sul pavimento nitido, verso il gruppo dei Consiglieri.
Davanti al palco egli s'inchin facendo qualche bizzarro movimento in apparenza cerimonioso; poi gravemente si ferm in piedi vicino ad alcuni apparecchi, in fondo alla tavola. Graham spiava il colloquio senza per riuscire a capir niente; di quando in quando uno degli uomini dall'abito bianco volgeva uno sguardo verso di lui, e Graham maggiormente tendeva l'orecchio ma invano perch era troppo distante. Ora gli oratori s'animavano nei loro gesti ed egli li guard ancora un momento, poi si mise ad osservare i segni passivi delle guardie che lo accompagnavano. Quando guard di nuovo verso il palco, vide Howard che stendeva le mani e scuoteva la testa come un uomo che protesta; gli sembr che uno di quelli vestiti di bianco lo interrompesse dando un colpo sulla tavola.
La conversazione, a quanto Graham pot giudicare, dur un tempo interminabile; egli alz gli occhi verso il gigante immobile ai piedi del quale si teneva il Consiglio, quindi volse un'occhiata intorno. La sala era adornata con dei lunghi dipinti in stile quasi giapponese, molti dei quali erano bellissimi, raggruppati in una vasta e sontuosa incorniciatura di metallo scuro, che terminava nelle cariatidi metalliche delle gallerie e nelle grandi linee architettoniche della sala. La grazia delicata di tali ornamenti faceva ancor pi risaltare la forza potente della bianca statua che era il centro della composizione.
Allorch Graham torn a guardare verso il Consiglio vide che Howard scendeva i gradini del palco e not che aveva il volto acceso e che brontolava a voce bassa.
Poco dopo egli ritorn dall'entrata della galleria, col volto ancora stravolto.
Di qui, disse brevemente e si diressero, in silenzio verso una porticina che si apriva loro dinanzi.
I due uomini vestiti di rosso, si fermarono da una parte e dall'altra in modo da permettere a Howard e a Graham di passare: quest'ultimo volgendo la testa, vide i consiglieri vestiti di bianco sempre in piedi in gruppo serrato che lo seguivano cogli occhi. Quindi la porta si chiuse pesantemente dietro di loro e per la prima volta dopo essersi svegliato, Graham si trov in un profondo silenzio. Il pavimento stesso non faceva alcun rumore sotto i suoi piedi. Howard apr un'altra porta che dava su due stanze contigue dalla mobilia bianca e verde, ed entrarono nella prima.
Dunque qual  questo consiglio? chiese Graham. Che cosa discutevano? Perch si occupano di me?
Howard chiuse accuratamente la porta, emise un profondo sospiro e pronunzi alcune parole a voce bassa, quindi attravers la stanza e si volt indietro brontolando ancora e interrompendo le sue frasi con frequenti esclamazioni di collera.
Auf! sospir alla fine come sollevato.
Graham lo guardava.
Bisogna certo avvertirvi, cominci Howard senza tanti preamboli, evitando di guardar Graham, che il nostro ordine sociale  assai complesso. Una semi-spiegazione, un'esposizione incompleta e difettosa di fatti, non vi darebbero che un'impressione falsa.... In realt non si tratta che di un affare di interessi composti.... Il vostro piccolo patrimonio, quello del vostro cugino Warming da voi ereditato.... insieme a certi altri assegnamenti....  diventato assai rilevante. E, per ragioni difficili a comprendersi, voi siete ora un personaggio importante.... importantissimo.... implicato nell'organismo mondiale.
Tacque.
Davvero? domand Graham.
Abbiamo gravissime perturbazioni sociali.
Davvero?
Le cose sono arrivate a un tal punto da ritenere indispensabile di chiudervi qui.
Sicch m'imprigionate? esclam Graham.
Ma!... Noi vi chiediamo di voler stare in disparte....
Sapete che tutto ci  molto strano! protest Graham al colmo dell'irritazione.
Non vi sar fatto alcun male.
No?
Ma  indispensabile che restiate chiuso qui dentro.
Il tempo necessario perch sia informato sulla mia posizione, non  vero?
Precisamente.
Allora va benissimo: vi ascolto; che cosa significa questo "alcun male"?
Ora non posso spiegarlo.
Perch?
 una storia troppo lunga, Sire.
Ragione di pi per cominciar subito. Voi avete detto che sono un personaggio importante. Che cosa significano quelle grida che ho udito? Perch il popolo si agita nel sapere che il mio letargo  finito, e chi sono mai quegli uomini vestiti di bianco nell'immensa sala del Consiglio?
A tempo debito saprete tutto, Sire, rispose Howard, ma non cos di punto in bianco.... Noi attraversiamo uno di quei periodi incerti in cui gli animi sono eccitati.... Nessuno s'aspettava che voi vi destaste.... Il Consiglio delibera....
Qual Consiglio?
Il Consiglio che avete veduto.
Questo non  giusto, fece Graham con un gesto di vivacit. Si doveva tenermi al corrente di ci che accadeva.
Bisogna che aspettiate.  assolutamente necessario.
Graham sedette bruscamente.
Credo che, giacch ho aspettato tanto per ritornare in vita,  meglio che aspetti ancora un poco.
 molto meglio, approv Howard. S, ci  molto meglio. Ora bisogna che vi lasci solo per un momento.... mentre assister alla deliberazione del Consiglio.... Mi dispiace....
E si diresse silenzioso verso, la porta, davanti a cui esit un poco, ma poi sparve. Graham si avanz verso quella porta, tent di aprirla, la trov ermeticamente chiusa con un sistema per lui incomprensibile, fece un mezzo giro, passeggi febbrilmente per la stanza, e fin col mettersi a sedere. Rimase per alcuni minuti colle braccia incrociate sul petto, le sopracciglia corrugate, mordendosi le mani e sforzando di riordinare nella sua mente le differenti scene del caleidoscopio in quella prima ora di resurrezione: i vasti spazii meccanici, la enorme lotta che infieriva in quelle vie strane, le interminabili serie di sale e di corridoi, il piccolo gruppo lontano di quegli antipatici personaggi sotto la colossale statua di Atlante, e finalmente il misterioso contegno di Howard.
Gi intravedeva qualche immensa eredit, un'eredit illecitamente impiegata, che gli dava una potenza e delle prerogative senza esempio.... Che doveva fare? E il silenzio di quella camera chiusa testimoniava abbastanza eloquentemente la sua prigionia.
Nello spirito di Graham si form la convinzione irresistibile che quella serie d'impressioni magnifiche fosse un sogno.
Volle chiudere gli occhi e vi riusc, ma quando li riapr si accorse che non aveva sognato davvero. Allora si mise a toccare e ad esaminare ad uno ad uno i mobili cos poco famigliari che adornavano le due stanzette, e guardando in uno specchio ovale vide riflessa la sua immagine e ne rest stupefatto.... Vestito con un elegante abito color porpora e bianco, di un bianco azzurro, con la barbetta grigiastra, tagliata a punta, coi capelli neri fra i quali brillavano alcuni fili d'argento, accomodati accuratamente sulla fronte, ma in un modo cos strano! pareva un uomo di forse quarantacinque anni. Per un istante non si rese conto che quella fosse proprio la sua immagine, e riconoscendosi, scoppi in una gran risata.
Dovrei andar cos dal vecchio Warming, esclam, e farmi offrire un pranzo alla trattoria.
Quindi pens a ciascuno degli antichi amici avuti nella sua giovinezza, e in mezzo a quei cari e piacevoli ricordi dovette convenire che tutti coloro coi quali avrebbe potuto ora rallegrarsi erano morti da anni e anni.... A tal pensiero fu clto da una dolorosa angoscia, e il suo volto impallid sotto l'effetto di quell'improvvisa costernazione.
Il ricordo tumultuoso delle piattaforme mobili, e dell'enorme facciata di quella strada meravigliosa, gli torn in mente: rivide distintamente la folla plaudente; rivide quei consiglieri vestiti di bianco, lontani, muti, ostili, ed allora si sent un essere molto piccolo, sperduto, impotente, miseramente in evidenza in un mondo inverosimile.
...
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...
Capitolo 7.
Nelle stanze silenziose.
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...
Graham era tornato ad esaminar l'appartamento: la curiosit, a dispetto della fatica, lo teneva in moto. La camera in fondo era alta: il soffitto a forma di cupola, aveva nel centro un'apertura oblunga che terminava in un cannone simile ad un imbuto, nel quale girava un largo ventilatore apparentemente destinato ad aspirar l'aria, e la debole nota di quel meccanismo era l'unico suono in quella stanza silenziosa. Negli intervalli che facevano le ali del ventilatore, Graham pot intravedere alla sfuggita un lembo di cielo e fu sorpreso di scorgervi una stella: quindi osserv la sfarzosa illuminazione di quelle stanze, dovuta a un gran numero di lampade incandescenti e sottili, disposte lungo la cornice del muro. Nessuna finestra: allora si ricord che in tutti i saloni immensi, in tutti i corridoi che aveva attraversato con Howard, non aveva notato alcuna finestra. Ve ne erano? A dire il vero, esistevano delle aperture che si aprivano sulla vasta strada, ma erano state forse praticate allo scopo di dar la luce? O la citt tutta intera era sempre illuminata affinch non esistesse la notte?
Un altro problema si presentava alla sua mente: nessuna delle due stanze era provvista di caminetti: si era forse in estate o quegli appartamenti non erano altro che per la stagione calda? O tutta la citt era uniformemente riscaldata o raffrescata? Tali domande lo interessarono; allora esamin la superficie liscia dei muri, il letto costruito cos semplicemente, le ingegnose disposizioni per mezzo delle quali il servizio domestico era praticamente abolito. E in tutto, nella stessa strana assenza di ogni ornamento  nella grazia nuda di forma e di colore egli si sentiva sodisfatto. Vi erano numerose sedie molto comode, una leggera tavola montata su ruote silenziose e carica di bottiglie, di bicchieri e con due piatti colmi di una sostanza chiara che somigliava alla gelatina. Nessun libro, nessun giornale; non il necessario per scrivere.
Il mondo  cambiato davvero! pens fra s.
Sopra un intero piano della seconda stanza, not dei cilindri doppi disposti in linee bizzarre su cui erano tracciate iscrizioni verdi su fondo bianco, che armonizzavano col sistema decorativo della stanza stessa. Inoltre, nel centro di quel riquadro, un piccolo apparecchio di circa un metro quadrato sporgeva leggermente, volgendo verso la stanza una superficie liscia e bianca e avendo davanti a s una sedia. Per un momento pens che tali cilindri potessero essere dei libri, o un nuovo sistema sostituito ai libri, ma l'aspetto era ben diverso.
I caratteri impressi su quei cilindri lo confondevano: a prima vista parevano scritti in lingua russa; poi pot distinguere qualche parola, ma mutilata o bizzarramente trasformata. Per esempio questa iscrizione: LOM KI VWLUT ?TRE RWA
s'imponeva alla sua mente sotto l'antica forma: "L'uomo che volle esser re".
Scrittura fonetica, pens Graham.
Vagamente si ricord di aver letto una novella con questo titolo, poi se la ricord esattamente, e con un'altra reminiscenza la qualific: "La pi bella storia del mondo". Ma quell'oggetto che aveva dinanzi a s non era un libro com'egli credeva. Quindi riusc a decifrare i titoli dei due cilindri adiacenti: NEL CUORE DELLE TENEBRE.
Non aveva mai udito parlare di quel libro e nemmeno di questo: LA MADONNA DEL FUTURO.
Nessun dubbio che se fossero stati dei romanzi, i loro autori dovevano esser posteriori al diciannovesimo secolo. E continu per un istante ancora a lambiccarsi il cervello dinanzi a quello strano cilindro, poi lo lasci stare ed esamin l'apparecchio di forma quadrata; apr una specie di coperchio e trov dentro uno dei doppi cilindri. Sullo spigolo superiore vide un piccolo bottone, simile a quello di un campanello elettrico: prov a pigiarlo e sent un rapido scoppiettio che cess quasi subito, poi ud delle voci e della musica e not un giuoco di colori sulla superficie piana. Ad un tratto cap e si trasse indietro per guardare.
Su quella superficie quadrata si dipingeva ora un paesaggio dai colori vivaci, su cui si muovevano minuscoli personaggi e non soltanto si muovevano, ma conversavano insieme con delle vocine molto chiare. Era proprio la realt veduta a traverso un canocchiale e ascoltata da un lungo tubo. Il suo interesse fu improvvisamente attratto dalla situazione che metteva in presenza l'uno dell'altro un uomo che camminava in gi e in su, urlando con parole d'irritazione, e una donnina molto graziosa, ma petulante. Ambedue indossavano quel pittoresco costume che pareva cos strano a Graham.
Io ho lavorato, diceva l'uomo, ma tu, che hai fatto?
Ah! Ah! fece Graham.
Dimenticando ogni altra cosa si mise a sedere sopra una sedia: poco dopo ud parlare di lui. "Quando il Dormente si sveglier", dicevano quasi scherzando, come se recitassero un proverbio per indicare un aggiornamento interminabile, ed egli stesso si consider come un non so che di molto lontano e inverosimile. In un istante quei due personaggi gli eran diventati intimi amici.
Finalmente quel dramma in miniatura termin e la superficie quadrata dell'apparecchio rest vuota.
Era un mondo straordinario quello che aveva veduto, un mondo senza scrupoli, amante del piacere, energico, sottile; un mondo rappresentante una terribile lotta economica. V'eran in quel dramma delle allusioni che non poteva interpretare, rapidi incidenti che gli lasciavano indovinare strane modificazioni del codice morale e dubbiosi miglioramenti. La tela azzurra che occupava un s gran posto in tutte le sue prime impressioni della "Citt", riappariva ancora nell'abbigliamento della maggior parte di quelle persone e non dubit mai che tutta quella storia, di cui il realismo intenso era innegabile, non fosse contemporanea: storia che terminava in una dolorosa tragedia. Rimase senza muoversi, cogli occhi spalancati, dinanzi alla superficie di quell'apparecchio.
Finalmente trasal e si stropicci gli occhi. Era stato cos assorto in quell'imprevisto succedaneo del romanzo di altri tempi, che prov una vera sorpresa, sorpresa quasi simile a quella provata al suo destarsi, nel trovarsi nella stanzetta dai mobili bianchi e verdi. Si alz e bruscamente si vide ancora rinchiuso in quel magico ambiente. Spar la chiarezza di quel dramma kinetoscopico, per dar posto al tumulto osservato nelle vaste strade, al Consiglio misterioso, alle successive fasi del suo risveglio. Quei personaggi del dramma avevano parlato del Consiglio in modo da suggerir l'idea di qualche vago potere universale. Essi avevano fatto allusione al dormente, senza che egli si rendesse conto di esser lui il dormente e dovette fare un grande sforzo per ricordare esattamente ci che avevano detto.
Quindi entr nella camera da letto e tent di poter vedere qualche cosa dall'apertura del soffitto, nei rapidi intervalli delle ali del ventilatore che mentre giravano, facevan sentire un rumore confuso simile a quello di una macchina. Del resto tutto era silenzio. Per quanto una luna perpetua irradiasse incessantemente in quell'appartamento la piccola striscia intermittente di cielo, lass in alto, era adesso di un colore azzurro scuro, quasi nero e cosparsa di piccole stelle.
Volle riprendere: la sua ispezione nelle camere: era impossibile aprire la porta imbottita; e non c'erano n campanelli, n altri sistemi che gli permettessero di chiamar qualcuno. Continuava viva in lui l'impressione di stupore, ma era curioso di essere informato: egli voleva esattamente sapere in qual rapporto si trovasse con tutte quelle novit. Risolvette allora di aspettare con pazienza che venisse qualcuno, ma in breve si sent inquieto, divorato dal desiderio di sapere, d'esser distratto, di provar ancora nuove sensazioni.
Torn vicino all'apparecchio dell'altra stanza e in poco tempo pot scuoprire il mezzo di sostituire nuovi cilindri agli altri, e mentre operava un tal cambiamento, pens, che grazie a quei piccoli strumenti, si poteva dopo un periodo di due secoli, decifrare quella scrittura in un modo chiaro e facile.
I cilindri che a caso, aveva dunque sostituiti agli altri, gli fecero udire una fantasia musicale che via via si faceva magnifica e sensuale, dalle parole della quale riconobbe una versione alterata della storia di Tannhuser. Quella musica era insolita, bizzarra, eseguita in una maniera realista e con lo stesso carattere strano che avevano tutte quelle novit. Tannhuser non andava al Venusberg, ma a una "Citt di piaceri". Che cos'era mai una Citt di piaceri? Certo un sogno, certo la creazione immaginaria di uno scrittore fantastico e voluttuoso....
Graham s'interessava ora a quell'opera che forniva un nuovo elemento alla sua curiosit: la storia si svolgeva con una sentimentalit deliziosa, complicata in una maniera straordinaria. Ad un tratto esso cess d'interessarlo, piacendogli sempre meno via via che si svolgeva.
I suoi sentimenti subirono un completo cambiamento. Per lui non eran pi delle pitture, non eran pi idealit, ma realt fotografate; il Venusberg del ventiduesimo secolo lo disgust, e, dimenticando la parte che aveva il "mondo" nell'arte del diciannovesimo secolo, si abbandon ad un'indignazione arcaica.
Si alz tutto scontento vergognandosi quasi di interessarsi a simili spettacoli, sia pure nella pi assoluta solitudine, e picchi con violenza su quell'istrumento, cercando la maniera di fermare il meccanismo. Qualche cosa si spezz di scoppio: una scintilla violetta colp e agit il suo braccio, ma l'apparecchio si ferm. Quando il giorno dopo volle sostituire nuovi cilindri a quelli del Tannhuser constat che la molla si era rotta. Allora si mise a passeggiare da un capo all'altro della stanza in preda ad un'agitazione intollerabile e smisurata: tutto ci che aveva imparato e veduto, si urtava, si contraddiva, lo turbava. Gli sembrava davvero sorprendente che durante i suoi trent'anni di vita, non avesse mai tentato di farsi un quadro del futuro.
Noi abbiamo preparato l'avvenire, diceva fra s, senza che nessuno di noi pensasse a chiedersi qual sarebbe mai questo futuro di cui noi gettavamo le basi. Ed eccolo qui.... Dove siamo giunti? Che cosa  stato fatto? In che modo mi trovo io stesso in mezzo a tutto ci?
Certo, egli si aspettava di vedere delle strade e delle case immense, una gran moltitudine di persone.
Ma qual parapiglia nelle strade della "Citt" e quale sensualit sistematica in una classe di gente opulenta!... E pensava a Bellamy, il cui eroe, nella sua "Utopia sociale", aveva cos stranamente preveduto tutto ci che ora accadeva. Ma qui, nessuna Utopia, nessuno Stato socialista. Aveva veduto abbastanza adesso, per concludere che l'antica contradizione del lusso, dello sperpero, della sensualit da un lato, e dell'abietta povert dall'altro, regnava ancora e conosceva abbastanza i fattori essenziali della vita per rendersi conto di una tal correlazione. Non soltanto gli edifizi della "Citt" eran giganteschi, innumerevoli le persone nelle strade, ma lo schiamazzo che aveva udito per le vie, l'imbarazzo di Howard, l'atmosfera stessa, parlavan chiaramente di uno scontento colossale. Che paese era quello? gli pareva sempre l'Inghilterra, ma con dei caratteri cos poco inglesi!
Il suo spirito cercava d'indovinare il resto del mondo, ma rimaneva avvolto in un velo enigmatico. Gir per tutto l'appartamento esaminando tutte le cose come avrebbe potuto fare un animale in gabbia: si sentiva molto stanco, ma provava quell'esaurimento febbrile che impedisce il riposo. Stava per lunghi momenti in ascolto, sotto il ventilatore, per veder di capire qualche cosa del lontano tumulto che continuava ancora nella "Citt" e si sorprese a parlare ad alta voce.
Duecentotr anni, ripet pi volte ridendo scioccamente. Allora io ho duecentotrentatr anni: sono il pi vecchio abitante della terra. Certamente, non avranno rinunziato alla tendenza che esisteva ai nostri tempi di affidare il potere al pi vecchio. I miei diritti sono indiscutibili. Ma io vaneggio. Se mi ricordo come fosse ieri le atrocit dei turchi! Ecco un'et davvero enorme. Ah! Ah!
Fu stupito di sentir che rideva, quindi si sedette deliberatamente in bala alla pi completa allegria: alla fine si accorse di condursi come un pazzo.
Via; un po' di calma, pens, un po' di calma.
E continu a passeggiare per la camera pi regolarmente.
Questo nuovo mondo, diceva, io non lo capisco. Perch? Sempre dei perch.... Ora posso anche supporre che la gente voli per l'aria e sappia compiere ogni specie di cose maravigliose. Vediamo se si potesse tentar di unire il passato al presente.
In primo luogo constat con crescente stupore, quanto eran divenuti vaghi i ricordi de' suoi primi anni. Non ne ritrovava che pochi frammenti, in generale i punti pi insignificanti, gli avvenimenti di mediocre importanza. Gli parve poi che la sua infanzia avesse a prima vista lasciato maggiori tracce: ricord i suoi libri di scuola e alcune lezioni di agrimensura, poi i fatti pi importanti della sua vita: pens a sua moglie, morta da molto tempo, alla sua malefica influenza, ora annientata nella corruzione: evoc i volti de' suoi rivali, de' suoi amici, di coloro che gli eran rimasti fedeli e di quelli che lo avevan tradito, i suoi ultimi anni di miseria, le sue risoluzioni oscillanti, e finalmente i suoi studii e il suo lavoro accanito. In capo a un momento si rese conto che tutto quel passato era rimasto indelebile nella sua memoria, avvolto forse nelle tenebre, e simile a del metallo lasciato per molto tempo in disparte, ma non sciupato, n deteriorato, e che ha solo bisogno di esser ripulito. E tutto quel passato si coloriva di una sfumatura di miseria sempre pi profonda.
Valeva forse la pena di ripulire tutti quei vecchi arnesi? Per mezzo di un miracolo egli era stato strappato a una vita divenuta intollerabile....
Pens alla sua condizione attuale: invano lottava coi fatti. Era una matassa molto imbrogliata.
A traverso il ventilatore scorse un lembo di cielo rosato dall'aurora.... un'antica abitudine s'impadron ancora di lui fra gli oscuri ripostigli della sua memoria.
Bisogna dormire, disse.
Il riposo gli apparve come un delizioso conforto alla sua angustia morale, al suo dolore, alla pesantezza sempre crescente delle sue membra: perci si diresse al suo letticciuolo cos bizzarro, vi si stese e non tard ad addormentarsi....
In verit doveva familiarizzarsi con quell'appartamento prima di lasciarlo, poich vi rest chiuso per tre interi giorni, durante i quali, nessuno, eccettuato Howard, entr nella sua prigione. La stranezza del suo destino, si confondeva con quella della sua sopravvivenza e diminuendola in parte, egli aveva fatto la sua riapparizione nella vita unicamente per esserne strappato e gettato in quell'inesplicabile solitudine. Howard veniva regolarmente a trovarlo, portando seco fluidi sottilmente nutrienti e refocillanti, pietanze leggiere e gradevoli, affatto nuove per Graham. Entrando, egli chiudeva accuratamente la porta: ad ogni insignificante domanda del suo prigioniero aumentava la sua gentilezza, ma in quanto ai rapporti esistenti fra Graham e i grandi avvenimenti che in un modo cos misterioso succedevano dietro quelle mura impenetrabili, Howard si rifiutava di dare la pi piccola spiegazione. Del resto egli eludeva il pi garbatamente possibile ogni domanda che riguardasse la situazione degli affari che accadevano fuori, e per quei tre giorni l'attivit cerebrale di Graham fece grandi passi.
Ci che egli aveva veduto, quegli sforzi e quelle preoccupazioni per impedirgli di vedere, tutto ci si agitava nel suo spirito e gli fece formulare innumerevoli ipotesi per spiegare la sua posizione, e, per caso, trov la vera.
Tali divagazioni erano un'eccellente preparazione agli avvenimenti incalzanti che dovevano aver luogo in seguito e, quando finalmente giunse il momento della sua liberazione, egli era pronto ad affrontar qualunque cosa....
Il contegno che Howard teneva con lui, aumentava sempre pi in Graham l'impressione della sua straordinaria importanza; pareva che nel momento in cui la porta si apriva e si chiudeva, lasciasse penetrare tutta un'invasione di eventualit. Graham rivolgeva insistentemente delle domande che ogni volta divenivano pi incalzanti e alle quali Howard sfuggiva, adducendo equivoche impossibilit.
Il vostro risveglio era impreveduto, ripeteva. E per l'appunto vi siete destato alla vigilia di una sommossa sociale che io non potrei spiegarvi senza raccontare la storia da una "grossa" e mezza d'anni fa.
La verit , rispose Graham, che voi avete paura del mio intervento. Mi pare insomma che io potrei esser l'arbitro.... che dovrei esserlo.
Ci non  esatto, ma voi possedete.... Insomma posso ben dirvelo ora.... L'accrescimento automatico delle vostre ricchezze, mette nelle vostre mani.... grandi possibilit di potere.... Inoltre voi eserciterete la vostra influenza.... in diverse maniere, colle vostre idee del diciottesimo secolo.
Del diciannovesimo, corresse Graham.
Colle nozioni che avete del vecchio mondo, ignorante come siete di tutti i caratteri e del come  governato il nostro Stato....
Sono tanto bestia?
No, davvero.
Mi credono capace di agire temerariamente?
Nessuno si aspettava in alcun modo che avreste avuto mai la possibilit di agire.... Nessuno immaginava che finireste realmente collo svegliarvi. Il Consiglio vi aveva circondato di tutte le precauzioni antisettiche.... Ma, in realt, noi vi credevamo morto.... Una semplice sosta nel processo di corruzione.... E.... Ma ci  una cosa troppo complessa.... Noi non siamo.... cos bruscamente.... mentre non siete ancora.... che semi sveglio....
Cattiva scusa, interruppe Graham. Perch non m'imbottiscono notte e giorno di fatti e di avvertimenti e non m'insegnano tutta la saviezza d'oggi giorno, allo scopo di mettermi in grado di sostenere tutte le responsabilit che dovrei assumere? Sono forse in qualunque cosa pi savio oggi di ieri, di quando mi sono svegliato?
Howard muto si mordeva le labbra.
Comincio a provare.... provo ad ogni momento e sempre pi chiaramente l'impressione che esiste un segreto.... un segreto complicato di cui voi avete la chiave.... Che forse questo Consiglio, questo Comitato, come voi lo chiamate, si occupa di falsificare il conto de' miei beni?  forse questo?
Tal dubbio.... protest Howard.
Peuh! fece Graham. In ogni modo tenete bene a mente le mie parole: "Quelli che mi hanno messo qui se ne pentiranno". Sono vivo, non dubitate, son proprio vivo: ogni giorno il mio polso  pi vigoroso e la mia mente pi chiara. Il letargo  finito. Sono un uomo tornato in vita e voglio vivere....
Vivere!
La faccia d'Howard si illumin sotto l'effetto di un'improvvisa ispirazione. Si avvicin a Graham e parl con tono di cordialit e di confidenza.
 per il vostro bene che il Consiglio vi rinchiude qui. Voi siete agitato. Naturalmente.... un uomo energico. Non vi divertite affatto qui. Ma noi teniamo a cuore che ogni vostro desiderio sia.... Forse vorreste.... un po' di compagnia?
Regn un silenzio pieno di sottintesi.
S, fece Graham con aria pensosa. Ho un desiderio.
Ah! ci siamo! Infatti questo  per parte nostra una dimenticanza imperdonabile.
Quella folla in quelle strade laggi....
Per questo, disse Howard, temo che.... Ma.... voi non desiderate avere un po' di compagnia?
Howard rest in piedi vicino alla porta e osservava Graham che passeggiava in gi e in su per la stanza incerto sul vero senso di quell'offerta. Compagnia? Ammettendo che egli accettasse, che domandasse un po' di compagnia.... Sarebbe stato possibile di raccogliere nella conversazione qualche vaga idea della lotta scoppiata nel momento del suo risveglio? Medit ancora, e la proposta gli apparve sotto il suo vero aspetto: allora volgendosi bruscamente ad Howard:
Che cosa intendete per compagnia?
Howard volse gli occhi al cielo alzando le spalle.
Degli esseri umani, rispose con uno strano sorriso sulla grossa faccia. Le nostre idee sociali sono certo.... pi liberali di quelle de' vostri tempi.... Se un uomo desidera sfuggire alla noia che l'opprime.... come nel caso vostro.... in compagnia di una donna, per esempio.... non ci vediamo nessun male. Noi abbiamo sbarazzato il nostro spirito da inutili formule. Nella nostra citt esiste una classe necessaria, discreta.... che non  pi deprezzata come una volta....
Graham rimase stupito.
Cos passerete pi facilmente il tempo, continu Howard. Forse dovevo avervi gi pensato, ma, francamente, v'erano tante altre cose....
E indicava il mondo esterno. Graham esit: per un momento l'immagine di una donna creata improvvisamente dalla sua fantasia, s'impadron del suo spirito con un'intensa seduzione: ma poi ebbe un lampo di collera.
No, esclam camminando a gran passi per la stanza. Tutto ci che voi dite, tutto ci che voi fate mi ha convinto.... che esiste un qualche grande avvenimento in cui sono implicato.... Non ho nessuna voglia di passare il tempo nel modo che mi proponete. S: lo so, il desiderio e la sodisfazione compendiano la vita, in un senso.... ed anche la morte, l'annientamento? Nella mia prima esistenza, prima di addormentarmi, ho lavorato intorno a questa misera questione: ora non voglio pi ricominciare. So che qui esiste una citt.... una folla in rivoluzione.... e durante questo tempo.... sono come un coniglio preso al laccio....
La sua collera aumentava: soffocava, vibrando i suoi pugni chiusi.... e cedendo a una crisi di collera proferiva antiche bestemmie.... I suoi gesti eran diventati minacciosi, pronti a venire a vie di fatto.
Ignoro a qual partito appartenete poich mi tenete in una completa ignoranza, ma so una cosa, cio che sono qui rinchiuso con un'intenzione inesplicabile.... forse delittuosa. Vi avverto dunque e vi prevengo delle conseguenze che potrebbero nascere.... Appena avr riacquistato la mia libert.... il mio potere.....
Ad un tratto cap che tali minacce avrebbero potuto pregiudicarlo, e tacque. Howard lo guardava curiosamente.
Debbo prendere le vostre parole come dirette al Consiglio? domand.
In quel momento Graham sent una gran voglia di saltare addosso a quell'uomo, di ucciderlo o di stordirlo, e il suo volto dovette tradire tale pensiero: ad ogni modo Howard fu pronto a ritirarsi: in breve la porta si richiuse e il fantasma del diciannovesimo secolo si trov nuovamente solo. Per un poco egli rimase come irrigidito, coi pugni stretti, alzati in aria, poi li lasci ricadere con violenza.
Come sono stato pazzo! disse fra s dando libero corso alla propria disperazione battendo i piedi e vociferando ingiurie.
Per molto tempo si abbandon a tale frenesia, imprecando contro la sua situazione, contro la sua stessa pazzia, furioso contro coloro che l'avevano imprigionato. Si ostinava in quella collera per evitare di considerar con calma la propria posizione: e vi si abbandonava ciecamente nel timore di diventar preda della paura.
Pur nonostante si accorse in breve di riacquistar l'uso della ragione. Una tal prigionia era inesplicabile,  vero, ma non c'era da dubitare che le forme legali, le nuove forme legali, non la permettessero. La sua clausura doveva dunque esser legale. Quelle persone erano da pi di duecento anni pi avanzate nella civilt dei suoi contemporanei di un tempo. Era anche poco probabile che fossero meno.... umani. Tuttavia essi avevano liberato il loro spirito dalle formule: la piet, l'umanit, la castit stessa non erano forse delle formule?
La sua immaginazione si mise all'opera per congetturare sulla sorte che gli sarebbe stata riservata: e gli sforzi della ragione per scacciare le sue previsioni, la maggior parte delle quali logicamente ammissibili, furono senza successo.
Perch mi dovrebbero far del male? Se le cose volgessero al peggio, conchiuse finalmente, io non avr che ad acconsentire a ci che essi vogliono. Ma che cosa vogliono? E perch non m'interrogano invece di tenermi chiuso in questo modo?
Quindi riprese le sue meditazioni sulle possibili intenzioni del Consiglio, ed esamin dettagliatamente il contegno di Howard, i suoi biechi sguardi, le sue inesplicabili esitazioni. Per un momento la sua mente si afferr ad un'altra idea.... quella di scappare da quelle stanze. Ma dove avrebbe mai potuto rifugiarsi in quel vasto mondo cos popolato? Si sarebbe trovato pi a disagio di un contadino del medio evo, caduto per caso nella citt di Londra al diciannovesimo secolo.
Chi ne profitterebbe, del male che mi venisse fatto?
Pensava al tumulto, alla grande rivoluzione sociale di cui era divenuto l'oggetto in una maniera cos inconcepibile.
Del resto egli discuteva una tesi che non aveva relazione alcuna co' propri pensieri, ma che stranamente insistente, vagava tra le tenebre della sua memoria....
Un altro Consiglio aveva in altri tempi cos dichiarato:
 necessario che un uomo muoia per tutto un popolo!
...
.
...
Capitolo 8.
Sui tetti.
...
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...
Mentre il ventilatore in moto nell'apertura circolare lasciava rapidamente intravedere un lembo di cielo notturno, giungeva fino al prigioniero un sordo rumore da quella parte.
In piedi, sotto la volta, dibattendosi oscuramente contro lo sconosciuto potere che lo teneva imprigionato e che deliberatamente aveva ora tentato di sfidare, Graham trasal ad un tratto al suono di una voce.
Pieno di stupore alz la testa, e vide fra gli intervalli del ventilatore in moto, la faccia e le spalle di un uomo che l'osservava; ad un tratto una mano urt le ali dell'apparecchio che dopo avere oscillato un momento ricominci a girare, mentre dagli orli della fine lama cadeva a gocce sul pavimento una sostanza nerastra come pioggia silenziosa.
Graham guard in terra e vide del sangue: rialz la testa stranamente sorpreso. L'uomo era sparito.
Egli rimase muto e immobile: tutti i suoi sensi eran tesi verso quel piccolo angolo ottuso, poich si era fatto fuori un buio completo.... Credette di vedere delle piccole macchie, deboli, lontane, vaganti leggermente a traverso l'aria esterna che discendevano capricciose, vorticose, e scomparivano poi, cacciate dalla colonna d'aria, aspirate dal ventilatore. Un raggio luminoso tremol.... quelle macchie s'illuminarono vivamente di una candida luce, quindi daccapo le tenebre. Dal suo ritiro, ben riscaldato e arieggiato, Graham si accorse che fuori, a pochi piedi distante da lui, nevicava.
Egli indietreggi fino al capo opposto della stanza, poi torn sotto il ventilatore; cos pot distinguere una testa, udire un bisbiglio, un colpo forte sopra una sostanza metallica, uno sforzo, delle voci.... e finalmente il ventilatore si ferm. Una raffica di fiocchi di neve penetr nella stanza, fondendosi al calore prima ancora di aver toccato il suolo.
Non abbiate paura, grid una voce.
Chi siete? mormor Graham.
Per un momento non si udirono che le oscillazioni del ventilatore; quindi un uomo introdusse con precauzione la testa dall'apertura dell'apparecchio. Il volto di esso appariva quasi arrovesciato: i suoi capelli erano umidi di neve liquefatta: aveva il volto giovanile, gli occhi lucenti e gonfie le vene della testa. Pareva facesse ogni possibile sforzo per conservar l'equilibrio.... e per alcuni secondi n lui n Graham parlarono.
Siete voi il dormente? domand finalmente lo straniero.
S, rispose Graham. Che cosa volete?
Vengo da parte di Ostrog, Sire.
Ostrog?
L'uomo nel ventilatore si volt in modo che Graham pot vederlo di profilo.... pareva che egli ascoltasse.... ad un tratto echeggi per l'aria un grido d'allarme e l'intruso si rigett indietro, proprio a tempo per evitare il colpo del ventilatore lasciato andare.... Graham non vide pi che le ali in movimento e, negli intervalli, la neve che cadeva lentamente.
Cos sar trascorso un quarto d'ora senza che nessuno riapparisse dall'alto del soffitto: ma finalmente si fece sentire il solito rumore metallico: i bracci si fermarono e la neve ricominci a cadere.
Graham era rimasto in piedi tutto quel tempo, al medesimo posto, in ascolto, fremendo in tutta la persona. Dall'apertura riconobbe la testa dell'individuo.
Chi siete? Che cosa volete? domand.
Vogliamo parlarvi, Sire, rispose l'uomo. Vogliamo.... Eh! Stavo per abbandonar tale impresa! Sono tre giorni che cerchiamo di giungere sino a voi.... Tre giorni.
 la libert quella che mi si offre? mormor Graham.  la fuga?
S, Sire, se lo volete.
Voi siete del mio partito.... del partito del Dormente?
S, Sire.
Che cosa debbo fare?
Qui avvenne una gran confusione: l'intruso pass il braccio, la sua mano sanguinava, e le sue ginocchia apparvero sopra l'orlo del parapetto.
Attenzione! Allontanatevi di cost, disse poi lasciandosi cadere ai piedi di Graham.
Il ventilatore, lasciato andare, gir vorticosamente producendo un forte rumore: lo straniero gir su se stesso, e in breve fu in piedi tutto commosso tenendosi la spalla ferita e fissando Graham co' suoi occhi lucenti.
Siete proprio voi il Dormente, disse. Io vi ho veduto addormentato quando la legge permetteva a tutti di vedervi.
Io sono colui che era in letargo, spieg Graham. Sono stato imprigionato: e mi trovo qui da quando mi sono svegliato.... da tre giorni almeno.
Lo sconosciuto parve pronto a parlare, ma udendo un rumore gett una rapida occhiata verso la porta e, improvvisamente lasciando Graham, corse da quella parte gridando parole incoerenti. Fra le sue mani brill un corto coltello d'acciaio col quale colp ripetutamente il cardine della soglia.
Attenzione, Hop! urlarono dall'alto.
Graham alz gli occhi e scorse due gambe che penzolavano; indietreggi ma non fu a tempo perch fu colpito in una spalla da una delle due gambe e nello stesso tempo si sent trascinar da una massa pesante.... perse allora l'equilibrio e cadde disteso a terra.... mentre quella massa cadeva precipitosamente su di lui. Si alz sulle ginocchia e vide, seduto accanto a lui un secondo individuo venuto dalla stessa apertura....
Non vi avevo veduto, Sire, ansimava l'uomo.
Si alz e aiut Graham a rimettersi in piedi.
Siete ferito, Sire? domand ancora tutto sudato.
Dei colpi sordi cominciavano a piovere sul ventilatore: Graham sent sfiorarsi la faccia.... e una lama scintillante di un metallo biancastro, precipit colla punta avanti, rimbalz e cadde distesa.
Che cosa significa tutto ci? esclam Graham stupefatto. Chi siete voi? Che cosa fate? Pensate che io non capisco nulla di quanto succede qui.
Indietro! esclam il primo de' due individui, e bruscamente attir Graham verso di lui per impedirgli di esser colpito da un altro frammento di metallo.
Noi vogliamo che veniate con noi, Sire, disse ansimando il nuovo venuto, e Graham volgendosi verso di lui scorse sulla sua fronte un taglio recente da cui scorreva il sangue in gran copia. Venite: il vostro popolo vi chiama.
Dove debbo venire? Il mio popolo!...
Nel salone vicino ai mercati. Qui la vostra vita  in pericolo: le nostre spie ci hanno avvertito.... proprio a tempo.... Il Consiglio ha deciso.... oggi stesso.... o di farvi prendere un sonnifero o di uccidervi. Ora tutto  pronto: il popolo sa tutto, la polizia dei motori aerei, gli ingegneri e la met degli impiegati delle strade mobili sono con noi. I luoghi delle adunanze sono pieni di una folla che vi acclama. La citt intera  in rivolta contro il Consiglio. Noi possediamo delle armi....
Col rovescio della mano si asciug il sangue dalla fronte.
Qui la vostra vita  in pericolo.
Ma perch avete le armi?
Il popolo si  rivoltato per proteggervi, Sire!... Ma che cosa c'?
Si volt rapidamente mentre l'uomo che era sceso per il primo emetteva un lungo sibilo, quindi indietreggi vivamente facendo segno al suo compagno e a Graham di nascondersi ed egli stesso si rannicchi dietro la porta che stava per aprirsi.
Nello stesso tempo Howard, dal grosso volto dubbioso, entrava nella stanza con un piccolo vassoio in mano: trasal, alz gli occhi; la porta si chiuse violentemente dietro di lui, il vassoio gli cadde di mano e il coltello d'acciaio fu pronto a colpirlo dietro l'orecchio. Cadde come un albero abbattuto e rimase disteso attraverso lo scalino che divideva le due stanze. L'uomo che l'aveva ucciso si chin vivamente, esamin per un momento il volto di Howard; quindi si rialz e continu il suo lavoro vicino alla porta.
Il vostro veleno! mormor una voce all'orecchio di Graham.
Improvvisamente si trovarono nelle tenebre: le innumerevoli lampadine erano state spente: dall'apertura del ventilatore Graham vedeva cadere in giri vorticosi la pallida neve, mentre oscure forme umane si agitavano velocemente nell'ombra.... Tre di esse s'inginocchiarono.... un oggetto confuso.... una scala fu calata dall'apertura ed apparve pure una mano che teneva una lampada dalla luce giallastra agitata dal vento....
Graham esit un momento: ma gli atti e le parole di quegli uomini, la loro prontezza e il loro ardore si accordavan cos bene col timore ispiratogli dal Consiglio, colla sua idea e la sua speranza di liberazione, che lasci da parte ogni diffidenza. E il suo popolo non l'aspettava forse?
Io non capisco nulla, disse, ma mi fido di voi. Ditemi ci che debbo fare.
L'uomo ferito alla fronte agguant le braccia di Graham.
Arrampicatevi sulla scala, gli disse piano, e fate presto ch ci stanno ad ascoltare.
A tastoni Graham pot agguantare i bracci della scala, pos il piede sul primo scalino e voltandosi indietro al chiarore giallastro della lampada, scorse al di sopra delle spalle dell'uomo che gli era vicino, il primo dei suoi salvatori che armeggiando sempre alla porta cingeva colle sue gambe il corpo di Howard.
Graham riprese la sua ascensione: sollevato dalla sua guida e tirato da quelli che stavano in cima si trov finalmente all'aperto su qualche cosa di duro, di freddo e di sdrucciolevole fuori dal tubo di ventilazione.
Questo brusco cambiamento di temperatura lo scosse. Circa sei uomini erano attorno a lui, dei piccoli fiocchi di neve cadevano sulle sue mani e sulla sua faccia. Per qualche istante l'oscurit fu completa: ad un tratto per brill un chiarore: un pallido chiarore d'un bianco violaceo.... quindi tutto s'immerse nuovamente nell'ombra.
Pur tuttavia vide che si trovava sul tetto di un vasto edifizio della Citt, un edifizio generale che aveva sostituito la diversit delle case, delle strade, e delle piazze come una volta esistevano a Londra. Il tetto sul quale camminava era pianissimo, intrecciato solo da quegli enormi canapi che serpeggiavano in tutte le direzioni. Le ali d'una quantit di mulini a vento s'intravedevano gigantesche a traverso l'oscurit, in mezzo alla tormenta di neve, e che, secondo la violenza della raffica, producevano un rumore sordo e lungo come un lamento. Un po' pi lontano una luce fissa e biancastra s'elevava dal fondo accarezzando con rapido bagliore i fiocchi di neve dando cos l'illusione di uno spettro che appariva e spariva ad ogni istante. Qua e l, bassi e spianati, dei meccanismi dai contorni vaghi, mossi dal vento, lanciavano livide scintille.
Graham vide tutto questo in un sol colpo e sommariamente mentre i suoi salvatori gli andavano dietro.
Intanto qualcuno gli gett sulle spalle un morbido mantello, di una stoffa simile alla pelliccia, terminato da fibbie che lo chiudevano. Si parlava brevemente e con tono risoluto: prima per che egli avesse potuto farsi un'idea esatta dello spettacolo che gli si offriva dinanzi, una forma scura s'impadron del suo braccio e lo trascin via.
Di qui, e lasciandosi trasportare, Graham vide che gli si indicava a una certa distanza sul piano regolatore del tetto, una nebbia vaporosa semisferica confusamente lucente. Obbed.
Attenzione, diceva qualcuno vedendo che Graham inciampava in un canapo. Mettete il piede nell'intervallo ma non sopra: bisogna far presto.
Ma il popolo dov'? domand Graham. Il popolo che m'aspetta, come dicevate prima....
Lo straniero non rispose e abbassando il braccio di Graham perch il sentiero si faceva sempre pi stretto, cammin davanti a lui a rapidi passi. Graham lo seguiva ciecamente: un minuto dopo, correva..
E gli altri vengono? domand ansimando.
Di nuovo nessuna risposta: il suo compagno lanci un'occhiata indietro e continu poscia a camminare. Giunti a una specie di graticolato, trasversalmente alla direzione da cui provenivano, l'attraversarono. Anche Graham si volt indietro, ma la tormenta di neve nascondeva gli altri compagni.
Sempre avanti, ripet la guida.
Con rapida corsa si approssimavano ora ad un piccolo mulino a vento che girava ad un'altezza considerevole.
Abbassatevi, avvert la guida, per evitare di battere contro una fune lunghissima che arrivava stridendo fino a raggiungere il cardine della ruota del mulino. Di qui, e affondarono fino alla noce del piede in una grondaia piena di neve fusa, passando fra due parapetti di metallo, che in breve si elevarono fino a mezza vita.
Io sar il primo a passare, disse la guida.
Graham si strinse ancora di pi il mantello intorno alle spalle e segu il compagno. Ad un tratto si trovarono dinanzi ad un abisso strettissimo attraversato dalla grondaia per andare a perdersi poi nelle tenebre. Per spirito di curiosit Graham volle vedere, appoggiandosi al parapetto, il fondo del sottostante abisso, ma dov deplorare alquanto la sua fuga irriflessiva, perch fu colto dalle vertigini e cadde nella neve liquefatta.
Usciti poi dalla grondaia, essi si slanciarono per un vasto spazio piano ricoperto di neve fusa: qua e l questo spazio era trasparente e debolmente illuminato da lumi che apparivano e sparivano....
Sost di fronte a questo piano apparentemente cos poco solido, ma la guida continu la sua corsa senza curarsene, e sdrucciolando quasi ad ogni passo, arrivarono alla base di una cupola di cristallo attorno a cui girarono. Assai lontano, in basso, si capiva che qualcuno ballava e l'eco della musica giungeva fino a loro a traverso quel cono di cristallo. Parve a Graham di udire un grido di aiuto fra il rumore della tormenta, ma la guida lo incit ad affrettare ancora pi il passo. Arrampicandosi e ansimando raggiunsero un luogo da cui si elevavano enormi mulini a vento fra i quali uno di dimensioni cos grandi che soltanto le estremit inferiori delle ali eran visibili e sembrava che cadessero bruscamente dal cielo, rimbalzando con un nuovo slancio nella notte e nella neve. In fretta attraversarono il colossale reticolato di metallo de' suoi sostegni, e si trovarono sopra a piattaforme mobili uguali a quelle che Graham aveva contemplate dal balcone. Seguitarono ad arrampicarsi a traverso il trasparente piano inclinato che cuopriva quella via, trascinandosi a causa della neve come meglio potevano, con le mani e coi ginocchi.
Quasi dappertutto il tetto era infossato all'interno, in guisa che Graham scorgeva la strada soltanto attraverso la nebbia: ma vicino all'orlo superiore il cristallo era chiaro e si poteva benissimo vedere ci che succedeva al disotto. Malgrado le pressanti sollecitazioni della sua guida, non pot fare a meno di cedere per un momento alle vertigini e rest disteso sul cristallo in preda ad un malessere che lo paralizzava. In basso, a guisa di mobili punti, i nottambuli della Citt si agitavano in quel chiarore perpetuo, e le piattaforme seguitavano incessanti i loro giri. Dei fattorini, delle persone che si recavano a sconosciute occupazioni con la velocit di un proiettile, scivolavano lungo i canapi disposti come un arco di cerchio, e una moltitudine immensa si ammucchiava sopra i fragili ponticelli. Ci che Graham contemplava, sembrava un gigantesco alveare di cristallo e quell'abisso si prolungava sotto di lui verticalmente. Per preservarlo da una caduta, non ci poteva essere meglio di questo vetro che sembrava resistente ma del quale egli ignorava lo spessore. La strada era in fondo piena di luce e di calore, ma Graham era invece quasi assiderato dall'umidit e dal ghiaccio: aveva i piedi gelati tanto che non poteva pi muoversi.
Avanti! gli grid la guida con una certa inquietudine nella voce. Avanti!
Graham con uno sforzo raggiunse la cima del tetto. Sull'altro pendo, seguendo l'esempio della propria guida, si volt indietro, lasciandosi trascinare rapidamente in mezzo ad una piccola valanga di neve. Mentre strisciava cos, pensava che se avesse trovato un foro aperto sul suo cammino, egli sarebbe stato irremissibilmente perduto.
Raggiunta la cima si risollev, inciamp e s'ingolf fino ai garetti nella neve, ringraziando il Cielo per di ritrovarsi sopra ad un suolo pi resistente. La guida sorpassava gi un tramezzo di metallo che chiudeva uno spazio orizzontale. Fra i fiocchi di neve divenuti pi radi s'intravedeva un'altra linea immensa di mulini a vento: ad un tratto un rumore assordante si confuse con quello dell'ali dei mulini in movimento; era il fischio acutissimo di una macchina a vapore talmente intenso che sembrava uscisse simultaneamente da tutti i punti dell'orizzonte.
Si sono accorti della nostra fuga, esclam la guida con accento di terrore e nello stesso tempo l'oscurit fu attraversata da un chiarore abbagliante.
Sopra i turbini di neve, sopra alle sommit dei mulini a vento, si drizzavano immensi sostegni dalla cui cima scaturivano potenti fasci di luce descrivendo giri illimitati in tutte le direzioni e il loro splendore si stendeva a perdita d'occhio.
Arrampicatevi lass, disse la guida a Graham, e lo spinse innanzi verso un lungo reticolato di metallo che faceva l'effetto di un nastro nero fra due striscie di neve.
Da questo s'innalzava una piccola nube di vapore e Graham sent un gran caldo a' suoi piedi assiderati.
Venite avanti! grid la guida lontana da lui una diecina di metri: poi, senza aspettare, attravers quel fascio di luce abbagliante e si slanci a tutta corsa verso i parapetti di ferro della ringhiera che costeggiava la linea dei mulini a vento.
Graham rimessosi dal suo stupore, lo segu colla medesima rapidit, convinto che la loro cattura sarebbe stata imminente. In capo a pochi secondi, essi si trovarono in una confusione di vivida luce e d'ombra densissima interrotta da striscie pi nere e mobili, sotto a ruote mostruose. La guida continu a correre ancora per qualche momento, con un salto si gett da una parte e disparve in un angolo oscuro, alla base di un enorme parapetto. L si misero rannicchiati e in agguato. La scena che si svolgeva dinanzi agli occhi di Graham era fantastica: la neve aveva quasi cessato di cadere, e solo ogni tanto qualche raro fiocco ne interrompeva la vista. Ma davanti a loro si presentava una distesa piana di un bianco pallido spezzata da masse gigantesche, da forme movibili, e da striscie formate di tenebre impenetrabili.
Dappertutto intorno ad essi s'intrecciavano costruzioni metalliche con longarine dalle proporzioni sovrumane, mentre le ali dei mulini quasi immobili per la calma che seguiva la tempesta, giravano con grandi curve lucenti e salendo lentamente per perdersi tra luminosi vapori.
Dappertutto dove la luce spruzzata di neve illuminava il suolo delle travi, delle traverse e degli interminabili corridoi, apparivano in alto e in basso con un'ostinazione indomabile, poi scomparivano tutti nel buio. Malgrado tutta la potente attivit, malgrado la onnipotente manifestazione di volont e di disegno, quella immensit di meccanismo sotto il suo manto di neve sembrava vuota di ogni presenza umana, salvo della loro, e cos deserta, cos poco frequentata dagli uomini come un inaccessibile ghiacciaio delle Alpi.
Devono essere sulle nostre tracce, grid la guida. Siamo appena a mezza strada. Per quanto faccia molto freddo qui,  necessario nasconderci per un momento; per lo meno fino a tanto che la neve non ricominci a cadere pi fitta.
Gli battevano i denti.
Dove sono i mercati? domand Graham spalancando gli occhi e guardandosi intorno. Dov' il popolo?
L'altro non gli rispose.
Guardate, mormor Graham: poi si rincantucci e non fece pi nessun movimento.
La neve cadeva improvvisamente pi densa, e scivolando sui marosi turbinosi della volta nera del cielo, qualche cosa di vago, di ampio e rapido, veniva. Questo qualche cosa discese in una curva ben marcata e descrisse un gran cerchio dalle grandi ali spiegate lasciando dietro a s una striscia di vapore che si condensava: poi si sollev con estrema agilit librandosi dolcemente nell'aria e, dopo aver spaziato orizzontalmente in una vasta curva, sparve nella notte.
Ai lati di quel corpo enorme, Graham vide due uomini piccolissimi che frugavano attivamente nelle nevose solitudini con dei canocchiali da campagna. Per un minuto egli pot distinguerli chiaramente, poi, avvolti in un turbine di neve, gli apparvero piccoli e lontani, finch un minuto dopo li perse addirittura di vista.
Andiamo! ordin la guida. Avanti!
Tir Graham per la manica:  ambedue cominciarono a scendere con tutta velocit l'arcata di ferro, sopra le ruote a vento, e Graham correndo ciecamente si gett sul suo conduttore che si era improvvisamente voltato indietro. A una dozzina di metri di distanza, si stendeva davanti a' loro occhi un abisso profondo e oscuro; a destra e a sinistra, in tutte le direzioni, quasi volesse opporsi al loro cammino.
Fate come me! sugger a bassa voce la guida.
E si chin, e colle mani e co' piedi si arrampic fino in cima; allung la testa, quindi si volt lentamente indietreggiando fino a che una delle sue gambe non si trov nel vuoto: mise il piede in avanti per tastare il terreno, e finalmente si lasci scivolare nell'abisso. La sua testa riapparve.
 una grande sponda nell'oscurit da un capo all'altro. Fate come me.
Dopo una lieve esitazione Graham si arrampic anche lui colle mani e coi piedi verso la cima e frug collo sguardo in un pertugio di un nero vellutato. Atrocemente angosciato non si sent il coraggio n d'inoltrarsi, n di batter la ritirata: si sedette; lasci andar la sua gamba, e sentendosi tirato dalla sua guida, prov l'orribile impressione di precipitare nell'impenetrabile. Sotto i suoi piedi sent gorgogliare un liquido denso e ad un tratto cap di trovarsi in un canale limaccioso in mezzo a tenebre opache.
Di qui, mormor la guida che camminava in quel fango, stringendosi contro il muro.
Cos continuarono un bel pezzo e a Graham sembrava di passare di minuto in minuto, col freddo e coll'umidit, a traverso innumerevoli fasi di miseria, di esaurimento. In capo a un minuto non si sent pi n mani n piedi: il canale discendeva. Allora si accorse di essere a poca distanza dalla cima di alcuni edifizi. Sopra di loro si elevavano delle file di forme bianche, fantastiche, simili a spettri di finestre dalle gelosie abbassate. Cos arrivarono all'estremit di una corda fissata sopra una delle finestre bianche, corda oscuramente visibile e cadente in un'ombra impenetrabile. Ad un tratto la mano di Graham incontr quella della sua guida.
Non ci muoviamo, mormor l'altro a bassa voce.
Graham alz gli occhi trasalendo e vide sopra la sua testa le enormi ali della macchina volante che scivolavano lentamente e senza rumore a traverso la grande striscia di cielo di un azzurro grigiastro tempestato di neve. Quasi subito tutto spar.
Non vi muovete, vi dico: essi girano attorno.
Ambedue rimasero immobili un momento, quindi il compagno di Graham si alz, e tenendo il braccio verso le estremit della corda, cominci a manipolare un mucchio indistinto di carrucole e di funi.
Che cosa vuol dir ci? domand Graham.
Un debole grido fu la sola risposta che n'ebbe: l'uomo si teneva aggrappato alla parete: Graham spalancando gli occhi scorse confusamente il volto del suo compagno che osservava con attenzione la lunga striscia di cielo, e seguendo la direzione del suo sguardo pot distinguere in lontananza la macchina volante appena visibile. Poi not che le ali puntate verso di essi si sviluppavano dalle due parti, e che ad ogni minuto le sue proporzioni aumentavano; essa si allungava sull'orlo del precipizio.
I movimenti dell'uomo divennero convulsi: esso gett due sbarre intrecciate nelle mani di Graham che, non potendo veder nulla, si assicur della loro forma, toccandole. Delle corde pi fini le riallacciavano al canapo e su tali corde erano fissate delle impugnature fatte con una sostanza elastica.
Mettetevi a cavallo sulla croce, mormor la guida allarmata. Prendete le impugnature e tenetele strette. Stringete forte.
Graham fece ci che gli si diceva.
Saltate! comand la solita voce. In nome di Dio saltate.
Per un minuto Graham rimase talmente spaventato che non pot nemmen fiatare, e fu grato alle tenebre che non permisero di veder la sua faccia. Incapace di dire una parola, cominci a tremare violentemente e lanci uno sguardo verso l'ombra che oscurava il cielo, in un rapido volo.
Saltate, saltate! Ve ne supplico, saltate o cadiamo nelle loro mani, esclamava la guida, e incapace di resistere alla sua sovreccitazione lo spinse in avanti.
Graham barcoll convulsamente, emise un grido disperato, un grido che non pot soffocare, poi, nel momento in cui la macchina volante piomb a' loro piedi, fu precipitato nell'abisso tenebroso, seduto sulle sbarre in croce, colle mani raggricchiate sulle impugnature in una stretta disperata. Intanto si ud scricchiolare qualche cosa; qualche cosa che si urtava violentemente contro un muro: la puleggia della sua sedia mobile strideva sulla corda.
Egli ud un grido di rabbia degli aereonauti: due ginocchi gli si conficcarono addosso, facendolo disperatamente precipitare con una folle velocit nell'abisso. Tutta la sua forza era nelle sue mani e avrebbe volentieri mandato gridi acuti se non gli fosse mancato la forza.
Pass come un proiettile in una luce abbagliante che gli fece raddoppiare la sua stretta: ed allora riconobbe il gran passaggio delle strade mobili, le lampade sospese e le sbarre intrecciate: pareva che tutto ci gli saltasse addosso e per un momento ebbe la sensazione di un abisso spalancato davanti a' suoi occhi pronto ad inghiottirlo. Di nuovo si trov nell'oscurit cadendo a poco a poco, aggrappandosi colle mani raggricchiate, indolenzite.... ad un tratto per brill una gran luce ed egli si trov in un vestibolo splendidamente illuminato, stordito dal fracasso che faceva il popolo sotto i suoi piedi.
Il popolo! Il suo popolo! Un proscenio, un vessillo gli vengono incontro.... e Graham sent che la corda scendeva a destra verso un'apertura circolare: tal movimento divenne pi lento ad ogni minuto secondo, in modo da poter distinguere queste voci:
Salvato! Il maestro  salvo!
Il vessillo si avvicinava a lui con una velocit minore.... Quindi ud l'uomo aggrappato dietro a lui emettere un grido come terrorizzato all'improvviso, e tal grido echeggi ripetutamente in basso. Cap di non scivolar pi lungo la fune ma di cadere insieme ad essa: ancora un fracasso, ancora dei gridi d'ogni specie.... la sua mano stesa s'imbatt in qualche cosa di molle, mentre l'urto d'una caduta moderata gli scosse il braccio.
Graham avrebbe desiderato di rimanere immobile e fermo, e il popolo lo sollevava: gli pareva che lo trasportassero verso la piattaforma e che gli facessero prendere una bevanda, ma non ne fu mai certo. Non sapeva pi nulla della sua guida.... Quando ebbe superato quella vertigine si trov daccapo in piedi: alcune mani premurose lo aiutavano a tenersi ritto in mezzo ad una grande alcova che ricordava alla sua anteriore esperienza i palchi d'un teatro.... Forse era veramente un teatro.... Il tumulto lo stordiva, pareva un infierir di tempesta.... Una moltitudine immensa lo acclamava e gridava:
 il Dormente! Il Dormente  con noi! Il maestro! Il padrone! Il maestro  con noi ed  salvo!
Graham ebbe la incerta visione di un enorme atrio stipato di gente: non distingueva gli individui, ma ebbe soltanto coscienza di una marea montante di facce umane, di braccia, di vestiti agitati; e sent vivamente l'occulta influenza di una folla immensa che si slanciava verso di lui, sollevandolo. Vi erano balconi, gallerie, grandi passaggi a volta che offrivano le pi lontane prospettive, e dappertutto il popolo denso e ammucchiato, agitato e plaudente. In terra il canapo caduto giaceva quale enorme serpente: era stato tagliato all'estremit superiore dagli uomini della macchina volante ed era venuto a sprofondare in quel vestibolo.
Sembrava che alcuni volessero sbarazzarsi del canapo per far posto, ma l'insieme dello spettacolo rimaneva vago; tutto l'edifizio palpitava e trasaliva al mugghiar delle voci. Graham era in piedi ancora non sicuro della sua situazione, guardando coloro che gli erano vicini.... ad un tratto sent sorreggersi per un braccio.
Conducetemi in una stanza piccola, supplic piangendo, in una stanza piccola....
Non pot dir di pi: un uomo vestito di nero lo prese per l'altro braccio, ed egli si accorse che una porta si schiudeva davanti a lui.... quindi fu condotto ad una sedia.... egli traball, si sedette pesantemente cuoprendosi la faccia colle mani. Tremava con violenza: la sua resistenza nervosa era al colmo. Senza che se ne accorgesse fu sbarazzato del mantello; egli fece soltanto osservare che quella specie di pantaloni che gli avevan fatto mettere eran bagnati e tutti neri....
Ancora altre persone che gli correvano incontro, ancora nuove cose che si svolgevano davanti a' suoi occhi, ma per un certo tempo egli non fece attenzione a nulla.
Egli era sfuggito al Consiglio. Migliaia di grida glielo ripetevano: egli era salvo. Il popolo era con lui. Fece per un momento violenti sforzi per respirare, quindi rimase tranquillo a sedere col volto fra le mani.... L'aria era scossa dalle grida di una folla innumerevole.
...
.
...
Capitolo 9.
Il popolo  in marcia.
...
.
...
Alzando gli occhi Graham vide un giovanotto dalla carnagione scura e vestito di giallo che gli porgeva un bicchiere pieno di un liquido chiaro. Appena presa quella bevanda si sent penetrato da un gran calore.
Un uomo alto di statura vestito di nero stava in piedi accanto a lui, indicandogli colla mano la porta semi-aperta che dava sull'atrio. Per quanto egli gli parlasse all'orecchio ad alta voce, pure ci che diceva rimaneva indistinto a causa dello spaventoso mormorio dell'enorme teatro. Dietro a quell'uomo vestito di un abito color grigio argento, stava una fanciulla che a Graham parve molto bella: essa fissava verso di lui i suoi occhi neri pieni di mistero e di curiosit, mentre le sue labbra semi aperte tremavano.
Dalla porta socchiusa si scorgeva l'anfiteatro pieno di gente e si udiva un grande e disuguale tumulto: scalpicco di piedi, applausi e grida che morivano, rinascevano, ingrossavano in un rumor rimbombante: e continuarono cos intermittenti, durante il colloquio che avveniva nella piccola stanza.
Graham osservando le labbra dell'uomo vestito di nero, cap che questi era disposto a dargli una sommaria spiegazione. Con sguardo vago contempl stupito tutte quelle cose intorno a lui, quindi si alz bruscamente e impadronendosi con forza del braccio di colui che parlava:
Ditemi, supplic, chi sono io? Chi sono io?
Gli altri si approssimarono per udir meglio.
Chi sono io?
I suoi occhi esaminavano avidamente quelle facce.
Non gli hanno detto nulla! esclam la fanciulla.
Parlate, parlate! gridava Graham.
Voi siete il Padrone della terra! Voi siete il possessore della met del mondo!
Graham non ci poteva credere.... e rifiut di persuadersi, e finse di non intendere, di non capire.... Nuovamente alz la voce:
Sono tre giorni che mi sono svegliato.... e tre giorni che son sequestrato.... Suppongo che ci sia un contrasto fra una parte degli abitanti della citt.... e coloro che si riuniscono nel gran salone dove sta l'Atlante bianco? Che cosa c'entro io in tutto ci? E che cosa pu farmi tutto questo? Come?... Perch?... Ecco quello ch'io non so.... Mi sembra che durante il mio sonno il mondo sia diventato pazzo.... o lo son diventato io.... Chi sono quei Consiglieri sotto l'Atlante?... Perch.... vorrebbero tentare di darmi dei sonniferi?
Per farvi cader nuovamente in letargo, spieg l'uomo vestito di giallo, e per impedirvi d'intervenire.
Ma perch?
Perch siete voi l'Atlante, o Sire. Il mondo posa sulle vostre spalle ed  governato in nome vostro....
Intanto nell'atrio non si udiva pi alcun rumore, e vi regnava un silenzio turbato soltanto da una voce unica, monotona: poi improvvisamente sorse un chiasso sfrenato: un mormorio e un rumore assordante.... gli evviva, le molteplici acclamazioni si rinnovarono.... voci fioche, voci sonore si urtavano e s'intrecciavano.... E finch dur tutto quello schiamazzo, coloro che erano nella piccola stanza non si sentirono parlare.... Graham in piedi, avvinceva disperatamente il suo spirito a ci che gli avevano detto...
Il Consiglio.... ripeteva balbettando: poi gli torn ad un tratto in mente un nome che l'aveva colpito: Ma chi  Ostrog?, domand.
 l'organizzatore.... l'organizzatore della rivolta.... Il nostro capo.... nel nome vostro....
Nel mio nome?... E voi?... Perch egli non  qui?
Noi siamo i suoi rappresentanti. Io sono il suo fratellastro: Lincoln. Egli vuole che voi vi mostriate a tutti e che poi andiate da lui. Ecco perch ci ha mandato. Esso  nell'ufficio dei "Motori a vento" che dirige.... Il popolo  in marcia....
Nel vostro nome, grid il pi giovane dei due, hanno governato, calpestato, tiranneggiato. Ma finalmente....
Nel mio nome! Il mio nome!
Durante una bonaccia momentanea del frastuono esteriore, il giovane dal rosso naso aquilino e dai folti mustacchi pot farsi udire: egli gridava, irritato, con voce alta:
Nessuno si aspettava che vi svegliaste. Erano astuti.... i maledetti tiranni. Ma sono stati clti all'improvviso!... Essi non sapevano se dovevano o addormentarvi o ipnotizzarvi o uccidervi.
Di nuovo un fracasso che super le voci.
Ostrog  all'ufficio dei "Motori a vento" ed  pronto.... Gi in questo momento si sente il rumoreggiare del combattimento.
L'uomo che aveva dichiarato chiamarsi Lincoln si avvicin:
Ostrog ha formulato il suo piano. Fidatevi di lui! Noi siamo bene organizzati e gi pronti.... c'impadroniremo degli scali delle macchine volanti.... Forse egli  gi riuscito.... Allora....
Quel pubblico anfiteatro, grid l'uomo vestito di giallo, non contiene che un contingente. Noi abbiamo cinque miriadi d'uomini.
Noi abbiamo delle armi, esclamava Lincoln, noi abbiamo un piano da eseguire.... un capo..... La loro polizia ha abbandonato le strade e si trova ammassata nel....
Il resto della frase si perdette.
Ora o mai.... Il Consiglio trema.... Essi non osano fidarsi nemmeno de' propri uomini....
Ascoltate il popolo che vi chiama!
Lo spirito di Graham somigliava ad una notte di luna attraversata da rapide nuvolette: ora oscuro e senza speranza, ora illuminato da una luce splendida e chiara.... Era il padrone del mondo,  vero, ma ci non impediva che fosse bagnato fino alle ossa dalla neve liquefatta. Nella confusione delle proprie impressioni quelle che primeggiavano fra le altre gli rappresentavano un gran contrasto: da una parte il Consiglio degli uomini vestiti di bianco, potente, disciplinato, non numeroso, il Consiglio a cui era sfuggito: dall'altra una folla mostruosa, masse ammucchiate di persone impossibili a distinguere, che inneggiavano al suo nome, salutando il Maestro. I primi l'avevano imprigionato; avevano conteso sulla sua morte: gli altri, coloro che lo acclamavamo dall'altra parte della porticina, lo avevano salvato: ma non poteva spiegarsi le ragioni di un tal disordine.
La porta si apr: la voce di Lincoln fu portata via e sommersa dal rumore: intanto alcuni individui si precipitarono su Graham e su Lincoln gesticolando: e le grida che si udivano dal di fuori, spiegavano ci che usciva dalle labbra di quella gente che non si poteva capire.
Mostrateci il Dormente! Mostrateci il Dormente! tal era il ritornello di quell'intenso frastuono....
Ordine! silenzio! urlavano altre voci.
Graham si volt verso la porta aperta e al suo sguardo apparve il lungo quadro della sala vicina, un caos incessante, un brulichio di migliaia di facce, di uomini e di donne confuse insieme che urlavano, deliravano, agitando i propri abiti di un azzurro pallido colle mani stese. Molti erano in piedi: un uomo coperto di cenci d'un color cupo, dalla faccia scarna, si era appollaiato sopra una panca, brandendo un pezzo di stoffa nera. Gli occhi di Graham si incontrarono con quelli della fanciulla, pieni di maraviglia e di speranza.... che cosa voleva da lui quella gente?
Sentiva confusamente che il chiasso di fuori aveva cambiato carattere, che era in un certo modo crollato.... in cammino. Anche lo spirito di Graham cambiava: per un minuto egli non si rese conto dell'influenza che lo trasformava: fu quasi assalito da un timore panico, ma dopo aver superato una tale emozione tent di farsi intendere, di sapere ci che si volesse da lui.
Lincoln gli urlava all'orecchio ma non giungeva a distinguer la sua voce: tutti, eccettuata la fanciulla, gesticolavano, indicando l'atrio.... Allora Graham cap ci che modificava quel baccano: la folla cantava. Non era per semplicemente un canto: le voci erano unite e sostenute da un torrente di musica strumentale, simile a quella di un organo; un insieme di suoni, costituiti dalla sonora fanfara delle trombe, dal rumore delle bandiere spiegate, da tutto lo slancio e da tutto l'apparato di una marcia di guerra.
E i piedi di tutta quella gente battevano il tempo con forza.... Rrrran, rrran....
Si volle trascinarlo verso la porta ed egli obbed macchinalmente: la forza di quel canto s'impadron di lui, lo commosse, l'incoraggi: l'atrio si schiudeva dinanzi a lui in un vasto brulicar di colori che si muovevano al ritmo della musica....
Agitate le braccia verso di loro, disse Lincoln. Agitate le braccia.
Cos, fece una voce dall'altra parte, bisogna che egli faccia cos.
E sulla soglia stessa gli fu gettato sulle spalle, fermato attorno al collo, un mantello nero dalle pieghe leggiere.... egli se lo allacci, poi segu Lincoln con disinvoltura.
Accanto a lui scorse la fanciulla vestita di grigio, col volto animato, pronta ad accompagnarlo, e in quel momento essa gli apparve eccitata ed entusiasta, come la personificazione del canto della folla.
Guidato da Lincoln, Graham attravers obliquamente il centro del teatro, proprio in faccia al popolo e di nuovo si trov in quella specie di alcova. Immantinente le onde crescenti del canto furon soffocate da una tempesta di acclamazioni.
Quel vestibolo era un luogo vasto e complesso: formato di gallerie, di balconi, di larghe balaustrate, di scalini disposti ad anfiteatro, e di grandi arcate.
In lontananza, lass in alto pareva l'imboccatura di un enorme fiume pieno di umanit brulicante.... La folla oscillava in masse compatte: alcune facce scaturivano da quel tumulto, attiravano momentaneamente l'attenzione di Graham, disperdendosi di nuovo indefinite. Vicino alla piattaforma, sulle spalle di tre uomini stava una donna superbamente bella, dalle chiome bionde disciolte lungo il volto, la quale vibrava in aria un'asta verde. Accanto a questo gruppo, un vecchio dalla faccia rovinata, vestito di tela azzurra, stava fermo in mezzo a quello scompiglio con difficolt, e pi lontano ancora si vedeva muovere una testa senza capelli, e la grande cavit di una bocca senza denti. Una voce grid improvvisamente questa enigmatica parola:
Ostrog.
Tutte le impressioni di Graham erano vaghe all'infuori dell'emozione vivissima di quel canto cadenzato che la folla accompagnava coi piedi, battendo il tempo, rrrran.... rrrran.... rrrran....
Le armi verdi si agitavano, brillavano e si piegavano: poi Graham vide che coloro i quali gli erano pi vicino davanti alla scena, si erano incamminati verso un gran passaggio centinato e gridavano: "Al Consiglio" battendo i piedi cadenzatamente. Egli alz il braccio: gli urli raddoppiarono: allora si ricord di dover gridare: "Avanti!". La sua bocca profer inoltre eroiche parole che non furono udite: agit ancora il braccio, e stendendo la mano dalla parte del passaggio, grid ancora: "Avanti!" Il popolo non batteva pi il tempo.... era partito.... in marcia.... rrrran.... rrrran.... rrrran.... rrrran.... Quell'esercito era composto di uomini robusti, di vecchi, di giovanotti, di donne dalle braccia nude e dagli abiti amplissimi, di fanciulle, uomini e donne del nuovo secolo. Ricche acconciature e cenciosi vestiti si agitavano insieme nella folla, in mezzo al colore predominante: l'azzurro.
Una bandiera nera mostruosa si avanzava a destra. Quindi egli scrse un negro vestito di azzurro, una donna avvizzita, vestita di giallo: e finalmente un gruppo di uomini dall'alta statura, dai capelli biondi, dal volto pallido, anch'essi in abito azzurro, pass tragicamente dinanzi a lui. V'eran pure due Chinesi. Un giovanotto alto, dalla pallida carnagione, dai capelli neri, dagli occhi lucenti, bianco dalla testa a' piedi, si arrampic sulla piattaforma, proclam la propria devozione, raggiunse con un salto i suoi compagni e si allontan voltandosi indietro. Teste, spalle, mani stringenti le armi, tutto ci ondulava nel ritmo della marcia.
Dei volti si isolarono nella confusione; degli occhi s'incontrarono ne' suoi, quindi sparirono: degli uomini si rivolgevano a lui con dei gesti, urlando cose personali che non udiva. La maggior parte delle facce erano rosse, ma molte avevano un colore livido. L regnava sovrano il morbo: infatti pi di una mano che si stendeva dinanzi a lui, era scarna e magra. Erano quelli gli uomini del nuovo secolo? Strana e indescrivibile assemblea! Mentre il largo torrente scorreva innalzi a lui verso destra, altre bande giungevano dalle lontane altezze del vestibolo, prendendo il posto di quelle che andavano in un andirivieni continuo, incessante.... rrrran.... rrrran....
L'eco potente degli archi e dei passaggi rinforzavano e complicavano l'unisono di quel canto. Uomini e donne si confondevano nelle file, rrrran.... rrrran.... rrrran.... rrrran.... E sempre lo stesso rumore dei piedi che segnavan il tempo.... rrrran.... rrrran.... rrrran.... rrrran.... Sembrava che il mondo intero fosse in movimento.... rrrran.... rrrran.... E nel suo cervello risuonava soltanto l'eco di quel rumore regolare....
Gli abiti di quelle persone si allontanavano in un ondeggiar continuo senza che quella marea incalzante di facce che cresceva sempre pi giungesse a scomparire.
Rrrran.... rrrran.... rrrran.... Ad un cenno di Lincoln egli si volt verso il passaggio, accordando inconsciamente il suo passo a quel ritmo, sapendo appena quali movimenti egli facesse, trascinato dalla musica di quel tumulto. La folla, i gesti e il canto, tutto andava in quella direzione. Onde di popolo si spingevano in basso fino a che le facce rivolte verso di lui non fossero al disotto del livello de' suoi piedi: e cap che gli facevano posto, che tutto un seguito di guardie lo circondava in un corteggio di onore con Lincoln alla destra. Nuovi venuti aumentavan continuamente quella scorta impedendogli la vista della folla verso sinistra. Dinanzi a lui oscillavano le spalle nere delle guardie, tre per tre: il corteggio percorse una specie di ponticello e pass sopra all'arcata, mentre al di sotto il torrente umano si spingeva fra i pilastri manifestando al dormente la gioia e la speranza....
Graham non sapeva dove andasse: non voleva saperlo: lanci uno sguardo dietro di s, verso l'estensione immensa di quel hall fiammeggiante.... E sempre quel batter cadenzato dei piedi.... rrrran..... rrrran.... rrrran.... rrrran....
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Capitolo 10.
La battaglia nelle tenebre.
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Egli non era pi nell'Anfiteatro; seguiva una galleria dominante a picco una delle grandi strade dalle piattaforme movibili che attraversavano la citt. Davanti e dietro a lui camminavano le sue guardie. Tutta l'estensione concava delle strade mobili al disotto non era che una massa compatta di popolo che marciava cadenzatamente urlando, agitando mani e armi, formando in massa un'estesa prospettiva, acclamando appena che Graham e la sua scorta apparivano in vista, acclamando mentre essi sfilavano, acclamando ancora quando sparivano, fino a che i globi della luce elettrica prolungandosi in interminabili file andassero a confondersi con il brulichio delle teste nude. E sempre la stessa cadenza, rrrran.... rrrran.... rrrran....
Il canto saliva ora verso Graham come un muggito rauco e strepitoso, il quale non sosteneva pi la musica, e lo scalpicco regolare della folla in marcia, rrrran.... rrrran.... rrrran.... si mescolava con lo strepito assordante di quella folla di persone indisciplinate che si sparpagliava lungo le strade superiori.
Tutto ad un tratto un contrasto lo colp. Gli edifici della parte opposta sembravano abbandonati; i cavi e i ponti che si trovavano nella navata laterale erano vuoti e immersi nell'ombra.
Graham pens che tutti quei luoghi avrebbero dovuto essere pieni di persone e prov una emozione curiosa e rapidissima. Si ferm. Le guardie avanti a lui camminavano sempre. Quelle che lo seguivano si fermarono e volsero tutte gli sguardi in alto nella stessa direzione verso i lumi.
A prima vista si sarebbe detto semplicemente che un accidente fosse sopraggiunto, un fenomeno isolato relativo all'illuminazione e senza alcun rapporto con ci che avveniva in basso. Ciascuno degli enormi globi d'una bianchezza abbagliante era per cos dire afferrato, compresso da una sistole che seguiva una diastole transitoria, poi di nuovo una sistole, simile ad una stretta soffocante: tenebre, luce, tenebre, alternantisi via via.
Graham s'accorse che questi strani casi di fuochi luminosi interessavano singolarmente il popolo sottostante. L'aspetto delle case e delle vie, l'apparizione delle masse compatte cambi, divenne una confusione di vivi barlumi e d'ombre che balzavano.
Egli vide una moltitudine d'ombre che si animavano tutto ad un tratto d'una attivit aggressiva, si slanciavano all'assalto, si ingrandivano, divenivano immense, crescevano con una rapidit costante per gettarsi immediatamente indietro e ritornare alla carica pi forti. I canti e lo scalpicco erano cessati, la marcia unanime era impedita; avvennero indietreggiamenti in ogni direzione; si udirono alcune voci gridare: I lumi! i lumi! Egli guard in basso quella danza macabra di barlumi e di ombre; l'arena della strada offriva adesso lo spettacolo d'una lotta mostruosa.
Gli enormi globi bianchi si tinsero di porpora con uno splendore rossastro, tremolando lesti lesti come pronti a spegnersi finch divennero delle semplici macchie di fuoco rossastre e offuscate nell'oscurit immensa. In capo a dieci secondi l'estinzione termin e non ci fu pi che un sordo muggito nelle tenebre, un abisso nero aveva subitamente inghiottito quelle miriadi folgoranti di uomini.
Egli sentiva degli esseri invisibili presso di s, si sent afferrare per le braccia, e qualche cosa lo colp al mento lasciandogli un dolore acuto.
Cos va bene, cos va bene, gli url una voce nell'orecchio.
Graham, superata l'impressione di questo primo stupore, ed avanzandosi, venne ad urtare colla fronte in quella di Lincoln.
Che significano queste tenebre? domand egli.
Il Consiglio ha interrotto le correnti che rischiarano la citt; bisogna attendere, fermarsi. Il popolo continuer a camminare.... egli....
Il resto della risposta si perse; delle voci gridavano: "Salvate il Dormente! Proteggete il Dormente!" Una guardia inciamp contro Graham e inavvertitamente lo colp alla mano con l'arma. Un violento tumulto scoppi e s'agit intorno a lui, diventando, almeno cos gli sembrava, pi assordante, pi intenso, pi furioso ad ogni minuto. Alcuni frammenti di frasi percettibili erano diretti verso di lui e si perdevano allorquando il suo spirito si sforzava di udirli. Degli ordini contradittorii s'incrociavano, altri vi rispondevano. Tutto ad un tratto al di sotto di essi e vicinissimo si udirono delle grida acute: La Polizia Rossa! strill qualcuno nel suo orecchio, poi questi si allontan immediatamente senza altra spiegazione. Una specie di scoppiettio si ravvicin, indi divenne distinto e nello stesso tempo delle piccole fiamme rapide saltellavano all'estremit delle vie esteriori. Alla loro luce Graham intravvide le teste e il corpo d'un certo numero d'uomini muniti d'armi simili a quelle delle sue guardie; ad ogni istante essi divenivano visibili tanto qui quanto l, oppure in diversi luoghi alla volta. Tutta l'arena parve che crepitasse, s'illumin d'una infinit di piccoli barlumi fulminanti e bruscamente l'oscurit cess.
Una luce splendente abbagli gli occhi di Graham ed un immenso ammasso d'uomini che si battevano gett la confusione nel suo spirito.
Dei gridi e degli evviva risuonarono da tutte le parti. Graham alz gli occhi per vedere da dove veniva quella luce; un uomo era sospeso in alto dalla parte superiore d'un cavo tenendo per una corda la stella accecante che aveva scacciato le tenebre. Egli indossava una uniforme rossa. Graham ricondusse la sua attenzione dalla parte delle strade moventi e ad una piccola distanza una massa triangolare, rossa, arrest i suoi sguardi. Egli vide una truppa compatta di poliziotti in uniforme, ammucchiati sulla piattaforma superiore e addossati contro la facciata a picco degli edifizi, serrati e racchiusi da una ressa d'antagonisti. Cominciava il combattimento; le armi scintillavano, s'innalzavano e ricadevano, delle teste sparivano al termine della rissa ed altre le rimpiazzavano.
I lampi che emettevano le armi verdi divenivano dei piccoli nuvoli di fumo bigio dopo che il barlume era cessato. Bruscamente tutto si spense, e le strade rimasero immerse nelle tenebre: tumultuoso mistero. Graham sent che avevano stagliato contro di lui qualche cosa, e nello stesso tempo fu spinto lungo la galleria. Qualcuno pronunzi forte delle parole.... forse al suo indirizzo, ma egli era troppo turbato per capirle; si sent serrato contro il muro e sent pure passare davanti a lui correndo una truppa di persone. Gli sembr che le sue guardie si battessero fra di loro.
Improvvisamente colui che sospeso al cavo teneva la stella raggiante ricompar, e tutta la scena fu inondata da una luce bianca abbagliante. La lunga banda di uomini in tuniche rosse sembrava pi larga e pi vicina e si stendeva, formando un angolo, il cui vertice si trovava a mezzo cammino lungo le strade verso l'ala centrale. Graham alzando gli occhi vide pure che un gran numero di quegli uomini si mostravano nelle gallerie oscure dell'edifizio opposto e al disopra delle teste dei loro compagni tiravano compatti, al di sotto di essi, sulla moltitudine che resisteva.
Il significato di ci che vedeva cominci a farsi strada nella sua mente; il popolo in marcia era caduto in una imboscata alla partenza stessa. L'inaspettata estinzione dei lumi aveva gettato gli insorti nella confusione, ed ora la Polizia Rossa tentava di respingerli. Poi s'accorse che era solo e che le sue guardie e Lincoln si allontanavano per le gallerie nella direzione che avevano seguita prima della caduta delle tenebre. Essi lo chiamavano gesticolando furiosamente e ritornavano correndo verso di lui, quando un tuono di vociferazioni scoppi sopra le vie inferiori. Tutta la facciata dell'edifizio oscuro dalla parte opposta, era occupata da uomini vestiti di rosso che additavano Graham cacciando dei gridi.
Il Dormente! Salvate il Dormente! urlavano migliaia, di voci, e qualche cosa venne a batter nel muro al di sopra di Graham. Il tonfo gli fece volger la testa; una specie di stella in metallo colore argento si schiacciava contro il muro e nello stesso tempo scorse Lincoln vicino a lui, e si sent stringere il braccio. Poi pif, pif; avevano fallito ancora due volte, ma egli non se ne rese immediatamente conto. Nel momento stesso in cui cercava di spiegarsi ci che accadeva, tutto disparve, una seconda volta fu interrotta l'illuminazione, e Lincoln allora l'afferr per il braccio e lo trascin lungo la galleria.
Spicciamoci, avanti la prossima luce, gli gridava. La sua fretta fu contagiosa. L'istinto della conservazione vinse la paralisi che causava a Graham il suo sbalordimento; e non fu che lo schiavo reso cieco dalla paura di morire. Egli corse, inciamp nelle tenebre che rendevano la sua strada incerta, e si diresse verso le sue scorte che fuggivano davanti a lui. Il solo suo desiderio era di scappare al pi presto dalle pericolose gallerie. Una terza luce s'accese quasi subito, ed una esclamazione part dalle piattaforme, alla quale rispose un tumulto sulle vie inferiori, mentre le vesti rosse giungevano al passaggio centrale volgendosi verso di lui, gettando dei gridi. Sopra la bianca facciata opposta i punti rossi predominavano, e questa forza armata era la guardia del Consiglio lanciata alle sue spalle; egli era la posta di questa lotta accanita, il centro attorno al quale tutto girava.
Per fortuna egli restava illeso in mezzo a quei colpi di fuoco mal sicuri, i primi che l'esaltazione, dopo 150 anni, facesse tirare. Le palle fischiavano al di sopra della sua testa e sent uno schizzo di metallo fuso colpirgli l'orecchio; s'immagin che tutta la facciata nascondesse una numerosa squadra della Polizia Rossa che tirava su di lui.
Una delle sue guardie cadde e Graham nell'impossibilit d'arrestarsi, salt sopra a quel corpo scosso dagli spasimi dell'agonia. Un secondo dopo egli s'inoltr sano e salvo nel passaggio oscuro e gli sembr che qualcuno che arrivava da una direzione trasversale si gettasse sopra di lui violentemente senza vederlo. Come un pazzo egli discese una scala nelle tenebre pi fitte, ed ancora fu percosso, vacill e batt con le mani contro un muro.
Si sent come schiacciato da corpi serrati gli uni contro gli altri, cerc di aprirsi una strada verso destra. Una pressione irresistibile lo inchiodava sul posto; egli non poteva respirare, le sue costole scricchiolavano, respirava a fatica; poi tutta la massa di persone in un urto generale lo riport indietro verso l'Anfiteatro da dove era uscito. Vi furono dei momenti in cui i suoi piedi non toccavano il suolo e quando egli inciampava lo spingevano. Frattanto intese gridare: "Eccolo" e poi una acclamazione soffocata. Egli urt allora in qualche cosa di morbido, ed una rauca bestemmia risuon vicino a lui. Si gridava: Il Dormente! ma egli era troppo sconvolto per rispondere. Intese il crepitio delle armi verdi e tutto ad un tratto non ebbe pi nessuna volont, nessuna personalit; egli fu assalito dal timor panico, e cieco e col cervello vuoto agiva macchinalmente. Si agit con i gomiti e si dibatt in tutti i sensi nella calca, trascinato suo malgrado, fino a che inciamp in uno scalino, lo sal e cammin sur un piano inclinato. Bruscamente i visi intorno a lui sorsero dalle tenebre e divennero visibili, pallidi, stupefatti, atterriti, coperti di sudore sotto il lucido della pelle.
Una figura, quella d'un giovane, era a due passi vicino a lui; per un momento non fu che un incidente senza alcun valore emozionante, ma in seguito quella figura lo tolse ai suoi sogni perch quel giovine trasportato un istante nell'impeto della folla era stato colto da un proiettile ed era gi morto.
Fu accesa un'altra stella dall'individuo sospeso al cavo. La luce entrava da alcune finestre, da immensi archi e mostrava a Graham che egli era ora una unit in quella massa fitta di uomini vestiti di nero, respinta verso l'arena del gran teatro. Questa volta il quadro era violaceo e spezzato da ombre fitte. Vicino a lui le guardie rosse si aprivano rapidamente una strada, combattendo attraverso al popolo, ed egli non avrebbe saputo dire se lo vedevano; solo cercava con lo sguardo la sua scorta, e vide Lincoln presso la scena del teatro, in mezzo a una folla d'insorti con le insegne nere, sollevato da braccia compiacenti, scrutando nel fitto della folla per scoprirlo. Graham si trovava dalla parte opposta; dietro a lui, separati da una barriera si stendevano in piano inclinato i sedili del teatro. Allora ebbe un'idea, quella di aprirsi un passaggio a tutta forza verso l'ostacolo, ma allorquando vi giunse la luce si spense. Vivamente si slacci il gran mantello, che non solamente impicciava i suoi movimenti ma poteva attirare su lui degli sguardi; lo fece cadere in terra e qualcuno s'impigli nelle sue pieghe. Un istante dopo egli superava la barriera e si lasciava cadere nel vuoto oscuro, indi cammin a tastoni e raggiunse l'estremit inferiore d'un viale che saliva.
Il rumore dei colpi di fuoco cess e il calpestio e le voci s'assopirono. Egli urt in uno scalino, inciamp e cadde; ma nello stesso tempo l'oscurit fu interrotta da raggi di luce intensa, il muggito aument e lo splendore d'una quinta stella bianca brill a traverso le vaste aperture del teatro. Allora rotol sopra a qualche sedile, intese dei gridi e il crepitio mormorante delle armi, fece uno sforzo per rialzarsi, ma un urto di nuovo lo respinse indietro. Egli s'accorse che un certo numero d'uomini con l'insegne nere lo accerchiavano facendo fuoco sopra le vesti rosse in basso; saltando di sedile in sedile, rannicchiandosi dietro le spalliere per ricaricare le loro armi. Instintivamente s'accoccol egli pure nel mezzo delle sedie perch le palle perdute venivano a strisciare i cuscini pneumatici e a fare dei grandi sfregi lucidi sulle loro leggere coperte metalliche, e instintivamente ancora osserv la direzione dei passaggi, cerc con lo sguardo la strada dove avrebbe avuto pi probabilit di salvarsi appena che le tenebre fossero cadute. Un giovane vestito d'un bleu sbiadito si avanz arrampicandosi sui sedili.
Attenzione! grid con i piedi in aria a sei pollici al di sopra del Dormente, e appuntellato sopra due spalliere apr due occhi feroci senza aver l'aria di riconoscer nessuno, alz la sua arma e fece fuoco; poi si disponeva a tirare ancora gridando: Morte al Consiglio, quando sembr che met del suo collo sparisse immediatamente. Uno schizzo tiepido cadde sulla gota di Graham; e l'arma verde alzata a met si arrest. Un istante l'uomo rest immobile con i tratti immediatamente irrigiditi, poi si chin in avanti, gli si piegarono i ginocchi e ruzzol nello stesso tempo che si faceva di nuovo notte. Al rumore di questa caduta Graham si alz e pazzamente volle fuggire; ma inciampando in un gradino, cadde in terra. Si rialz come meglio pot e s'arrampic sulla scala di passaggio.
Allorquando brill la sesta stella era vicino all'apertura d'un corridoio; e veduto meglio la strada raddoppi di sveltezza, entr nel corridoio e ancora una volta si trov nella notte completa. Un urto lo rimand da parte, egli s'aggir su s stesso, ma riprese presto l'equilibrio e fu allora immischiato in una truppa di fuggiaschi che si spingevano verso una stessa direzione. Il solo pensiero di Graham come quello dei suoi compagni era di sottrarsi a quella battaglia. Egli spinse e colp, vacill, corse e fu schiacciato dalla folla.
Durante qualche minuto corse fra le tenebre, lungo un corridoio tortuoso, poi attravers uno spazio aperto e vasto, discese un lungo pendio ed arriv finalmente senza sforzo alcuno ai piedi d'una scalinata. Molte persone urlavano: Eccoli! Ecco le guardie! Tirano! Si salvi chi pu! Le guardie tirano! Saremo sicuri nella settima strada! Avanti verso la settima strada! e vi erano fra la folla delle donne e dei fanciulli.
Alcuni individui incontrandosi con Graham lo ingiuriavano. La folla si precipit verso un passaggio vuoto attraverso un'entratura corta e raggiunse uno spazio pi vasto debolmente rischiarato. Gli uomini vestiti di nero si schierarono, fecero al galoppo una salita che nella luce crepuscolare Graham cred che fosse una gigantesca serie di gradini. Egli seguit. Il popolo si disperse a destra e a sinistra.... Pi tardi Graham s'accorse che non era pi nella folla e fece sosta sul gradino pi alto. Vicino a lui, sullo stesso piano c'erano dei gruppi di sedili e un piccolo padiglione; s'avanz bruscamente e, trafelante, dissimulato nell'ombra delle tettoie, sorvegli.
Tutto era confuso e grigio; ma egli riconobbe che quei grandi gradini erano una serie di piattaforme immobili. Presentavano da ciascuna parte un piano inclinato e gli edifizi si elevavano al di l, come degli oscuri spettri con le loro insegne, le loro rclames appena visibili, e in alto fra gli intervalli delle travi e dei cavi si scorgeva una debole striscia di cielo pallido. Delle persone passarono rapidamente e ai loro gridi e all'accento delle loro voci s'indovinava che essi correvano alla battaglia; altre meno strepitose passavano timidamente leggere e rapide fra le ombre. Dal basso della strada, lontanissimo, giungeva il rumore delle palle, ma era evidente che non era la strada nella quale si apriva il teatro. La prima battaglia sembrava ora d'aver cessato tutto ad un tratto e, inverosimile paradosso, tutti questi esseri combattevano per lui. Durante qualche istante, fu come un uomo che si arresta nella lettura d'un libro appassionante, preso ad un tratto da dubbi sulla realt di ci che ha creduto fino allora, senza pi riflettere. Il suo spirito s'imbarazzava non poco dei dettagli; e l'effetto generale era uno stupore enorme. Cosa assai singolare, mentre che la sua fuga dalla prigione del Consiglio, la grande folla nel salone, l'attacco subitaneo del popolo per parte della Polizia Rossa, erano avvenimenti chiari e presenti nel suo spirito, gli abbisognava al contrario fare uno sforzo per rammentarsi e rivivere il suo soggiorno meditativo nelle camere silenziose. Tutto ad un tratto la sua memoria abbandonando queste idee lo ricondusse a Pentargen, alla cascata che tremolava al vento, e a tutti gli oscuri splendori della costa soleggiata della Cornovaglia. Il contrasto dava a queste cose una apparenza d'irreale; poi l'abisso si colmava ed egli cominciava a comprendere la sua situazione.
Non era pi assolutamente un enigma, come nelle camere silenziose, ora si disegnava per lo meno in un contorno bizzarro e vero. Egli si trovava senza saper come, possessore della met del mondo e formidabili partiti politici erano in lotta per impossessarsi della sua persona. Da una parte, il Consiglio bianco con la Polizia Rossa, risoluto ad usurpare la sua propriet e forse a sopprimere lui stesso; dall'altra la Rivoluzione che l'aveva liberato con l'invisibile Ostrog che la guidava: e tutta la gigantesca citt era sconvolta da questa lotta. Furioso impazzamento di questo mondo trasformato.
Io non capisco! io non capisco! esclamava. Era riuscito a liberarsi dai partiti in contrasto e ora si trovava solo in quella pace del crepuscolo. Che accadrebbe in seguito? Che cosa succedeva adesso? Egli si figurava gli uomini vestiti di rosso inviperiti per impadronirsi di lui e respingenti davanti a loro gli insorti dalle insegne nere. In tutti i casi la sorte gli permetteva di respirare un poco, e poteva, senza rischiare d'essere disturbato, nascondersi e osservare il corso degli avvenimenti. Il suo sguardo percorreva l'immensit inestricabile e oscura degli edifizi tenebrosi; e si ricord, come un fenomeno d'una stranezza infinita, che al di sopra di tutto ci il sole adesso si levava e che il mondo risplendeva raggiante sotto la chiarezza famigliare del giorno.
Questa volta ebbe tempo di riprender fiato. Le sue vesti bagnate dalla neve si erano gi asciugate.
Percorse qualche miglio lungo quelle vie immense nel crepuscolo non parlando a nessuno, non accostandosi a nessuno, figura oscura fra le figure oscure, uomo del passato risorto alla vita attuale, possessore incosciente della met della terra. Dappertutto ove c'era luce e folla o qualche sovreccitazione eccezionale egli temeva d'esser riconosciuto; spiava, voltava le spalle e saliva o discendeva le scale di mezzo, raggiungendo qualche sistema trasversale di strade, a livello pi basso o pi alto. Quantunque non constatasse pi nessuna rissa, la citt intera era in movimento e una volta gli tocc di fuggire di corsa per evitare una moltitudine che insorse occupando la larghezza della strada. Tutta la popolazione pareva prender parte alla sommossa e i combattenti erano in maggior parte degli uomini e portavano degli oggetti che dovevano essere delle armi.
Il conflitto ferveva nel quartiere da cui era venuto, ed a ogni minuto un muggito lontano gli arrivava agli orecchi indicando che le ostilit continuavano.
Allora fu combattuto dalla prudenza e dalla curiosit, ma la prudenza prevalse ed egli pens bene d'allontanarsi dal parapiglia. Camminava ora senza incontrare ostacoli ma sospettoso a traverso l'oscurit.
Ben presto cess di sentire gli echi, pure soffocati, della battaglia; le persone passavano vicino a lui sempre meno numerose e finalmente le strade titaniche divennero deserte. Le facciate degli edifizi avevano un aspetto brutto e severo; anzi si sarebbe detto una regione di magazzini vuoti. Un sentimento di solitudine s'impossess di Graham. Egli si mise a camminare pi lentamente, ma si stancava e spesso spesso s'arrestava, si sedeva in disparte sopra uno dei numerosi sedili delle vie superiori. Una agitazione febbrile, prodotta dal pensiero della parte che egli aveva in questa lotta non gli permetteva di restare pi a lungo nello stesso posto. Era egli l'unica causa di questo sollevamento? In un luogo triste fu sorpreso da una scossa di terremoto seguita da un fracasso spaventevole e da un rumore di tuono; un soffio potente d'aria fredda pass a traverso la citt, ed egli ud un fracasso di vetri enormi che si spezzavano, degli edifici che crollavano, una serie di crolli giganteschi. Un ammasso di vetri e ferri piomb dall'altezza del tetto nelle gallerie di mezzo, quasi cento metri da lui, mentre che in lontananza si udiva galoppare e gridare. Egli pure scosso da un sussulto incognito si sentiva preso da un'attivit senza limiti; si slanci dapprima in una direzione, poi ritorn indietro senza sapere il perch.
Un uomo arriv correndo e Graham riprese allora il suo impero su s stesso.
Che hanno fatto saltare? domand quell'uomo affannato. Era proprio un'esplosione? Ma avanti che Graham avesse avuto il tempo di rispondere egli era gi lontano.
I grandi edifizi s'inalzavano nell'ombra velati da un triste crepuscolo, quantunque la piccola striscia di cielo l in alto annunziasse un giorno raggiante. Egli not dei motti strani, dei quali non ne comprese uno sul momento; e decifr pure un buon numero di quelle iscrizioni in caratteri fonetici. Ma quale profitto si pu avere a decifrare delle lettere bizzarre quando dopo una tensione penosa dell'occhio e dello spirito, ci si trova in faccia a delle frasi di questo genere: "Ecco l'Eadhamite", "Ufficio del Lavoro, Piccola Parte?..." Pensiero grottesco: qualcuna o l'insieme di quelle case simili a delle rupi gigantesche appartenevano probabilmente a lui. Chiaramente ebbe conoscenza di tutto ci che le circostanze avevano di sconcertante; in realt egli aveva fatto uno di quei salti nel tempo, come i romanzieri ne immaginano molte volte.
E una volta ammesso questo salto egli si aspettava di assistere a uno spettacolo, ma ora non era uno spettacolo bens un vago pericolo di ombre ostili e veli di tenebre; e in qualche parte a traverso questo laberinto d'oscurit la morte lo cercava. Sarebbe egli ucciso avanti d'aver veduto? Chi sa, forse al pi prossimo angolo oscuro la sua distruzione era imboscata.
Un gran desiderio di vedere, una sete di conoscere lo invasero, ma ebbe paura dei nascondigli e delle svoltate e si persuase che la sua sicurezza dipendeva dall'abilit di sapersi nascondere. Dove avrebbe potuto rifugiarsi per non esser veduto, allorquando le tenebre sparissero? Finalmente s'assise sopra un banco in una cavit, sur una delle vie superiori, felice di sentirsi solo.
Si strofin gli occhi stanchi. E se quando li riaprisse le oscure strade parallele e quelle facciate intollerabilmente alte fossero sparite? Se scoprisse che tutta la storia di questi ultimi giorni, il risveglio, le moltitudini tumultuose, l'oscurit, la sommossa, non era che una fantasmagoria, un sogno d'un nuovo genere e pi vivo? Era un sogno certamente, poich tutto ci era s poco logico e privo di ragione. Perch il popolo combatterebbe per lui? Perch questo mondo pi razionale vedrebbe in lui un possessore e un padrone?
Tali erano i suoi pensieri mentre restava l con gli occhi chiusi.... poi riguard, quasi colla speranza di scorgere, ad onta di ci che udiva, qualche essere famigliare della vita del diciannovesimo secolo, e contemplare forse il piccolo porto di Boscastle, le scogliere di Pentargen, la camera della sua abitazione. Ma i fatti poco si curano delle speranze umane. Una truppa di uomini con una bandiera nera pass davanti a lui, sorgendo dall'ombra, camminando a passi accelerati verso la prossima lotta; e al di l si elevavano i muri vertiginosi delle facciate vaste e oscure, con le loro insegne incomprensibili, confuse, a grandi lettere appena visibili.
Non  un sogno, diceva egli, non  un sogno!
Abbass la testa e si nascose il viso fra le mani.
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Capitolo 11.
Il vecchio che sa tutto.
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Una tosse vicino a lui lo tolse ai suoi pensieri; si volt vivamente e scorse una piccola figura umana tutta curva, seduta qualche passo pi in l nell'ombra.
Avete notizie? domand la voce molto acuta e ansante d'un uomo vecchissimo. Graham esit.
Nessuna, rispose.
Io resto qui fino a che i lumi si riaccendano, fece il vecchio. Questi bricconi sono dappertutto!
Graham approv distrattamente; ed intanto cercava di esaminare il vecchio a cui le tenebre nascondevano il viso. Egli desiderava rispondere, parlare, ma non sapeva da che parte cominciare.
Miseria e dannazione, esclam il vecchio tutto ad un tratto. Miseria e dannazione! Cacciato dalla mia camera in mezzo a tutti questi pericoli.
 duro, avventur Graham,  duro per voi.
Le tenebre.... Un vecchio perduto nelle tenebre! E il mondo intero divenuto pazzo; guerra e combattimenti! La polizia battuta e la canaglia sparsa dappertutto. Perch non fanno venire qualche negro per proteggerci? Io non voglio pi arrischiarmi nelle oscure gallerie.... sono caduto sur un cadavere!... In compagnia siamo pi sicuri.... se la compagnia  buona nondimeno, e fiss Graham senza alcun imbarazzo. Tutto ad un tratto si alz e si ravvicin. Apparentemente l'esame era stato soddisfacente e il vecchio si assise come un uomo che si sente contento di non essere pi solo. Eh! riprese, questi sono in fede mia, dei tempi terribili! Guerra e combattimenti, e dei morti dappertutto.... degli uomini in pieno vigore che sono massacrati nelle tenebre.... I miei figli! Ne ho tre. Chiss dove saranno questa sera? E tacque; poi riprese con voce tremolante: Chiss dove saranno questa sera?
Graham cercava di rivolgergli delle domande che non tradissero la sua ignoranza. Di nuovo, la voce del vecchio ruppe il silenzio.
Questo Ostrog vincer.... vincer; e ci che il mondo diventer con lui nessuno lo pu sapere. I miei figli sono impiegati ai motori a vento tutti e tre.... Una delle mie nuore  stata la sua amante per qualche tempo. La sua amante! Noi non siamo delle persone ordinarie; e con tutto ci mi hanno espulso, mi hanno gettato sulla strada alla ventura questa sera, perch me la sbrighi con la grazia di Dio. Io sapeva prima della maggior parte degli uomini, ci che si preparava.... Ma queste tenebre! E cadere sopra un cadavere nella notte!
E si udiva il suo soffio asmatico.
Ostrog! esclam Graham in un tono lusinghiero.
Il pi famoso conduttore che il mondo abbia mai veduto, rispose il vecchio.
Graham si lambiccava il cervello. Egli azzard:
Il Consiglio ha pochi amici fra il popolo?
Pochi e meschini amici ancora. Hanno fatto il loro tempo. Eh! essi avrebbero dovuto regolarsi bene i tristi. Ma due volte hanno barattato le elezioni, e Ostrog.... Ora il conflitto  scoppiato e niente pu arrestarlo, niente; due volte hanno eliminato Ostrog.... Ostrog il gran conduttore. Mi hanno parlato della sua collera nel momento, era terribile. Che il cielo li protegga! perch niente sulla terra pu salvarli, ora che egli ha sollevato contro di essi le compagnie del lavoro. Tutta la tela turchina armata  in marcia. Egli andr fino alla fine.... andr fino alla fine.
Indi rest un istante silenzioso. 
Questo Dormente, insinu egli, poi s'arrest.
S.... ebbene? domand Graham.
La voce senile s'abbass in un bisbiglio confidenziale e il viso pallido e confuso s'approssim:
Il vero Dormente....
S, disse Graham.
 molto tempo che  morto.
Che? fece Graham vivamente.
Sono degli anni che  morto.... degli anni....
Non  possibile, grid Graham.
Davvero,  come io vi dico. Egli  morto. Il Dormente che si  svegliato, essi l'hanno cambiato durante la notte. Un povero diavolo che hanno falsificato, e al quale hanno fatto perdere la testa; ma io non devo dire tutto ci che io so, non m'importa ch'io dica tutto, e brontol delle parole inintelligibili. Ma il secreto era troppo pesante per lui: Io non conosco punto quelli che l'hanno immerso nel sonno.... era avanti il mio tempo.... ma io conosco l'uomo che gli iniett gli eccitanti e che l'ha risvegliato. Vi era sei sorti sopra una.... il risveglio o la morte. Risvegliare o uccidere.... Questa  la maniera di Ostrog.
Graham fu s costernato che dov interromperlo, fargli ripetere le parole, interrogarlo di nuovo in una maniera vaga avanti d'esser sicuro dell'infamia di ci che il vecchio affermava. Cos il suo risveglio non era stato naturale. Era questa una follia senile di quel vecchio, o vi era in ci qualche verit? Frugando nei punti pi oscuri della sua memoria, ritrov un'impressione che poteva al bisogno passare per il ricordo degli effetti di un eccitante. E gli venne l'idea che forse il caso gli aveva procurato un incontro ottimo, che alla fine egli avrebbe potuto conoscere qualche cosa dell'et nuova.
Il vecchio respir un istante penosamente e sput, poi la voce tremula, la piccola voce reminiscente riprese:
La prima volta l'hanno spossessato, io ho seguito tutto l'affare.
Spossessato chi? interrog Graham. Il Dormente?
Il Dormente? No! Ostrog. Egli era terribile, terribile, e gli promisero allora, e gli promisero formalmente per la prossima volta.... insensati.... di non avere avuto pi paura di lui. Ora tutta la Citt  sotto ai suoi piedi, noi siamo la polvere che egli schiaccia.... la polvere che schiaccia. Fino a che egli se ne mischi i lavoranti si contentavano di tagliarsi la gola fra loro, o d'assassinare qua o l un cinese o un agente della Polizia del Lavoro, e noi ci lasciavano in pace. L'assassinio! Il furto! Le tenebre! Tali cose non si sono viste da dodici dozzine d'anni. Eh! eh! va male per i piccoli, quando i grandi s'azzuffano, va male.
Dite che non ci  stato.... che cosa?... da una grossa d'anni?
Eh? fece il vecchio e borbott qualche cosa come "smozzicare le parole" obbligando Graham a ripetere tre volte la sua domanda. Poi riprese: Dei combattimenti e delle stragi con le armi alla mano, e degli imbecilli che si sfiatano in nome della libert, e tutto ci che segue.... nella mia vita, non ci  stato niente di uguale.... Si ricomincia come nel tempo antico....  certo.... quando il popolo di Parigi si  sollevato.... saranno pi di quattrocento anni. Ecco ci che non si  pi visto da.... ma cos va il mondo. Bisognava che ci accadesse. Io lo so; io lo so. Sono cinque anni che Ostrog lavora e ci  stato la discordia, l'imbroglio, la fame, delle minacce, delle grandi parole, delle armi, delle vesti di tela turchina e delle recriminazioni. Tutto s'imbroglia e si sconnette; e adesso eccoci: la rivolta e la strage.... Il Consiglio  al termine del suo giro.
Voi a quanto pare, siete bene informato su tutte queste cose, not Graham.
Io dico ci che ho udito da fonte sicura, e non solamente ci che borbottano le macchine parlanti.
Sicuramente! disse Graham, domandandosi ci che poteva essere una macchina parlante. E voi siete certo che Ostrog ha organizzato la ribellione e che  lui che ha fatto risvegliare il Dormente.... unicamente per provare il suo potere, per vendicarsi di non essere stato ammesso nel Consiglio?
Tutti sanno ci, mi pare, rispose il vecchio, eccettuato.... gli imbecilli, ben inteso. Egli voleva essere il padrone, in una maniera o in un'altra.... nel Consiglio o no. Pure quelli che non sapevano niente, sanno questo, e ora eccoci con i cadaveri dappertutto, nelle tenebre. Ma da dove uscite voi per non aver sentito parlare della rivalit di Ostrog e delle Verneys? E per quale ragione allora avremmo noi questo sconvolgimento? Il Dormente? Voi credete che il Dormente sia effettivo e che si sia risvegliato da s solo.... eh?
Io sono un uomo pacifico pi vecchio di quello che non sembri, e smemorato, aggiunse Graham. Una quantit d'avvenimenti.... sopratutto quelli che hanno avuto luogo in questi ultimi anni. Se io fossi il Dormente, a dirvi il vero, io non potrei essere meno bene informato su queste cose....
Eh? voi siete vecchio? Voi non avete l'aria d'esserlo tanto; ma  vero che tutte le persone non hanno la memoria sveglia come me, alla mia et.... Pero le cose di tanta importanza! Voi non siete cos vecchio come me.... non vi avvicinate alla mia et. In fede mia, non dovrei giudicare gli altri secondo me stesso.... io sono giovane per un uomo s vecchio, e pu essere benissimo che voi siate vecchio essendo sempre giovane.
 vero, approv Graham. La mia esistenza  stata bizzarra, io so pochissime cose; e la storia! Praticamente io non so la storia. Il Dormente e Giulio Cesare  tutt'uno per me e m'interessa di sentirvi parlare del passato.
Io sono al corrente di certi affari, assicur compiacentemente il vecchio, so qualche piccolo fatto, ma.... ascoltate!
I due uomini si chetarono e prestarono l'orecchio. Un colpo sordo risuon, seguito da una scossa che fece tremare i loro sedili. Dei passanti s'arrestarono, dissero qualche cosa fra loro; e il vecchio ansioso di informarsi rivolse alcune domande a un uomo che si avvicinava da quella parte. Graham incoraggiato da questo esempio si alz e si accost ad altri. Nessuno sapeva ci che era successo. Ritorn al suo posto e trov il vecchio borbottante delle vacue interrogazioni a bassa voce. Per qualche tempo non articolarono sillaba. La sensazione di questa lotta gigantesca s prossima e pertanto cos lontana opprimeva l'immaginazione di Graham. Il vecchio, diceva forse il vero? Ci che raccontavano tutte quelle persone era esatto? Gli insorti avevano il vantaggio? Ovvero erano tutti nell'errore, e le innumerevoli guardie rosse non cacciavano tutto davanti a loro? Ad ogni istante il fiotto della mischia poteva riversarsi in quel quartiere silenzioso e trascinare di nuovo Graham. Era utile per lui d'informarsi pi che poteva mentre che aveva agio di poterlo fare. Si volse subitamente verso il vecchio pronto a fargli una domanda che non os proferire, ma questo movimento istig il vecchio a riprendere il suo monologo.
Eh! ma come le cose prendono il loro verso! Questo Dormente in cui tutti gli imbecilli hanno riposto la loro speranza, io so la sua storia tutta intera.... Io sono stato sempre buono per le storie. Quando ero fanciullo.... e ci non ci ringiovanisce.... io leggeva molti libri stampati. Non lo credereste, senza dubbio voi non ne avete mai veduti.... Essi marciscono o cadono in polvere al punto che l'Amministrazione sanitaria li brucia, e ne fa un'eccellente lisciva per il bucato; ma avevano del buono malgrado la loro bruttezza. S'imparava molto l dentro; invece queste macchine parlanti nuovo trastullo.... non vi sembrano un nuovo trastullo, eh? sono facili a capirsi.... e facili a dimenticarsi. Ma io ho seguito tutta la storia del Dormente dal principio.
Voi non potete credere, disse Graham lentamente, fino a che punto io sia ignorante.... Sono stato s immerso nei miei propri affari.... la mia situazione  stata s strana che io non so niente della storia del Dormente. Chi era egli?
Eh! fece il vecchio, io lo so, io lo so. Era un individuo qualunque che si era innamorato d'una donna allegra, il misero! e cadde in catalessia.... Quelle vecchie cose che si aveva altre volte.... quelle cose nerastre.... fotografie al nitrato.... che lo mostrano tale e quale era addormentato, sar pi di una grossa e mezza d'anni.... una grossa e mezza!
Innamorato d'una donna allegra.... il misero, si ripet piano piano Graham, poi ad alta voce: S.... benissimo! Continuate.
Bisogna che sappiate che aveva un cugino chiamato Warming, un uomo solitario senza figli, che fece una grossa fortuna speculando sulle strade.... le prime strade in Eadhamite. Ma ne avete sicuramente inteso parlare? No, come mai? Egli compr tutti i brevetti e fond un'immensa Compagnia per il loro esercizio. In quei tempi vi era una quantit d'imprese separate e compagnie d'affari. In ventiquattro anni le sue strade abbatterono quelle ferrate.... quei mezzi di trasporto di tempo fa. Compr ad un tratto tutte le strade ferrate e le eadhamite.... e siccome non voleva dividere i suoi beni e la sua fortuna, n ammettere degli azionisti, lasci tutto al Dormente istituendo un Consiglio d'amministrazione che aveva scelto e formato lui stesso. Egli sapeva allora che il Dormente non si sveglierebbe, ma che continuerebbe a dormire e dormire fino alla morte. Lo sapeva benissimo e poi, pffete! Un Americano che aveva perduto due figli in mare aument il patrimonio con un'altra fortuna immensa. I commissari di Warming si sono trovati fin da principio alla testa d'una fortuna mobiliare e immobiliare che si elevava a pi di dodici miriadi di leoni.
Come si chiamava egli?
Graham.
No, voglio dire l'Americano.
Isbister.
Isbister, esclam Graham, ma io non conosco neppure questo nome.
Naturalmente! disse il vecchio. Naturalmente, non s'impara gran cosa nelle scuole d'oggi; ma io so tutto quello che occorre sapere su di lui. Era un ricco Americano, originario d'Inghilterra e lasci al Dormente una fortuna pi grande ancora di quella di Warming. Come l'aveva acquistata? lo ignoro. Una specie di preparato per dipingere i quadri a macchina.... Questa fortuna l'ha unita a quella del Dormente ed  con ci che il Consiglio ha cominciato; dapprima era solamente un comitato d'amministratori.
E come questa fortuna si  accresciuta?
Eh! ma voi siete poco al corrente.... Il denaro attira il denaro.... e dodici cervelli valgono meglio di uno. Hanno manovrato abilmente, hanno fatto camminare la politica con il denaro, e hanno continuato ad accrescere queste ricchezze con l'aggio e il monopolio.... ed aumentarono, aumentarono..... E per lungo tempo i dodici commissari tennero secreto l'accrescimento della fortuna del Dormente, per mezzo di nomi falsi di societ fittizie ed altri simili espedienti. Il Consiglio s'impossess di tutti i valori, delle azioni, delle ipoteche, compr i partiti politici e stipendi tutti i giornali. Informandovi su queste vecchie storie, voi vedrete come il Consiglio abbia acquistato il suo potere e le sue ricchezze. Dei bilioni e bilioni di leoni alla fine.... la fortuna del Dormente; e tutto ci proveniva da un capriccio.... dal testamento di questo Warming e da un accidente capitato ai figli d'Isbister.... Gli uomini sono strani, riprese il vecchio dopo un po' di silenzio. La cosa incredibile per me  che il Consiglio abbia potuto lavorare d'accordo per s lungo tempo, ed erano pertanto dodici! Ma hanno formato delle combriccole sul principio per meglio manovrare.... poi le hanno abbandonate per riprendere la loro indipendenza. Nella mia giovent, parlare del Consiglio era come quando un ignorante immagina di parlare di Dio. Noi non credevamo che potessero far male, non sapevamo niente delle loro mogli e di tutto il resto. Ora sono divenuto pi saggio.... Gli uomini sono strani, riprese il vecchio. Voi siete giovane e ignorante, e io.... vecchio di settantanni e che potrei, e non ci sarebbe niente di sorprendente, avere dimenticato tutto.... sono io che vi informo. Settant'anni, settant'anni, sento e vedo, sento meglio di quello che non veda, ragiono chiaramente, e mi tengo al corrente di tutto ci che succede. Settant'anni! La vita  straordinaria. Avevo vent'anni quando  nato Ostrog e me lo ricordo lungo tempo avanti che si fosse cacciato alla testa dei motori a vento. Ho veduto molti cambiamenti.... Io pure ho indossato la blouse turchina e infine sono arrivato a vedere questo schiacciamento, queste tenebre, questo tumulto e dei morti accumulati nelle strade.  lui....  lui l'artefice di tutto ci; e la sua voce non fu pi che un bisbiglio inarticolato di lodi indirizzate a Ostrog.
Graham pensava.
Vediamo, diss'egli, se non sbaglio.... Stese una mano e si dispose a contare sui diti.
Il Dormente  stato addormentato....
 stato cambiato, rettific il vecchio.
E durante questo tempo la fortuna di lui s'accrebbe fra le mani di dodici commissari fino a che  arrivata ad impossessarsi della propriet del mondo. I dodici commissari, in virt di questa propriet sono divenuti veri padroni del mondo, perch sono la potenza che dispensa il denaro, precisamente come erano gli antichi parlamenti.
Eh! disse il vecchio; dite bene....  un buon paragone.... Voi non siete cos....
Ed ecco che questo Ostrog ha subitamente messo in rivoluzione il mondo svegliando il Dormente.... al cui risveglio nessuno, se non i superstiziosi e il basso popolo, ha creduto.... risvegliandolo perch egli esiga che gli si consegni la sua propriet.... dopo tutto questo tempo.
 strano, disse il vecchio che aveva accolto questa relazione con un accesso di tosse, di trovare un uomo che conosca queste cose per la prima volta questa sera.
S, rispose Graham,  strano.
Arrivate da una citt di piaceri? domand il vecchio. Tutta la mia vita, io ho voluto.... (e rideva). Alla mia et ancora, mi piacerebbe divertirmi un poco.... mi contenterei di vedere in tutti i casi, e borbott una frase che Graham non cap.
Il Dormente.... quando si  svegliato? domand tutto ad un tratto Graham.
Sono tre giorni.
Dove  ora?
L'ha con s Ostrog.  fuggito dal Consiglio non saranno quattro ore. Ma, mio caro signore, dove eravate dunque in quel momento? L'hanno condotto nel salone dei contratti.... e l si sono battuti. Da una parte e dall'altra della citt non si parla che di questo avvenimento. Tutte le macchine parlanti lo dicono e dappertutto lo dicevano e lo gridavano. Pure gli idioti che sostengono il Consiglio lo ammettevano. Tutti si precipitavano per vederlo; tutti correvano alle armi.... Eravate ebbro o addormentato? ed anche ora? Ma no, voi scherzate! Sicuramente fingete.  appunto per arrestare il grido delle macchine parlanti e impedire che il popolo si raduni, che hanno interrotto le correnti elettriche e ci hanno gettati in queste maledette tenebre. Vorreste pretendere che...?
Ho inteso dire che erano andati a liberare il Dormente, attest Graham. Ma.... ancora una volta, siete sicuro che sia con Ostrog?
Ed  ben guardato! afferm il vecchio.
E il Dormente? Siete sicuro che non sia autentico? Io non ho mai udito parlare di....
Oh! s, tutti gli imbecilli lo credono.... come se non vi fossero delle migliaia di cose di cui non si sente mai parlare. Io conosco troppo bene Ostrog per questo. Ve l'ho detto? Sono in qualche modo parente d'Ostrog, per parte di mia nuora.
Suppongo....
Ebbene?
Io suppongo che non ci sia nessuna probabilit che questo Dormente possa far valere i suoi diritti. Penso che non sar che un trastullo nelle mani d'Ostrog o del Consiglio, appena che la lotta sar terminata.
Nelle mani d'Ostrog.... certamente. Perch non sarebbe un trastullo? Considerate un poco la sua posizione: tutto  fatto per lui, tutti i piaceri possibili. Perch vorrebbe fare valere i suoi diritti?
Che cosa sono le Citt di piaceri? domand Graham a bruciapelo.
Il vecchio gli fece ripetere la domanda, e allorquando ebbe ben compreso le parole di Graham lo spinse col gomito violentemente.
 troppo alla fine, disse egli. Voi vi burlate d'un vecchio. Io supponeva di gi che ne sapeste pi a lungo di quello che mi date ad intendere.
Forse.... ma no! perch continuerei a simulare cos? No, io non so che cosa sia una Citt di piaceri.
Il vecchio si mise a ridere famigliarmente.
C' di pi, continu Graham. Io non so neppure leggere i vostri caratteri; io non conosco la moneta di cui vi servite, io ignoro quali paesi stranieri esistano all'infuori di questo. Io non so dove sono, non so contare e non so dove trovare da mangiare, da bere e da ripararmi.
Andiamo, andiamo, se vi dessero un bicchiere di qualche bevanda, la mettereste in un orecchio, o in un occhio?
Io vorrei che mi informaste sopra tutte queste cose.
Oh! esclam il vecchio. Va bene, un signore vestito di seta pu distrarsi a una piccola commedia, e la sua mano avvizzita carezzava il braccio di Graham.
La seta, la seta.... Va bene, va bene! Ma nonostante vorrei esser l'uomo che hanno messo al posto del Dormente. Trascorrer un bel tempo.... l'opulenza e il piacere. Ha una figura s curiosa.... Quando lasciavano andar tutti a vederlo, ho preso dei biglietti e ci sono andato anch'io. Questo Dormente sostituito era l'immagine del vero, tale e quale le fotografie lo figuravano, giallo e sbiadito. Ma lo rifanno e lo mettono a posto. Che mondo strano! Pensate un poco a una tale fortuna.... Io m'aspetto che lo mandino a Capri.  il miglior posto per un esordiente.
La tosse lo riprese, poi si mise a borbottare i suoi rimpianti per i piaceri e i godimenti che non conoscerebbe mai.
Che fortuna che ha! Tutta la mia vita sono restato nella Citt sperando che venisse il mio turno.
Ma come potete essere sicuro che egli sia morto? domand d'improvviso Graham.
Il vecchio gli fece ripetere queste parole, poi spieg:
Gli uomini non vivono pi di 120 anni. Non  nell'ordine delle cose, io non sono un imbecille e se degli sciocchi possono credere questo, io no.
L'assicurazione di quest'uomo irritava Graham.
Che siate o no sciocco, questo non toglie che vi troviate in errore su ci che riguarda il Dormente.
Come lo sapete? Io credevo che non conosceste niente, neppure le Citt di piaceri....
Graham riflett un istante e dichiar:
Sono io il Dormente.
E dov ripeterlo, dopo di che tutti e due restarono silenziosi.
Ecco ci che non dovreste dire, scusate, perch potrebbe cagionarvi delle noie per il tempo che corre, replic alla fine il vecchio.
Graham alquanto imbarazzato, afferm ancora che egli era il Dormente.
Io vi dico che sono il Dormente. Sono degli anni e anni che mi addormentai in un villaggio fabbricato di pietre al tempo in cui ci erano delle siepi, dei villaggi, e degli alberghi e che tutta la campagna era divisa in piccole porzioni, cio in piccoli campi. Non avete mai sentito parlare di quei tempi? E sono io, quello che voi vedete e che mi sono risvegliato quattro giorni fa.
Quattro giorni! Il Dormente! Ma essi l'hanno il Dormente; l'hanno e non lo vogliono lasciar andare. Che storie! Per tanto abbiam parlato assai ragionevolmente fino ad ora.... Vedo come se ci fossi; Lincoln come guardiano dietro a lui; e non lo lascieranno andar solo! Si pu esser sicuri di questo. Ma siete un bel tipo, un bel capo ameno, e capisco ora perch smozzicate le parole in una maniera cos curiosa ma.... s'arrest tutto ad un tratto e Graham pot distinguere il suo gesto,, come se Ostrog fosse uomo da lasciare il Dormente correre per le strade solo. No, non si pu venire a raccontarmi questo; come se io credessi.... Dove volete arrivare? Vediamo.... noi parlavamo del Dormente.
Graham si alz.
Ascoltate, gli disse francamente. Io sono il Dormente.
Voi siete uno strano burlone, sogghign il vecchio; e vi dissimulate l, nell'ombra, pronunciando male le parole e raccontando una favola. Ma....
L'esasperazione di Graham si convert in ilarit.
 assurdo! esclam,  assurdo! Questo sogno deve finire, altrimenti diviene di pi in pi diabolico. Eccomi perduto in queste maledette tenebre, anacronismo di duecento anni.... cercando di persuadere un vecchio che il Dormente sono proprio io. Ouf!
Ebbe un momento d'irritazione e si mise a fuggire a gran passi. Il Vecchio gli corse dietro.
Ehi ma non ve ne andate! urlava egli. Io sono un vecchio stupido, lo so; restate, non mi lasciate in questa oscurit.
Graham esit, e s'arrest. Improvvisamente comprese la sciocchezza che aveva commesso svelando il suo segreto.
Io non voleva offendervi dicendo che non vi credevo, spieg il vecchio avvicinandosi. Non vi  malizia in questo. Chiamatevi il Dormente se cos vi piace.  un inganno stupido....
Graham gli volt bruscamente le spalle e continu la sua strada.
Per un momento il vecchio si prov a seguirlo zoppicando; poi lo richiam pi volte, indi le sue chiamate s'affievolirono e Graham non lo vide pi.
...
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...
Capitolo 12.
Ostrog.
...
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...
Ora Graham si rendeva conto pi esatto della sua posizione sebbene il pensiero di lui continuasse a lungo ad almanaccare, ma dopo la sua conversazione col vecchio, era giunto a questa conclusione evidente: coloro che erano a capo della rivolta erano ammirabilmente riusciti a nascondere la sua fuga, mentre ad ogni istante s'aspettava di ricevere l'annunzio della sua condanna a morte o della sua cattura per opera del Consiglio. In quel momento un uomo si ferm dinanzi a lui.
La sapete la notizia? domand.
No, rispose Graham trasalendo.
Vi  quasi una "dozanda", una dozanda di combattenti!
E l'uomo seguit la sua strada.
Una truppa d'insorti accompagnati da una fanciulla, passarono nelle tenebre, gesticolando e gridando:
Capitolati!... Vinti!... Una dozanda.... Due dozande d'uomini.
Le grida si dileguarono, divennero indistinte: altre truppe passarono urlando a squarciagola.... Alcune parole giungendo all'orecchio di Graham, attirarono la sua attenzione ed egli si chiese se tutti quegli esseri parlassero la stessa lingua: pareva che quelle frasi fossero pronunziate in una specie di gergo, in un negro bastardo, ed erano frasi tronche, sfigurate e confuse. Egli non osava fermar la gente per chiedere spiegazioni: l'impressione che il popolo produceva su di lui si opponeva alle idee che si era fatto prima ancora che cominciasse la lotta e confermava la fiducia che il vecchio aveva in Ostrog.
Egli non giunse che molto lentamente a capire quanto quei matti si rallegrassero della disfatta del Consiglio, e quanto quel Consiglio che l'aveva perseguitato con tanta ostinazione e con tanto vigore, fosse insomma il pi debole fra i due partiti in lotta. Se le cose stavano cos, quali conseguenze dovrebbe egli subire? Con una certa esitazione egli rivolgeva a s stesso parecchie domande fondamentali e una volta devi dalla propria strada, per seguire un omettino grasso e tondo, dall'aspetto simpatico, allo scopo di rivolgergli la parola, ma non ne ebbe il coraggio. Alla fine gli venne in mente di informarsi sulla strada che conduceva agli uffici dei "Motori a vento" sebbene non sapesse che cosa fossero tali motori. Alla sua prima domanda gli fu risposto di seguitare la strada verso Westminster: alla seconda gli fu indicato una scorciatoia fatta proprio per smarrirsi. Finalmente gli fu consigliato di lasciare quelle strade nelle quali si era fino allora inoltrato, non conoscendo altre vie di comunicazione, e di prendere, scendendo dalle scale centrali una via trasversale, immersa nell'oscurit. In quel tempo gli capitarono alcune piccole avventure: prima di tutto l'incontro ambiguo di un essere che non poteva distinguere, che parlava, con voce rude, un dialetto barocco, e che sul principio gli sembr una lingua straniera: era un insieme complicato di sillabe, quasi un resto di parole inglesi, senza dubbio il gergo dei ragazzi della strada. Poi un'altra voce si avvicin cantando: tralal, tralal; una voce di fanciulla che si mise a discorrere con Graham: il suo modo di parlare somigliava molto al primo.
Essa dichiar di aver perduto sua sorella, e si mise a ridere, senza nessuna ragione, secondo lui, quindi inciamp, cadde addosso a Graham, attaccandoglisi al collo; ma alcune parole di rimprovero la fecero improvvisamente sparire. Intanto il rumore aumentava intorno a lui: passavan delle persone, s'incontravano, si avvicinavano, discutevano con grande animazione.
Si sono arresi.
Il Consiglio? Certo, non il Consiglio!
Lo dicono per le strade.
Ora si passava pi facilmente: ed in pochi minuti Graham giunse all'estremit del muro. Davanti a s si apriva uno spazio grandissimo in cui si agitavano degli insorti; e ad una persona qualunque domand quale strada dovesse percorrere.
Attraversate in linea retta! rispose una voce di donna.
Abbandon il muro che l'aveva guidato fino allora, e un momento dopo inciamp in una piccola tavola su cui stavano degli utensili di cristallo. Agli occhi di Graham abituati adesso all'oscurit, si offr una lunga prospettiva, dove, in una luce pallida, si distinguevano vagamente altre tavole da cui si udiva un rumore di piatti, segno evidente che l si doveva mangiare. Vi erano dunque delle persone abbastanza calme per poter mangiare in un tal momento, o abbastanza audaci per appropriarsi delle vettovaglie, favoriti da quella rivoluzione sociale e dalle tenebre.
Entr in una galleria: due fanciulline singhiozzavano in preda allo spavento rannicchiate contro una balaustra: al rumore de' suoi passi esse si chetarono ma appena si fu allontanato, ricominciarono a singhiozzare. In breve giunse a' piedi di una scala: ne sal gli scalini che mettevano in una strada in cui le piattaforme erano ferme. Una truppa di insorti la percorrevano urlando, con voci false e dissonanti, alcuni brani di un canto rivoluzionario. Di nuovo si fece indicare quale strada dovesse percorrere, ma due volte il medesimo gergo lo gett nel pi grande imbarazzo. Il suo terzo tentativo gli procur una risposta che pot comprendere: si trovava a due miglia da Westminster; e quando finalmente si avvicin agli uffici di cui andava in traccia, gli parve, dalle acclamazioni della folla, dal tumulto di allegria, e infine dalla luce che fu resa alla Citt, che la caduta del Consiglio dovesse essere ormai un fatto compiuto. E da nessuna parte udiva parlare della propria scomparsa.
La Citt torn ad illuminarsi con una velocit sorprendente: ad un tratto egli rimase abbagliato; e attorno a lui si eran fermati alcuni uomini, anch'essi abbagliati: pareva che tutto quel luogo divenisse incandescente. La luce li colse vicino alla folla sovreccitata che ingombrava le strade in prossimit agli uffici dei Motori a vento, e l'idea di essere adesso esposto a tutti quegli sguardi, cambi in una viva ansiet la sua vaga intenzione di raggiungere Ostrog. Si trov confuso, imbrogliato, in mezzo ad alcuni uomini resi stanchi e fiochi a forza di aver gridato il suo nome: qualcuno aveva delle cicatrici e delle ferite sanguinanti, per aver difeso la sua causa. Sulla facciata degli uffici fiammeggiavano dei quadri mobili, ma malgrado i suoi vigorosi tentativi, non pot veder nulla perch la folla gl'impediva di avvicinarsi.
Da alcuni brani di conversazione egli giudic che tali trasparenti dessero le ultime notizie dell'assedio del palazzo in cui si era rifugiato il Consiglio.
L'ignoranza e l'indecisione rendevano lenti e impotenti i suoi gesti. Egli chiedeva a s stesso come avrebbe fatto a penetrare dietro a quella facciata ininterrotta: a poco a poco, tenacemente, si apr una strada in mezzo alla folla fino a quando si accorse che la scala che partiva dalla via centrale conduceva nell'interno degli edifizii. Persistette in quella direzione, ma la folla era cos fitta che gli ci volle molto tempo prima di poter entrare in quell'edifizio. Col giunto, mille contrasti gli impedirono di raggiungere il suo scopo, tanto che pass un'ora a discutere e a parlamentare in una serie di sale d'aspetto, prima di riuscire a far portare un biglietto a colui che fra tutti gli altri aveva maggior desiderio di vedere. Dapprima la sua storia era stata accolta da risate e da canzonature, perci, divenuto pi savio da quell'esperienza, fin col dichiarar semplicemente, quando lo fermarono ancora, che aveva una notizia di un'importanza estrema da comunicare a Ostrog, rifiutando energicamente di spiegarsi di pi.
Dopo esser riuscito a far passare un biglietto che non fu mandato senza una certa ripugnanza, Graham fu relegato in una piccola stanza, in fondo all'ascensore, e, dopo una lunga attesa, scese finalmente Lincoln che si ferm sulla porta a guardarlo, quindi si slanci su di lui, profondendosi in grandi effusioni e in scuse.
S! esclam. Siete voi? E non siete morto?
Graham gli forn qualche breve spiegazione.
Mio fratello vi aspetta, dichiar Lincoln.  solo in ufficio. Noi avevamo paura che foste rimasto ucciso in teatro. Egli era molto imbarazzato. La situazione  sempre pericolosa malgrado quello che noi diciamo.... altrimenti egli sarebbe venuto ad incontrarvi....
Salirono nell'ascensore e giunsero cos in una stanza relativamente piccola, ammobigliata unicamente da un lungo sof e da un gran disco ovale di un grigio nebbioso e cangiante, sospeso al muro con delle corde. L Lincoln lasci Graham che, rimasto solo, esamin senza capirle le forme mobili e incerte che lentamente si disegnavano su quel disco. La sua attenzione fu distratta da uno schiamazzare improvviso: e riconobbe quello strepito, quell'esultanza frenetica di una folla immensa, ma molto lontana, un'esultazione rumorosa che fin bruscamente come era incominciata, simile a un rumore percepito a traverso una porta socchiusa. Nella stanza adiacente si udivano dei passi affrettati, e uno scricchiolar melodioso come una catena allentata fatta scorrere sui denti di una ruota.
Poi un frusco di abiti che non riusciva a vedere e la voce di una donna che diceva:
Ecco Ostrog!
Al risuonar di una campana tutto torn nuovamente in silenzio: ma in breve si udirono di fuori delle voci, un va e vieni confuso: solo il rumore di un passo che si avvicinava, si distinse fra gli altri; un passo uguale e fermo. La tenda si sollev adagio adagio: un uomo alto, da' capelli bianchi, vestito di tela crema si mise a guardare tenendo un braccio alzato: per un momento stette fermo sostenendo la tenda, poi la lasci ricadere dietro a s.
Quei pochi secondi permisero a Graham di esaminar rapidamente quell'uomo e vide una fronte amplissima, due occhi di un azzurro pallido, profondamente infossati sotto bianche sopracciglia: un naso aquilino e una bocca risoluta dalle forti linee. Le rughe visibili attorno agli occhi, gli angoli cadenti della bocca, contrastavano colla bella presenza, col portamento altero di quell'uomo e indicavano chiaramente la sua et.
Graham si alz istintivamente e per un momento i due uomini rimasero in piedi, in silenzio, osservandosi l'uno coll'altro.
Voi siete Ostrog? disse Graham.
Sono Ostrog.
Il gran conduttore?
Cos mi chiamano.
Graham provava un certo imbarazzo a parlare.
So, aggiunse, che la mia sicurezza la debbo a voi in principal modo.
Noi avevamo paura o che vi uccidessero, rispose Ostrog, o che vi facessero tornare a dormire.... per sempre.... e abbiamo fatto di tutto per tener celato il nostro segreto.... il segreto della vostra fuga. Dov'eravate? Come avete fatto a venir qui?
Graham glielo raccont brevemente. Ostrog ascoltava in silenzio, sorridendo.
Sapete il piano che avevo fatto quando mi son venuti a dire che eravate qui?
Come volete che faccia a indovinarlo?
Preparavo il vostro spettro.
Il mio spettro?
S: un uomo che vi rassomigliasse il pi possibile: che avremmo ipnotizzato per evitargli le difficolt della sua parte. Ci era inevitabile. La rivoluzione non pu esistere se il popolo non  convinto che voi siete con noi sveglio e vivo. In questo stesso momento una gran folla  riunita nel teatro reclamandovi ad alte grida. Non si fidano di noi.... Voi sapete naturalmente qualche cosa sulla vostra posizione?
Pochissimo.
Ecco come stanno le cose....
Ostrog si allontan di alcuni passi, quindi ritornando:
Voi siete possessore assoluto, incominci, di pi della met del mondo, per conseguenza voi siete praticamente il re. I vostri poteri sono limitati in mille maniere molto complicate, ma voi siete la pi alta personificazione, il simbolo popolare del governo. Quel Consiglio di uomini vestiti di bianco, quel Consiglio di Commissari, come usiamo chiamarlo....
Mi hanno vagamente spiegato queste cose.
Io mi domando in qual modo....
Ho incontrato un vecchio molto loquace.
Capisco.... Le nostre masse.... questa parola risale ai vostri tempi, e voi capirete che colla parola conserviamo sempre la cosa.... le nostre masse dunque vi considerano come il vero governatore, precisamente come un gran numero di persone della vostra epoca confondevano la corona col potere. In tutto il mondo, le masse sono scontente de' nostri commissari, del modo con cui governano. In generale ci  l'antico pregiudizio, l'antica questione del disgraziato contro la propria miseria, la miseria del lavoro, della disciplina e dell'incapacit. Ma i vostri commissari sono stati realmente inetti poich in certi casi, per esempio nell'amministrazione delle Compagnie del Lavoro, essi hanno addotto una quantit di pretesti.... Di gi noi altri del partito popolare avevamo fomentato l'agitazione per ottenere alcune riforme.... al momento in cui vi siete destato. Il momento non poteva esser pi opportuno, anche se l'avessimo scelto apposta. E pronunziando tali parole sorrise enigmaticamente. Lo spirito pubblico, senza tener conto dei vostri anni di riposo, aveva gi pensato a svegliarvi e a contar su di voi, e poi, crac....
Indic colla mano quel disordine popolare, e Graham scosse la testa per far vedere che aveva capito.
Il Consiglio s' imbrogliato, ha questionato: non ha fatto altro e non  giunto mai a decidere ci che doveva fare di voi! Sapete in qual modo vi hanno imprigionato?
Lo so.... lo so.... ed ora.... possiamo cantar vittoria?
S: dopo cinque rapide ore. Improvvisamente abbiamo colpito dappertutto e in una volta: gli impiegati dei Motori a vento, la Compagnia del Lavoro co' suoi milioni di individui, tutti ruppero le dighe. Noi avevamo messo le mani addosso agli aereonati....
Qui s'interruppe.
S, disse Graham indovinando che aereonato voleva significare la macchina volante.
Quella era naturalmente una precauzione essenziale. Senza di ci essi avrebbero potuto fuggire: tutta la citt si sollev, quasi i due terzi della popolazione, tutti gli azzurri, tutti quelli del servizio pubblico, salvo alcuni aereonati, e circa la met della Polizia Rossa. Tutti si occuparono per liberarvi: la loro polizia delle strade, di cui una debole parte era ammassata al Palazzo del Consiglio,  stata dispersa, disarmata o uccisa. La citt intera  ora in nostro potere: non c' che il Palazzo del Consiglio che resista ancora. La met della Polizia Rossa  perita in quella carica insensata, tentata per riacchiapparvi. Essi persero la testa quando seppero che eravate fuggito e lanciarono tutte le loro forze contro il teatro. Allora noi abbiamo loro impedito la ritirata: in verit fu una gran serata vittoriosa quella! Dappertutto ha brillato la vostra stella: soltanto ventiquattr'ore fa il Consiglio dagli uomini vestiti di bianco governava come ha governato durante una intera grossa di anni, da un secolo e mezzo; poi, dopo poche parole sussurrate a bassa voce, dopo che un numero di persone si sono armate qua e l.... ad un tratto.... tutto  finito.
Io sono molto ignorante, disse Graham. Suppongo.... Non capisco molto bene le condizioni di una tal lotta. Se voi poteste spiegarmi.... Dov' il Consiglio ora? A che punto  la battaglia?
Ostrog attravers la stanza; si ud uno scricchiolio, e improvvisamente, tolta un'apertura ovale che rimase illuminata, furono avvolti nell'oscurit. Graham rimase momentaneamente stordito. Il disco grigio, nebbioso, aveva assunto una certa profondit e un certo colore, e offriva l'apparenza di una finestra ovale che si apriva sopra una scena strana.
Alla prima occhiata gli fu per impossibile d'indovinare ci che potesse significare quello spettacolo. Era un paesaggio d'inverno in una giornata grigia e chiara. A traverso quel quadro, e precisamente a mezza distanza fra gli spettatori e il punto visibile pi lontano, una grossa corda bianca, fatta di fili di metallo intrecciati, tagliava verticalmente in due parti quella prospettiva.
Le file delle grandi ruote a vento che Graham vedeva su quel quadro, i vasti intervalli, gli abissi profondi che si spalancavano qua e l, erano identici a quelli che egli aveva veduto nella sua fuga dal Palazzo del Consiglio. E vide sfilar davanti a s, in bell'ordine, un gran numero di uomini vestiti di rosso che attraversavano uno spazio libero, fra due file di altri uomini vestiti di nero, e cap, prima ancora che Ostrog gli avesse parlato, di dover contemplare la superficie superiore della Citt. La neve della notte era scomparsa, egli pens che quel quadro fosse qualche perfezionamento moderno della camera oscura ma non gli fu data alcuna spiegazione. Per quanto quella truppa di uomini vestiti di rosso si avanzasse da sinistra a destra, pur tuttavia passava al di fuori del quadro a sinistra: Graham rimase per un momento maravigliato, quindi constat che quella scena scorreva lentamente come un panorama a traverso quello specchio ovale.
Fra un istante vedrete la battaglia, disse Ostrog avvicinandosi a lui. Questi uomini dall'abito rosso sono i nostri prigionieri: e questa  la superficie dei tetti di Londra.... gli edifizi formano una massa continua ora; le strade e le piazze pubbliche sono coperte: i vuoti, gl'intervalli del vostro tempo, non esistono pi.
Qualche cosa che non si trovava a posto e la cui forma indicava un uomo, nascose per met quel panorama.
Un lampo metallico, un bagliore accecante attravers l'ovale, che riapparve chiaro poco dopo.
Cos Graham pot scorgere alcuni uomini che correvano fra le ali delle macchine a vento, puntando le armi da cui scaturiva del fumo misto ad una luce viva e breve. La loro truppa aumentava sempre pi verso la destra: e tutti gesticolavano, forse emettevano grida, ma quel quadro non dava alcuna indicazione su questo punto. In tal modo passarono, come le ali della macchina, ad un'andatura lenta e regolare, a traverso il campo dello specchio.
Ora viene il Palazzo del Consiglio, disse Ostrog.
E a poco a poco una striscia nera attrasse l'attenzione di Graham: in breve per non si tratt pi di una striscia nera, ma di una cavit, di un enorme spazio nerastro, fra il gruppo degli edifizi, da cui sottili spirali di fumo si elevavano in quel pallido cielo d'inverno. La massa degli edifizi, distrutta, crollante, in una confusione di enormi travi e di colonne troncate, si elevava lugubre in quell'oscurit cavernosa. E sulle vestigia di quello splendido palazzo, una folla incalcolabile d'uomini, piccolissimi, si arrampicava, saltava, gridava.
Ecco il Palazzo del Consiglio: la loro ultima fortezza, dichiar Ostrog. Imbecilli! Facevano saltare tutti gli edifizi intorno a loro.... e nella speranza d'impedire il nostro attacco, hanno sciupato una quantit di munizioni sufficiente per resistere un mese. Avete udito l'esplosione? La met dei vetri della citt sono stati fracassati.
Mentre egli parlava, Graham vedeva al disopra di tali rovine, un edifizio bianco, enorme e devastato che pendeva e si elevava ad una grande altezza.
Quella massa era rimasta isolata dall'implacabile distruzione degli edifici da cui era circondata: nel luogo delle gallerie travolte dal disastro, si aprivano grandi aperture nere: vaste sale dalle pareti rovinate, mostravano lugubremente le loro sfarzose decorazioni, e lungo le mura screpolate pendevano festoni di canapi strappati dalle estremit attortigliate, di corde e di fusti metallici.
In mezzo ad un tale ammasso si vedevano muoversi piccole macchie rosse: erano i difensori del Consiglio. Ad ogni momento, deboli e lievi sprazzi di luce, illuminavano quelle ombre desolate. A prima vista parve a Graham che un attacco fosse diretto contro quel bianco edifizio: pur nonostante parve a lui che gli insorti non si inoltrassero ma che riparati da quella colossale distruzione, si trascinassero senza posa.
Mentre quell'episodio di guerra si svolgeva in silenzio nel centro dello specchio, Ostrog si mise a descrivere al suo compagno, con frasi concise, in qual modo gli assediati avessero cercato di isolarsi nel timore di un assalto. Egli parlava con grande indifferenza della perdita d'uomini prodotta da una tale catastrofe e indicava un cimitero improvvisato in un certo punto, o mostrava alcune ambulanze che formicolavano lungo quel solco pieno di rovine, che un tempo conduceva ad alcune strade mobili.
Manifest maggior interesse indicando le diverse parti del Palazzo del Consiglio, e le disposizioni degli assedianti; in capo a pochi minuti la guerra civile che aveva sconvolto tutta Londra, non fu pi un mistero per Graham. Non era la rivolta tumultuosa scoppiata il giorno prima, n una battaglia tra forze uguali: era un colpo di stato splendidamente organizzato. Ostrog aveva in modo maraviglioso preveduto tutti i dettagli, pareva che egli sapesse qual parte dovesse avere l'infimo di quegli uomini vestiti di nero o di rosso che si trascinavano in mezzo a quelle macerie.
A traverso quel quadro luminoso egli stese un enorme braccio nero mostrando la stanza nella quale Graham si era salvato e indicando, in mezzo a tutte quelle rovine, la strada che aveva percorso nella sua fuga.
Graham riconobbe l'abisso che oltrepassava la grondaia e i motori a vento presso i quali si era rifugiato per evitar la macchina volante. Il resto della sua strada era stato distrutto dall'esplosione. Guard ancora il Palazzo del Consiglio gi seminascosto sullo specchio; a destra, il fianco di una collina si perdeva lentamente con un gruppo di cupole e di torri, nebbioso, confuso, lontano.
E il Consiglio  realmente rovesciato?
Rovesciato, afferm Ostrog.
Ed io....  proprio certo che io....
Voi siete il padrone del mondo.
Ma quella bandiera bianca....
 la bandiera del Consiglio.... la bandiera della dominazione del mondo. Ora cadr: la battaglia  finita: l'attacco contro il teatro  stato il loro sforzo supremo. Essi non hanno pi che un migliaio di uomini, una parte dei quali  pronta a passare nelle nostre file. Essi hanno poche munizioni e noi facciamo rivivere le antiche arti: noi facciamo fondere i cannoni.
Ma questa Citt  forse tutto il mondo?
Praticamente ci  tutto quello che riman loro dell'antico impero. Le citt lontane di qui, o si son rivoltate con noi, o aspettano un provvedimento. Il vostro risveglio le ha rese perplesse: le ha paralizzate.
Ma il Consiglio non possiede macchine volanti? Perch non se ne serve per combattere?
Ne avevano,  vero; ma la maggior parte degli aeronati erano con noi per la rivolta. Senza voler correre il rischio di combattere dalla nostra parte, essi non volevano nondimeno esserci ostili e gli altri lo sapevano. Il Consiglio non ha potuto disporre che di una sola macchina per inseguirvi quando foste fatto scappare, e, un'ora fa, abbiamo giustiziato l'aereonato che ha tirato su di voi. Fin da principio abbiamo messo le mani sugli scali e le rimesse delle macchine volanti, in tutte le citt dove  stato possibile e in tal modo abbiamo fermato e catturato gli aeropiani. In quanto alle piccole macchine volanti che si sono mostrate, giacch qualcuna l'ha osato, abbiamo diretto contro di esse un fuoco troppo serrato e troppo forte perch abbiano potuto avvicinarsi al Palazzo del Consiglio. Se esse avessero approdato, non avrebbero potuto poi tornare a slanciarsi perch la natura del luogo non lo permetteva affatto. Noi ne abbiamo distrutte parecchie: parecchie si sono arrese: le altre sono partite verso il continente per cercare una citt amica se pure la possono trovare, avanti che si estingua il loro combustibile. Molti di quegli aeronati furono contenti di esser fatti prigionieri e di sentirsi in tal modo al sicuro. Capitolare con una macchina volante, non  una prospettiva molto attraente.... e da questo lato, nessuna fortuna per il Consiglio: egli ha fatto il suo tempo.
Rise e si volt di nuovo verso lo specchio ovale per mostrare a Graham ci che intendeva per scali e per rimesse di macchine volanti. Le quattro pi prossime apparivano lontane e scure a causa della nebbia mattutina, ma Graham pot rendersi conto che erano costruzioni dalle dimensioni molto vaste paragonandole alle altre da cui eran circondate.
In seguito, al momento in cui gli imbarcaderi passavano a sinistra, Graham pot veder di nuovo lo spazio libero attraversato dagli uomini vestiti di rosso, disarmati, quindi le nere rovine e la bianca fortezza del palazzo assediato che non aveva pi l'aspetto di un lugubre edifizio, ma splendeva invece come l'ambra al sole, giacch nessuna nebbia l'oscurava pi. All'intorno, la lotta dei pigmei era sempre sospesa, ma i rossi difensori avevan cessato di far fuoco.
Cos in quel silenzio e in quella calma crepuscolare, l'uomo del diciannovesimo secolo assist alla scena finale della grande rivolta e vide stabilire il suo dominio colla forza: scuopr trasalendo, che quel mondo stava per diventar suo e non l'altro che si era lasciato dietro: che quello non era uno spettacolo destinato a sparire dopo aver colpito il suo parossismo: che l'esistenza che gli rimaneva ancora avrebbe dovuto scorrerla in quel mondo, con tutti i doveri, i pericoli e le responsabilit. Nuove domande s'imposero alla sua mente alle quali Ostrog s'accingeva a rispondere, ma s'interruppe bruscamente.
Queste cose ve le spiegher meglio in seguito. Ora abbiamo.... delle occupazioni pi urgenti: il popolo arriva verso questo quartiere da ogni punto della citt.... I mercati e i teatri sono affollati.... Voi siete venuto proprio a tempo: essi vi reclamano in coro gridando e dappertutto vogliono vedervi; a Parigi, a New York, a Chicago, a Denver, a Capri.... Migliaia di citt si son sollevate, tumultuose, irresolute, ed esigono di vedervi. Da tanti anni si va gridando che  necessario risvegliarvi, ed ora che ci  un fatto compiuto, rifiutano di crederlo.
Ma, pur nonostante.... io non posso andare....
Ostrog rispose dall'altra parte della sala, e sul disco ovale il quadro impallid e poi svan del tutto, mentre la luce invadeva di nuovo, improvvisamente, quella stanza.
Noi abbiamo il "cinetotelefotografo", disse. Dal mondo intero, e simultaneamente, miriadi e miriadi di persone addensate e immobili in oscuri anfiteatri, vedranno voi salutare, salutare il popolo.... e udrete le loro grida che rinforzeranno le grida del vostro uditorio immediato.... V'ha un mezzo ottico da noi usato, continu Ostrog, un metodo di cui si servono le mime, gli acrobati e le ballerine. Ci vi sembra affatto nuovo, non  vero? Voi rimarrete avvolto in una vivida luce ma non sarete veduto, soltanto un'immagine della vostra persona sar proiettata su un parafuoco di modo che l un individuo lontano situato nella galleria pi distante, potr, se vuole, contare le vostre ciglia.
Graham lanci disperatamente una delle domande che da tanto tempo gli saltavano in mente.
Qual' la popolazione della citt? chiese ad Ostrog.
Ventotto miriadi.
Come?
Pi di trenta milioni.
Tal cifra oltrepassava l'immaginazione di Graham.
Voi sarete obbligato di rivolger loro alcune parole, riprese Ostrog. Non un'arringa, come dite voi, e nemmeno un discorso; ma ci che noi denominiamo un "dire", niente altro che una frase; sei o sette parole.... qualche cosa di preciso.... per esempio: "Io mi sono svegliato e il mio cuore  con voi". Ecco ci che vuole il popolo.
Niente altro che questo? domand Graham.
"Io mi sono svegliato, e il mio cuore  con voi". Quindi v'inchinerete regalmente. Ma prima di tutto, bisogna che abbiate un mantello nero, poich il nero  il vostro colore.... Ci non v'importa,  vero? Finalmente tutti si disperderanno e torneranno alle loro case.
Graham esitava.
Sono nelle vostre mani, disse.
Ostrog era visibilmente di quel parere: e dopo aver riflettuto si volt dalla parte della tenda e dette ordini brevi a servitori invisibili. Quasi immediatamente fu portato un mantello nero, uguale a quello che Graham aveva indossato al teatro, e mentre egli se lo gettava sulle spalle si ud nella camera adiacente il tintinnio acutissimo di una campana. Ostrog si volt con aria interrogativa verso un domestico, quindi, improvvisamente parve cambiar di pensiero, sollev la tenda e spar.
Per un momento Graham rimase solo col servitore, pieno di curiosit deferente, mentre Ostrog si allontanava. Al di fuori si udiva un lieve scambio di domande e di risposte, e dei passi affrettati. Di nuovo la tenda si sollev per far passare Ostrog sulla cui grossa faccia si leggeva un'eccitazione straordinaria. Con un salto attravers la stanza; prese un piccolo apparecchio, lo gir facendo un leggero scricchiolo, e la camera rimase nelle tenebre: allora s'impadron del braccio di Graham e gl'indic lo specchio.
Nel momento stesso in cui volgevamo le spalle, disse laconicamente Ostrog.
Il suo indice nero e colossale indicava la sommit del Palazzo del Consiglio. Graham guardava senza capire, quindi si accorse che l'asta che sorreggeva la bandiera bianca era spoglia.
Che cosa significa? incominci.
Il Consiglio ha capitolato. Il suo regno  finito per sempre. Guardate.
E Ostrog gli mostrava un rotolo nero che saliva a piccoli sbalzi lungo l'asta e si spiegava gradatamente. In quel momento, sollevando la tenda, entr Lincoln e il quadro si scolor.
Essi s'impazientiscono, disse.
Ostrog teneva sempre il braccio di Graham.
Noi abbiamo indotto il popolo a rivoltarsi, fece egli, noi gli abbiamo dato le armi: per oggi almeno la sua volont dev'essere sovrana....
Lincoln sollev la tenda per lasciar passare il Maestro e il Gran Conduttore. Lungo la strada in direzione dei mercati, Graham intravvide alla sfuggita una sala dalle bianche mura, lunga e stretta, nella quale alcuni uomini vestiti della solita tela azzurra, trasportavano alcune cose coperte, simili a bare e in cui altri uomini che indossavano la rossa uniforme dei dottori correvano qua e l con gran fretta.
Da quella sala uscivano gemiti e grida di dolore: Graham scorse un letto vuoto macchiato di sangue, e alcuni uomini insanguinati avvolti in lenzuoli, distesi su altri letti. Ma egli non pot dare che una rapida occhiata a tutto ci, il tempo necessario per attraversare una galleria.... poi, una trave intercett tale spettacolo, ed essi continuarono la loro strada verso i mercati.
Intanto il rumore della folla si avvicinava, ingrossava, simile al rombo d'un tuon: un ondeggiamento di bandiere nere e azzurre; dei cenci agitati in aria, attrassero la sua attenzione e l'immenso teatro pieno di un formicolio umano, si offr alla sua vista, in cima a un lungo passaggio, vicino ai mercati pubblici.
Era il gran teatro in cui Graham aveva gi fatto una prima apparizione, il teatro nel quale egli aveva assistito a tutto un giuoco di luce e di tenebre, nella sua fuga davanti alla Polizia Rossa. Questa volta vi arriv da una galleria situata a un livello molto elevato sopra allo scenario. La sala era splendidamente illuminata: tent di vedere il corridoio dal quale era fuggito, ma non pot distinguerlo poich ve ne erano tanti altri uguali: non vide pi ne le sedie sfondate, n i cuscini rovinati, n altre traccie di combattimento, tanto fitta era la folla: solo il proscenio rimaneva libero. Dall'alto pareva una vasta arena picchiettata di punti rosei, di cui ciascuno era una faccia umana rivolta verso di lui, e quando egli comparve insieme ad Ostrog, le grida e i canti cessarono: un interesse comune calm quel disordine. Ciascuna unit di quella moltitudine, contemplava il "Maestro".
...
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...
Capitolo 13.
La fine dell'antico ordine.
...
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...
Da quello che Graham pot giudicare, doveva esser stato vicino a mezzogiorno quando apparve la bianca bandiera del Consiglio: ma altre ore d'aspettativa vi dovevano essere prima che fosse possibile d'effettuare la capitolazione in regola, e, dopo aver pronunciato il suo "dire" egli si ritir ne' suoi nuovi appartamenti. La febbre incessante di quelle ultime dodici ore gli aveva lasciato una fiacchezza straordinaria: la sua curiosit stessa era esaurita; per un momento rimase inerte e passivo cogli occhi aperti e poi fin coll'addormentarsi profondamente. Fu destato da due assistenti medici che gli portarono degli eccitanti per prepararlo a fatiche future: dopo aver inghiottito tali medicine, e, in seguito al consiglio de' due uomini, dopo aver preso un bagno d'acqua fredda, si sent nuovamente invaso da una grande energia. In tal modo egli trov la forza e la volont per percorrere in compagnia di Ostrog una distanza di parecchie miglia (cos gli parve) di passaggi, di salite e di discese per andare ad assistere alla scena che metteva un termine alla dominazione del Consiglio bianco.
La strada che essi percorsero, deviava in mezzo a un labirinto di edifizi: finalmente arrivarono ad una svoltata, in cima alla quale si allargava un'apertura oblunga. Sotto le nubi illuminate dal sole morente, si scorgeva lo scheletro semi-distrutto del Palazzo del Consiglio. Una salva di grida salut Graham e un momento dopo egli saliva, insieme al suo corteggio, in cima all'ammasso di costruzioni diroccate che si elevavano su quelle rovine.
Una vasta arena si stendeva davanti a Graham; la stessa arena intraveduta nello specchio, che non gli sembrava ora n meno strana n meno meravigliosa di quello che fosse veduta da lontano.
Quello spazio che ostentava la forma di un anfiteatro, misurava pi di mille metri di larghezza: i raggi del sole lo avvolgevano in una luce d'oro dalla parte sinistra, mentre al di sopra e a destra, rimanevano nell'ombra netta e fredda. Sul Palazzo del Consiglio che si elevava grigio e oscuro nel centro sventolava debolmente la grande bandiera nera della resa, che spiccava cupa, in quello sfolgorio solare.
Corridoi, stanze, vestiboli, si spalancavano stranamente.... informi masse metalliche si proiettavano lugubri nella confusione di quelle rovine: una quantit di corde immense, arrotolate, attorcigliate, pendevano come un mucchio di liane: e dalla base, saliva un tumulto di voci innumerevoli, delle sorde detonazioni e un suono di trombe.
La desolazione circondava quel grande e bianco edifizio e in mezzo a tutto ci si ammassavano massi diroccati e anneriti, fondamenta messe a nudo, rovine e avanzi di costruzioni distrutti per ordine del Consiglio, tronchi di armature, pezzi di mura titanici, e un'intera foresta di enormi pilastri....
Qua e l, in mezzo a quell'orribile sfacelo, brillava e scintillava dell'acqua corrente, e in lontananza, a traverso lo spazio a duecento piedi di altezza dal centro di un vago e immenso ammasso di edifizi usciva l'estremit contorta di un condotto di acqua che con rumore simile alla caduta d'un fulmine, mandava fuori una cascata sfavillante. E dappertutto la folla si agitava.
I piani superiori del Palazzo del Consiglio sembravano abbandonati: non vi si vedeva alcun essere umano: solo la bandiera della resa pendeva pesantemente in piena luce: nessun cadavere da nessuna parte, sia perch essi fossero stati gi portati via o perch fossero rimasti nell'interno del Palazzo, o che il brulichio della folla impedisse la loro vista. Il fatto sta che Graham ne distinse appena qualcuno dimenticato fra le rovine, o trascinato dall'acqua gorgogliante.
Dappertutto dove si offriva un punto di appoggio si agitava un numero sterminato di creature minuscole ma chiare, salvo nel punto in cui lo splendore del sole morente le confondeva sotto la sua polvere d'oro. La gente si arrampicava sui muri diroccati, si sospendeva a guisa di ghirlande e di grappoli intorno ai pilastri giganteschi e si ammucchiava verso l'estremit di quel circolo di rovine.
L'aria era piena delle loro grida che si ripercuotevano in lunghe ondulazioni verso lo spazio centrale.
Volete fare annunziare loro il vostro arrivo, Sire? domand Ostrog. Essi desiderano vivamente di vedervi.
Graham esitava, poi fece qualche passo in avanti verso il punto in cui il muro cadeva a picco. La sua alta persona, isolata, che si staccava nel cielo chiaro e sulle rovine piene di uno sciame umano, fu subito notata.
Si vedevano in lontananza gruppi d'uomini dalla nera uniforme che si dirigevano a traverso quegli ostacoli in direzione del Palazzo del Consiglio: le piccole teste nere divenivano rosee volgendosi verso di lui, ed egli cap dall'ondulazione leggera che animava tutta quella folla, di essere stato riconosciuto. Allora pens di dover con un cenno qualunque di mostrare loro che li vedeva ed alz il braccio tenendolo per un momento steso verso il Palazzo del Consiglio. Le voci in basso si unirono, aumentarono, salirono verso di lui, come piccoli e molteplici fiotti di acclamazioni.
A occidente il cielo era diventato di un verde azzurrognolo e pallido; Giove splendeva in alto verso sud, e la capitolazione non era ancora un fatto compiuto. Sopra quelle teste si produceva intanto un lento e insensibile cambiamento: l'avvicinarsi di una notte magnifica e serena: in basso era la fretta, l'agitazione, i comandi contradditori, gli ordini di fermarsi, gli sforzi intermittenti per organizzare quel disordine: un fracasso e una confusione immensa, straordinaria. Prima dell'uscita del Consiglio, alcuni facchini toglievano a centinaia coloro che eran periti nella lotta a corpo a colpo, nell'interno di quei lunghi passaggi e di quelle sale. Guardie vestite di nero, facevano ala sulla strada che doveva percorrere il Consiglio, mentre in lontananza, fin dove poteva spingersi lo sguardo nell'azzurro alone crepuscolare che avvolgeva quelle rovine, si vedeva una innumerevole moltitudine brulicare su tutti i punti accessibili del Palazzo e sulle cime sconquassate degli edifizi vicini. La voce di quella folla anche se non emetteva nessuna acclamazione somigliava al sospiro del mare sopra una spiaggia di ciottoli. Ostrog aveva scelto un enorme ammasso di rottami ordinando d'innalzare in fretta con dei travicelli e delle longarine una specie di palchetto. Le parti essenziali erano terminate, ma tutto un insieme di macchine rumoreggiava al di sopra, squarciando l'ombra con passeggieri bagliori.
Quel palchetto aveva un lato pi elevato sul quale Graham, Ostrog e Lincoln presero posto davanti a un gruppo di ufficiali subalterni. Sopra una piattaforma inferiore, si disposero le guardie dall'uniforme nera, le guardie della sommossa, munite di quelle piccole armi verdi di cui il nome stesso era ancor sconosciuto a Graham. Coloro che stavano intorno a lui, si accorsero che i suoi sguardi erravano via via dalla folla ammassata sulle rovine, all'oscura mole del Palazzo che i Consiglieri stavano per abbandonare e alle macerie da cui era circondato. Le voci della folla aumentavano intanto e divenivano un tumulto assordante. Finalmente comparvero i Consiglieri, piccolo gruppo bianco sotto l'immensa volta.
Uscendo dalle tenebre del Palazzo, essi socchiusero gli occhi sotto la vivida luce delle stelle elettriche poste sul loro passaggio: il ruggito minaccioso della folla, su cui il potere di quella casta si era aggravato durante cento cinquant'anni, accompagnava i membri del Consiglio decaduto. Graham si ricord, per contrasto, il loro strano e freddo contegno nell'hall dell'Atlante.... Ora ne riconosceva parecchi: colui che aveva picchiato sulla tavola per chiamare Howard, un uomo grande e grosso, dalla barba rossa, e un altro da' lineamenti delicati, piccolo, bruno, con un cranio singolarmente lungo. Egli not che due consiglieri chiacchieravano fra loro guardando Ostrog: poi veniva un uomo dalla carnagione olivastra, d'alta statura, dal bel personale, ma dall'aria abbattuta che alzando improvvisamente gli occhi, li fiss prima su Graham e poi sopra Ostrog. La strada che essi dovevano percorrere era stata preparata in modo da obbligarli a fare un gran giro, prima di arrivare al passaggio che conduceva al palchetto dove doveva effettuarsi la loro sottomissione definitiva.
Il Maestro! Il Maestro! Dio e il Maestro! Morte al Consiglio! gridava il popolo.
Graham guard quella moltitudine che si perdeva in lontananza, incalcolabile, nella nebbia, e nella confusione; poi i suoi sguardi si posarono nuovamente sopra Ostrog, che gli stava accanto, pallido e silenzioso, quindi verso il piccolo gruppo dei consiglieri e finalmente contempl un istante le stelle calme e protettrici che splendevano sopra la sua testa.
L'elemento maraviglioso del suo destino prendeva vita improvvisamente. Poteva forse essere stata sua quella meschina esistenza il cui ricordo persisteva ancora nella sua memoria, quella vita di duecento anni fa?.... E questa gli apparteneva maggiormente?
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Capitolo 14.
In vedetta.
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In tal modo, dopo cos strani indugi, e a traverso un seguito di dubbi e di lotte, l'uomo del diciannovesimo secolo si trovava ad un tratto a capo di quel mondo complesso.
Quando, dopo la sua liberazione e la caduta del Consiglio, egli si dest da un sonno profondo, non riconobbe pi ci che lo circondava: con grande sforzo scuopr finalmente un filo conduttore nel suo spirito e tutto ci che gli era accaduto gli torn allora in mente, dapprima con l'inverosimiglianza di un racconto narrato da altri, come qualche cosa letta in un libro; e prima ancora che la sua memoria fosse ben chiara, la gioia, lo splendore della propria supremazia, lo maravigliarono.
Egli era padrone della met del mondo: padrone della Terra. Il nuovo secolo era nel senso pi completo il suo secolo: ed ormai non si chiedeva pi se ci che aveva veduto fosse stato un sogno: la sua sola preoccupazione era ora quella di convincersi della realt di tali meraviglie. Un domestico ossequioso l'aiutava a vestirsi sotto la direzione di un assistente superiore, pieno di dignit; un omettino dal volto innegabilmente giapponese, ma che si esprimeva con una chiarezza perfetta, informandolo su ci che era avvenuto in quell'intervallo. La rivoluzione era ormai una cosa compiuta; gi da un capo all'altro della Citt, tutti avevan ripreso il lavoro e si eran rimessi a' propri affari.
In generale il fatto della caduta del Consiglio che non era stato mai popolare l'avevano accolto dappertutto con molto piacere e le mille citt dell'America occidentale, ancora gelose dopo due secoli, di New York, di Londra e dell'Est, si erano insieme sollevate due giorni prima, all'annunzio del risveglio di Graham. A Parigi la lotta durava ancora: il resto del mondo era nell'incertezza.
Mentre faceva colazione sent vibrare da un angolo della stanza una soneria elettrica; l'assistente principale lo avvert che Ostrog si informava di lui con premura e Graham smise di mangiare per rispondergli.
Poco dopo giunse Lincoln a cui Graham espresse il vivo desiderio di mettersi meglio al corrente della nuova vita che si apriva dinanzi a lui e Lincoln lo inform allora che, fra tre ore, un'assemblea rappresentativa di personaggi ufficiali, colle proprie mogli, si sarebbe recata nei grandi appartamenti del Capo dei Motori a vento. Il disegno formato da Graham, di percorrere cio le strade della citt, era pur tuttavia prematuro, a causa dell'agitazione enorme del popolo. Del resto gli era affatto facile di veder la Citt a volo d'uccello dal posto di guardia che occupava il custode dei motori.
Dopo aver fatto i pi lusinghieri elogi all'assistente incaricato di condur Graham al posto di guardia, Lincoln si scus di non poter accompagnarli in forza del lavoro amministrativo urgente che esigeva la sua presenza in quel momento.
Pi in alto ancora delle gigantesche ruote a vento, quel posto di guardia era situato circa un migliaio di piedi sopra i tetti: piccola macchina in forma di disco, sopra un tronco di filigrana sostenuto da puntelli.
Graham fu lass trasportato in una specie di sedia a forma di paniere, sospesa da funi di leggero metallo. Nel centro del fragile tronco, era fissata una galleria leggera da cui discendevano, girando attorno alla branca esterna, un certo numero di tubi che, veduti dall'alto, parevano dei fili. Erano gli specula in comunicazione cogli specchi, in uno dei quali Ostrog aveva mostrato a Graham la rivoluzione trionfante. L'assistente giapponese mont davanti e ambedue trascorsero l pi di un'ora, uno interrogando, l'altro rispondendo.
La giornata splendeva nella promessa e nel fascino anticipato della primavera. Il vento alitava pi caldo; il cielo era di un azzurro carico, e la vasta estensione della citt splendeva, sfolgorante, al sole mattutino. L'atmosfera, scevra di qualunque nebbia, era dolce come l'aria di una vallata di montagne.
All'infuori dell'ovale irregolare delle rovine intorno al Palazzo del Consiglio, e della nera bandiera che sventolava sull'edifizio, la potente Citt offriva da quell'altezza poche tracce della rapida rivoluzione che aveva in una sola notte e in un sol giorno cambiato i destini del mondo. La folla continuava a radunarsi su quelle rovine, e in lontananza, l'enorme arena a cielo aperto da cui partiva in tempo di pace il servizio degli aeropiani per le diverse grandi citt dell'Europa e dell'America era pure nera della folla dei vincitori.
Nel mezzo di uno stesso palco elevato su delle assi e che attraversava quelle rovine, una folla di operai era occupata a ristabilire la comunicazione fra le funi e i fili del Palazzo e il resto della citt, affinch si potesse trasferire in quel luogo il quartiere generale di Ostrog.
Del resto nulla turbava quell'estensione luminosa: essa era di una serenit cos vasta in paragone dei sotterranei pieni di disordine, che in breve Graham, i cui sguardi vagavano lontano, pot quasi dimenticare le migliaia di uomini giacenti fuori della sua vista nella luce artificiale del labirinto quasi sotterraneo morti o morenti per le ferite riportate nella notte: dimenticare le ambulanze improvvisate col loro esercito di chirurghi, di infermieri, di facchini febbrilmente occupati: dimenticare invero le meraviglie, i prodigi, e la costernazione ancora che la luce elettrica illuminava. Laggi, in fondo, nelle invisibili strade di quella moltitudine, egli sapeva che la rivoluzione trionfava; che il color nero primeggiava dappertutto: ornamenti neri, bandiere nere: neri festoni attraverso le strade. E qui, al di fuori, sotto la fresca luce del sole, sopra il vulcano della battaglia, come se niente fosse accaduto, rumoreggiava calma nel suo incessante lavoro, tutta quella foresta di ali a vento che era stata creata sotto il regno del Consiglio.
Cos Graham apprese che laggi, nella contrada, sopra ogni ciglio e ogni collina, l dove una volta si disegnavano, nascoste in mezzo al verde, le siepi, le ville, gli alberghi, le case e le fattorie, delle ruote a vento, simili a quelle che vedeva, sorreggendo anch'esse immense rclames, simboli distintivi e orribili del nuovo secolo, proiettavano le loro ombre vorticose e accumulavano continuamente l'energia che scorreva a fiotti, perpetua, attraverso tutte le arterie della citt. E in basso, l'innumerevole gregge del "Trust" dell'alimentazione, errava, sorvegliato da' pastori solitari.
Da nessuna parte, nessun luogo a lui noto, veniva a rompere il gruppo delle forme smisurate di laggi.
Egli sapeva che la Cattedrale di San Paolo aveva sopravvissuto insieme a molte altre antiche costruzioni di Westminster, fuori di vista, nascoste, incastrate e ricoperte, fra l'incremento gigantesco di quel gran secolo.
Il Tamigi stesso non veniva pi ad interrompere e ad abbellire col bagliore argenteo de' suoi flutti l'immensa estensione della citt: gli acquedotti alterati assorbivano fino la minima goccia delle sue acque, prima che potesse giungere alla Citt. Il letto e l'estuario del fiume, considerevolmente spurgati e profondi, formavano adesso un canale alimentato dal mare, dove un esercito di sozzi barcaiuoli trasportavano, sotto i piedi stessi degli operai, le pesanti materie prime, necessarie all'industria.
Ad oriente, fra cielo e terra, si intravedeva vaga e confusa, la foresta degli alberi raccolti nel Pool dal colossale servizio marittimo, poich tutto il grosso traffico, per il quale non  necessaria molta fretta, si faceva sugli enormi bastimenti a vela, e le mercanzie urgenti arrivavano con bastimenti pi piccoli, pi rapidi, attivati da potenti motori.
A mezzogiorno, sotto alle colline, vasti acquedotti conducevano l'acqua del mare nelle fogne; mentre delle pallide linee partivano in tre differenti direzioni: erano le strade, screziate di mobili punti grigi. Il dignitario preposto al suo servizio, gli spieg che tali strade erano formate da due superfici che pendevano dolcemente, di una larghezza di cento metri, e che ognuna di esse era riservata al trasporto in una stessa direzione. Il suolo di queste nuove vie, consisteva in una sostanza artificiale denominata eadhamite, somigliante, a quanto pot congetturare, a del vetro opaco e duro. Lungo tali strade era un movimento strano e furioso di stretti veicoli dalle ruote di gomma: grandi ruote uniche; veicoli a due e a quattro ruote filavano con una velocit da uno a dieci chilometri al minuto. Le strade ferrate erano scomparse: rimaneva qua e l qualche buco, qualche fosso che mostrava vecchie rotaie arrugginite che formavano talvolta l'ossatura delle strade eadhamitate. Alla prima occasione egli decise di andar a visitar quelle strade, ma ci non avrebbe avuto luogo che dopo la corsa sul bastimento volante su cui stava per salpare.
Altre novit che colpirono la sua attenzione, furono le grandi flotte di palloni e di rclames cervi volanti che si perdevano in prospettive irregolari a settentrione e a mezzogiorno lungo il percorso degli aeronati. Da nessuna parte si vedevano gli aeropiani poich il loro servizio era cessato: solo, macchia impercettibile che si librava ad un'altezza prodigiosa, nel lontano cielo azzurro, un aeropilo descriveva larghi cerchi sopra le colline.
Una delle cose che Graham aveva gi imparato e che trovava molto difficile a concepire, era che quasi tutte le piccole citt e quasi tutti i villaggi erano scomparsi. Soltanto qua e l, secondo quello che pot vedere, un gigantesco edifizio simile a un albergo, si ergeva nel centro di alcuni chilometri quadrati di terreno coltivato conservando il nome della citt di cui occupava il posto.
Pur nonostante il suo compagno l'aveva rapidamente convinto che un tal cambiamento era stato inevitabile. L'antico ordine aveva tempestato il paese di numerose fattorie e, per ogni quattro o cinque chilometri, si stendeva il dominio del proprietario: poi, non lungi di l, l'albergo, la botteguccia del ciabattino, la farmacia e la chiesa: tutto ci formava il villaggio. Circa ogni dodici chilometri, si elevava la piccola citt campagnuola in cui vivevano il giudice, i negozianti di grano, di lana, di mode: il sellaio, il veterinario, il medico, il sarto, il cappellaio, ecc. Ogni dieci o dodici chilometri semplicemente perch era questa la distanza che poteva percorrer comodamente il fattore per andare al mercato, met ad andare e met a ritornare.
Ma fino da quando entrarono in giuoco le ferrovie, poi i treni leggieri, tutti i nuovi e rapidi veicoli automotori che erano stati sostituiti ai carri e ai cavalli, e, quando in seguito si cominciarono a costruire le grandi ruote di legno, di gomma, di eadhamite e di ogni sorta di sostanze elastiche durevoli, spar la necessit di avere mercati cos frequenti, nelle piccole citt. E fu allora che le grandi citt si estesero di pi attirando insieme l'operaio per mezzo della forza di gravitazione del lavoro in apparenza continuo, e i proprietari colla promessa di una mano d'opera facile e infinita.
Siccome il livello del "confortabile" si elevava in ragione dell'aumento complessivo del meccanismo della vita, l'esistenza in campagna era diventata sempre pi costosa o addirittura impossibile. La soppressione del curato e del signorotto, la sostituzione del medico pratico allo specialista della citt, avevano spogliato il villaggio del suo ultimo segno di cultura intellettuale. Dopo che il telefono, il cinematografo, il fonografo ebbero preso il posto del giornale, del libro, del maestro di scuola e dell'alfabeto, vivere fuori del campo, delle corde elettriche, sarebbe stato vivere da selvaggio isolato. In campagna non esistevano n risorse, n mezzi per vestirsi o per nutrirsi (secondo il concetto raffinato dell'epoca) n medici capaci in un caso urgente, n societ, n alcuna occupazione utile di nessuna specie. Di pi, le applicazioni della meccanica all'agricoltura facevano di un meccanico l'equivalente di trenta agricoltori.
In tal modo, al contrario dell'impiegato cittadino nel tempo in cui Londra era appena abitabile a causa delle sue nebbie insalubri, gli agricoltori affluivano la sera, passando dalle strade o fendendo l'aria verso le sue distrazioni e le sue delizie per ripartirne la mattina di poi. La Citt aveva assorto l'umanit: l'uomo era entrato in una nuova fase del suo sviluppo. Dapprima aveva regnato il nomade, il cacciatore, quindi il coltivatore dell'epoca agricola per il quale le citt e i porti non erano altro che dei quartieri generali e dei mercati.
Ed ora, conseguenza logica di un'epoca di nuove invenzioni, si era costituita finalmente l'enorme aggregazione d'uomini.
All'infuori di Londra, non si contavano in Inghilterra che quattro grandi citt: Edimburgo, Portsmouth, Manchester e Shrewsbury: Graham durava fatica ad immaginarsi seriamente tutte quelle trasformazioni che non erano per i contemporanei che semplici fatti. E quando egli gettava uno sguardo verso "l'altra parte del territorio", verso le cose strane che esistevano sul continente, il suo spirito si smarriva assolutamente.
Davanti a lui svolgevasi una visione interminabile di citt, citt situate in mezzo a vaste pianure, citt fiancheggiate da potenti fiumi, immense citt lungo il littorale, citt cinte da montagne coronate di neve. Sopra una gran parte della terra si parlava la lingua inglese; l'amalgama ispano-americano, e i dialetti anglo-negri, anglo-indiani e anglo-cinesi, costituivano il linguaggio quotidiano di due terzi degli abitanti del globo.
Sul continente, all'infuori di alcune antiche e strane sopravvivenze, regnavano soltanto tre lingue: il tedesco che andava fino ad Antiochia e Genova e veniva ad urtare coll'anglo-spagnuolo a Cadice; il russo gallicizzato che veniva ad urtarsi coll'anglo-indiano in Persia e nel Kurdistan e coll'anglo-cinese a Pechino: il francese sempre chiaro e brillante, lingua lucida che si parlava nel bacino mediterraneo unitamente all'anglo-indiano e al tedesco e si inoltrava, con un dialetto franco-negro, fino al Congo.
Dappertutto attraverso la terra popolata di citt, salvo nelle zone nere dei tropici, regnava ora la stessa organizzazione sociale cosmopolita, e dappertutto, dal polo all'equatore, si stendevano la propriet e le responsabilit di Graham. Il mondo intero era civilizzato; il mondo intero abitava nelle citt: il mondo intero era accaparrato. Da un capo all'altro dell'Impero britannico e dell'America, il diritto di propriet di Graham era appena mascherato: congressi e parlamenti erano in pratica considerati come antiche vestigia, come curiosit. Perfino nei due imperi della Russia e della Germania, l'influenza della sua ricchezza aveva un peso enorme. L, naturalmente, si presentavano e problemi e difficolt e pericoli, anche possibilit, ma, collocato cos in alto come era lui, la Russia e la Germania stessa, gli apparivano sufficientemente lontane. In quanto a ci che fosse l'amministrazione della zona nera, a ci che potesse significare giustamente la zona nera, non se ne preoccup minimamente, secondo l'abitudine presa nella sua prima esistenza e che l vi fosse una minaccia sospesa sopra la spaziosa visione che aveva dinanzi e s, il suo cervello del diciannovesimo secolo non poteva immaginarlo. Al contrario il suo spirito si staccava ad un tratto da quella scena per pensare ad un terrore svanito.
Dov' il pericolo giallo? domand Graham e Asano lo preg di spiegarsi.
Lo spettro giallo era scomparso giacch Cinesi ed Europei vivevano in pace: il ventesimo secolo era giunto, ma malgrado la certezza che in media il Cinese era ugualmente civilizzato, pi morale e molto pi intelligente del servo europeo e aveva rinnovato sopra vasta scala la fraternit dello Scozzese e dell'Inglese, fraternit che si era operata nel diciassettesimo secolo. Come Asano diceva:
 stato riflettuto e riconosciuto che noi, dopo tutto, eravamo dei bianchi.
Graham torn a contemplar lo spettacolo che aveva sotto gli occhi, e i suoi pensieri presero una nuova direzione.
Al sud-ovest, oscuro, smaglianti e incantatrici, voluttuose e temibili, brillavano quelle Citt del Piacere di cui il cinematofonografo e il vecchio della strada, gli avevano rivelato l'esistenza. Luoghi strani che rievocavano la leggendaria Sibari, citt dell'arte e della bellezza, arte e bellezza mercenaria: citt sterili e meravigliose di animazione e di armonia in cui si recavano tutti gli arricchiti dalla lotta economica, feroce e ignominiosa, che infieriva nell'accecante labirinto di laggi.
Egli sapeva come fosse feroce una tal lotta e poteva giudicarne da questo solo fatto che quel popolo considerava l'Inghilterra del diciannovesimo secolo come la contrada in cui la vita era stata idilliaca e facile. Egli guard ancora la regione che aveva sotto gli occhi, tentando di concepire l'enormit del lavoro che si compiva in quella rete inestricabile.
Egli sapeva che verso il settentrione abitavano gli stovigliai che non fabbricavano soltanto utensili di terra e di porcellana, ma anche degli impianti e prodotti del medesimo genere immaginati dalla chimica pi sottile: l vivevano i fabbricanti di statuette di ornamenti per i muri, e di mobili delicati: l ancora vivevano gli autori i quali in un'emulazione febbrile, componevano i loro discorsi, le loro rclames fonografiche, aggruppando i personaggi e sviluppando i soggetti de' loro drammi cinematofonografici sempre nuovi e impressionanti. Di l pure partivano come la folgore i messaggi per il mondo intero, le imposture e le menzogne universalmente diffuse dagli spacciatori di notizie e finalmente l si caricavano le macchine telefoniche che erano state sostituite ai giornali di una volta.
Ad occidente, al di l delle rovine del Palazzo del Consiglio, si elevavano gli immensi uffici dell'amministrazione municipale e del Governo: ad oriente, verso il porto, erano i quartieri di commercio, gli enormi mercati pubblici, i teatri, i luoghi per le adunanze, le sale da giuoco, gli innumerevoli saloni da bigliardo; i circoli di baseball e di foot-ball, le arene delle bestie feroci e i templi numerosi di stte cristiane o quasi cristiane, di maomettani, di buddisti, gnostici, adoratori di fantasmi, adoratori di incubi, di idolatri, adoratori di oggetti diversi ecc., ecc.: e a mezzogiorno ancora era situata un'immensa manifattura di tessuti, di conserve, di vini e di olii. Da un punto all'altro precipitava la folla lungo le rumorose strade meccaniche. Gigantesco alveare! di cui i venti erano i servitori infaticabili e che aveva come corona e simbolo appropriati quei perpetui motori aerei....
Pensava alla popolazione fantastica che era come imbevuta da quella immensa spugna bucherellata di halls e di gallerie: pensava ai trentatr milioni di esistenze, ciascuna delle quali recitava il proprio dramma breve e triviale sotto di lui; e allora il fascino che egli trovava nella luce del giorno, nell'immensit e nello splendore del panorama, e soprattutto, il sentimento che la sua propria importanza aveva fatto nascere in lui, diminuiva e finiva col dileguarsi. E contemplando da quell'altezza i punti pi elevati della citt, diventava impossibile per lui concepire ci che fosse quella folla di trentatr milioni insieme a tutte le responsabilit che stava per addossarsi, e l'immensit di quel Malstrom al disopra del quale s'innalzava il suo misero regno.
Tent poi d'immaginarsi l'esistenza individuale dei suoi contemporanei: e si meravigliava nel vedere come fosse poco cambiato l'uomo del popolo malgrado la trasformazione visibile della sua condizione. La vita e la propriet, erano invero al riparo dalla violenza da un capo all'altro del mondo: le malattie contagiose, le infezioni di ogni specie, erano praticamente scomparse: ciascuno aveva a sufficienza di che mangiare e di che vestirsi; era riscaldato per le strade della Citt e riparato dalle intemperie; il cammino quasi meccanico della scienza e l'organizzazione materiale della societ avevan compiuti veri progressi. Ma gi egli si accorgeva che il popolo era sempre il popolo, senza difesa, in potere del demagogo e dell'organizzatore, individualmente codardo e guidato dall'appetito, collettivamente volubile e incomprensibile. Il ricordo della folla vestita di tela azzurro pallido, gli tornava ora in mente. Egli sapeva che laggi, sotto di lui, milioni di quegli esseri, uomini e donne, non erano mai usciti dalla citt, non avevano mai veduto niente al di l del piccolo cerchio della loro partecipazione inintelligente e penosa al cammino del mondo o a' suoi piaceri turbolenti e falsi che non giungevano a soddisfarli. Pens alle speranze de' suoi contemporanei, e per un momento gli torn in mente, come illusione distrutta, il sogno narrato da William Morris nelle sue maravigliose "Novelle di nessuna parte" e il paese perfetto descritto da Hudson nella sua "Et di cristallo" e pens pure alle proprie speranze....
Negli ultimi giorni della sua vita anteriore, ora cos lontana nel passato, la concezione di un'umanit libera e uguale, era divenuta per lui una ipotesi veramente realizzabile. Con una convinzione temeraria, egli aveva sperato, come l'aveva invero sperato tutta l'epoca a cui egli aveva appartenuto, che il sacrifizio del gran numero al piccolo numero, sarebbe cessato un giorno; che il momento era vicino in cui ogni fanciullo, nato di donna, avrebbe una probabilit equa e certa di felicit. Dopo duecento anni la stessa speranza, sempre sfumata, faceva udire da un capo all'altro della Citt, il suo grido appassionato: dopo duecento anni, egli lo constatava, la mendicit, il lavoro senza speranza, tutte le miserie di una volta, pi grandi che mai, erano cresciute com'era cresciuta la Citt prendendo gigantesche proporzioni.
A poco a poco egli riusciva a capire tutti gli avvenimenti pi importanti accaduti durante il suo sonno: ora sapeva qual decadenza morale era seguita alla rovina della religione soprannaturale nello spirito del volgo, la decadenza dell'onore pubblico, l'ascendente della ricchezza: poich gli uomini che avevan perduto la fede in Dio, avevano conservato sempre la loro fede nei propri possedimenti, e la ricchezza regnava in un mondo venale.
Il suo dignitario giapponese, Asano, che gli esponeva la storia politica dei due secoli passati, si serv di una immagine abbastanza giusta, paragonando lo stato sociale ad un seme roso da insetti parassiti. Dapprincipio ecco il seme originale che matura vigorosamente, poi viene un insetto che depone il proprio uovo, e tutto ad un tratto, in men che non si dica, il seme  diventato un involucro cavo che porta dentro di s un baco attivo, il quale avr in breve divorato la sua sostanza. In seguito arriva anche qualche parassita secondario, qualche mosca icneumone che depone un uovo in quel baco il quale alla sua volta non  pi che un guscio vuoto; mentre la nuova cosa vivente si sviluppa sotto la pelle del suo predecessore nascosto egli stesso sotto l'involucro del seme. Tale involucro conserva sempre la sua propria forma: tutti continuano a credere che esista sempre il seme e nulla pu impedire che esso stesso non si creda un seme vigoroso e vitale.
Il vostro regno al tempo della regina Vittoria, conchiuse Asano, era cos.... un regno col cuore divorato....
I possessori di terre, i baroni e la piccola nobilt entrarono in iscena due secoli fa col re Giovanni: dopo molto tempo venne decapitato il re Carlo, finch non sal al trono il re Giorgio che non aveva che l'apparenza di un re giacch il potere reale era allora nelle mani del Parlamento. Ma il Parlamento, organo della piccola nobilt proprietaria, padrona del mondo, non conserv a lungo la sua potenza e nel diciannovesimo secolo la trasformazione era gi compiuta.
Le franchigie erano state elargite fino a comprendere masse intere di uomini ignoranti, "miriadi urbane" che venivano in gran confusione a dare il loro voto insieme. Una quantit considerevole di elettori trascina, come conseguenza naturale, il regno successivo dei partiti organizzati. Il potere, anche sotto il regno della regina Vittoria, era divenuto preda dei partiti segretamente organizzati, complessi e corrotti: in breve esso ricadde nelle mani dei grandi uomini di Stato che fornivano i sussidi necessari all'organizzazione del partito. Giunse un tempo in cui questo potere e l'interesse reale dell'Impero, riposarono visibilmente fra le mani dei consigli di due partiti, che governavano per mezzo dei giornali e delle campagne elettorali, due piccoli gruppi di uomini ricchi e abili che da principio manovravano in modo opposto l'uno all'altro e poi finivano col trovarsi d'accordo. "Vi fu una reazione lenta e senza effetto come lo prova una quantit di libri ancora esistenti", afferm Asano, alcuni dei quali risalivano all'epoca in cui Graham si era addormentato: tutta un'intera letteratura reazionaria infatti. Pare che il partito reazionario si sia chiuso nel proprio gabinetto per sollevarsi con intrepida risoluzione, sulla carta. La necessit urgente di catturare i consigli dei partiti, o di privarli del potere  un'idea comune che si riscontra in fondo a tutto il lavoro del pensiero del diciannovesimo secolo, tanto in America che in Inghilterra e sul continente. Nella maggior parte dei casi, l'America fu un poco pi sollecita dell'Inghilterra, per quanto i due paesi seguissero la stessa strada.
Questa contro-rivoluzione non giunse mai: essa non pot mai organizzarsi e rimaner pura poich non era restato pi negli uomini abbastanza sentimentalismo primitivo dell'antica fede nella giustizia. Ogni organizzazione che acquistava il necessario potere per influire sulle elezioni, diventava ad un tempo abbastanza complessa per essere minata, o comprata interamente da individui ricchi ed abili. I partiti, socialista, popolare, reazionario, il partito dei pari, si cambiarono alla fine in tanti banchi di cambia-valute che vendevano i loro principii per pagare le elezioni. La gran preoccupazione del ricco era naturalmente quella di conservare intatto il proprio patrimonio, di tenere la via sgombra per il giuoco del commercio, precisamente come aveva fatto l'antica feudalit per riservarsi il diritto di caccia e di guerra. Il mondo intero fu messo a frutto: divenne il campo di battaglia degli affari, e il rovescio finanziario, l'aggio dei valori e delle monete, le guerre di tariffe, tutti questi flagelli procurarono maggior miseria durante il ventesimo secolo (perch la miseria di allora, fu la tristezza di vivere non quella di morire), di quello che non avesse fatto la guerra, la peste, la fame, nelle ore pi terribili della storia.
Ora Graham sapeva abbastanza chiaramente qual parte avesse recitato nella preparazione di quello stato di cose. A traverso le successive fasi dello sviluppo di quella civilizzazione meccanica, aiutando e dirigendo in breve il suo sviluppo, un nuovo potere era nato; il Consiglio, il Comitato degli amministratori del suo patrimonio. Tale monopolio formidabile, aveva avuto principio colla fusione puramente accidentale dei milioni di Isbister con quelli di Warming: era questa la conseguenza del capriccio di due testatori senza prole.
Ma l'ingegno collettivo dei primi amministratori l'aveva rapidamente condotto ad esercitare un'influenza considerevole fino a che, con ipoteche, con prestiti e con azioni, sotto centinaia di travisamenti e di pseudonimi, esso monopolio non si fu ramificato a traverso l'edificio degli Stati americani e inglesi.
Ora il Consiglio, disponendo di un'influenza e di un predominio enorme, non aveva tardato a prendere un carattere politico; e, nella sua continua ascensione, esso aveva impiegato i propri beni a fare abbassare la bilancia delle decisioni politiche, e a servirsi degli stessi vantaggi politici per impadronirsi di ricchezze sempre maggiori. Finalmente l'organizzazione dei partiti dei due emisferi cadde nelle sue mani diventando in tal modo un Consiglio interno di controllo politico. L'ultima sua lotta era stata impegnata contro la tacita alleanza delle grandi famiglie israelite, ma tali famiglie non erano unite che da un debole sentimento: ad ogni momento, una qualunque eredit poteva gettare a un minorenne o a un imbecille, una parte considerevole del loro patrimonio; i matrimoni e i lasciti alienavano cos improvvisamente somme colossali. Il Consiglio non aveva di queste soluzioni di continuit: esso si sviluppava in una maniera costante e sicura.
Il Consiglio originale non era soltanto composto di dodici uomini di un'eccezionale capacit: quei dodici individui si fondevano in una sola personalit di genio. I consiglieri miravano arditamente al denaro, all'influenza politica, e queste due ricerche si favorivano reciprocamente. Con una previdenza sorprendente essi consacrarono somme enormi all'aeronautica, aspettando l'ora propizia per rivelare le invenzioni acquisite: in tal modo ricorsero alle leggi che privilegiavano i brevetti e a mille espedienti semi-legali per ridurre all'impotenza l'investigatore che rifiutava di lavorare con essi. Una volta, essi non trascuravano mai di assicurarsi la collaborazione di ogni uomo capace senza lesinare sul prezzo. Il Consiglio seguiva in quel tempo una politica vigorosa, che non era venuta mai meno al suo scopo, e aumentava in una maniera formidabile, non incontrando altro ostacolo, che l'opposizione caotica ed egoistica dei ribelli casuali.
Nello spazio di cento anni, Graham era diventato padrone quasi esclusivo dell'Africa, dell'America del Sud, della Francia, dell'Inghilterra: egli imponeva la propria forza agli Stati Uniti che avevano allora intera preponderanza in tutta l'America. Il Consiglio acquist e organizz la Cina, mise a frutto l'Asia; paralizz, min finanziariamente gli imperi del mondo antico, impegnando una lotta con essi e vincendoli.
Questa vorace usurpazione del globo, fu compiuta con tanta destrezza, centinaia di banche, di compagnie, di sindacati dissimulavano le operazioni di questo Consiglio-Proteo, che aveva gi fatto gran tratto di strada, prima che il volgo sospettasse quale tirannia egli subiva. Il Consiglio, non esit, non trem mai. Mezzi di comunicazione, terre, dominii, edifizi, governi, municipalit, compagnie territoriali dei Tropici, tutte le intraprese umane esso le accaparr avidamente.
Mise in ordine e diresse i suoi uomini, la polizia delle sue ferrovie, delle sue strade, le guardie de' suoi innumerevoli beni immobili, quelli delle gomene e dei canali, il suo esercito di agricoltori. Esso non manifest apertamente alcuna ostilit contro le unioni e le associazioni de' suoi stipendiati, ma li sovvertiva, li tradiva e li comprava: in tal modo fin coll'acquistare il mondo intero. Ed allora il suo colpo da maestro fu l'introduzione delle macchine volanti.
Quando il Consiglio, in urto cogli operai di uno de' suoi enormi monopolii, si abbandon ad azioni, la cui illegalit era troppo flagrante, ci senza aver nemmeno la buona grazia di assoldare anticipatamente coloro che potevano nuocergli, l'antica legge, allarmata di vedersi sfuggire i vantaggi delle proprie compiacenze, cerc intorno a s le armi di cui essa stessa disponeva. Ma l'esercito non esisteva pi come non esisteva pi nessun indizio di guerra: l'et della pace era giunta. I soli bastimenti da guerra possibili, erano i grandi vapori appartenenti al Trust marittimo, una delle forze pi formidabili del Consiglio. Tutte le forze della polizia obbedivano al Consiglio: la polizia delle strade ferrate, quella della navigazione, quella dell'agricoltura; custodi e sorveglianti di ogni genere il cui numero era dieci volte pi grande di quello della forza pubblica al servizio del Governo e delle antiche organizzazioni municipali. Allora furono lanciate le macchine volanti. Esistono ancora degli uomini che si ricordano l'ultimo gran dibattimento alla Camera dei Comuni: il partito legale, il partito opposto al Consiglio, era in minor numero, ma esso lott disperatamente: e i deputati uscivano in massa sulla terrazza per vedere quelle vaste e straordinarie forme alate che descrivevano tranquillamente i loro cerchi nell'aria.
Il Consiglio aveva preso il sopravvento con tutta la potenza possibile ed era sparito l'ultimo sembiante di una democrazia che aveva permesso l'esistenza della propriet irresponsabile, illimitata.
Centocinquant'anni dopo che Graham si era addormentato, il Consiglio aveva potuto, con tutta sicurezza, gettar via la maschera e regnare apertamente appropriandosi la suprema autorit. Le elezioni non erano pi che una semplice formalit, una sciocchezza settennale, un antico uso, senza significato alcuno, un Parlamento sociale, ugualmente nullo e superfluo quanto il Sinodo della Chiesa Nazionale, al tempo della regina Vittoria. Si adunava di tanto in tanto, mentre un legittimo re d'Inghilterra, detronizzato, ubriaco e imbecille, faceva stupida mostra di s in una sala musicale di second'ordine. Cos, il sogno magnifico del diciannovesimo secolo, il nobile progetto di libert individuale e di universale felicit, contaminato dalla malattia dell'onore, ristretto dalla superstizione della propriet assoluta, paralizzato dalle questioni religiose delle stte che si disputavano l'educazione del popolo, e distruggevano ogni regola di condotta, screditando e disprezzando ogni sensazione morale, questo sogno, raffazzonato e torturato da nuove necessit e da nuove invenzioni, svisato da attentati e da delitti ignominiosi, si era realizzato e trasformato, prima in una plutocrazia avida e aggressiva; quindi in una plutocrazia trionfante. In breve il Consiglio non si dette nemmen pi la cura di far legalizzare i propri decreti dalle autorit costituzionali.
Durante questo tempo, Graham, essere senza movimento, scarno e giallo, n morto n vivo, riposava nella sua cornice di vetro, possessore incontestato del mondo: e al suo risveglio egli si trovava padrone assoluto di una tale eredit, libero di contemplare, sotto il cielo senza nubi, la grandezza del suo impero.
Per qual fine s'era destato? Quella citt, quell'alveare in cui soffrivano tante persone senza speranza, era essa la confutazione morale delle sue antiche speranze? Oppure quel fuoco sacro di libert, quel fuoco che aveva fiammeggiato e si era poi estinto negli anni della sua vita passata, covava forse ancora sotto la cenere? Egli pensava allo slancio, all'affascinante impulso di quel canto della rivoluzione. Quell'inno non era forse che la soperchieria di un demagogo, e non sarebbe esso stato dimenticato dopo avere raggiunto il proprio scopo?...
La speranza da cui era incessantemente agitato, non era forse che il ricordo delle cose abbandonate, l'orma di una fede morta? Oppure tale speranza aveva un senso pi vasto, uno stato di cose che si sarebbe immischiato ai destini dell'uomo? Perch si era svegliato? Che cosa doveva fare in questo mondo?
L'umanit si stendeva sotto di lui, come una carta geografica: egli pensava ai milioni e milioni di esseri umani che si succedevano incessantemente e per sempre gli uni agli altri dalle tenebre della non esistenza alle tenebre della morte.
A qual fine? Un fine ci doveva essere, ma un tal fine oltrepassava i limiti del pensiero di Graham e per la prima volta egli vedeva chiaramente la sua infinita meschinit: vedeva, vero e terribile, il tragico contrasto fra la forza umana e le aspirazioni del cuore. In quel breve istante, egli consider se stesso per quel piccolo, infimo accidente che era e nel medesimo tempo sent la grandezza del suo desiderio.
Improvvisamente la propria nullit e le proprie aspirazioni gli apparvero intollerabili.... e qualche cosa d'irresistibile lo spinse a pregare.... Preg allora balbettando cose vaghe, incoerenti, contradittorie: l'anima sua, attraverso il tempo e lo spazio e attraverso ad ogni confusione multipla e dubbiosa dell'esistenza, era tesa verso qualche cosa, non sapeva quale, affatto, Verso qualche cosa che potesse capire tutta la sua angoscia e sentirne piet.
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Laggi, lontano, su una terrazza, un uomo e una donna godevano la freschezza dell'aria mattutina. L'uomo aveva portato un canocchiale per spiare il Palazzo del Consiglio e pregava la donna a volersene servire. In breve la loro curiosit fu sodisfatta; dal posto in cui si trovavano, non avevano potuto vedere nessun spargimento di sangue. Dopo un'ispezione al cielo coperto di nuvole, la donna rivolse lo strumento verso il posto di guardia, e l ella scorse due piccoli personaggi neri; cos piccini che si stentava a credere che fossero uomini: uno di questi osservava e l'altro gesticolava colle mani tese verso lo spazio silenzioso del cielo.
La donna pass il canocchiale all'uomo che dopo aver guardato anche lui esclam:
Io credo che quegli sia il Maestro! S: ne sono sicuro!  il Maestro!
Quindi abbassando lo strumento continu:
Egli agita le mani verso qualche cosa come se pregasse. Io mi domando ci ch'egli , in realt. Adora egli il Sole? Al tempo suo, non vi era nessun Parso nel paese, non  vero?
E di nuovo punt lo strumento.
Ora smette: era un atteggiamento che aveva preso per caso, forse.
Pos il canocchiale e riflett:
Non avr altra occupazione all'infuori di quella del piacere, nient'altro che questa. Ostrog s'incaricher di condur bene quest'affare.... ci sar necessario, per tenere in ordine tutti questi imbecilli del Lavoro, col loro canto!... E dire che tutto ci  accaduto mentre egli dormiva.  una cosa meravigliosa!
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Capitolo 15.
Personaggi importanti.
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I grandi appartamenti del direttore dei motori a vento sarebbero parsi maravigliosamente complessi a Graham se vi fosse entrato, uscendo allora allora dalla sua vita del diciannovesimo secolo; ma gi si abituava alle proporzioni della nuova epoca. Sarebbe stato difficile di notare in essi delle sale o delle stanze: un sistema inestricabile di ponti, di archi, di corridoi e di gallerie, dividevano e univano ogni parte di quel vasto spazio.
Graham sbocc da una di quelle pareti mobili, ormai familiari, sopra un pianerottolo, in alto di una scalinata formata di scalini larghi e bassi dove salivano e scendevano degli uomini e delle donne da' ricchi abiti quali non aveva veduto fino allora.
Di l il suo sguardo si estendeva sopra una prospettiva dalle pareti cariche di ornamenti complicati, di un bianco opaco o di un lilla e porpora, attraversata da ponti che sembravan fatti di porcellana e di filigrana, terminando in lontananza in un nebbioso mistero di parafuochi traforati. Alzando la testa, egli vide interminabili file di gallerie sovrapposte le une alle altre da cui varie persone lo spiavano. L'aria era piena di un mormorio di voci innumerevoli e di una musica che veniva dall'alto, una musica gaia ed affascinante che non riusciva a capire donde venisse. La navata centrale era piena di gente, ma non di una folla disordinata: tale assemblea doveva contare parecchie migliaia di persone, tutte vestite sontuosamente, stranamente anzi, gli uomini nella stessa maniera fantastica delle donne, poich si era rinunziato a quel concetto puritano della dignit che una volta aveva avuto una influenza cos restrittiva sulla toilette maschile. I capelli degli uomini, per quanto fossero raramente lunghi, erano generalmente ondulati dal ferro del parrucchiere, e non si contava pi alcuna testa calva.
Abbondavano invece le capigliature arricciate che avrebbero incantato Rossetti, e un personaggio barocco che fu indicato a Graham come un "amorista" portava due trecce graziose alla Gretchen.
La treccia lunga era di moda: l i cittadini di origine cinese, non si vergognavano della loro razza. Il taglio degli abiti non rivelava che poca uniformit nelle mode; e gli uomini di migliore conformazione mostravano la loro simmetria per mezzo dei pantaloni e qui si vedevano sboffi e guarnizioni: l un mantello, l una veste ricercata. Le mode che datavano dal secolo di Leone Decimo prevalevano forse, ma i concetti estetici dell'Estremo Oriente erano pure sensibilissimi.
La grassezza mascolina che, ai tempi della regina Vittoria, sarebbe stata soggetta ai pericoli di una stretta abbottonatura, all'esagerazione implacabile delle vesti e dei calzoni che imprigionavano le braccia e le gambe, offriva il pretesto ad un'abbondanza di drappeggiature e di pieghe che cadevano nobilmente. La fine e graziosa eleganza predominava. Per Graham, tipo dell'uomo ruvido, appartenente a un'epoca tipicamente ruvida, quegli individui apparivano non soltanto troppo ricercati nella loro persona, ma anche troppo mobili nella loro fisonomia cos vivamente significativa. Essi gestivano, esprimevano la sorpresa, l'interesse, la gioia e specialmente manifestavano con una franchezza maravigliosa le emozioni che suscitavano nel loro spirito le dame da cui erano circondati. Fin dalla prima occhiata egli constat che le donne erano in grande maggioranza.
Le signore mostravano nella loro toilette, nel loro aspetto e nella loro maniera, minore enfasi e maggior complicazione. Alcune di esse affettavano ne' loro abiti la semplicit classica e la grazia della moda francese del primo impero; e Graham subiva passando vicino a loro, lo splendore delle loro spalle e delle loro braccia. Altre portavano delle vesti accollate senza cucitura n cintura alla vita, talvolta cadenti dalle spalle in lunghe pieghe. I deliziosi e liberi abiti da sera usavansi ancora malgrado il passaggio di due interi secoli.
I movimenti di tutte quelle persone, erano improntati di una grazia estrema. Graham aveva constatato il portamento degli uomini, ricordava le pitture di Raffaello, e Lincoln lo inform che l'acquisto di un certo numero di gesti appropriati, faceva parte dell'educazione di ogni persona ricca.
Al suo entrare il Maestro fu salutato da una specie di sorrisetto d'approvazione: ma tutte quelle persone rivelavano la distinzione del loro modo di fare, col non precipitarsi in folla attorno a lui e non annoiarlo coll'insistenza dei loro sguardi mentre scendeva gli scalini per dirigersi verso la navata.
Lincoln gli aveva gi detto che la radunata era composta dei principali membri della societ londinese: quasi tutte quelle persone erano potenti funzionari, o loro parenti, o loro alleati: molti erano ritornati dalle Citt di Piacere, appositamente per dargli il benvenuto. Le autorit aereonautiche, la cui defezione aveva avuto nella caduta del Consiglio una parte quasi importante come quella di Graham, erano presenti in gran numero, come pure i capi del controllo dei Motori a vento. Vi erano ancora parecchi dei principiali funzionari del Trust dell'Alimentazione; il controllore dei Porcili Europei, figura particolarmente melanconica e interessante, dalle maniere delicatamente ciniche: un vescovo in gran costume che conversava con un personaggio vestito esattamente come il tradizionale Chaucer, compresa perfino la corona di lauro.
Chi  quello l? domand Graham involontariamente.
Il vescovo di Londra, rispose Lincoln.
No.... intendo dire dell'altro.
Il poeta laureato.
Ve ne sono ancora?
Egli non fa della poesia; bene inteso.  un cugino di Wotton, uno dei Consiglieri. Ma egli appartiene alla trib realista della Rosa rossa.... un club simpaticissimo.... in cui si perpetuano tali tradizioni....
Asano mi ha detto che esisteva un re.
Il re non appartiene al club.... da cui  stato espulso. Egli ha il sangue degli Stuardi, io credo, ma realmente esso abusava....
Era giunto a quel punto?
Peggio ancora.
Graham non cap a fondo tutte quelle reticenze, ma tutto ci sembrava che facesse parte dell'anomalia generale del nuovo secolo....
Esso s'inchin ossequiosamente davanti alla prima persona che gli fu presentata: evidentemente regnavano ancora sottili distinzioni di classe, persino in quell'assemblea, poich Lincoln non teneva in considerazione che una piccola porzione de' suoi membri, un piccolo gruppo scelto di quelli degni di esser presentati al Maestro.
Questa prima persona presentata, fu il Capo aeronauta, il cui volto abbronzato dal sole, contrastava bizzarramente colle carnagioni delicate da cui era circondato, e questa opportuna differenza, aveva fatto appunto di lui un personaggio veramente importante. Il suo atteggiamento contrastava in una maniera favorevolissima, secondo le idee di Graham, col contegno generale di quella gente. Egli, balbettando alcune frasi banali, fece proteste di fedelt al Maestro, interessandosi vivamente dello stato della sua salute. Le sue maniere erano volgari, il suo accento non aveva la speditezza della lingua attuale; un modo molto chiaro fece capire a Graham che egli era un vecchio lupo del cielo, era questa la frase, di cui si serviva, che non si perdeva in frottole, che dalla testa a' piedi era un uomo ardito e di vecchio stampo; che non faceva mostra di saper molto e che ci che egli ignorava non valeva la pena di esser saputo. Quindi fece una riverenza alla buona, esente ostensibilmente da ogni atto ossequioso, e se n'and.
Sono contento di vedere che esiste ancora questo tipo di uomini, fece Graham.
Fonografi e cinematografi, rispose Lincoln con aria pungente. Egli ha studiato dal vero.
Graham gett ancora un'occhiata dalla parte dell'uomo alto e grosso, mentre strani ricordi assalivano di nuovo la sua mente....
Infatti noi abbiamo comprato la sua buona volont, riprese Lincoln, in parte, e la paura di Ostrog ha fatto il resto. Tutto riposava su di lui.
Dopo di ci si rivolse bruscamente per presentare l'Ispettore Generale del Trust delle scuole pubbliche, il quale aveva un po' l'aspetto di un salice: vestito di una veste accademica grigio-azzurra, guardava Graham attraverso i suoi occhiali di antico modello e illustrava le sue parole con dei gesti che mettevano in mostra una mano tenuta con somma cura.
Graham volle sapere di botto quali funzioni spettassero ad un tal personaggio e gli rivolse un gran numero di domande singolarmente precise. L'Ispettore Generale, molto calmo, parve divertirsi della rude franchezza di Graham e rispose in una maniera piuttosto vaga intorno al monopolio dell'educazione che possedeva la sua compagnia in virt di un contratto concluso col Sindacato Direttore delle numerose municipalit di Londra: viceversa si entusiasm enumerando i progressi fatti dall'istruzione e dall'educazione dall'epoca della regina Vittoria in poi.
Noi abbiamo soppresso ogni faticosa applicazione e non si obbligano pi gli scolari a studiare perch non esiste pi alcun esame nel mondo. Non ne siete contento?
Come riuscite allora a far lavorare gli alunni? chiese Graham.
Noi abbiamo reso piacevole il lavoro, pi che ci fosse possibile.... e coloro che non provano tale piacere, noi li abbandoniamo. Il nostro campo di attivit  immenso.
La conversazione si prolung: l'Ispettore Generale entr nei particolari e menzion i nomi di Pestalozza e di Froebel con un profondo rispetto, senza per dimostrare che le loro opere gli fossero molto familiari.
Graham fu ancora informato che le Universit popolari esistevano sempre, ma sotto una forma modificata.
Vi  per esempio, spieg l'Ispettore Generale, orgoglioso del sentimento della sua importanza, un certo tipo di fanciulla che ha una vera passione per gli studi severi.... quando evidentemente non sono troppo difficili, e noi provvediamo ad un tal desiderio. In questo momento, aggiunse con un fare napoleonico, quasi cinquecento fonografi, nelle diverse parti di Londra, ripetono un corso sull'influenza esercitata da Platone e da Swift sugli amori di Shelley, Hazlitt e Burns. E dopo di ci queste allieve, scriveranno dei saggi su tali argomenti, e i loro nomi saranno pubblicati per ordine di merito. Voi vedete ci che  diventato il vostro piccolo germe. La classe media illetterata di una volta non esiste pi.
E le scuole pubbliche elementari, s'inform Graham, dipendono da voi?
Esse ne dipendevano interamente. Graham negli ultimi giorni della sua vita durante l'epoca democratica, aveva avuto un vivissimo interesse per queste scuole, e perci le sue domande raddoppiarono. Certe frasi incidentali pronunziate dal vecchio col quale aveva parlato nell'oscurit, gli tornavano in mente e lo stesso Ispettore Generale infatti conferm le parole del vegliardo.
Noi abbiamo addirittura abolito il lavoro eccessivo, e non si fa pi strapazzare nessuno, dichiar egli, e Graham chiese a se stesso se con ci si doveva intendere la completa soppressione d'ogni specie di lavoro.
L'Ispettore assunse un'aria sentimentale.
Noi facciamo il possibile per rendere le scuole elementari gradevolissime ai fanciulli che sono destinati a lavorar tanto presto.... Ammettiamo come giusti alcuni semplici principii.... obbedienza.... lavoro....
Insegnate loro ben poche cose?
A che servirebbe lo strapazzarli? A far di loro degli infelici, dei malcontenti. Invece noi li facciamo divertire. E anche presentemente vi sono dei rammarichi, delle agitazioni. Dove gli operai prendono delle idee? Non si pu dire: il fatto  che se le comunicano gli uni con gli altri. Vi sono dei risvegli di socialismo e anche d'anarchia, e parecchi di questi rivoluzionari si occupano incessantemente del loro intento.... Son persuaso che il mio primo dovere sia quello di lottare contro il malcontento popolare. Perch rendere il popolo infelice?
Appunto mi domando ci, disse Graham con aria pensosa, ma vi  un gran numero di cose che vorrei sapere.
Lincoln che, durante la conversazione aveva osservato Graham, intervenne.
Vorrei presentarvi altre persone, diss'egli a voce bassa.
L'Ispettore Generale dopo aver fatto un bel saluto si ritir.
Forse, aggiunse Lincoln notando uno sguardo di Graham, vi piacerebbe di conoscere qualcuna di queste signore?
La figlia del Direttore dei Porcili del Trust dell'Alimentazione Europea, era una personcina molto graziosa, coi capelli rossi, gli occhi azzurri, vivaci.
Lincoln lasci Graham parlare alcuni momenti con lei che si mostr molto entusiasta di quel "buon vecchio tempo", come lo chiamava, verso la fine del quale il Maestro s'era addormentato.
Ella sorrideva parlando e gli occhi suoi pure sorridevano in modo da destare allegria.
Ho cercato pi volte, diss'ella, di immaginarmi quegli antichi tempi romanzeschi, e dire che voi li avete presenti nella memoria! Che inverosimiglianza e che confusione deve essere per voi il mondo attuale! Ho veduto alcune fotografie e alcuni quadri dei tempi antichi, le piccole case isolate, costruite di mattoni formati d'argilla cotta e tutte nere di fumo a causa dei vostri camini; i ponti delle strade ferrate, i semplici affissi, i puritani imponenti e burberi coi loro strani vestiti neri e i loro alti cappelli, i treni e i ponti di ferro al disopra delle vostre teste, i cavalli, gli armenti e anche i cani che correvano mezzo arrabbiati per le strade. E tutt'ad un tratto voi siete caduto in questo mondo qui.
In questo mondo qui, ripet Graham.
Fuori della vostra vita, da tutto ci che vi era familiare.
La vita d'una volta non era una vita felice, rispose Graham, e per questo non la rimpiango.
Ella gli lanci una rapida occhiata e tacque un momento.
Davvero? chiese poi con aria insinuante.
In verit, afferm Graham. Era una vita meschina che non aveva nessuno scopo. Invece questa.... Noi credevamo il nostro mondo assai complesso, assai ingombro, abbastanza civilizzato. Nonostante.... quantunque la mia nuova esistenza non sia cominciata che quattro giorni fa, m'accorgo, volgendo uno sguardo verso il tempo antico, che era un mondo scadente, barbaro.... il principio soltanto di questo nuovo ordine di cose. Voi non potete comprendere quanto io sia ancora privo d'informazioni.
Se vi piace, interrogatemi pure, diss'ella sorridendo.
Allora ditemi: chi sono quelle persone? Io sono ancora nelle tenebre riguardo a questo soggetto.  una cosa che confonde. Sono forse generali?
Quegli uomini col cappello piumato?
Evidentemente, no; non vi sono pi generali. Suppongo che siano delle persone incaricate di controllare i grandi affari pubblici. Chi  quell'uomo dall'aria dignitosa?
Quello  un funzionario di primaria importanza.  Morden, il direttore generale della Compagnia delle Pillole anti-biliose. Ho sentito dire che i suoi operai arrivano a fabbricare in 24 ore una miriade di miriadi di pillole. Immaginate un poco: una miriade di miriadi!
Una miriade di miriadi! Non  da meravigliarsi per questo se ha l'aria tanto imponente, osserv Graham. Delle pillole! in che meravigliosi tempi noi viviamo! E quell'uomo vestito di rosso?
Non appartiene a noi quello l, ma gli vogliamo bene;  un tipo intelligente e simpatico, un celebre medico della nostra Universit di Londra. Tutti i medici del corpo sanitario sono membri della compagnia di Medicina e vestono una uniforme rossa; bisogna che ciascuno sia ben conosciuto e abbia una certa capacit. Ma si capisce, le persone che ricevono degli stipendi fissi per "fare" qualche cosa....
Ella sorrideva ironicamente alludendo alle pretensioni speciali degli individui di questa categoria.
Vi  qualcuno qui dei vostri grandi artisti ed autori?
Vi sono degli autori in questa riunione, in generale tutte persone cos facete.... cos preoccupate di se stesse, che si bisticciano fra loro in modo terribile. Alcuni di essi sono capaci di battersi per aver la precedenza quando salgon le scale. Non  una cosa spaventevole? Ma io credo che Wraysbury, il capillotomista di moda, sia qui; viene da Capri.
Capillotomista? chiese Graham. Ah! mi ricordo. Un artista. Perch mai?
Bisogna aver riguardo di lui, diss'ella quasi in atto di scusa; le nostre teste sono nelle sue mani.
Cos dicendo sorrise e Graham non s'attent di rivolgerle il complimento che ella certo si aspettava, ma lo espresse con lo sguardo.
Forse anche le arti sono progredite come tutto il resto? domand egli. Quali sono i vostri grandi pittori?
La fanciulla lo guard con un po' d'esitazione, poi si mise a ridere.
Ho creduto per un momento che si trattasse.... E qui s'interruppe ridendo ancora.
Senza dubbio intendete parlare di quelle brave persone le quali sapevano coprire di tinta ad olio dei grandi pezzi di tela che i ricchi mettevano poi in cornici dorate per attaccarli alle pareti delle loro gallerie? Noi non abbiamo affatto dei pittori e nessuno si occupa pi di dipingere delle tele.
Ma cosa credete che io abbia voluto dire?
Con un gesto abbastanza significativo ella appoggi il dito sulla sua guancia la cui bellezza era al disopra d'ogni aspettativa, e sorrise con aria maliziosa, graziosa e provocante.
E qui, aggiunse poi accennando la sua palpebra.
Graham ebbe un istante di tentazione e sent dentro di s una vergogna arcaica giacch gli pareva d'esser diventato il punto di mira d'un gran numero di curiosi.
Capisco, s'azzard a dire.
Sentendosi un po' impacciato distolse lo sguardo dalla sua affascinante compagna, e guard intorno a s: vide degli occhi che immediatamente s'occupavano d'altre cose, ed arross un poco.
Chi  quell'uomo che parla con la signora in abito giallo? domand egli senza osare per di voltarsi.
Seppe allora che quel tale era uno dei grandi organizzatori del teatro americano, recentemente di ritorno da una grandiosa rappresentazione al Messico: il volto di lui ricordava a Graham un busto di Caligola. Un'altra persona degna d'esser notata era il Maestro dei Lavoratori Neri, titolo che dapprima non gli fece nessuna impressione, ma pi tardi gli torn in mente: il Maestro dei Lavoratori Neri. Poi la giovane signora, niente affatto imbarazzata, gli accenn una graziosa donna che passava di l, dicendogli che era una delle spose sussidiarie del vescovo anglicano di Londra, e approfitt di quest'occasione per lodare il coraggio episcopale. Fino allora vi era stata la regola che gli ecclesiastici rispettassero la monogamia, ordine di cose, diceva lei, n naturale n vantaggioso. Perch lo svolgimento normale delle affezioni dovrebbe esser compresso o ristretto in un individuo perch  prete?
E a proposito, domand lei, siete protestante?
Graham esitava ancora a domandarle ci che voleva dire sposa sussidiaria, frase evidentemente eufemistica; allorch Lincoln venne ad interrompere questa suggestiva e interessante conversazione. Essi attraversarono la navata per raggiungere un uomo d'alta statura, vestito in rosso cremisi, e due graziose persone in costumi birmani, cos almeno gli sembr, che lo attendevano in aspetto un po' timido. Dopo aver ricevuto i loro saluti, Graham fu costretto a subire nuove presentazioni, proprio nel momento in cui le sue numerose impressioni cominciavano a fondersi in un effetto unico. Dapprima lo splendore di quella riunione aveva fatto rinascere in lui il democratico, e perci s'era sentito ostile e satirico, ma siccome non  della natura umana il saper resistere alle cortesie e agli omaggi, cos, la musica, la luce, il giuoco dei colori, la bellezza delle braccia e delle spalle intorno a s, il contatto delle mani, la passeggiera curiosit dei volti sorridenti, tutto ci infine procur a Graham un indescrivibile piacere. Egli dimentic per un istante i suoi grandi progetti, per subire insensibilmente il fascino della sua nuova situazione. Divenne meno ritenuto nelle sue maniere, pi convinto della sua sovranit; la sua andatura si fece pi sicura, la sua veste nera ricadde intorno alla sua persona in pieghe pi disinvolte, e l'orgoglio diede alla sua voce un'intonazione pi nobile. Dopo tutto, quello era un mondo brillante e seducente.
Il suo sguardo errava con compiacenza sopra i colori cangianti della folla, e si posava con benevola critica sopra ogni volto; poi gli venne in mente ad un tratto che egli era in dovere di far le sue scuse alla graziosa giovanetta dai capelli rossi e dagli occhi azzurri, e cap d'aver commesso un errore. Non stava bene cominciare ad omettere tali riguardi anche se contrari alla sua opinione ma non sapeva come fare a vederla. Ad un tratto un ricordo venne a turbare l'incantesimo di quella brillante riunione e ne modific il carattere.
Alz gli occhi e scorse sopra a un ponte di porcellana, e voltata verso di lui, una figura che si nascose quasi subito, la figura d'una giovanetta che egli aveva ammirata il giorno prima, nella piccola stanza dietro al teatro, dopo la sua fuga. Ella aveva nello sguardo la stessa espressione di speranza contenuta, espressione incerta e ostinatamente indagatrice. Dapprima non si ricord dove l'aveva vista, e poi, riconoscendola, gli venne in mente la reminiscenza commovente del loro primo incontro, ma la trama danzante della melodia che giungeva in quel momento alle sue orecchie, gli imped di rammentarsi il canto che accompagnava la marcia del popolo.
L'interlocutrice che egli aveva dimenticato, fece notare la sua presenza costringendolo a continuare l'intimo colloquio nel quale s'era intromesso, ma in quel momento una vaga agitazione, un sentimento che confinava col dispiacere, s'impossess del suo spirito. Si sent turbato come per il rimprovero d'un dovere a met dimenticato, per il rimpianto di cose che gli sfuggivano in mezzo a quello splendore di luce.
Diminu l'attrattiva che esercitava su di lui quella folla di donne affascinanti, e non accord pi che vaghe e confuse risposte alle sottili espressioni amorose di cui, ne aveva ora la certezza, era fatto segno; il suo sguardo errante qua e l cercava, per contemplarlo ancora una volta, quel bel volto del quale aveva conservato una s profonda impressione.
Graham si trovava ora in una delle gallerie superiori, in compagnia d'una signora dagli occhi vivissimi, con la quale egli aveva intavolato una conversazione sull'eadhamite, ed egli stesso aveva scelto questo soggetto, per troncare le appassionate assicurazioni di ossequio che la signora gli tributava.
Egli giudic questa persona, come altre ancora, pi graziosa che colta, e in quel momento, in contrasto con la melodia pi vicina giunse al suo orecchio il canto della rivolta, l'inno maestoso rauco e potente che aveva gi udito nella sala. Alz gli occhi, meravigliato, e scorse un'apertura simile a un occhio di bove dalla quale usciva un canto, e al di l vide i reticolati dei canapi superiori, l'azzurro dei vestiti, l'insieme dei lumi delle strade pubbliche; intanto il canto si perdeva in una confusione di voci, poi fin del tutto. Ma ora egli percepiva chiaramente il ronzio e il tumulto delle piattaforme movibili, il mormoro della folla; istintivamente comprese che fuori, nelle vie, una folla enorme doveva circondare quel luogo per divertire il Maestro, e chiese a s stesso quale poteva essere il pensiero di quel popolo. Per quanto il canto fosse cessato tanto presto, e la musica della sala ammortisse di nuovo gli altri rumori, lo colp ancora il motivo dell'inno rivoluzionario.
La signora dai begli occhi continuava a dibattersi coi misteri dell'eadhamite, allorch comparve nuovamente la giovanetta del teatro. Ella veniva verso di lui dalla parte della galleria e Graham la vide per il primo: era vestita di grigio, la sua capigliatura scura le formava un'aureola intorno alla testa e allorch egli la scorse la luce scialba dell'apertura circolare rischiarava il suo volto reclinato.
La signora che discuteva ancora sull'eadhamite s'accorse che il volto di Graham aveva assunto un'altra espressione, e ne approfitt per liberarsi da quella noiosa conversazione.
Desiderate forse di conoscere quella giovanetta. Sire? chiese lei arditamente.  Elena Wotton, una nipote d'Ostrog. Ella sa parlare di molti argomenti serii,  una delle persone pi istruite che abbiamo. Son certa che vi piacer.
Un momento dopo, Graham s'intratteneva con la fanciulla, mentre la signora dai begli occhi s'era allontanata.
Io mi ricordo benissimo di voi, diceva Graham; eravate in questa stanzetta quando tutto il popolo cantava battendo il tempo coi piedi, prima che io ritornassi nell'anfiteatro.
Il momentaneo imbarazzo della giovanetta si dissip, ed ella alz gli occhi su Graham con indifferenza:
Fu una cosa meravigliosa, disse, e dopo un momento d'esitazione continu un po' forzatamente: Tutto questo popolo sarebbe morto per voi, Sire.... Un numero straordinario di persone sono infatti morte per voi, quella sera!
Il suo volto si fece raggiante e gett una rapida occhiata intorno per assicurarsi che nessuno l'avrebbe sentita, ma in quel momento, a poca distanza da loro, comparve Lincoln nella galleria, che aprendosi un passaggio tra la folla s'avvicinava ad essi. Appena la fanciulla lo vide si volse a Graham con una strana espressione, assumendo ad un tratto un'aria confidenziale e intima.
Sire, disse vivamente, io non posso dirvi nulla in questo momento, ma il popolo  infelice,  oppresso.... governato male. Non dimenticate il popolo che ha affrontato la morte.... la morte per la vostra vita....
Io non so niente.... cominciava a dir Graham.
Non vi posso dir di pi.
Frattanto Lincoln s'avvicinava: egli s'inchin in atto di scusa dinanzi alla fanciulla.
Trovate piacevole il nostro mondo, Sire? domand con lieta deferenza, mostrando con un gesto significativo l'estensione e lo splendore di quella riunione. Comunque sia, voi lo troverete ben cambiato.
S, fece Graham, cambiato.... E pur nonostante, dopo tutto, questo cambiamento non  forse tanto grande.
Ve ne farete un'idea pi esatta quando vi librerete nello spazio, rispose Lincoln. Il vento  cessato e in questo momento un aeropilo  a vostra disposizione.
La fanciulla aspettava il saluto di Graham per allontanarsi. Graham la guard: fu sul punto di rivolgerle una domanda; lesse un avvertimento ne' suoi occhi, e dopo essersi inchinato dinanzi a lei, part con Lincoln.
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Capitolo 16.
L'Aeropilo.
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Mentre egli attraversava con Lincoln i corridoi degli uffici dei Mulini a vento era pensieroso, ma nonostante si sforzava di prestare attenzione a ci che Lincoln gli diceva e ben presto la sua preoccupazione se ne and.
Lincoln parlava d'un'escursione in aria e Graham aveva un vivissimo desiderio di conoscere qualche cosa di pi di questa nuova conquista del progresso umano; per questo assediava di domande il compagno.
Nel suo primo period d'esistenza i meravigliosi successi della navigazione aerea lo avevano interessato appassionatamente, e ora ritrovava con piacere i nomi familiari di Maxim e di Pilcher, di Langley e di Chanute, e sopratutto ricordava il proto-martire della navigazione aerea, Lilienthal, sempre onorato dagli uomini.
Tuttavia durante la sua prima vita alcune ricerche parallele avevano messo in evidenza i due tipi distinti d'apparecchi possibili e questi due tipi erano ora realizzati. Da una parte il grande aeropiano che metteva in azione un motore, con una doppia fila di posti orizzontali, e all'indietro una grossa elice aerea; dall'altra, l'aeropilo pi leggero.
Gli aeropiani non volavano con sicurezza che con un vento calmo e moderato, e le tempeste improvvise, i bruschi cambiamenti dell'atmosfera che ora si potevano prevedere in modo preciso, li rendevano inutilizzabili per ogni fine pratico.
Si costruivano di dimensioni enormi, la loro larghezza ordinaria era di seicento piedi e pi, e la loro lunghezza totale di mille piedi; essi non servivano che per il trasporto dei viaggiatori. Il vagone che si dondolava al disotto, all'estremit di leggeri legacci, era lungo da cento a centocinquanta piedi, e sospeso in maniera da ridurre al minimo la vibrazione complessa che produceva un vento anche moderato; e, per la stessa ragione i piccoli sedili, nell'interno del vagone, giacch ogni passeggero restava seduto durante il viaggio, mantenevano una grande libert di movimento. La vibrazione dell'apparecchio non era possibile che per mezzo di un carro gigantesco, posto sulla ruota d'una piattaforma costruita appositamente. Graham aveva veduto benissimo dal suo posto di sentinella quelle vaste piattaforme, le piattaforme volanti; che erano sei arene immense, ciascuna delle quali provviste di un gigantesco "carro portatile". La scelta del luogo della discesa era ugualmente circoscritta, essendo necessaria una superficie assolutamente piana per toccar terra con sicurezza. Tolti i danni che avrebbe prodotto la discesa di questo grande inviluppo di vele e di metallo, e l'impossibilit di sgombrare subito, l'urto sopra una superficie irregolare, come il banco selvoso d'una collina, sarebbe bastato per forare o danneggiare la carcassa, fracassare la membratura, e forse esser causa della morte di passeggeri. Dinanzi a questi ingombranti apparecchi, Graham fu a prima vista deluso, ma ben presto si convinse che altre pi piccole macchine non sarebbero state rimuneratrici, per questa semplice ragione che la loro capacit sarebbe considerevolmente diminuita nel tempo stesso del loro volume. Inoltre le loro colossali dimensioni le mettevano in grado, e questa era una considerazione di primaria importanza, di attraversare l'aria con una velocit grandissima senza correre il rischio d'esser colpiti da tempeste impreviste. Il pi breve tragitto da Londra a Parigi richiedeva circa tre quarti d'ora, ma in questo caso la velocit raggiunta non era molto grande; per andare fino a New York, ci volevano circa due ore, e regolando bene l'orario, era possibile di poter fare in un sol giorno il giro del mondo.
I piccoli aeropili (si chiamavano cos senza nessuna ragione particolare) erano differentissimi, e molti di essi andavano e venivano nell'aria in un momento. Questi apparecchi servivano soltanto a portare uno o due individui: la loro costruzione e il loro mantenimento erano assai costosi, per conseguenza non se li potevano procurare che le persone molto ricche. Queste macchine da volare dai vivaci colori, consistevano in due paia di posti laterali nel medesimo piano, con un'elice indietro.
Le loro piccole dimensioni rendevamo la discesa facile e gradevole in tutto lo spazio libero, ed era possibile munirli di ruote pneumatiche oppure di motori ordinari per traffico terrestre, ci che permetteva di condurli a un punto di partenza conveniente. Per lanciarli nell'aria era necessario una specie di carro, ma questo carro non poteva funzionare che nei luoghi privi d'alberi e d'edifizi.
L'aereonauta umano, per quanto vide Graham, era ancora molto al disotto del dono naturale del gabbiano e dell'acchiappa-mosche: mancava un possente stimolo che avrebbe potuto rapidamente portare l'aeropilo a un grado di perfezione. Questi apparecchi non erano stati mai utilizzati per la guerra poich l'ultima grande lotta internazionale aveva avuto luogo prima dell'usurpazione del Consiglio.
Le sei piattaforme volanti di Londra erano riunite in una mezzaluna irregolare, sulla riva destra del fiume: esse costituivano tre gruppi di due e conservavano gli antichi nomi di Roehampton, Wimbledon Park, Streatham, Norwood, Blackheath, e Shooter's Hill. Erano delle costruzioni uniformi che s'elevavano al di sopra dell'altezza media dei tetti; ciascuna aveva circa 4000 piedi di lunghezza e 1000 di larghezza ed erano fatte di quella lega d'alluminio e di ferro che nell'architettura aveva preso il posto del ferro stesso.
Esse formavano una graticola di travi e di longarine a traverso le quali salivano degli ascensori e delle scale in cima a cui si stendeva uno spazio uniforme dove i carri portatili potevano su delle ruote leggermente inclinate, correre agevolmente fino all'estremit della piattaforma; e quando qualche aeropilo o aeropiano non era caricato, questi spazi sotto il cielo aperto, erano tenuti liberi per mezzo delle macchine segnalate.
Mentre che si accomodavano gli aeropiani, i passeggeri aspettavano ordinariamente nei teatri, nelle trattorie, nei luoghi di piaceri diversi che si trovavano vicino ai bellissimi magazzini situati in basso.
Questa parte di Londra era in generale la pi frequentata di tutte con un non so che della facile e voluttuosa allegria dei porti di mare o delle citt termali, E poco lontano di l, per quelli a cui una escursione nell'aria era causa di seri pensieri, vi erano i quartieri religiosi con attraenti cappelle votive, alle quali faceva concorrenza un gran numero di bellissimi stabilimenti medicali che fornivano le droghe sostanziose necessarie in un viaggio.
A differenti livelli, attraverso l'insieme delle camere e dei corridoi di sopra, univasi alle grandi strade movibili della citt, un sistema complesso di passaggi speciali, d'ascensori e di carri onde permettere lo scambio dei viaggiatori e dei bagagli di piattaforma in piattaforma. E la qualit speciale dell'architettura di questo quartiere, era la solidit un po' ostentata dei pilastri e dei travicelli metallici, che dappertutto interrompevano la prospettiva cerchiando i vestiboli e i passaggi, incalzandosi e intrecciandosi per sostenere il peso delle piattaforme e il grave urto degli aeropiani.
Graham, accompagnato da Asano, suo dignitario giapponese, si rec a quegli imbarcaderi passando dalle strade pubbliche: Lincoln era stato chiamato da Ostrog per alcuni affari dell'amministrazione. Una scorta di vigorosi agenti della polizia dei Motori a vento, aspettava il maestro, fuori degli Uffici, per aprirgli un passaggio sulle vie mobili superiori.
Nessuno aspettava la sua visita, pur tuttavia una folla abbastanza numerosa accorse e lo accompagn fino al luogo dove doveva fermarsi; mentre egli camminava sentiva il suo nome pronunziato a voce alta dal popolo e vide uscire dalle scale della strada centrale una moltitudine innumerevole di uomini, di donne, di bambini vestiti d'azzurro. Non riusciva a capire ci che essi borbottavano, e quello che pi d'ogni altra cosa gli dest di nuovo meraviglia era di sentir parlare un dialetto volgare ai poveri della citt. Quando lasci la via mobile, le sue guardie furono improvvisamente circondate da una folla fitta e sovreccitata e gli parve che qualche individuo cercasse d'arrivare fino a lui per consegnargli delle suppliche; a mala pena le guardie riuscivano a fargli strada.
Egli trov l'aeropilo con un aeronauta che lo aspettava sulla piattaforma di levante; vista da vicino la macchina sembrava pi piccola. Era posta sopra un carro da lanciare e il suo scheletro d'alluminio era grosso come il guscio di un yacht di 20 tonnellate; le sue ali laterali affilate e legate da nervature metalliche, simili alle nervature d'un'ala di farfalla, eran provviste d'una membrana vitrea; la loro ombra si proiettava sopra uno spazio di centinaia di metri quadrati. Due sedili si dondolavano liberamente sospesi a una quantit di corde, dentro ad alcune membrane protettrici della carcassa, e quasi dalla parte posteriore: le seggiole de' passeggeri erano riparate da un paravento, circondate da anelli metallici, e provviste di cuscini pneumatici.
Volendo, Graham poteva benissimo star chiuso, ma siccome desiderava vivamente di vedere tutte le novit che gli si presentavano, prefer di tenere aperto. L'aeronauta era seduto dietro una vetrata situata sopra la sua testa, e il passeggiero aveva la facolt di star fermo sul suo sedile, cosa indispensabile per toccar terra, e di muoversi per mezzo d'una piccola ruota e d'una leva fino a una cassa che si trovava alla prua della macchina dove metteva la sua valigia, le coperte e le provvigioni, cosicch le seggiole servivano di contrappeso alle parti dell'apparecchio centrale fino all'elice e alla poppa.
Apparentemente l'apparecchio era semplicissimo. Asano, accennando col dito le diverse parti, spieg che il motore a gas al tempo della regina Vittoria, era di quelli esplosivi, il quale ad ogni colpo consumava una goccia d'una sostanza chiamata fomile: il motore consisteva in un serbatoio e in uno stantuffo situato sulla lunga manovella scannellata del tronco dell'elice. Ecco tutto ci che Graham pot vedere. Soltanto Graham, Asano e il loro seguito, poterono montare sulla piattaforma: diretto dall'aeronauta, Graham s'accomod sul suo sedile, dopo aver bevuto una mistura contenente dell'ergotina, bevanda che, a quanto gli dissero, si faceva prendere invariabilmente a quelli che intraprendevan un viaggio nell'aria, e destinata a controbilanciare il possibile effetto della diminuzione della pressione atmosferica sull'organismo.
Dopo ci egli dichiar d'esser pronto per la partenza, e Asano gli lev di mano il bicchiere vuoto, stese le sbarre della navicella e rest sulla piattaforma agitando la mano, mentre Graham credeva di vederlo sdrucciolare verso destra e sparire.
Il motore rumoreggi, l'elice gir le sue spirali, e, dopo un secondo la piattaforma e i tetti degli edifizi sfilarono rapidamente in direzione orizzontale, davanti agli occhi di Graham. Egli s'attacc istintivamente alle sbarre della sua seggiola, sentendosi trasportare in alto e udendo il soffio dell'aria al di sopra del paravento.
L'elice girava con potenti pulsazioni ritmiche: una, due, tre, poi una pausa, movimenti che il meccanico controllava delicatamente; la macchina cominci a vibrare con una trepidazione che dur per tutto il viaggio, e i tetti, le case sembravano fuggire con un'estrema velocit diventando di mano in mano pi piccoli. Graham volle guardare attraverso le membrature della macchina e non prov nessun capogiro; una rapida funicolare avrebbe prodotto le medesime sensazioni. Egli riconobbe il Palazzo del Consiglio e il duomo di Highgate: poi guard dritto in basso, fra i suoi piedi.
Allora un terrore fisico s'impadron di lui, un atroce sentimento di pericolo. Si puntell solidamente e per un minuto o due non gli riusc d'alzare gli occhi. A una distanza di circa cento piedi al disopra della sua testa girava uno degli enormi Motori a vento del sud ovest di Londra, e al di l, dalla parte di mezzogiorno, una piattaforma volante si copriva di migliaia di punti neri che erano una folla umana. Tutto ci sembrava rovesciarsi in una caduta vertiginosa. Per un momento egli ebbe l'irresistibile tentazione di lasciarsi capitombolare, e serr i denti, alz gli occhi, per un improvviso sforzo muscolare.... e il panico pass. Rimase ancora un istante digrignando i denti con gli occhi aperti fissando il cielo, mentre il motore continuava a sbuffare. Graham, sempre aggrappato alle sbarre, s'accorse che un sorrisetto ironico sfiorava il volto dell'aeronauta e sorrise anche lui ma un po' forzatamente.
Ci sembra strano sul principio, esclam dimenticando la propria dignit.
Ma non os pi guardare in basso; rivolse invece lo sguardo al disopra della testa dell'aeronauta, verso un vago cerchio di cielo azzurro, ma sempre tormentato dal pensiero d'un possibile accidente. E il motore continuava a fremere.
Se per caso, diceva egli a s stesso, si rompesse un piccolissimo pezzo di questa macchina che mi trasporta in alto!
Fece uno sforzo violento per scacciare lungi da s simili supposizioni; ci riusc infine e continu tranquillamente il suo viaggio nell'aria pura.
Allontanate tali preoccupazioni dalla sua mente, un certo piacere subentr alle sgradevoli impressioni che aveva subto. Gli avevano parlato del mal d'aria, ma egli constat che il movimento pulsativo dell'aeropilo non era nulla in confronto del colpo della prua d'una nave su delle onde mosse da un vento moderato, e siccome era un buon marinaro, non aveva niente da temere in quanto a questo. L'aria pungente e rarefatta nella quale essi salivano, gli produceva un'impressione di leggerezza e una certa disposizione all'allegria. Egli alz la testa e vide, in alto, il cielo azzurro sparso di nuvole biancastre, poi guard con circospezione a traverso le membrature e le sbarre, uno stuolo di bianchi uccelli che fuggivano al di sopra di lui, quindi volse gli occhi in basso con meno apprensione e scorse, indorato dal sole, il fragile posto di sentinella del guardiano dei mulini a vento, che la lontananza rendeva di mano in mano pi piccolo. Siccome ora osservava tutto con animo pi tranquillo vide una linea azzurra di colline, poi Londra, gi sotto il vento, inestricabile reticolato di tetti. Il limite della citt si present al suo sguardo netto e chiaro, dissipando gli ultimi suoi timori e cagionandogli una viva sorpresa, perch questo limite di Londra era come un muro, una scogliera, una brusca pendenza di trecento o quattrocento piedi, una parete interrotta qua e l da terrazze, una facciata complicata e decorativa.
Il passaggio graduato dalla citt alla campagna, a traverso un'immensa spugna di sobborghi, tratto caratteristico delle citt del diciannovesimo secolo, non esisteva pi. Del circuito di Londra non restava pi nulla all'infuori di alcuni spazii verdeggianti coperti d'alberi, un deserto di rovine, variopinto, rivestito d'un fitto bosco di piantagioni eterogenee che altre volte avevano adornato i giardini del distretto della citt, e alcuni terreni coltivati. Una quantit di frondi avevano pure ricoperto le vestigia delle costruzioni di una volta, ma per la maggior parte questa specie di scogli, di rocche isolate s'inalzavano fra le antiche strade, piccole isole barocche in mezzo a quelle distese pianeggianti di verde e di bruno abbandonate a s stesse da molti anni, e troppo massicce, forse, per poterne sbarazzare le vie, quelle vie percorse dagli enormi meccanismi agricoli del tempo.
La vegetazione di quel deserto ondulava e schiumava in mezzo ai muri crollanti delle case, e s'interrompeva ai piedi del recinto della citt, in un flutto di rovi e di agrifogli, di cardi e di alte erbe.
Qua e l i fastosi palazzi di piaceri dominavano in mezzo ai miseri avanzi dell'epoca vittoriana e in direzione di essi, partendo dalla citt, facevan capo alcune strade di funi. In quella giornata d'inverno quei palazzi sembravano abbandonati e cos i giardini artificiali che sorgevano fra le rovine.
I limiti della citt erano, a dir vero, cos nettamente definiti che nei giorni passati, allorch si chiudevano le porte al cader della notte e il predatore nemico gironzava sotto i muri stessi.... un'enorme gola circolare agevolava un commercio colossale sulla via eadhamitata che si dirigeva verso Bath.
Tale fu il primo aspetto del mondo al di l della citt, agli occhi di Graham, e a poco a poco questo panorama disparve. Allorch infine pot guardare verticalmente in basso; vide al disotto di s i campi coltivati della vallata del Tamigi, innumerevoli e piccoli pezzi rettangolari d'un vermiglio bruno, sparsi di fili luccicanti i quali non erano altro che serbatoi d'acqua.
La sua disposizione all'ilarit aument rapidamente cambiandosi in una specie di ebbrezza; egli aspirava l'aria a pieni polmoni, rideva forte, aveva una voglia matta di gridare, e questo desiderio divenne cos irresistibile, che grid.
La macchina dopo aver raggiunto la massima altezza cominci a descrivere una curva verso mezzogiorno e Graham not che la direzione di questa barca aerea s'effettuava per il movimento d'andata e di ritorno di tutto il motore, indietro e in avanti, lungo i suoi puntelli, e per l'apertura o la chiusura d'una o due sottili parti di membrane, nell'una o nell'altra delle ali che altrimenti sarebbero rimaste rigide.
L'aeronauta fece sdrucciolare il motore in avanti, lungo la ruota, ed apr l'animella dell'ala sotto vento, fino a che il tronco centrale dell'aeropilo fosse orizzontale e puntato verso sud-ovest. In questa direzione essi filarono dando leggermente dalla parte sotto il vento, con moto lento e alternato, dapprima un'ascensione breve, violenta, poi uno scivolio discendente rapidissimo, gradevole. Durante questo tempo l'elice restava inattiva.
Le ascensioni davano a Graham la grande soddisfazione del proprio sforzo riuscito felicemente; le discese in mezzo all'aria rarefatta costituivano per lui una gioia indescrivibile tanto che non avrebbe voluto fermarsi mai. Egli esaminava attentamente il paesaggio che si stendeva verso settentrione, sopra di s, e tutti i pi piccoli particolari lo interessavano in modo straordinario.
Le rovine delle case che si ergevano una volta nella campagna lo colpivano e cos le vaste pianure senz'alberi da dove erano sparite le fattorie, i villaggi, i sobborghi e le citt, dove non restavano pi che delle macerie. Egli s'era aspettato questo spettacolo, ma vederlo coi propri occhi era un'altra cosa. Cerc d'orientarsi e di riconoscere i diversi luoghi che aveva conosciuto in quel bacino concavo, ma sul principio non riusc a distinguere nessun punto segnalato perch si erano allontanati dalla valle del Tamigi. Ben presto per essi passarono al disopra d'una collina calcarea, ben definita, che egli riconobbe per il dorso d'asino di Guildford, a causa del noto profilo della gola alla sua estremit orientale, e delle rovine della citt che una volta s'inalzava bruscamente su ciascun versante della vallata.
E di l egli scopr altri ponti, Leith Hill, le lande sabbiose d'Aldershot, e altre ancora. Una scarpata di dune mostrava dei giganteschi Motori a vento che giravano lentamente, ed eccettuato l dove la strada eadhamitata di Portsmouth, tutta frastagliata di forme precoci, seguiva l'antica ferrovia, la valle dove scorreva la Wey era chiusa da alcune forti barriere.
Tutta quanta la distesa delle dune scoscese fin dove lo sguardo poteva spaziare a traverso i vapori di un color grigio, era gremita di motori a vento in confronto ai quali i pi grandi della Citt sembravano piccoli, e che giravano maestosamente sotto il soffio del vento di sud-ovest. E qua e l si scorgevano delle estensioni sparse di montoni, i montoni del Trust Britannico dell'Alimentazione, con un pastore a cavallo simile ad una macchia nera. Poi, come se si precipitassero dietro all'aeropilo, scorse le alture di Wealden, la catena delle colline di Hindhead, di Pitch e di Leith, con una seconda fila di motori a vento, che cercavano di togliere a quelli delle dune la loro parte di brezza. La landa purpurea era screziata di giunchi e di ginestre gialle e sul versante pi lontano, una mandra di bovi fuggiva davanti a due uomini a cavallo. Tutte queste cose passarono rapidamente dietro il veicolo aereo, diventando sempre pi piccole, perdendo il proprio colore, finch si ridussero a piccoli punti mobili che la nebbia inghiottiva.
Allorch questo paesaggio si perd nella lontananza, Graham sent vicino a s il lamentevole grido d'un pavone capelluto; s'accorse che egli si librava ora al disopra delle dune meridionali, e distinse le cime dello scalo aereo di Portsdown Hill. Un momento dopo, simile a uno sparpagliamento di piccole citt fluttuanti, s'offrirono al suo sguardo le coste scoscese delle Aiguilles basse e bianche, indorate dalla luce stessa che faceva scintillare le acque grigie dello stretto braccio di mare.
Essi oltrepassarono con uno slancio il Solent e dopo qualche minuto, l'isola di Wight fuggiva dietro di loro; al disotto il mare si stendeva sempre pi largo, qui imporporato dall'ombra di una nube, l grigio, pi lontano simile ad uno specchio brunito, l ancora immensa pianura d'un azzurro verdastro e torbido. L'isola di Wight diminuiva nella distanza, e ben presto un lembo di nebbia grigia staccandosi da altri lembi i quali non erano altro che nubi discese dal cielo, rese visibili i suoi contorni: era una costa indorata dal sole e bella a vedersi, la costa settentrionale della Francia. Essa s'inalzava, si coloriva, diventando sempre pi chiara e distinta, mentre la parte opposta del paese delle dune d'Inghilterra si mostrava a poco a poco al disotto di essi.
Parigi sorse ad un tratto sull'orizzonte, vi rest come sospeso, poi fu perduto di vista nel tempo che l'aeropilo descriveva una vasta curva per risalire verso settentrione. Graham riconobbe la torre Eiffel, sempre in piedi e vicino ad essa un enorme duomo, sormontato da una statua realmente di colossale grandezza ma che sembrava una capocchia di spillo. Vide pure, senza per capire sul principio ci che significasse, un'immensa nube obliqua di fumo; l'aereonauta parl di perturbazioni nelle strade inferiori, frase alla quale Graham non prest sul principio grande attenzione. Ma osserv invece i minareti, i campanili, i contorni dei graziosi edifici che, innumerevoli, si slanciavano verso il cielo, al disopra delle ali dei motori a vento della citt, e concluse che almeno in fatto di grazia e d'eleganza, Parigi aveva sempre il primato su Londra, la sua pi grande e pi popolata rivale.
Mentre il suo sguardo si volgeva su questo panorama una forma azzurra sal rapidamente dalla citt come una foglia morta scacciata dal vento; descrisse parecchie curve, poi si diresse verso di loro diventando man mano pi grande. L'aereonauta pronunzi qualche parola.
Che cosa? fece Graham distogliendo con rammarico gli occhi da quel grandioso spettacolo.
Aeropiano, Sire, gli grid l'aereonauta col braccio teso.
La grande macchina s'avanzava a vista d'occhio, e l'aeropilo sal ancora descrivendo una lunga curva verso il nord, ma l'aeropiano s'avvicinava pi velocemente. Lo slancio dell'aeropilo che sembrava tanto potente e rapido apparve a un tratto lento in confronto dell'altro volatore terribile. Che mostro gigantesco! Quale velocit vertiginosa e costante! Esso pass sotto a loro, nella sua corsa silenziosa, grande inviluppo d'ali trasparenti, reticolato d'antenne e di fili, massa vivente.
Graham con una sola occhiata pot vedere numerose file di viaggiatori imbacuccati, sospesi sui loro piccoli sedili dietro i taglia-vento, un meccanico vestito di bianco che malgrado le raffiche del vento, scivolava lungo una strada formata di scale, dei motori rumoreggianti che mandavano fuori una quantit di fumo con movimento simultaneo, un'elice che girava, e una superfice immensa di ali. Questa vista gli dest un grande entusiasmo, e intanto il mostro era gi passato.
Esso s'inalz leggermente, e le piccole ali dell'aero-pilo si posero in traccia di lui. Si erano appena allontanati e gi, come sembrava a Graham, l'aeropiano non era pi che una macchia larga e azzurra sull'orizzonte, e si aggirava fra Londra e Parigi rifacendo lo stesso viaggio, che, se il tempo era bello, compieva anche quattro volte al giorno, in ogni direzione.
Essi attraversarono la Manica molto lentamente secondo Graham, le cui idee diventavamo esagerate, e ben presto Beachy Head s'inalz grigia, alla loro sinistra.
Terra! grid l'aereonauta con la voce affievolita dal fischio del taglia-vento.
Non ancora, protest Graham ridendo. Voglio vedere e sapere dell'altro.
Credevo.... disse l'aereonauta.
Voglio sapere in che modo si manovra questa macchina, continu Graham. Vengo vicino a voi, aggiunse, lasciando il suo sedile e facendo un passo lungo il ripiano che li separava, ma si ferm subito, e il suo volto cambi di colore, le mani gli si aggranchirono. Un altro passo e si trov aggrappato vicino all'aereonauta; sent allora un peso sulle spalle e s'accorse che era la pressione dell'aria. Le sue vesti non erano pi che un punto vorticoso dietro di lui: il vento soffiava al disopra dello schermo sparpagliandogli i capelli sulle guance e intanto l'aereonauta era occupato a fare delle provvisorie riparazioni, spostando il centro di gravit, per assicurarsi la stabile durata, e modificando la pressione.
Vorrei che voi mi spiegaste il meccanismo, insist Graham. Che cosa succede quando spingete in avanti il motore?
L'aereonauta esit; poi rispose laconicamente:
 una cosa molto complicata, Sire.
Non importa, esclam Graham.
Vi fu un momento di silenzio.
L'aereonautismo  il segreto.... il privilegio....
Va benissimo, ma io sono il padrone e voglio sapere.
Rise di cuore pensando al potere che poteva esercitare anche nelle regioni superiori dell'aria. L'aeropilo intanto descriveva una curva, il vento fresco e frizzante sferzava il volto di Graham, le sue vesti si gonfiavano e quasi lo spingevano mentre la prua girava leggermente puntata verso ovest.
I due uomini si guardarono negli occhi.
Sire, vi sono dei regolamenti....
I regolamenti non mi riguardano, replic Graham, sembra che lo dimentichiate.
L'aereonauta scrutava la fisonomia del Maestro.
No, diss'egli, non lo dimentico, Sire. Ma per tutta la terra.... chiunque non  un aereonauta giurato non ha il diritto.... Noi prendiamo dei passeggeri e non degli scolari.
L'ho sentito dire. Ma io non mi diverto affatto a discutere su questo soggetto. Sapete perch ho dormito duecento anni? Per viaggiare nell'aria.
Sire, continu l'aereonauta, i regolamenti.... Se io violo i regolamenti....
Graham fece un gesto che voleva dire:
Voi non avete nulla da temere.
Ebbene, se volete osservare i miei movimenti....
No, protest Graham, che tutto ad un tratto vacill e dovette aggrapparsi perch l'aeropilo volgeva la prua pi in alto ancora.. Ci non mi basta. Voglio manovrare da me stesso.... manovrare da me stesso anche se dovessi sfracellarmi. S, lo voglio: voi comprendete, M'arrampicher l e verr a sedermi vicino a voi. Attenzione! Voglio volare col mio proprio volo, anche se dovessi alla fine precipitare di sotto. Sar almeno compensato del mio letargo: altre volte era un sogno volare. Andiamo! mantenete l'equilibrio.
Una dozzina di spioni mi perseguitano, Sire.
La pazienza di Graham era al colmo: forse la sua collera era un po' esagerata. Si slanci bestemmiando attravers la massa intermediaria delle stanghe, e l'aeropilo oscill.
Sono io il padrone della terra? O forse lo siete voi? Andiamo. Levate le mani da queste stanghe, e tenete invece i miei polsi. Cos va bene. E come si fa a girare la prua per sdrucciolare in basso?
Sire, protest ancora l'aereonauta.
Che c' di nuovo?
Voi mi proteggerete?
Perbacco, sicuro! Quand'anche dovessi bruciare Londra. Andiamo.
E con questa promessa Graham pag la sua prima lezione di navigazione aerea.
Voi avete certamente il vostro vantaggio insegnandomi a manovrare in questa escursione, aggiunse ridendo allegramente, poich l'aria pura gli faceva lo stesso effetto d'un vino generoso.
Bisogna che tiri questo? Ah! ho capito, cos. Ol!
Indietro, Sire, indietro.
Indietro?... Bene! Uno, due... tre.... Dio buono! Ah! eccolo che sale! Ma  un organismo vivente!
E la macchina si mise a danzare nell'aria nel pi fantastico modo: ora descriveva una spirale di cento metri e pi di diametro, ora risaliva quasi con una pazza velocit, poi s'abbassava rapidamente a picco, ricadendo come un falco, per tornare a risalire tutt'ad un tratto con uno slancio furioso.
In una di queste discese sembr che filasse dritta verso il parco dei palloni-rclame a sud-est, ma non fece che una curva e pass al di l con una improvvisa riscossa di destrezza.
La celerit e la dolcezza straordinaria del movimento, l'effetto strano dell'aria rarefatta, sul suo organismo, producevano a Graham una specie di noncurante furore. Ma finalmente un incidente barocco riusc a calmarlo e a ricondurlo ancora ulna volta in basso, verso quella molteplice vita dagli insolvibili enigmi. In una corsa discendente si fece sentire un piccolo colpo, qualche cosa pass veloce, contro la macchina e gli parve di sentir cadere alcune gocce di pioggia; poi mentre continuava a discendere scorse, voltando la testa, una specie di velo bianco che girava nel suo solco....
Che cos' quello? domand. Io non mi sono reso conto....
L'aereonauta guard, poi afferr vivamente la stanga per raddrizzare l'apparecchio, che si curvava con una celerit vertiginosa.
Quando ebbe dato all'aereopilo un movimento ascendente, egli respir fortemente e rispose:
Quello? E mostrando l'oggetto bianco che rotolava: Quello  un cigno.
Non l'avevo veduto, disse Graham.
L'aereonauta non rispose e sulla sua fronte Graham not piccoli schizzi rossi.
Essi filarono orizzontalmente mentre Graham tornava al suo posto, evitando di esser colpito dalla corrente d'aria: poi cominci a scendere precipitosamente mentre l'elice dietro a loro girava per rallentar la loro caduta e la piattaforma volante si allargava tutta oscura davanti ad essi. Il sole si nascondeva ad occidente, dietro le colline calcaree, lasciando dietro di s una striscia fiammeggiante d'oro....
In breve la massa indistinta della folla si separ in una infinit d'individui come tanti piccoli punti. Graham ud un rumore che saliva verso di lui, un rumore simile a quello dei flutti su una spiaggia sassosa. I tetti intorno alla piattaforma volante, erano brulicanti di persone che si rallegrarono nel vederlo sano e salvo.
Sotto alla piattaforma si spingeva una folla confusa di persone su cui apparivano innumerevoli facce in mezzo al microscopico tremolo dei bianchi fazzoletti e delle mani tese.
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Capitolo 17.
Tre giornate.
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Lincoln aspettava Graham in un appartamento situato al di sopra delle piattaforme mobili; era curioso di sapere i particolari del suo viaggio e pi di tutto si mostrava contento del piacere e dello straordinario interesse che il Maestro prendeva a vogare nell'aria.
Bisogna che impari a volare, esclamava Graham. Bisogna che io sia padrone della manovra. Compiango tutti quei poveri esseri che sono morti senza aver provato una tale impressione.  la pi meravigliosa delle esperienze.
Oggigiorno ne troverete altre delle esperienze meravigliose, rispose Lincoln. Vorrei ora cercare qualche cosa d'interessante per voi.... Abbiamo della musica la cui novit vi far molto piacere.
In questo momento, disse Graham, ci che m'interessa di pi  di volare. Vorrei imparar meglio; il vostro aereonauta mi diceva che io non so qual privilegio vi si opponga.
Lo credo infatti, afferm Lincoln. Ma per voi!... Se volete noi possiamo far di voi, cominciando da domani, un aereonauta giurato.
Graham ne espresse vivamente il desiderio, e si trattenne a parlare dell'originalit delle sue sensazioni.
E gli affari? chiese poi bruscamente. A che punto siamo?
Con un gesto Lincoln allontan da lui queste preoccupazioni.
Ostrog vi parler di ci domani, diss'egli. Tutto s'acqueta e s'accomoda, la rivoluzione si compie sulla terra intera. Naturalmente alcune collisioni qua e l sono inevitabili, ma il vostro regno  assicurato; voi potete star tranquillo perch gli affari sono nelle mani di Ostrog.
 possibile ch'io possa esser nominato aereonauta giurato, come dite voi, sull'istante.... prima di coricarmi? domand Graham, facendo lentamente cento passi. Allora potrei rimettermi in viaggi domani mattina. Sarebbe la prima cosa che farei....
Niente si oppone a ci, rispose Lincoln con aria pensosa.  possibilissimo, e cos sar fatto. Poi si mise a ridere., Io vi avevo proposto dei divertimenti ma voi stesso ne avete trovato uno. Telefoner ai gabinetti aereonautici, e noi ritorneremo al vostro appartamento, al controllo dei Motori a vento; intanto desinerete, dando cos agli aereonauti il tempo di prepararsi. Forse dopo desinare preferirete....
S'interruppe.
Ebbene? chiese Graham.
Noi abbiamo organizzato una compagnia di ballerine che vengono da Capri.
Detesto i balli, replic Graham brevemente. Li ho sempre detestati; non  ci che io voglio vedere. Anche ai miei tempi vi erano delle ballerine.... Delle ballerine.... vi erano in Egitto altre volte. Ma volare....
 vero, aggiunse Lincoln, pure le nostre ballerine....
Esse possono aspettare, rispose Graham, possono bene aspettare.... Io non sono un Latino.... Esistono delle questioni sulle quali vorrei interrogare qualcuno esperto, le questioni di meccanica. Questa  la mia passione, io non desidero distrazioni.
Voi potete scegliere il mondo intero, disse Lincoln, tutto ci che volete  vostro.
Sopraggiunse Asano scortato da una guardia imponente, ed essi attraversando le vie della citt ritornarono agli appartamenti di Graham.
Si era radunata una folla per festeggiare il suo ritorno, una folla pi numerosa ancora di quella che aveva assistito alla sua partenza; e le grida, le acclamazioni soffocavano le risposte che dava Lincoln alle incessanti domande di Graham riguardo al suo viaggio aereo.
Sul principio il Maestro aveva accolto le grida e i battimani del popolo con delle riverenze e dei gesti, ma Lincoln lo avvert che ci non stava bene; allora, Graham, gi stanco di quelle galanterie ritmiche, dimentic i suoi sudditi per tutto il resto della sua passeggiata pubblica.
Ben giunsero presto ai suoi appartamenti. Asano usc di nuovo in cerca di riproduzioni cinematografiche di motori in movimento, e Lincoln ordin che gli si procurassero dei modelli di macchine grandi e piccole, dovendo rappresentare i diversi progressi meccanici compiuti d due secoli.
Il piccolo gruppo di apparecchi destinato alle comunicazioni fra luoghi distanti, attrasse talmente l'attenzione del Maestro che il suo pranzo deliziosamente preparato e servito da un certo numero di graziose e abili cameriere, dovette aspettare.
L'abitudine di fumare era a poco a poco scomparsa dalla superfice della terra, ma allorch egli manifest il desiderio di levarsi questo capriccio, andarono a cercare e trovarono in Floridia alcuni eccellenti sigari, che, con un sistema pneumatico speciale, gli furono portati mentre era ancora a tavola.
Poco dopo vennero gli aereonauti accompagnati da un ingegnere che present al Maestro le pi sorprendenti meraviglie che si potessero vedere.
Per il momento la destrezza elegante delle macchine da contare e da marcare, macchine da costruire e da filare, porte brevettate, motori a esplosione, elevatori per il grano e l'acqua, macchine da macello, apparecchi meccanici di coltura e di mietitura, tutto ci era pi affascinante per Graham di qualsiasi baiadera.
Noi eravamo dei selvaggi, ripeteva incessantemente, dei selvaggi. Eravamo all'et della pietra in confronto di questo secolo.... E che cosa avete ancora?
Alcuni psicologi lo misero al corrente degli svolgimenti interessantissimi ottenuti nell'arte dell'ipnotismo: i nomi di Milne Bramwell, Fechner, Liebault, William James, Myers e Gurney, avevano acquistato un s gran valore che avrebbe meravigliato i loro contemporanei. Parecchie applicazioni di psicologia erano ora diventate un uso generale; questa scienza aveva in larga misura sostituito nella medicina le droghe, gli antisettici; tali applicazioni erano specialmente usate per quelli che avevano bisogno di concentrazione mentale. Sembrava insomma che un ingrandimento reale delle facolt umane si fosse effettuato in quel dominio.
Le gesta dei fanciulli calcolatori, che Graham considerava come il trionfo dell'ipnotismo, erano ora alla portata di chiunque potesse procurarsi i servizi di un ipnotista esperto!
Da lungo tempo, nell'educazione, il vecchio metodo degli esami era stato sostituito da questo sistema e invece di lunghi anni di studio i candidati passavano alcune settimane in catalessia, mentre abili professori non dovevano far altro che inculcar loro tutte le nozioni necessarie per ottenere una risposta adeguata ad esse, compresa la nozione del ricordo post-ipnotico di queste nozioni. In ci che riguarda la matematica, questo mezzo era singolarmente prezioso e tutti i giuocatori di scacchi e altri giuochi per i quali si richiede una destrezza mentale, almeno le poche persone che li usavano ancora, se ne servivano invariabilmente. Infatti tutte le operazioni che richiedono regole determinate, vale a dire una specie di meccanica, erano state completamente liberate da tutti gli errori dell'immaginazione e della commozione e portate a un grado straordinario di precisione. I fanciulli di classi studiose appena avevano raggiunta l'et richiesta per essere ipnotizzati, venivano trasformati in macchine pensanti d'una puntualit e fedelt meravigliosa, e sbarazzati in tal modo dei lunghi studi della giovinezza. Gli apprendisti aereonauti che soffrivano la vertigine erano ipnoticamente liberati dagli immaginari terrori; in ogni strada si trovavano degli ipnotisti pronti a suggerire allo spirito altrui dei ricordi permanenti. Se qualcuno esitava a rammentarsi un nome, una serie di numeri, un canto o un discorso, ricorreva a tale procedimento, e nello stesso tempo alcuni ricordi potevano essere cancellati, delle abitudini perdute, delle passioni, soffocate. Questa specie di chirurgia psichica era infatti diventata d'uso generale, e per mezzo di essa si dimenticavano indegnit, bassezze, umiliazioni; le vedove innamorate riuscivano ad obliare l'effige dei loro antichi sposi, gli amanti contrastati potevano liberarsi dalla loro schiavit. Era impossibile, qualche volta, d'innestare i desideri, e la trasmissione del pensiero non era ancora sistemata. Gli psicologici rendevano sensibili le loro esposizioni per mezzo di esperienze mnemotecniche meravigliose, di cui alcuni pallidi fanciulli, vestiti di turchino, erano i soggetti.
Graham, come la maggior parte delle persone del suo tempo, diffidava degli ipnotizzatori, che avrebbero potuto liberare l'anima sua da tante penose preoccupazioni. E nonostante tutte le assicurazioni di Lincoln, egli rimaneva fedele alla vecchia teoria, giusta la quale la sottomissione al sonno ipnotico rappresentava l'abdicazione della personalit e della volont.
Al banchetto delle esperienze che cominciava, egli aveva la ferma intenzione di non perder la testa e di restare interamente padrone di s stesso.
L'indomani e altri due giorni ancora, Graham s'occup d'un tal genere di studi, concedendo pure parecchie ore al delizioso piacere di viaggiare nell'aria; il terzo giorno egli s'inalz al disopra della Francia centrale, in vista delle nevi alpine. Questi vigorosi esercizi gli procurarono un sonno calmo, e la triste anemia del suo primo risveglio scompariva a poco a poco cedendo il posto alla salute.
Quando Graham non viaggiava nell'aria, Lincoln s'occupava assiduamente di distrarlo e di procurargli tutto ci che poteva eccitare la sua curiosit; tutte le eccezionali invenzioni gli erano esposte, e finalmente il suo desiderio fu di nuovo sazio; di tutto ci che aveva veduto e imparato poteva riempire una dozzina di volumi. Ogni pomeriggio egli riuniva la sua corte per circa un'ora, provando ben presto l'interesse di vedere i suoi contemporanei divenuti per lui personali e intimi. Sul principio si era sopratutto attaccato a ci che trovava in essi di bizzarro, di particolare, d'inatteso: la ricercatezza della loro toeletta, e tutto ci che nelle loro maniere non s'accordava con le sue nozioni di buon gusto, gli aveva fatto una sgradevole impressione, ora invece egli fu meravigliato di vedere come questa stranezza e l'antipatia che ne risultava, sparissero presto, come era riuscito a rendersi conto della vera prospettiva della sua posizione e a considerare il tempo passato, il diciannovesimo secolo come lontano e di stile rococ.
La figlia del direttore dei Porcili Europei, dai capelli rossi, lo divert in modo particolare; il giorno seguente, dopo pranzo, fece conoscenza con una ballerina moderna e scopr in lei un'artista perfetta. Dopo ci egli assist ancora a delle meraviglie ipnotiche, e il terzo giorno Lincoln sugger di nuovo al Maestro di visitare una Citt di piaceri, ma Graham vi si rifiut.
Il vincolo locale lo avvinceva a Londra ed egli trovava una perpetua maraviglia a delle identificazioni topografiche che altrove gli sarebbero mancate.
Qui, o parecchi piani di sopra, poteva dire, io facevo colazione con una costoletta, durante i miei anni d'Universit; pi lontano vi era la stazione e la perpetua caccia ai treni, nell'ingombro degli scarichi. Quante volte ho aspettato l, con la mia valigia in mano guardando il cielo a traverso la foresta dei segnali non immaginando davvero che un giorno passeggerei a cento metri d'altezza nell'aria; e ora in quel cielo che era un tempo un baldacchino di grigio fumo io mi libro in un aeropilo.
Per tre giorni Graham fu cos occupato da simili distrazioni che i vasti e progressivi movimenti politici non attirarono che una piccola parte della sua attenzione. Quelli che lo circondavano non gli dicevano quasi nulla. Ogni giorno veniva Ostrog, il Grande conduttore, il Gran Visir, il Podest di Palazzo, a riferire in termini vaghi la stabilit tranquilla e sicura del regno del Maestro, dei leggeri turbamenti "ben presto calmati in tale citt", una ribellione di poca importanza in un'altra. Il canto della rivolta sociale non giungeva agli orecchi di Graham; egli non sapeva che le strofe di questo canto erano state proscritte nei confini della citt e le grandi emozioni provate durante la visita al posto di guardia si dissipavano.
Ma nella seconda e nella terza di queste giornate, a dispetto della sua simpatia per la figlia del direttore dei Porcili, o forse per causa dei pensieri che la conversazione con lei aveva suscitato, il ricordo di Elena Wotton, l'enigmatica fanciulla che gli aveva parlato in modo s strano alla fine della riunione, non lo abbandon suo malgrado.
L'impressione ch'ella gli aveva lasciato era vivissima, quantunque le incessanti sorprese delle nuove circostanze gli avessero impedito di trattenersi lungamente in questo pensiero. Ora quel ricordo riprendeva il proprio posto. Graham si domandava ci che ella aveva voluto dire con le sue frasi tronche, a met dimenticate; i suoi occhi, l'animazione appassionata, ardente del suo volto, ritornavano alla mente del Maestro, man mano ch'egli sentiva diminuire il suo interesse per le novit meccaniche. La belt di Elena s'interponeva, dominatrice, fra lui e certe immediate tentazioni di desideri poco nobili; ma per tre giorni interi non gli riusc di vederla.
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Capitolo18.
Graham si ricorda.
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Egli la incontr in una piccola galleria che conduceva dagli uffici dei Motori a vento a' suoi grandi appartamenti. La galleria era lunga e stretta, con una serie di nicchie nelle quali si apriva una finestra massiccia e arcuata, sopra una corte ricca di palme. Egli la vide ad un tratto, seduta in una di quelle nicchie; al rumore de' passi di lui, si volt e riconoscendolo trasal diventando pallidissima. Immediatamente essa si alz, fece un passo in avanti esitando mentre Graham silenzioso, impassibile, aspettava: poi, vedendo che una violenta agitazione nervosa impediva alla fanciulla di parlare, pens che essa si fosse appositamente rincantucciata in quel luogo, coll'intenzione di avere un colloquio con lui, e un sentimento di regale condiscendenza lo spinse a venire in aiuto a quell'enigmatica bellezza.
Ho desiderato tanto di vedervi, disse. Da alcuni giorni volete dirmi qualche cosa.... parlarmi del popolo. Quali sono le confidenze che volete farmi?
Ella lo guard inquieta e non rispose.
Mi avete detto che il popolo era infelice? riprese.
Ancora un istante ella si ostin nel suo silenzio.
Forse le mie poche parole vi saranno sembrate strane, fece essa ad un tratto.
Infatti. Eppure....
Fu un momento d'irriflessione.
Davvero?
Nient'altro.
Essa lo guardava imbrogliata, indecisa, poi si espresse con visibile sforzo:
Voi dimenticate, disse lasciandosi sfuggire un profondo sospiro.
Chi?
Il popolo.
Che cosa volete dire?
Voi dimenticate il popolo.
Graham la squadr con aria interrogativa.
S: voi siete sorpreso, continu, poich non capite ci che siete. Voi non sapete quello che accade.
Ebbene?
Non avete capito?
Non tanto chiaramente forse, ma.... spiegatemelo.
 cos difficile a spiegarsi. Io lo desideravo: io l'ho veduto ed ora non lo posso. Le parole non mi vengono pi. Tutto ci che vi riguarda....  una cosa maravigliosa.... Il vostro sonno, il vostro risveglio.... sono miracoli.... almeno per me e per tutto il popolo.... Voi che avete vissuto, che avete sofferto e che siete morto; voi che siete stato un cittadino come gli altri, vi risvegliate, tornate a vivere per trovarvi quasi il padrone del mondo. 
Padrone del mondo, ripet Graham.  ci che mi dicono: ma tentate d'immaginarvi quanto sia poco al corrente di ci.... Citt.... Trust.... Compagnie del Lavoro.... Principati, Potenze, Stati.... il potere e la gloria. S: ho udito gridar tutto ci. Lo so. Sono il padrone.... il re se voi volete.... con Ostrog quale Gran conduttore....
S'interruppe: la fanciulla spiava curiosamente i suoi lineamenti.
Ebbene? interrog.
Con Ostrog per assumere ogni responsabilit, aggiunse Graham sorridendo.
Questo  ci che cominciavamo a temere.
Dopo tali parole essa rimase in silenzio, quindi riprese lentamente:
No. Siete voi.... voi che prenderete la responsabilit. I popoli hanno posto in voi la loro speranza. E qui la sua voce divenne pi dolce. Ascoltate. Durante almeno la met del vostro sonno, in ogni generazione, moltitudini e moltitudini hanno pregato affinch vi destaste un giorno.... S, pregato.
Graham fece un movimento come se volesse parlare, ma non pot aprir bocca: a poco a poco Elena arross lievemente; esit ancora, e:
Sapete quello che siete stato per quelle miriadi? Il re Arturo, Barbarossa, il Principe che sarebbe sorto al momento opportuno per raddrizzare il mondo....
Suppongo che l'immaginazione del popolo....
Non avete udito il nostro proverbio: "Quando il Dormente si sveglier?" Mentre eravate disteso senza movimento e senza dar segni di vita.... migliaia di persone venivano a vedervi.... Migliaia. Il primo giorno d'ogni mese, voi riposavate con gran pompa, vestito di bianco.... e il popolo sfilava dinanzi a voi.... Io l'ho veduta quando ero bambina, la vostra faccia pallida e calma.
Volse altrove lo sguardo e si mise ad esaminare il muro con ostinazione: quindi abbassando la voce:
Quando ero bambina, contemplavo sempre il vostro volto.... esso mi sembrava nell'attesa immutabile come la pazienza di Dio.... Ecco quello che noi pensavamo di voi.... ecco come apparivate davanti al nostro sguardo.
Essa alz su di lui i suoi occhi brillanti e la sua voce si fece chiara e sonora.
Nella citt, sulla terra intera, una miriade di miriadi di uomini e donne, aspettano ci che voi farete e una tale attesa  piena di speranze favolose, incredibili.
S?
N Ostrog, n nessuno.... pu prendersi questa responsabilit.
Graham la guard sorpreso, interessandosi di quel bel volto trasfigurato dall'emozione. Essa aveva incominciato a parlare con sforzo ed ora si eccitava alle sue proprie parole.
Credete voi, disse, che avendo vissuto quella piccola vita cos lontana nel passato, voi che eravate immerso in quel sonno miracoloso e dal quale siete uscito, credete voi che la maraviglia, la venerazione e la speranza della met del mondo si siano radunati attorno a voi solamente per permettervi di vivere un'altra piccola vita? perch evitaste di assumervi questa responsabilit concedendola ad un altro?
M'immagino quale sia l'importanza di questa regalit, replic Graham esitando. So quanto essa sembri grande. Ma  essa reale? Mi sembra inconcepibile.... mi pare un sogno.  veramente realt o una grande illusione?
 reale se voi volete, afferm la fanciulla.
Dopo tutto, come lo sono tutti i regni, il mio regno  una fede.  un'illusione nello spirito degli uomini.
Se voi osate, ripet la fanciulla.
Ma....
Molti uomini credono a questo, e finch tale idea rimarr nel loro spirito.... essi obbediranno.
Ma io non so niente, malgrado tutta la mia buona volont. Non so niente. E quegli altri.... i Consiglieri, Ostrog.... sono pi savi, pi freddi, sanno tante cose, conoscono tutti i particolari. E realmente, quali sono queste miserie di cui parlate? che cosa debbo sapere io? Volete spiegarmi....
Si ferm ad un tratto.
Io non sono che una fanciulla, rispose. Ma il mondo mi par pieno di miseria. Il mondo  molto cambiato dall'epoca in cui vivevate voi, cambiato in una maniera molto strana. Ho tanto pregato perch mi fosse dato di vedervi e di dirvi queste cose.... Il mondo  cambiato come se un cancro avesse roso la vita con tutto ci che essa ha di buono....
Ella lo guard in faccia, arrossendo improvvisamente.
Il vostro tempo era il tempo della libert. S, vi ho pensato: mi hanno fatto pensare a ci poich la mia vita.... la mia vita non  stata felice. Gli uomini non sono pi liberi.... essi non sono migliori n pi grandi degli uomini dell'epoca vostra. E ci non  tutto. Questa Citt  una prigione: tutte le citt del mondo sono tante prigioni. Mammon tiene la chiave ben stretta fra le sue dita. Miriadi, innumerevoli miriadi di disgraziati, hanno sofferto e soffrono ancora dalla culla alla tomba. Dovr esser sempre cos? S: le cose sono peggiori ora che al tempo vostro. Attorno a noi, sotto di noi, non esiste che il dolore e la sofferenza: tutte le false delizie, da cui siete circondato, rasentano un'esistenza di indicibile miseria. S, il povero lo sa.... egli sa di soffrire. A quelle moltitudini che affrontarono la morte per voi, due notti fa, dovete la vostra vita....
S, rispose Graham lentamente, ad esse debbo la mia vita.
Voi siete venuto a noi, riprese, nei giorni nei quali la tirannia delle citt era al principio. S,  una tirannia, una tirannia. A' vostri tempi, i signori feodali non esistevano pi, e la dominazione del denaro doveva nascere. La met degli uomini che popolavano la terra, vivevano in libera campagna: le citt non li avevano ancora divorati. Io ho saputo queste cose da' vecchi libri.... Vi era la nobilt, non lo nego, ma il volgo conduceva allora una vita di amore e di fedelt. E voi.... voi siete di quel tempo....
Non era cos.... ma non importa. Ed ora?
Il guadagno accanito e le Citt di piaceri! Oppure il servilismo, senza discrezione, senza onore.... la schiavit!
La schiavit! esclam Graham.
La schiavit!
Voi non pretenderete che gli esseri umani siano trattati come tante cose? Che siano schiavi nel vero senso della parola?
Peggio ancora: questo  ci che voglio che sappiate, che vediate. So che lo ignorate, e che essi vi lasceranno nella vostra ignoranza.... Essi si propongono di condurvi in una Citt di piaceri: ma voi avrete notato gli uomini, le donne, i ragazzi vestiti di tela azzurra, da' volti smunti e dagli occhi spenti?
S, dappertutto.
.... il loro dialetto orribile, grossolano, insterilito?
L'ho udito.
Ecco gli schiavi.... i vostri.... Sono gli schiavi della Compagnia del Lavoro che  la vostra propriet.
La Compagnia del Lavoro? Ma essa mi  nota. Ah! ora mi ricordo! L'ho veduta quando erravo per la Citt dopo che torn a splendere la luce.... grandi facciate,  vero, di un colore azzurro pallido dappertutto.  cos realmente?
S: ma come fare per spiegarvelo? Naturalmente l'uniforme azzurra vi ha colpito, poich quasi un terzo della popolazione la indossa.... ed ora delle reclute sempre pi numerose, la portano ogni giorno. La Compagnia del Lavoro  aumentata, impercettibilmente.
Che cos' questa Compagnia del Lavoro? domand Graham.
Al tempo vostro, che cosa ne facevate di coloro che morivano di fame?
Vi era la workhouse, gli asili del lavoro.... patrocinata dalle parrocchie, dai comuni.
La workhouse! S! Va bene.... Nelle nostre lezioni di storia.... Ora mi ricordo. La Compagnia del Lavoro ha fatto sparire la workhouse! Essa si  edificata in parte.... sopra un'associazione.... forse ve ne ricordate.... su un'organizzazione religiosa chiamata "l'Esercito della salute" che poi divenne una compagnia di affari. In primo luogo essa fu quasi una pia istituzione di carit per salvare il popolo dai rigori della workhouse. Ma, ora che ci penso, essa fu una delle prime possessioni che acquistarono i vostri commissari. Essi acquistarono l'Esercito della salute e lo ricostruirono sotto la sua forma attuale. L'idea fondamentale era stata quella di dare del lavoro alle persone senza tetto.
S.
Ora non esiste pi n workhouse, n rifugi, n case di carit: esiste solo questa Compagnia: essa ha delle succursali dappertutto. Il suo colore  l'azzurro, ed ogni uomo, ogni donna, ogni ragazzo che, estenuato di forze e morente di fame, non ha pi n focolare, n amici, n risorse,  obbligato, alla fine, di rivolgersi alla suddetta Compagnia.... o di cercare una maniera qualunque per morire. Ora, l'eutanasa non  nei loro mezzi: per i poveri non c' nessuna morte facile. E ad ogni ora del giorno e della notte, vi  da sfamarsi, da dormire e un'uniforme azzurra per tutti.... questa la condizione principale della costituzione della Compagnia.... e in cambio di un giorno d'alloggio la Compagnia toglie una giornata di lavoro, poi rende al visitatore il proprio vestito e lo mette alla porta.
Davvero?
Tutto ci non vi sembra terribile? Al vostro tempo tante persone morivano di fame per la strada. Triste fine,  vero, ma almeno esse morivano rimanendo sempre uomini, mentre questa gente vestita d'azzurro... V'ha un proverbio che dice: "Una volta la tela azzurra, sempre la tela azzurra". La Compagnia fa un commercio sul loro lavoro e per questo si interessa d'assicurare ad essi perpetuamente del lavoro. I derelitti si presentano, morenti di inedia e senza alcuna risorsa: essi sono nutriti per un giorno, dormono durante una notte, quindi se ne vanno. Se hanno lavorato bene, ricevono qualche soldo.... tanto da permettersi di andare ad un teatro o entrare in una sala da ballo a buon mercato, o al cinematografo, a pranzare o a giuocare. Quando hanno speso il loro denaro, tornano a errare qua e l: la mendicit  severamente proibita dalla polizia. E del resto nessuno  prodigo. Essi si fanno un'idea di ci che sar il giorno dopo.... e l'altro ancora.... ricondotti dalla stessa incapacit della prima volta. Alla fine i loro vestiti diventano vecchi, o i loro cenci cos meschini da averne vergogna. Allora  necessario che lavorino per dei mesi se vogliono avere dei vestiti nuovi. Un gran numero di bambini nascono sotto l'autorit della Compagnia. In cambio delle cure che ha ricevuto, la madre deve alla Compagnia stessa un mese di lavoro; quindi i ragazzi sono allevati e educati fino a quattordici anni, dopo di che, essi devono fare due anni di servizio. Voi potete esser sicuro che quei fanciulli sono anticipatamente condannati a portare per sempre la tela azzurra. Ed  cos che la Compagnia funziona.
E non vi sono indigenti nella citt?
Nessuno. Coloro che potrebbero esserlo, sono o vestiti di tela azzurra o in prigione.
E se non vogliono lavorare?
Quando son caduti in quelle mani, la maggior parte di essi, acconsente a lavorare e la Compagnia dispone, del resto, di alcuni mezzi di correzione. Essa applica un sistema di penalit: soppressione di ogni alimento e che so io? Inoltre, colui che rifiuta una volta di lavorare,  denunziato nel mondo intero, a tutte le succursali della Compagnia che ricevono il suo contrassegno e l'impronta de' suoi pollici. E poi, qual povero diavolo potrebbe lasciar la Citt? Ci vogliono due leoni per andar fino a Parigi. Per i casi d'insubordinazione vi sono le prigioni.... oscure e miserabili, in basso, invisibili nelle profondit. Vi sono tanti motivi per i quali quei disgraziati vengono imprigionati.
E un terzo della popolazione porta la tela azzurra?
Pi di un terzo. Lavoratori miserabili che vivono senza nessun orgoglio, senza gioia, senza speranza, sentendosi risuonar nelle orecchie tutti i racconti delle Citt di piaceri come una derisione per la loro esistenza obbrobriosa, per le loro privazioni, per le loro fatiche.... troppo poveri perfino per procurarsi una morte dolce, il rifugio del ricco contro la vita..... persone innumerevoli, mute, oppresse, mutilate, schiacciate da un capo all'altro della terra, non conoscendo della vita che le privazioni e la insoddisfazione de' loro desiderii.... cos nascono, vivono e muoiono. Ecco lo stato a cui siamo arrivati.
Ella tacque, e Graham rimaneva colla testa bassa, profondamente afflitto e oppresso.
Ma la rivoluzione  venuta, disse finalmente. Tutte queste cose cambieranno.... Ostrog....
Era la nostra speranza, la speranza del mondo intero: ma Ostrog non far nulla. Per lui le cose debbono restare come sono: poco gl'importa. Egli trova tutto ci assai naturale. Tutte le persone ricche, influenti, tutte le persone felici giungono ad ammettere perfettamente la necessit di tali miserie. Esse si servono del popolo per la loro politica e godono dei loro agi, grazie al suo stato di degradazione. Ma voi.... voi venite da un secolo pi felice, e il popolo rivolge su di voi tutte le sue speranze.... su di voi.
Lacrime represse brillarono negli occhi della fanciulla, mentre Graham colpito da una strana emozione davanti a una tale squisita bellezza, dimentic la Citt, dimentic la razza degli uomini e tutte quelle voci vaghe e lontane.
Ma che cosa debbo fare? domand senza distaccar dalla fanciulla i suoi sguardi appassionati.
Governate, rispose ella a voce bassa inchinandosi. Governate il mondo come non  stato mai governato, per il bene e la felicit degli uomini. Voi ne avete il potere.... e ne siete capace.... Il popolo si solleva: dappertutto il popolo  in rivoluzione; e basta che diciate una parola, una parola sola perch esso si unisca. La classe media stessa  inquieta, infelice. Voi non lo sapete quello che accade. Il popolo non vuol tornare alla sua schiavit: rifiuta di lasciarsi disarmare. Ostrog ha risvegliato in lui qualche cosa di pi grande di ci che sognava.... ha ridestato delle speranze.
Graham sentiva che il suo cuore batteva precipitosamente: tent di prendere un aspetto giudizioso: riflett: e fece vista di pesare delle considerazioni.
Non manca che un capo! diss'ella ancora.
E dopo?
Voi farete ci che vorrete: il mondo vi appartiene.
Ora non osava pi guardarla e, per nascondere il suo turbamento si rimise a parlare.
Gli antichi sogni e le utopie che avevo immaginato.... libert, felicit.... Sono sogni questi? Un solo uomo potrebbe forse.... un solo uomo?
La voce gli manc e tacque.
Non un uomo solo, ma tutti gli uomini. Date loro solamente un capo per formulare i desideri del loro cuore, disse ardentemente la fanciulla.
Graham scosse la testa cercando ci che dovesse dire: ad un tratto i loro sguardi s'incontrarono.
Io non ho la vostra fede: io non ho la vostra giovent, cominci a dire. Io non esercito qui che un potere derisorio. No.... lasciatemi parlare. Voglio stabilire.... non il regno della giustizia, poich non ne ho la forza necessaria.... ma qualche cosa che sia pi vicino al giusto che all'ingiusto. Ci non condurr a un regno millenario, ma ormai ho risoluto di governare e lo voglio. Ci che mi avete detto mi ha risvegliato.... Avete ragione. Ostrog sapr cos che vi sono dei limiti alla sua autorit. Ed imparer.... V'ha una cosa che mi preme di promettervi. Questa schiavit del lavoro avr un termine.
E voi governerete?
S.... purch.... Ad una condizione.
Quale?
Che mi aiutiate.
Io? Una fanciulla?
Essa trasal, e i suoi occhi lampeggiarono di commiserazione.
Avete bisogno di domandare se voglio aiutarvi? disse.
Essa stava dinanzi a lui, bella, adorabile e il suo entusiasmo, la grandezza del loro disegno li separava come un abisso.
Toccarla, stringer la sua mano, parve a Graham una gioia che oltrepassava ogni speranza.
Allora governer, disse lentamente. Governer.... con voi! aggiunse poi, dopo un silenzio significativo.
In quel momento suonarono le ore ad un orologio vicino. La fanciulla non rispondeva: Graham si alz.
In questo stesso momento Ostrog mi aspetta. Ed esitava, guardandola bene in faccia. Quando gli avr rivolto alcune domande.... vi sono tante cose che ignoro.... potrebbe darsi che io voglia andare a vedere co' miei occhi le miserie di cui mi avete parlato. E allora, al ritorno?...
Io sapr quando andrete e quando ritornerete. Vi aspetter qui.
Egli l'avvolse in un lungo sguardo.
Io sapevo.... disse la fanciulla e non disse altro.
Egli aspett, ma essa non aggiunse una parola di pi. Per un momento rimasero ansiosi, poi Graham si diresse verso gli uffici del Gran conduttore.
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Capitolo 19.
Il punto di vista di Ostrog.
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Ostrog l'aspettava per dargli un resoconto formale della sua amministrazione della giornata. Fino allora Graham aveva sbrigato simili cerimonie il pi presto possibile, per riprendere le sue esperienze aereonautiche, ma questa volta si mise a rivolgergli domande brevi e precise, tutto invogliato di entrare immediatamente in possesso del suo potere. Ostrog gli dette ragguagli lusinghieri sullo sviluppo degli affari all'estero. Cos Graham seppe che tanto a Parigi che a Berlino, vi erano state delle sommosse, non una resistenza organizzata vera e propria, ma dei principii d'insubordinazione.
Dopo tanti anni, disse Ostrog stretto da tante domande, la Comune ha nuovamente alzato la testa. La natura reale della lotta,  anarchica, per parlar chiaro.
Ma l'ordine era stato ristabilito in quelle citt. Graham volendo mostrarsi tanto pi deliberatamente inquieto di quelle domande quanto pi si sentiva incoraggiato dalle emozioni della sua conversazione precedente, chiese se ci fosse stato un conflitto armato.
Un poco, rispose Ostrog, in un quartiere soltanto. Ma la divisione senegalese della nostra polizia agricola dell'Africa, era pronta insieme agli aereopiani. Le "Compagnie africane unite" hanno una polizia molto bene organizzata. Noi ci aspettavamo qualche perturbazione nelle citt continentali e in America; ma invece tutto  calmo in America poich per il momento il popolo  soddisfatto della caduta del Consiglio.
Perch vi aspettavate delle perturbazioni? domand Graham bruscamente.
Vi sono molti malcontenti.... un malcontento sociale.
La Compagnia del Lavoro?
Vi mettete al corrente, a quel che pare, osserv Ostrog un po' sorpreso.
S: tutti sono scontenti specialmente di questa Compagnia del Lavoro, e fu questa irritazione che forn lo slancio necessario per rovesciare il Consiglio.... questo e il vostro risveglio.
Davvero?
Ostrog sorrise e si spieg esplicitamente.
Bisognava eccitare questo malcontento, risuscitare il vecchio ideale di felicit universale.... tutti gli uomini uguali, tutti gli uomini felici.... nessun lusso da cui uno solo potesse essere escluso.... idee che sonnecchiavano da due secoli. Voi conoscete tutto questo! Noi abbiamo dovuto far rivivere questo ideale per quanto impossibile per gettare abbasso il Consiglio. Ed ora....
Ebbene?
La nostra rivoluzione  compiuta; il Consiglio  soppresso, e il popolo che abbiamo sollevato.... rimane insorto. Non si sono battuti abbastanza. Noi abbiamo fatto delle promesse naturalmente.  strano vedere con qual violenza e con quale rapidit questo vago umanitarismo innato sia rivissuto e diffuso. Noi stessi che l'abbiamo lanciato, ne siamo rimasti tutti sorpresi. A Parigi, come gi vi ho detto,  stato necessario domandare dei rinforzi esterni.
E qui?
Qui vi sono dei torbidi. La gente non vuol riprendere il lavoro. Lo sciopero generale  scoppiato. La met delle officine sono vuote e il popolo formicola per le strade. Si parla di installare una Comune. Uomini vestiti di seta e di raso, sono stati insultati per la strada. La tela azzurra aspetta da voi ogni specie di cose.... S'intende che voi non avrete da tormentarvi per nulla al mondo. Noi mettiamo le macchine parlanti all'opera per controbilanciare le cattive suggestioni nocive all'ordine e alla legge. Ci vuole la lotta, ecco tutto.
Graham pensava: riusc a trovare un mezzo per affermare i suoi diritti, ma parlava, con un po' di timore.
Anche fino a fare intervenire la polizia africana, la polizia negra? domand.
 indispensabile, rispose Ostrog. Quei negri sono tanti bruti superbi e leali, senza l'ombra di un'idea per la testa.... di quelle idee che sciupano la nostra plebaglia. Se il Consiglio li avesse avuti per la sua polizia delle strade, le cose avrebbero preso una piega diversa. Del resto non c' da temere altro che degli ammutinamenti e dei danni. Voi potete volare colle vostre ali ora e spiccare il volo verso Capri, se vedrete del fumo o se udrete delle grida. Noi teniamo i fili di tutti i grandi servigi, gli aereonauti sono privilegiati e ricchi:  la corporazione del mondo pi serrata, e lo stesso  degli ingegneri e dei meccanici dei Motori a vento. L'aria  nelle nostre mani, ed esser padroni dell'aria,  lo stesso di essere padroni della terra. Essi non hanno alcun individuo capace per condurli contro di noi. Essi non hanno un capo.... salvo i capi locali della societ segreta che noi abbiamo creata prima del vostro opportuno risveglio. Essi non sono che energumeni e spacciatori di sentimento che s'invidiano terribilmente. Nessuno fra loro  atto a diventare un capo. Non sar che una sollevazione senza organizzazione! Per esser franco, una tal sollevazione pu prodursi, ma ci non interromper i vostri esercizii aereonautici. Non  pi il tempo in cui il popolo poteva creare una rivoluzione, non  pi.
Lo credo, disse Graham pensoso. Io lo credo. Questo mondo che  il vostro,  stato pieno di sorprese per me. Un tempo noi sognavamo una meravigliosa vita democratica, un'ra in cui tutti gli uomini sarebbero uguali e felici.
Ostrog lo guard fisso.
Il tempo della democrazia  passato, afferm, passato per sempre. Quel tempo  incominciato cogli arcieri di Crecy, ed  terminato nel medesimo tempo della fanteria di linea, quando gli uomini in massa cessarono di vincere le battaglie; quando i cannoni costosi, le grandi corazze e le strade ferrate strategiche, diventarono mezzi potenti. Oggi  l'epoca della ricchezza. La ricchezza, nell'ora presente, ha acquistato una forza non mai posseduta fin qui. Essa comanda alla terra, al mare, al cielo! Tutto il potere appartiene a coloro che sanno maneggiare la ricchezza.... Bisogna accettare i fatti, e questi sono dei fatti.... Il mondo per la folla! La folla che governa il mondo! Anche al vostro tempo questa dottrina era stata giudicata e condannata: oggi essa non ha che un seguace.... multiplo e semplice: l'individuo nella folla.
Graham non rispose immediatamente e rimaneva assorto in oscure preoccupazioni.
No, riprese Ostrog, l'epoca dell'uomo del popolo  passata. Sui campi liberi, un uomo ne vale un altro o quasi. L'antica aristocrazia era costituita da una superiorit precaria di forza e d'audacia. Essa  stata temperata.... temperata. Sono avvenute insurrezioni, conflitti, sommosse. La prima aristocrazia reale, la prima aristocrazia permanente,  venuta insieme ai formidabili castelli e con le armature e si  estinta davanti al moschetto e all'arco. Ma eccoci ora alla seconda aristocrazia, alla vera. Quei tempi di polvere a cannone e di democrazia, non sono stati che un maroso nell'acqua corrente. Il cittadino non  pi che un'unit isolata. A' nostri giorni noi abbiamo questa grande macchina che  la Citt, e un'organizzazione completa che oltrepassa l'intendimento dell'uomo del popolo.
Pur tuttavia, obiett Graham, v'ha qualche cosa che resiste, qualche cosa che non dite.... ma che si agita e rumoreggia....
Vedrete, disse Ostrog con un sorriso forzato, che sembrava voler rimuovere tali difficolt. Io non ho sollevato la forza per distruggermi.... voi potete fidarvi di me.
Io me lo domando, mormor Graham.
Ostrog la guard sorpreso.
 realmente necessario che il mondo vada in questo modo? riprese Graham incapace di contenersi un momento di pi.  proprio necessario che vada cos? Allora tutte le nostre speranze sarebbero state vane?
Che cosa volete dire? chiese Ostrog. Quali speranze?
Io provengo da un secolo democratico.... e mi trovo in piena tirannia aristocratica.
Eh!... ma voi siete l'incarnazione stessa del tiranno.
Graham scosse la testa.
Ebbene, disse Ostrog, ponetevi al punto di vista generale.  cos che la trasformazione  sempre avvenuta. Da una parte l'aristocrazia, o il predominio dei migliori.... dall'altra, la sofferenza e la soppressione degli inetti: cos c'incamminiamo verso il progresso.
L'aristocrazia!  forse composta di quelle persone che ho incontrato?
Oh! no di quelle l! esclam Ostrog. La maggior parte di esse vanno alla morte a causa del vizio e del piacere. Esse non hanno progenitura. Quella specie di persone si estinguer se il mondo andr per la retta via, se non cambier strada.... La via piacevole degli eccessi, in fondo alla quale vi  la perfetta eutanasa per i cercatori di piaceri che la fiamma ha disseccato.... Ecco la maniera pi opportuna per migliorare la razza.
Bella maniera, replic Graham. Eppure.... e qui riflett un momento, v'ha quest'altro elemento.... la folla, la grande massa dei poveri. Si estingueranno? Ma no; non si estingueranno mai. Essi soffrono e la loro sofferenza  una forza che noi stessi....
Ostrog fece un movimento d'impazienza e quando torn a parlare, assunse un tono differente.
Non v'inquietate di ci; egli disse. Tutto sar accomodato in poco tempo. La folla  un bruto enorme e stupido. Che cosa importa se essa non si estinguer? Anche se essa non muore, pu sempre essere domata e dominata. Io non ho alcuna simpatia per gli schiavi. Due notti fa, voi avete udito urlare e cantare quella gente. Le era stato insegnato quell'inno. Eppure se aveste preso il primo venuto, e d'improvviso gli aveste domandato perch egli gridasse, non ve l'avrebbe saputo dire. Essi credevano che le loro grida vi allettassero e s'immaginavano di testimoniarvi in tal modo la loro fedelt e il loro affetto. In quel momento essi sarebbero stati pronti a massacrare il Consiglio.... Oggi, essi incominciano gi a mormorare contro coloro che hanno rovesciato il Consiglio.
No, no: non  cos! protest Graham. Essi gridavano perch la loro esistenza  miserabile, senza gioia, senz'orgoglio, e perch.... in me.... in me.... speravano....
E qual era la loro speranza? Qual ? Qual diritto hanno essi di sperare? Essi lavorano male e vogliono la ricompensa di coloro che lavorano bene. La speranza dell'umanit.... qual ? Che un giorno sorger il superuomo, che un giorno l'inferiore, il debole e lo stupido, potranno esser soggiogati, oppure eliminati. Il mondo non ha posto per i cattivi, per gli stupidi, per i deboli. Il loro dovere.... un dovere grande, elevato....  di morire, poich la morte  la ricompensa dell'insuccesso, dello scorno!  questo il sentiero per il quale la bestia si  elevata fino all'umanit, per il quale l'uomo s'incammina verso un destino pi elevato....
Ostrog fece alcuni passi; sembr riflettere e si volt verso Graham. 
Io m'immagino facilmente quanto debba sembrare strano il nostro mondo a un inglese del periodo della regina Vittoria. Voi rimpiangete tutte le antiche forme di governo rappresentativo, i parlamenti, le assemblee deliberanti, e tutta quella follia infantile del secolo diciannovesimo di cui gli spettri seducono ancora certi cervelli. Voi siete pronto a disprezzare, a respingere le nostre Citt di piaceri.... Avrei dovuto pensarci.... se non avessi avuto tanto da fare. Ma voi v'istruirete e penserete meglio. Il popolo ha bisogno di tante cose.... e i vostri sentimenti saranno d'accordo co' suoi. Nelle strade, si reclama a grandi grida la distruzione di queste Citt di piaceri: ma esse sono gli organi di escrezione dello Stato, i luoghi attraenti che, ogni anno, raccolgono tutto ci che  debole e vizioso; corrotto e debole; tutta la facile canaglieria che corre ad una distruzione elegante. Essi vanno l, si divertono, muoiono senza progenitura, giacch tutte le belle donne sciocche e lascive muoiono senza prole, e l'umanit migliora. Se il popolo giudicasse giustamente, non invidierebbe ai ricchi la loro maniera di procurarsi la morte.... E voi vorreste emancipare questi lavoratori stupidi e idioti, di cui noi abbiamo fatto tanti schiavi, voi vorreste tentare di rimettere a nuovo la loro vita comoda e piacevole, e ci proprio nel momento in cui essi sono riusciti a compiere le funzioni per le quali sono capaci.
E sorrise di un sorriso che irrit stranamente Graham.
Voi vi istruirete, riprese. Conosco queste idee: nella mia infanzia ho letto il vostro Shelley e sognato la libert. Non v'ha libert alcuna al di fuori della saviezza e del controllo di s stesso. La libert  in noi.... non fuori di noi.  affare di ognuno, questo. Supponete l'impossibile: cio che quelle bande importune d'idioti vestiti di azzurro, giungano a trionfare su di noi. Eppoi? Esse non farebbero che ricadere sotto altri padroni. Fino a che esisteranno dei montoni, la natura produrr forzatamente dei lupi. Il loro trionfo non significherebbe altro che un ritardo di alcune centinaia d'anni. L'arrivo dell'aristocrazia  fatale e assicurato; la fine sar il superuomo, malgrado tutte le pazze proteste dell'umanit. Se essi si rivoltano, se trionfano, se uccidono me e i miei simili.... altri sorgeranno.... altri padroni. E la fine sar la stessa.
Io me lo domando, ripet ostinatamente Graham.
Quindi rimase in piedi cogli occhi fissi a terra.
Ma io voglio vederle da me tutte queste cose, disse prendendo ad un tratto un tono recisamente risoluto. Soltanto vedendo coi miei occhi potr capire. Bisogna che m'istruisca. Ecco ci che volevo dirvi, Ostrog. Io non mi curo d'esser re in una Citt di piaceri; questo non  il mio desiderio. Ho consacrato abbastanza tempo all'aereonautica.... e ad altre distrazioni. Bisogna che impari adesso come si vive, come si sono sviluppiate le esistenze inferiori. Allora capir meglio tutte queste cose. Bisogna che sappia come vive l'umile popolo.... il popolo specialmente che soffre.... come lavora, come si forma una famiglia, come muore....
Voi troverete tutto ci nei nostri romanzieri realisti, sugger Ostrog improvvisamente preoccupato.
Io voglio la realt, ribatt Graham, non il realismo.
Vi sono delle difficolt, obiett Ostrog pensoso. Tutto ben considerato, forse....
Io non mi aspettavo....
Avevo pensato.... Eppure, chi lo sa! Voi dite che volete andare per le strade della citt, a vedere il popolo....
Ad un tratto giunse a una conclusione.
Bisognerebbe che voi foste mascherato, disse. La citt  in uno stato di sovreccitazione intensa e la scoperta della vostra presenza fra loro, provocherebbe una spaventosa agitazione. Pur tuttavia un tal desiderio di andare attraverso la citt.... S, riflettendoci bene, ci non mi sembra affatto impossibile.... Si cercher il mezzo.... Se voi pensate realmente di trovarci un interesse! Voi siete il padrone, naturalmente. Partirete subito, se volete. Asano vi procurer un travestimento per quest'escursione. Egli vi accompagner. Dopo tutto, questa non  una cattiva idea.
Non avrete bisogno di consultarmi su nulla? domand improvvisamente Graham, colpito da uno strano sospetto.
Oh! mio Dio, no! Io credo che voi possiate affidarmi gli affari.... per un certo tempo, almeno, aggiunse Ostrog sorridendo. Anche se noi differiamo....
Graham gli rivolse uno sguardo penetrante.
Credete che scoppier presto una sommossa sanguinosa? s'inform egli a bruciapelo.
No certo.
Ho pensato a quei negri: non credo che il popolo voglia abbandonarsi a delle ostilit contro di me, e, del resto io sono il padrone. Non desidero che vengano dei negri a Londra. Forse questo  un pregiudizio arcaico, ma io ho dei sentimenti particolari riguardo agli Europei e alle razze soggette. Ed anche per Parigi, io....
Ostrog l'osservava sotto le sopracciglia corrugate.
Io non ho l'intenzione di far venire dei negri a Londra, disse lentamente, ma se....
Voi non condurrete nessun negro armato a Londra, qualunque cosa accada, fece Graham. Sopra un tal punto sono fermamente deciso.
Dopo un minuto di silenzio, Ostrog pens di non dir nulla e s'inchin con deferenza.
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Capitolo 20.
Nelle vie della Citt.
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E quella notte, sconosciuto e insospettato, Graham vestito come un impiegato subalterno dei Motori a vento, che avesse preso un giorno di libert, e accompagnato da Asano che aveva indossato il costume azzurro della Compagnia del Lavoro, esplor il centro della citt a traverso la quale aveva errato quando essa era velata dalle tenebre. Ma adesso egli la vedeva rischiarata e desta, in un turbine di vita. A dispetto del fiotto agitato della rivoluzione, a dispetto del malcontento anormale e del mormorio dell'accresciuta lotta, di cui la prima rivolta non era stato che il preludio, le molteplici correnti del commercio scorrevano sempre, larghe ed irresistibili. Egli sapeva adesso qualche cosa del carattere generale e delle proporzioni dell'et novella, ma non era preparato alla infinita sorpresa dei dettagli, al torrente di colori e d'impressioni vive che affluivano intorno a lui.
In questo suo primo contatto reale con quel popolo nuovo egli comprese che tutto quello che era accaduto prima, salvo le sue vedute del gran teatro e dei mercati pubblici, aveva avuto un aspetto particolare, era stato un movimento limitato al quartiere politico, comparativamente stretto, e che tutte le sue esperienze anteriori avevano girato attorno alla sua situazione. Ma ecco che il cuore della citt si offriva al suo sguardo nelle ore pi laboriose ed attive della notte: egli vedeva la vita reale e non officiale, vedeva il popolo tornare ai suoi propri interessi immediati; vedeva le abitudini comuni del tempo nuovo.
Dapprima essi entrarono in una contrada le cui vie mobili dirigentisi in opposti sensi erano affollate di persone in livrea di tela bleu. Graham osserv che questa compagnia faceva parte di un corteggio, il quale, spettacolo bizzarro, percorreva le vie seduto. Gli uomini portavano bandiere di grossolana stoffa rossa guernite di iscrizioni.
"Niente disarmo" si leggeva su quelle bandiere, per la maggior parte scarabocchiate grossolanamente e con una ortografia variabile: "Perch disarmeremmo?" "Niente disarmo". Una dopo l'altra le bandiere passavano a torrenti e in ultimo venne il canto della rivolta, accompagnato da un'orchestra assordante d'insoliti istrumenti.
Dovrebbero esser tutti al lavoro, disse Asano. Non hanno preso cibo da due giorni, o se l'hanno avuto, l'hanno rubato.
Quasi subito Asano si volse per evitare la folla che assisteva oziosa al passaggio dei cadaveri che erano portati dall'ospedale a un cimitero; spigolature della messe di morte della prima rivolta.
Quella notte pochi dormivano, tutti erano fuori. Un'animazione immensa; perpetue folle perpetuamente rinnovate, circondavano Graham; un tumulto incessante, le grida e i frammenti enigmatici della lotta sociale appena cominciata, confondevano e oscuravano il suo spirito. Dappertutto festoni e stendardi, decorazioni nere e barocche rendevano pi intenso il carattere della sua popolarit. Dappertutto egli afferrava tronche frasi di quel dialetto grave e triviale che impiegava la classe illetterata, vale a dire la classe che non poteva offrirsi la cultura fonografica. Per tutto le proteste contro il disarmo si ripetevano con una violenza di cui non aveva avuto la minima idea, finch era rimasto confinato nel quartiere dei Motori a vento. Cap che avrebbe dovuto, appena tornato, discuter subito questa questione con Ostrog, in modo pi concludente di quello che non aveva fatto fino allora, come pure le conseguenze pi grandi di cui quei torbidi erano espressioni. Continuamente quella notte, anche nelle prime ore della loro passeggiata vagabonda a traverso la Citt, questo spirito di disordine e di rivolta occup unicamente la sua attenzione, esclusi gli innumerevoli dettagli che avrebbe potuto osservare in altre circostanze.
A causa di questa preoccupazione, egli non pot raccogliere che delle impressioni frammentarie. Tuttavia, fra tante coste strane e vive, nessun oggetto, nessun fatto, per quanto personale e persistente, poteva esercitare una preponderanza assoluta. Spesso il moto rivoluzionario usciva totalmente dal suo spirito, era messo da parte come un sipario che dissimulasse qualche aspetto impressionante dell'epoca. Elena gli aveva imposto questo intenso ardore di ricerca, ma, a momenti, ella stessa si allontanava dai suoi pensieri coscienti. Un istante, per esempio, si accorse che traversavano il quartiere religioso, poich, la facile circolazione a traverso la Citt, grazie alle vie mobili, non rendeva pi necessaria la dispersione delle chiese e delle cappelle, e la sua attenzione fu vivamente attratta dalla facciata dell'edificio d'una stta cristiana.
Essi viaggiavano seduti su una delle piattaforme superiori. Ad una svolta, l'edificio apparve ad un tratto, sembrando avanzarsi verso di loro a grande velocit. La facciata era coperta dalla sommit alla base d'iscrizioni rosse e bleu, salvo l, dove l'enorme tela trasparente di un cinematografo presentava una crocifissione realista, ed ove un vasto festone di color nero, per dimostrare che la religione popolare seguiva la politica popolare, sventolava davanti le insegne. Graham si era gi familiarizzato con la scrittura fonetica, e queste iscrizioni lo colpirono per la maggior parte come altrettante stupefacenti bestemmie. Fra le meno offensive per il suo senso, si leggeva: "La salvezza al primo piano a destra". "Impiegate il vostro denaro sul vostro Creatore". "La pi rapida conversione di Londra. Operatori espertissimi! Aprite gli occhi!" "Ci che Cristo direbbe al Dormente". "Abbiate fiducia nei Santi ultima moda!" "Siate cristiani senza darvi pena delle vostre occupazioni presenti". "Grazie rapide e comode per persone d'affari".
Ma questo  stomachevole! esclam Graham davanti al gigantesco edifizio dove si esponevano questi appelli di una piet mercantile.
Cos' stomachevole qui? domand il suo piccolo assistente, cercando apparentemente se in quei fervorini sfacciati vi fosse qualche cosa d'insolito.
Ma questa rclame! L'essenza della religione  certamente il rispetto.
Oh!  questo! Asano guard Graham.  questo che vi disgusta? diss'egli col tono di qualcuno che fa una scoperta. Infatti, lo comprendo. Mi ero dimenticato.... Ai giorni nostri la concorrenza per attirare l'attenzione, non indietreggia innanzi a nulla, e le persone, semplicemente, non hanno agio di occuparsi delle anime loro, come facevano prima. Altra volta voi avevate i pacifici sabati, e le escursioni in campagna.... bench abbia letto in qualche luogo.... che i pomeriggi della domenica qualche volta....
Ma questo, disse Graham volgendosi e designando, coll'occhio, quel bleu e quel bianco che si allontanavano, questo non  certamente il solo mezzo...
Vi sono centinaia di mezzi differenti. Ma naturalmente, se una stta non ricorre alla rclame, non fa affari. Il culto ha camminato col tempo. Vi sono delle stte dell'alta societ che hanno mezzi pi discreti.... incensi preziosi, cerimonie private, ecc. Ma queste qui sono molto prospere e popolari. Pagano al Consiglio.... a voi, voglio dire.... parecchie dozzine di leoni per questi locali.
Le monete avevano gi imbarazzato Graham e quest'accenno alle "dozzine di leoni" lo condusse a farsi dare delle spiegazioni indispensabili. Ad un tratto, questo nuovo soggetto gli fece dimenticare i templi chiassosi e tutte le loro fanfare. Un giro di frase sugger, e una risposta conferm in lui questa idea che l'oro e l'argento non avevano pi corso di moneta, che l'oro coniato che aveva cominciato il suo regno fra i mercanti della Fenicia, era detronizzato. Questo cambiamento era stato graduale, ma rapido, prodotto dall'estendersi del sistema degli chques, che gi nella sua vita anteriore aveva rimpiazzato l'oro nelle grandi transazioni commerciali. In realt, il traffico comune della Citt e il credito comune del mondo intero erano condotti per mezzo di questi piccoli chques del Consiglio, bruni, verdi e rosa, per somme minime, stampati su carta fortissima, una specie di tessuto di una flessibilit di seta, con uno spazio in bianco per indicare il nome della persona che usufruiva della somma menzionata. Asano ne aveva con s parecchi, e alla prima occasione colm le lacune della sua collezione. Sopra tutti figurava un fac simile della firma del Maestro. Dopo duecentotr anni Graham ritrovava le curve e le fioriture di questo autografo familiare.
Alcune esperienze intermediarie non fecero su lui un'impressione tanto viva da impedire che la questione del "disarmo" s'impossessasse di nuovo dei suoi pensieri. L'immagine confusa di un tempio teosofo che prometteva miracoli in lettere enormi, a luce intermittente, non fu forse intieramente sommersa, ma lo spettacolo dell'enorme refettorio del viale di Northumberland l'interess immensamente. Grazie all'energia e alla perspicacia d'Asano, fu anche in grado di contemplare quelle immense tavolate, dall'alto di una piccola galleria coperta, riservata alle persone di servizio.
L'edificio era invaso da cima a fondo da un rumore lontano, specie di fischio, di ululato, di clamore coperto, di cui non pot dapprima distinguere il senso, ma che gli ramment una certa voce misteriosa e rauca che aveva udita dopo il riapparir della luce, nella notte della sua passeggiata solitaria.
Adesso si abituava alle vaste proporzioni e alle moltitudini; nonostante questo spettacolo lo ritenne a lungo. Mentre osservava il servizio della tavola situata immediatamente al disotto, in mezzo alle incessanti domande e risposte concernenti i dettagli, il pieno significato di quel pasto, al quale prendevano parte pi migliaia di persone, brill al suo spirito.
Era la sua perpetua sorpresa, il constatare che certi fatti i quali avrebbero dovuto colpirlo vivamente a primo colpo, gli sfuggivano invece, fino a che una circostanza triviale non veniva a completare l'enigma attirandosi la sua attenzione. Cos, per esempio, non gli era venuta l'idea che questa cinta continuata della citt, questa esclusione delle intemperie, queste vaste sale e queste interminabili vie, implicavano la scomparsa del focolare domestico; che il tipico "Home" vittoriano, la piccola cella di mattoni contenente la cucina e la dispensa e le due o tre stanze di abitazione, salvo fra le ruine della campagna, era completamente sparito come era sparita la capanna di vimini. Ma adesso vedeva quello che era stato manifesto fin da principio, che Londra considerata come luogo abitato, non era pi un'agglomerazione di case, ma un prodigioso albergo, un albergo che offriva mille categorie di benessere, migliaia di refettorii, di cappelle, di teatri, di mercati e di luoghi di riunione, tutta una sintesi di intraprese, di cui egli, Graham era il principale possessore. Il popolo aveva i suoi dormitorii con forse delle anticamere, delle sale che almeno erano sempre sane, qualunque ne fosse il grado di comodit e d'isolamento, e quanto agli altri abitanti, essi vivevano come avevano vissuto molti, nei giganteschi alberghi del periodo vittoriano, mangiando, leggendo, pensando, giuocando, conversando, sempre nei pubblici ritrovi; andando al loro lavoro nei quartieri industriali della citt, o dandosi agli affari nei loro uffici, nel quartiere commerciale.
Egli si accorse quanto si era necessariamente sviluppato questo stato di cose. La ragione fondamentale della citt moderna era sempre stata l'economia per mezzo della cooperazione. Il principale ostacolo che nella sua propria generazione aveva impedito la fusione delle abitazioni, era la civilizzazione ancora imperfetta del popolo, la resistenza dell'orgoglio barbaro delle passioni e dei pregiudizi, le gelosie, le rivalit e la violenza delle classi medie e inferiori: ecco ci che rendeva necessaria l'intiera separazione degli abitacoli contigui. Ma la trasformazione e l'addomesticazione del popolo avevan subto anche allora un rapido progresso. Nel breve spazio di trent'anni della sua vita precedente aveva veduto generalizzarsi di pi in pi l'abitudine di prendere i pasti fuori di casa, le sale dei restaurants si erano moltiplicate, i clubs femminili cominciavano a fondarsi, e l'immenso sviluppo dei saloni di lettura e delle biblioteche aveva testimoniato, dal punto di vista sociale, una mutua fiducia pi grande. Queste promesse avevano ora raggiunto la loro completa realizzazione. La casa propria, chiusa a chiave, sbarrata, non esisteva pi.
I convitati del refettorio egli seppe che appartenevano alla classe media inferiore, appena al disopra dei lavoratori bleu; una classe molto abituata, all'epoca vittoriana, a vivere in particolare tanto che i suoi membri quando s'imponeva loro la necessit di un pasto in pubblico, nascondevano ordinariamente il loro imbarazzo sotto uno scambio di grossi scherzi o sotto un'attitudine ostensibilmente scontrosa. Per tutte queste persone gaie, leggiere e semplici, bench fossero affrettate e poco comunicative, avevano delle maniere destre e disinvolte e si trovavano certo molto bene nei rapporti che avevano fra loro.
Graham not un dettaglio significante: la tavola, per quanto pot vedere, era e restava pulitissima; nulla che indicasse la confusione, n briciole di pane, n resti di carne o di condimento, n bevande versate, n ingombro di vasellame, di vetrerie o di ninnoli, niente infine di ci che avrebbe segnato una fine di pasto nel periodo vittoriano. Gli utensili differivano molto. Niente ornamenti, niente fiori, la tavola senza tovaglia, e fatta, gli dissero, di una sostanza solida che aveva l'intessitura e l'apparenza del damasco. Egli scopr che questa sostanza damascata offriva disegni graziosi che erano altrettante rclames commerciali.
In uno spazio vuoto, davanti ad ogni convitato, era posto un apparecchio complesso di porcellana e di metallo. Ciascuno aveva un sol piatto di porcellana bianca e per mezzo di robinetti per fluidi caldi e freddi lavava questo piatto da s stesso, fra una portata e l'altra e lavava pure la sua elegante posata di metallo bianco. La minestra ed il vino chimico (la bevanda comune) arrivavano da rubinetti simili, e le vivande passavano automaticamente, accomodate con gusto, lungo rotaie d'argento disposte sulla tavola. Arrivavano da una piccola porta ad una delle estremit della tavola e sparivano nello stesso modo dall'altra estremit. Il convitato le fermava al loro passaggio e si serviva a discrezione. Questa forma del sentimento democratico in decadenza, quest'orgoglio orribile delle anime vili, che fa che gli eguali ripugnino di servirsi fra loro era visibilissimo fra il popolo, e Graham era talmente preoccupato da questo dettaglio che soltanto quando stava per andarsene, vide gli enormi diorami-rclame che si avanzavano maestosamente in alto dei muri proclamando le virt rimarchevoli di diversi articoli.
Di l, essi passarono, pagando ciascuno la loro entrata a uno sportello girante, in una sala affollata di gente, ove Graham scopr la causa del rumore che l'aveva reso perplesso. La sua attenzione fu immediatamente accaparrata da un frastuono potente, violento che fu tosto seguito dal rumore di una voce rauca e dura.
Il Maestro dorme pacificamente, gridava la voce, la sua salute  eccellente. Egli consacrer il resto della sua vita all'aereonautica. Egli dice che le donne sono pi belle che mai. Gloup-wou-wou.... La nostra civilizzazione lo stupisce oltre modo. Oltre ogni misura. Galloup. Egli ha una gran fiducia di Ostrog, una fiducia assoluta. Ostrog sar il suo primo ministro.... autorizzato a destituire o a rintegrare i pubblici funzionari. Ogni patronato sar fra le sue mani. Ogni patronato fra le mani di Ostrog. I consiglieri sono stati ricondotti alle prigioni che avevano fatto costruire al di sopra del palazzo del Consiglio.
Graham si arrest alla prima frase ed alzando gli occhi scorse una ridicola trombetta in forma di figura umana, dalla quale emanava quel rumore. Era la grande macchina delle notizie generali. Durante qualche minuto essa parve riprender fiato e si sent la trepidazione regolare del suo corpo cilindrico. Poi un nuovo rumor di tromba: Gloup-gloup, e ricominci:
Parigi  adesso pacificato. Ogni resistenza  finita. Gloup! La Polizia Nera occupa tutte le posizioni importanti della citt. Essi hanno combattuto con grande bravura, cantato degli inni di lode ai loro antenati del poeta Kipling. Una o due volte sono sfuggiti all'autorit di coloro che li conducevano e hanno torturato e mutilato degli insorti feriti e catturato uomini e donne. Morale: niente ribellione! Ah! ah! Gloup! Gloup! Sono uomini forti. Arditi e bravi. Che ci serva di lezione agli straccioni disordinati della citt, immondezza della terra! Gloup! Gloup!
La voce cess di stridere, e nella folla corse un mormorio di disapprovazione.
Maledetti negri!
Un uomo, presso di loro, cominci ad arringare la folla.
Fratelli!  il Maestro che ordina tutto questo?  veramente il Maestro?
La Polizia Nera? fece Graham, Che cos'? Non ho io....?
Asano gli tocc il braccio e l'avvert con lo sguardo.... In quel momento un altro organo fece sentire un grido acuto e assordante e si mise a schiamazzare, con una voce piccola e stridentissima:
Yahaha, Yaha, Yap! Ascoltate un giornale vivente! Giornale vivente! Yaha! Spaventevole attentato a Parigi. I parigini esasperati dalla Polizia Nera commettono numerosi massacri. Terribili rappresaglie. I tempi barbari ritornano. Del sangue! Del sangue! Yaha!
La tromba parlante pi vicina articol in una maniera formidabile.
Gloup! Gloup!
La fine della frase fu inintelligibile, e la macchina continu, con timbro pi dolce, a commentare gli orrori dei disordini.
Bisogna sostenere l'ordine e la legge! essa pronunziava.
Ma.... cominci Graham.
Non mi fate domande qui, disse Asano, se non volete entrare in discussione con questa gente.
Andiamo pi lungi, allora, rispose Graham, poich voglio essere meglio informato su ci.
Mentre tutti e due a forza di gomiti si facevano largo per dirigersi verso l'uscita, a traverso la folla agitata che si spingeva per ascoltare quelle voci potenti, Graham pot giudicare pi esattamente la proporzione e il carattere di questa sala. In tutto, ci dovevano essere circa un migliaio di questi apparecchi, grandi e piccoli che fischiavano, urlavano, schiamazzavano, cicaleggiavano, ciascuno con la sua folla di ascoltatori inquieti e agitati, fra i quali gli uomini vestiti di tela bleu componevano la maggioranza.
Fra quelle macchine ve ne erano di tutte le dimensioni; dalle piccole ciarliere che chiocciavano i loro sarcasmi meccanici in un angolo sperduto, fino alle gigantesche macchine di cinquanta piedi, di cui Graham aveva sentito il fracasso urlante al di sopra di lui.
L'enorme sala era piena in modo straordinario a causa dell'interesse intenso che facevano nascere gli avvenimenti parigini. Evidentemente la strage era stata pi selvaggia di quello che Ostrog confessava. Tutte le macchine discorrevano su quest'unico soggetto, e le frasi, ripetute dal popolo, producevano nell'immenso alveare un ronzio in cui si discernevano frasi spezzate come: "poliziotti linciati", "donne bruciate vive".
Ma il Maestro permette queste cose? domand un uomo vicinissimo a Graham.  dunque questo il principio del regno del Maestro?
Appena si trovarono fuori, sulla via, egli interrog Asano sulla natura della sommossa parigina.
Quali sono questi tumulti che sono stati fomentati? questo disarmo? Che cosa significa tutto ci?
Asano sembrava ansioso sopratutto di convincerlo che tutto era per il meglio.
Ma questi orrori? Questi massacri?
Non si pu fare una frittata senza rompere delle uova, rispose Asano. Non  che la plebaglia che "trinca". E solamente in una parte della citt. Tutto il resto va bene. Gli operai parigini sono i pi terribili del mondo, dopo i nostri.
Chi? I Londinesi?
No, i Giapponesi. Bisogna mantenerli nell'ordine.
Ma le donne bruciate vive?
 la Comune. Vorrebbero rapirvi la vostra propriet. Vorrebbero sopprimere ogni propriet e abbandonare il mondo alla plebaglia. Voi siete il padrone, il mondo  vostro. Ma non ci sar la Comune. Qui non v' bisogno di Polizia Nera.... D'altra parte si usa loro ogni sorta di attenzioni. Sono i loro propri negri.... negri che parlano francese, reggimenti del Senegal, del Niger e di Tombouctou.
Dei reggimenti? fece Graham. Credevo che non ce ne fosse che uno.
No, disse Asano lanciandogli un breve sguardo. Ve ne sono pi d'uno.
Graham si sent dolorosamente impotente.
Io non credevo.... cominci, poi si arrest.
Finse di riprendere la sua frase, domand informazioni sulle macchine parlanti. In generale la folla che aveva visto era miserabilmente vestita e Graham apprese che per le classi ricche, in ogni appartamento comodo della citt erano collocate macchine parlanti che funzionavano appena si toccava una leva. Il locatario poteva allacciare la sua macchina ai fili di qualunque dei grandi Sindacati di informazione. Graham domand perch nessuna installazione simile si trovava nei suoi appartamenti. Asano lo guard trasognato.
Non ci pensavo pi, diss'egli, Ostrog deve averli fatti levare.
Graham rest, perplesso.
Come potevo sapere, allora? egli esclam.
Forse ha pensato che v'incomoderebbero, spieg Asano.
Voglio che siano rimessi a posto appena sar tornato, dichiar Graham dopo un istante.
Egli dur fatica ad ammettere che questa sala di notizie e quel refettorio non erano unici, che locali simili si ripetevano in numero quasi incalcolabile, in tutti i quartieri della Citt. Ma sempre, durante questa spedizione notturna, le sue orecchie dovevano, in mezzo al tumulto delle strade esser colpite da quel chiocciare tutto proprio dell'organo speciale di Ostrog Gran conduttore: "Gloup! Gloup!" oppure dal grido acuto: "Yahaha, Yaha, Yap! Ascoltate un giornale vivente" del suo principale concorrente.
Dappertutto erano pure installati degli asili per bambini lattanti, simili a quello in cui penetravano adesso. Vi si giungeva per mezzo di ascensori da un ponte di vetro gettato a traverso il refettorio e al disopra delle strade. Per entrare nella prima sezione di questo istituto gli bisogn far uso del suo denaro-firma sotto la direzione di Asano. Un uomo vestito di color viola, con un gancio d'oro, insegna dei medici praticanti, si mise a loro disposizione. Graham si accorse dalle maniere di questo personaggio di esser stato riconosciuto e lo interrog liberamente sulle strane disposizioni del luogo.
Da ogni lato di quel passaggio silenzioso e imbottito per attutire i rumori, si aprivano strette porte, il cui aspetto e le dimensioni rammentavano le celle delle prigioni di un tempo. Ma la parte superiore di ciascuna porta era della stessa sostanza verdastra e trasparente dalla quale egli si era trovato circondato al suo svegliarsi, e al didentro si scorgeva confusamente, in ciascun compartimento, un piccino, in fondo ad un piccolo nido di ovatta. Un apparecchio perfezionato indicava le variazioni atmosferiche e metteva in movimento una soneria, situata abbastanza lungi di l, nell'ufficio centrale, appena si produceva la minima diminuzione del necessario grado di temperatura e di umidit. Questo sistema di asili aveva intieramente sostituito gli avventurosi rischi dell'antica nutrice. Il medico che accompagnava Graham attir subito la sua attenzione sulle "balie", personaggi meccanici, con braccia, spalle e petto, di cui il modello, le articolazioni e la sostanza erano di un realismo meraviglioso, ma consistevano soltanto in un busto sur un treppiede, e in luogo del viso aveva un disco piatto coperto di rclames interessanti le madri.
Di quanti spettacoli strani aveva contemplato Graham in quella sera, nessuno contrariava quanto questo le sue idee convenzionali. Egli prov un insormontabile stringimento di cuore alla vista di quelle piccole creature rosee, abbandonate l senza baci e senza carezze, e le cui deboli membra abbozzavano i loro primi movimenti ancora incerti e vaghi. Il dottore che l'accompagnava non divideva affatto i suoi sentimenti di ripugnanza. Egli dimostrava, con statistiche e senza contestazioni, che nel diciannovesimo secolo, il periodo pi pericoloso per il fanciullo era quello che passava fra le braccia di sua madre, e che allora la mortalit era stata pi terribile. Al contrario, questa Compagnia degli Asili non perdeva nemmeno un mezzo per cento dei milioni di fanciulli affidati alle sue cure. Ma il pregiudizio di Graham era troppo inveterato perch potesse distruggerlo anche l'eloquenza delle cifre.
In uno dei numerosi corridoi essi incontrarono una giovane coppia, vestita della solita tela bleu. Essi guardavano attraverso uno sportello trasparente, e ridevano, e ridevano contemplando la testa calva del loro primo nato. Graham dovette certamente lasciar trasparire sul suo viso la riprovazione che gli inspirava quel contegno, perch la loro gaiezza si estinse e rimasero confusi. Ma questo piccolo incidente gli rivel improvvisamente quale abisso separava le sue abitudini di pensare e di agire da quelle del secolo nuovo. Perplesso, desolato, egli si rec al giardino e alla passeggiata dei piccini. Le sale di ricreazione, infinitamente lunghe, erano vuote; i bimbi d'allora passavano almeno la notte a dormire. Mentre attraversava queste sale la sua guida gli descriveva la natura dei giuocattoli, sviluppati da quelli che aveva immaginato Froebel, il sentimentalista ispirato. C'era l qualche nutrice e qualche bambinaia, ma quasi tutto si faceva meccanicamente, per mezzo di macchine che cantavano, che cullavano, ed anche ballavano. Ma molti punti rimanevano ancora oscuri per Graham.
Tanti orfani! egli grid desolato, tornando ad un primo falso intendimento; e bisogn ricordargli che quei piccoli esseri non erano orfani.
Appena ebbero lasciato l'Asilo, egli lasci comprendere tutto l'orrore che gl'inspiravano quelle cassette d'incubazione coi loro bimbi.
Ma non esiste dunque pi il sentimento della maternit? egli domand. Era solo un convenzionalismo? Ma no,  un istinto, e tutto ci  anti-naturale.... quasi abominevole.
Stiamo per arrivare al luogo ove si danza, disse Asano per tutta risposta. Credo che malgrado i disordini del di fuori, ci sar molta gente. Le donne non si interessano molto alla politica.... salvo qualcheduna qua e l. Voi vedrete le madri.... la maggior parte delle donne giovani di Londra sono madri. In certe classi  considerato come un onore avere un figlio....  una prova di vitalit, ma poche coppie della classe media ne hanno pi d'uno. Nella Compagnia del lavoro  differente. Quanto alla maternit, al sentimento materno, le donne son sempre orgogliose dei loro figli, e vengono spesso a dar loro un'occhiata.
Allora voi pensate che la popolazione del mondo...?
Sia in decrescenza? S. Eccetto che fra coloro che appartengono alla Compagnia del lavoro: quelli sono degli spensierati....
Ad un tratto si udirono degli accordi di musica, e lungo la strada ove erano giunti, fra dei pilastri magnifici che sembravano di ametista chiara, circolava in mezzo a grida gioconde e scoppi di risa, una fiumana di gente, dal volto ilare e contento. Capigliature arricciate, fronti ornate di corone, e un ondeggiare di stoffe gialle, passavano trionfalmente.
Vedete, disse Asano con un leggiero sorriso. Il mondo  cambiato. Fra un istante contemplerete le madri del secolo nuovo. Venite per di qui. Noi vedremo quelle dell'Asilo dell'Infanzia, subito.
Per mezzo di un rapido ascensore, si elevarono ad una certa altezza, poi lasciarono quello per prenderne uno pi lento. Mentre salivano la musica si faceva sempre pi distinta, fino a che divenne vicinissima, piena e splendida. Scorsero allora la trepidazione confusa e precipitata dei piedi che danzavano, trascinati da brillanti cadenze. Si fermarono per pagare la loro entrata, s'inoltrarono sulla vasta galleria che dominava la sala da ballo e procurava l'incanto dell'udito e della vista.
Ecco, disse Asano, i padri e le madri dei bimbi dell'Asilo.
Il salone non era riccamente decorato come quello dell'Atlante, ma quasi quasi, come dimensioni, era il pi splendido che Graham avesse visto.
Le belle statue bianche che sostenevano le gallerie, lo facevano pensare una volta di pi alla magnifica rinascenza della scoltura; esse sembravano volgersi con attitudini procaci e i loro visi sorridevano. La musica che riempiva la sala, veniva da un luogo invisibile, e il lucido vasto impiantito spariva sotto le coppie dei ballerini.
Guardate le donne, gli disse la sua guida, vedete come manifestano il foro sentimento materno.
La galleria dalla quale assistevano a questo spettacolo correva lungo lo spigolo superiore di un'enorme cinta che tagliava la sala da ballo da un lato, e la separava da una specie di sala esterna, da dove si scorgeva, a traverso larghe arcate, il movimento furioso, continuo, incessante delle vie della Citt. In questa sala esterna si spingeva una folla meno ben vestita, e la cui gran maggioranza indossava l'uniforme bleu della Compagnia del lavoro, uniforme gi familiare a Graham. Troppo povera per passare la soglia della sala delle feste, questa gente era per incapace di allontanarsi dai rumori del ballo e dalle sue seduzioni. Alcuni anzi erano riusciti a procurarsi uno spazio libero per ballare essi pure, agitando in cadenza i loro stracci. Altri si contorcevano, gettavano grida, scherzavano con doppi sensi barocchi che Graham non comprendeva. Ad un certo momento, uno di loro si mise a cantare il ritornello del canto rivoluzionario, e Graham credette accorgersi che lo fecero tacere subito, ma l'angolo in cui la scena succedeva era troppo oscuro perch potesse distinguerla nettamente. Si volse dal lato della grande sala. Al di sopra delle cariatidi riposavano dei busti di marmo, busti di uomini che questo nuovo secolo stimava come grandi pionieri morali della emancipazione: i loro nomi erano per la maggior parte estranei a Graham, ma riconobbe Grant Allen, Le Gallienne, Nietzsche, Shelley e Godwin. Grandi festoni neri e sentenze eloquenti rafforzavano l'enorme iscrizione che deturpava quasi completamente la parte superiore della sala da ballo e che affermava essere il "Festival del risveglio" nel suo pieno.
Miriadi di gente hanno abbandonato il loro posto sotto pretesto di questo risveglio, senza contare i servi della Compagnia che ricusano di riprendere il lavoro, disse Asano. Questa gente  sempre pronta a far festa e a prendere tutte le occasioni di esser liberi.
Graham venne avanti fino al parapetto e vi si appoggi, osservando i ballerini. A parte due o tre coppie che si erano allontanate per chiacchierare a loro agio, la galleria era occupata solo dal maestro e dalla sua guida. Un soffio caldo di profumo e di vitalit saliva fino a loro. Uomini e donne al basso erano leggermente vestiti, le braccia nude, il collo libero come lo permetteva la temperatura universalmente tiepida della Citt. Gli uomini avevano generalmente come pettinatura una massa di ricci effeminati, il mento sempre raso, e spesso le guance imbellettate. Molte donne erano belle, e tutte vestite con raffinata civetteria. Mentre le coppie passavano rapide al di sotto di Graham, egli intravedeva delle facce estatiche, cogli occhi semichiusi dal piacere.
Che sorta di gente  quella l? domand egli ad un tratto.
Operai.... operai agiati, ci che voi avreste chiamato il medio ceto. I commercianti indipendenti, con i loro piccoli affari a parte, sono spariti da molto tempo. Ma ci sono impiegati di magazzini e di depositi, dei direttori, amministratori, ingegneri e meccanici d'ogni specie. Oggi  giorno di riposo e naturalmente tutte le sale da ballo della Citt sono affollate come tutti i luoghi di culto.
Ma le donne?
La stessa cosa; ci sono molte forme di lavoro femminile ai giorni nostri. Ma il principio dell'indipendenza della donna mediante il lavoro data dal vostro tempo. La maggioranza delle femmine sono indipendenti adesso. Quasi tutte sono maritate.... pi o meno.... I contratti matrimoniali si diversificano estremamente, e con questo mezzo, le donne aumentano le loro risorse e possono procurarsi un maggior numero di piaceri.
Capisco, disse Graham, guardando i volti animati, il turbine del movimento, e sempre tormentato come da un incubo, dal ricordo di quei piccoli esseri rosei dell'Asilo. E tutte queste donne sono delle madri....
Per la maggior parte.
Pi osservo e pi i vostri problemi mi appariscono complessi. Questa, per esempio,  una sorpresa.
La notizia della repressione della sommossa di Parigi fu pure una sorpresa.
Dopo un istante riprese:
E quelle l sono delle madri.... Fra poco, suppongo, adotter la maniera moderna di vedere le cose. Le mie vecchie abitudini non vogliono lasciarmi.... abitudini basate, penso, su delle necessit scomparse, abolite. A' nostri tempi si pensava che una donna non era fatta unicamente per mettere al mondo dei figliuoli, ma anche per curarli, allevarli, sapersi sacrificare per loro, educarli.... Era a sua madre che un figlio doveva l'essenziale della sua educazione morale e intellettuale.... educazione che si aveva o non si aveva! Un gran numero, lo ammetto, non ne aveva.  chiaro che non vi  pi bisogno di tali cure e i fanciulli  come se fossero delle farfalle. Questo lo comprendo. Solamente esisteva un ideale.... quel tipo della donna, grave, paziente, silenziosamente e serenamente padrona della casa, madre e creatrice di uomini.... amarla era una specie di culto. Si ferm e ripet: una specie di culto.
Gli ideali cambiano con i bisogni, disse il piccolo uomo.
Graham sembr cadere in una sbita meditazione, e Asano dov ripetere le sue parole.
 evidente, fece Graham. Poi tornando alla questione della maternit. Vedo tutto quello che c' di ragionevole in questo. La contrariet, la gravit, il maturo pensiero, l'atto senza egoismo sono necessit delle et barbare, d'un'esistenza circondata da pericoli. L'inquietudine e la diffidenza sono il tributo dell'uomo alla natura che non ha potuto conquistare. Ma adesso l'uomo ha conquistato la natura, per tutti i fini pratici.... I suoi affari politici sono diretti da conduttori che hanno a loro disposizione una polizia nera.... e la vita  gioconda.
Guard ancora i ballerini.
La vita  gioconda, egli ripet.
Essa ha i suoi momenti di noia e di stanchezza, pronunzi la sua guida con aria preoccupata!
Tutti hanno l'aria giovane. Gi abbasso io sarei visibilmente il pi vecchio. E al tempo mio, sarei passato per un uomo di media et.
Essi son giovani. Ci sono pochi vecchi fra coloro che appartengono a questa classe.
E come mai?
La vita dei vecchi non  pi piacevole come era una volta; ammenoch non sieno ricchi e possano pagarsi delle persone che li amino, li curino, si occupino infine di loro.... e noi abbiamo un'istituzione chiamata "Eutanasa".
Ahi questa Eutanasa.... esclam Graham, la morte resa piacevole e facile, non  vero?
La morte facile:  l'ultimo godimento. La Compagnia dell'Eutanasa  molto prospera. Le persone, ordinariamente, pagano la loro quota molto avanti.... ed essa  elevata.... poi se ne vanno in qualche citt di piaceri, da dove tornano impoveriti e stanchi, molto stanchi.
Mi restano ancora molte cose da comprendere, disse Graham dopo un momento. Frattanto intravedo la logica di tutto questo. Il nostro sfoggio di virt sornione e di aspre costrizioni era la conseguenza del pericolo e dell'essere malsicuri. Lo stoico, il puritano, anche al mio tempo erano tipi che sparivano. In antico l'uomo doveva armarsi contro il dolore; ormai pu riservare tutto il suo ardire per il piacere.  qui tutta la differenza! La civilt ha cacciato lontano le pene e i pericoli per le genti ricche.... e son esse sole che contano adesso.... Io ho dormito per duecento anni.
Un minuto ancora rimasero appoggiati alla balaustra, seguendo la complicata evoluzione della danza. In verit il colpo d'occhio era magnifico.
In tutta sincerit, fece Graham ad un tratto, io preferirei essere una sentinella ferita, assiderata sotto la neve, piuttosto che uno di quegli sciocchi variopinti.
La sentinella, sotto la neve, disse Asano, penserebbe forse diversamente.
Io non sono civilizzato.... continu Graham senza fare attenzione a lui, e qui  il male. Io sono un primitivo.... un paleolitico. Bisogna che voi distinguiate le mie repulsioni e i miei disgusti del diciannovesimo secolo. La fonte di odio, di collera e di timore,  chiusa e sigillata per i vostri contemporanei, le abitudini di tutta una vita li rendono lieti, facili, raggianti.... Questa gente, dite voi, sono abili operai, artigiani.... E frattanto mentre essi danzano qui, altri uomini combattono.... altri muoiono a Parigi perch il mondo continui cos.... perch questi possano continuare a ballare....
Asiano sorrise debolmente.
Per questo stesso resultato, egli mormor, altri uomini muoiono pure a Londra.
Vi fu un momento di silenzio.
Dove dormono? domand Graham.
Al disopra e al disotto.... una specie di impalcatura complicatissima.
Ed  questa la loro vita domestica.... Dove lavorano?
Si lavora poco stasera. La met degli operai sono fuori o sotto le armi, molti sono in festa. Ma noi andremo a vedere i lavoratori se volete.
Graham osserv un momento coloro che danzavano, poi volgendosi rapidamente:
Voglio vedere gli operai, questi qui li ho visti abbastanza, egli dichiar.
Asano, dalla galleria, lo condusse all'altro capo della sala. Presto trovarono un passaggio trasversale da dove penetrava un soffio d'aria pi fresca.
Asano gett un colpo d'occhio, si ferm, ritorn sui suoi passi e si volse a Graham con un sorriso.
Sire, egli disse, c' l qualche cosa.... che vi sar almeno familiare. Eppure.... Ma non voglio avvertirvi. Venite!
Lo trascin lungo il passaggio chiuso, ove ad un tratto ebbero freddo. Il riverbero che i loro piedi rimandavano indicava che camminavano sopra un ponte di vetro. Da una galleria laterale, protetta contro l'aria esterna da una vetrata, raggiunsero una stanza che sembrava esser familiare a Graham, sebbene non potesse rammentarsi distintamente quando vi fosse gi entrato.
In questa stanza, pure circolare, si drizzava una scala, sulla quale si arrampicarono, e giunsero ad un luogo elevato scuro e glaciale ove si trovava un'altra scala quasi verticale. Salirono ancora, e Graham era sempre perplesso.
Ma, arrivato in alto, Graham riconobbe le sbarre metalliche alle quali si appoggiava. Egli era nella gabbia metallica che ricopriva il globo della Cattedrale di San Paolo. La cima della cupola non si elevava che un poco al disopra del contorno generale della citt, nel tranquillo crepuscolo, e, s'inchinava, lucente e come coperta di uno strato oleoso, sotto qualche luce lontana, mentre tutto il monumento si perdeva in un mare di tenebre.
Al di fuori, fra le sbarre i suoi occhi si spingevano sul chiaro cielo del Nord, ove non spirava alcun vento, e rivide sempre simili, immutabili le costellazioni sparse. Capella appariva all'Ovest, Vega si alzava, e i sette punti brillanti dell'Orsa maggiore disegnavano al di sopra della sua testa il loro maestoso arco verso il polo.
All'Est e al Sud, le grandi forme giranti dei Motori a vento, dal rumore gemebondo, si innalzavano come grandi macchie sul cielo, e nascondevano nella direzione del Palazzo del Consiglio, tutto un lembo di cielo. A Sud-Ovest la pallida figura di Orione scintillava a traverso una fitta rete di fili di ferro e un intrecciamento di forme confuse, al disopra di una sfolgorante irradiazione di luce. Un muggito ruppe il silenzio e il richiamo assordante della sirena dalla parte delle piattaforme aereostatiche, avvert la gente che un aereopiano era pronto a prendere il volo. Graham rest un momento con gli occhi fissi sul marciapiedi di partenza illuminato. Poi il suo sguardo torn alle costellazioni del Nord.
Poi Asano lo condusse per vie traverse, ai grandi quartieri del giuoco e degli affari, ove si facevano e si perdevano la maggior parte delle fortune della Citt. Ci gli dette l'impressione di una serie quasi interminabile di sale altissime, circondate da file sovrapposte di gallerie, sulle quali si aprivano migliaia di uffici, ed erano traversate da una moltitudine complicata di ponti, di marciapiedi, di rotaie aeree, di cavi e di trapezii. E l pi che altrove, la nota di vitalit veemente, di attivit incontrollabile, affannata, si mostrava potente. Dappertutto violenti avvisi, della rclames, al punto che egli pens di aver perduto la testa nel cozzar furioso della luce e dei colori. Macchine parlanti, dalla voce particolarmente aspra, abbondavano e riempivano l'aria di uno schiamazzo energico, di un gergo stupido. Esse dicevano:
Chiudete gli occhi e lasciatevi sdrucciolare!
Dji-houp, Bonanza.
Ciarloni, venite e ascoltate!
L'immenso spazio gli sembrava pieno di persone immerse in una agitazione profonda, o che sorgesse dappertutto per oscuri sortilegi, eppure egli apprese che questo luogo era relativamente deserto, che le grandi convulsioni politiche dei giorni precedenti avevano ridotto le contrattazioni ad un minimo senza confronti.
Su una vasta piazza si vedevano delle lunghe tavole per la "roulette", circondate ognuna da una folla volgare ed eccitata: altrove era una babele di donne dal viso livido, e di uomini dal collo rosso e gonfio, dai robusti polmoni: questi energumeni compravano e vendevano le azioni di un'impresa assolutamente fittizia, che ogni cinque minuti pagava un dividendo del dieci per cento, e che annullava una porzione delle sue azioni per mezzo di una ruota di lotteria.
Queste febbri, e questi aggi si dispiegavano con un'energia che passava facilmente alla violenza e Graham, avvicinandosi a un gruppo compatto, scorse, nel mezzo, due individui impegnati, unghie e becco, in una disputa furibonda su qualche punto delicato di etichetta commerciale. Restava ancor nella vita qualche cosa che valeva la pena di un pugilato.... Ma un annunzio veemente era ripetuto in linguaggio fonetico e in caratteri rossi, luminosi, ciascuno alto due volte l'altezza di un uomo: "Noi assicuriamo il Proprietario".
Chi  il Proprietario? domand Graham.
Voi.
Ma che cosa mi assicurano?
Non avevate le assicurazioni prima?
Graham riflett, poi domand ancora:
Sulla vita?
Ah! S! Assicurazioni sulla vita. S, mi ricordo, si diceva cos al tempo vostro. Assicurano la vostra vita. Dei dozandes di persone si procurano delle polizze, si impiegano su di voi delle miriadi di leoni. E pi lungi, laggi, altri speculatori comprano delle annualit. Lo fanno per tutte le persone un poco eminenti. Guardate laggi!
Una folla muggiva, e Graham vide un vasto paravento nero che subitamente si illuminava di lettere grosse e ardenti: "Annualit sul proprietario, X 5 pr G." La folla si mise a urlare leggendo questo resultato. Un certo numero di uomini senza fiato, con occhi pazzi, passarono al galoppo, agitando in aria le loro mani contratte. Alcuni si spinsero furiosamente verso una piccola porta.
Asano fece un rapido calcolo.
17 per cento all'anno,  la loro annualit su voi. Essi non offrirebbero questo tasso se vi vedessero qui in questo momento. Sire. Ma essi non sanno.... Le vostre annualit erano fin qui un buon impiego.... adesso non  pi che un vero giuoco. Questo ultimo colpo  probabilmente un'asta disperata. Io dubito che costoro salvino il proprio capitale.
La folla dei prenditori diveniva cos folta presso di loro, che per un momento non poterono n indietreggiare n avanzare. Graham not che la proporzione delle donne fra gli speculatori era grande e si ricord l'indipendenza economica del loro sesso. Esse parevano perfettamente capaci di uscir d'impaccio fra la folla rumorosa, a forza di gomiti e con una destrezza particolare, come pot constatare per esperienza propria. Una giovane dalla capigliatura arricciata, presa un momento fra quelle strette, lo guard fissamente pi volte, quasi come se lo riconoscesse: poi spingendosi verso di lui deliberatamente, sfior la mano di Graham in una maniera che era impossibile credere accidentale, e gli fece capire con uno sguardo vecchio quanto la Caldea, che aveva trovato favore ai suoi occhi. Ma un uomo magro, con la barba grigia, che sudava abbondantemente, negli sforzi che gli suggeriva il nobile desiderio di arricchire, cieco per tutte le cose terrene, fuori da questa sfolgorante attrattiva si gett fra loro  li separ nel suo irresistibile slancio verso il promettente X 5 pr G.
Voglio uscire da questo inferno, disse Graham ad Asano. Non  quello che cercavo. Mostratemi gli operai. Io voglio vedere il popolo. Voglio vedere il popolo vestito di bleu. Questi parassiti ingordi mi....
Egli si trovava stretto da una folla furiosa e questa frase piena di promesse rest tronca.
...
.
...
Capitolo 21.
Nei bassifondi.
...
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...
Dal quartiere degli affari essi si diressero subito, per mezzo delle strade mobili, verso un quartiere assai lontano in cui si trovava il centro delle manifatture. Le piattaforme attraversarono il Tamigi per due volte, dopo di che passarono sopra un grande acquedotto, su una delle grandi strade che menavano alla citt dalla parte del nord. Per due volte Graham sub una rapida e vivissima impressione. Il fiume, vasta superficie brillante e increspata come l'acqua nerastra del mare, scorreva sotto gli archi degli edifizii e spariva da ogni parte, in un'oscurit attenuata da luci fugaci. Una fila di barche nere se ne andavano verso il mare, condotte da uomini vestiti di azzurro. La strada che Graham e Asano percorrevano, era un tunnel molto largo e molto alto, lungo il quale agivano delle macchine con gran velocit e senza fare alcun rumore.
La doppia via, perfettamente unita, l'altezza e la leggerezza delle grosse ruote pneumatiche, proporzionate al corpo veicolare, colpirono vivamente Graham. Anche qui l'azzurro distintivo della Compagnia del Lavoro, abbondava. Una vettura stretta e altissima, con sottili sbarre metalliche longitudinali da cui pendevano le carcasse sanguinanti di centinaia di montoni, ferm la sua attenzione in una maniera particolare. Ma bruscamente, la linea arcuata del passaggio interruppe e distrusse quella prospettiva.
In breve lasciarono quella strada, scesero per mezzo di un ascensore in un corridoio inclinato, e risalirono poi in un altro ascensore. In basso, l'aspetto delle cose cambi. Ogni parvenza di ornamento architettonico era scomparsa, le luci diminuivano di numero e di dimensioni, le costruzioni divenivano sempre pi massicce, in rapporto cogli spazi, via via che giungevano ai quartieri industriali. E dappertutto, nei quartieri polverosi dei fabbricanti di porcellana, in mezzo al feldspato e al caolino, alle fornaci dei metallurgici, attorno ai laghi incandescenti di eadhamite grezza, dappertutto il costume di tela azzurra indossato da uomini, da donne, da ragazzi.
Molte di quelle lunghe gallerie polverose erano silenziosi viali di macchine, di fornaci senza fine, spente, piene di cenere, muti testimoni della perturbazione rivoluzionaria; in qualche luogo il lavoro continuava, ma lentamente, fatto da uomini vestiti pure di tela azzurra.
Le sole persone vestite differentemente erano gli assistenti e gli agenti della Polizia del Lavoro, e questi indossavano un'uniforme di colore arancione. E dopo le rosse figure delle sale da ballo, il vigore volontario e ostinato dei quartieri degli affari, Graham pot notare le facce sparute, i muscoli infiacchiti e gli occhi stanchi degli operai. Tutti coloro che egli vedeva al lavoro, erano visibilmente e fisicamente inferiori a qualcuno dei capi sfarzosamente vestiti e alle sotto-maestre che dirigevano i lavori. I robusti artigiani del diciannovesimo secolo erano spariti per la medesima strada della bestia da soma e di tutti i produttori viventi di forza; delle macchine perfette tenevan luogo de' loro muscoli troppo costosi. La missione del lavoratore, uomo o donna che fosse, si riduceva a sorvegliare, a riparare, ad alimentare la macchina, a compiere funzioni subalterne, dipendenti o domestiche, o ad esercitare un'arte sotto una direzione sommaria, con una disciplina che non lascia posto ad alcuna iniziativa.
Le donne, paragonate a quelle che Graham ricordava, erano brutte e magre in quella categoria. Duecento anni di emancipazione da tutte le violenze morali di una religione puritana, duecento anni di vita cittadina, avevano compiuta la loro opera, eliminando ogni bellezza e ogni vigore femminile fra tutte quelle innumerevoli creature vestite di tela azzurra. Brillare fisicamente o mentalmente; sembrare in qualche maniera attraente o eccezionale, era stato ed era sempre un mezzo di emanciparsi dalla schiavit, di fuggire verso la citt dei piaceri, verso i suoi splendori e le sue delizie, e, alla fine, verso l'eutanasa e la pace.
Il miserabile nutrimento, dispensato alle loro anime, non permetteva affatto a quei poveri esseri di rimanere impassibili contro tali tentazioni. Nelle piccole citt durante la prima vita di Graham, la massa lavoratrice, nuovamente agglomerata, era stata una moltitudine diversa, sempre fedele alle tradizioni di onore personale e di alta moralit: ora, essa si distingueva in una classe distinta, con una caratteristica morale e fisica particolare e perfino con un dialetto particolare.
Dopo un'interminabile discesa, essi penetrarono nei laboratorii, e passando sotto una delle strade mobili, videro sopra alle loro teste, le piattaforme che correvano sulle rotaie e alcune strisce di luce bianca fra le fessure trasversali. Rarissimi lumi brillavano debolmente nelle officine che non erano in attivit; le loro vlte elevate, dalle macchine gigantesche, sembravano a Graham immerse in una semi-oscurit, e, perfino l dove si lavorava, l'illuminazione era molto meno brillante che sulle strade pubbliche.
Al di l dei laghi splendenti di eadhamite, giunsero ai laboratori di bigiotteria. Fu con gran difficolt e facendo uso della propria firma che Graham riusc ad entrare in quelle gallerie. Esse erano alte e oscure e piuttosto fredde. Nella prima, degli operai fabbricavano ornamenti di filigrana d'oro, e ciascuno lavorava solo davanti ad un banchetto, sotto una piccola lampada velata. La lunga prospettiva di quelle macchie lucenti, di quelle dita agili fortemente illuminate agitantesi attivamente fra i brillanti fili gialli, e di quelle facce assorte nel lavoro, facce di spettri nell'ombra, produceva il pi strano effetto.
Il lavoro era ammirabilmente eseguito, ma senza alcun vigore di modellazione o di disegno: in generale si vedevano tracciati arabeschi imbrogliati o delle varianti racchiudenti un motivo geometrico. Gli operai portavano un'uniforme bianca speciale senza tasche n maniche: la indossavano appena arrivavano, ma la sera se la toglievano ed erano frugati prima di andar via dal laboratorio. Malgrado tutte queste precauzioni, cos disse a bassa voce l'agente della Polizia del Lavoro, nella compagnia accadevano frequenti furti.
In lontananza si estendeva una spaziosa galleria dove alcune donne tagliavano e montavano dei rubini falsi, e, pi lontano ancora, uomini e donne preparavano dei fili di rame destinati alla fabbricazione del tramezzato. Molti di quegli operai, avevano le labbra e le narici di un bianco livido, sintomo di una malattia provenuta da un certo smalto color porpora allora molto di moda. Asano si scus con Graham di dover fargli vedere delle facce cos ripugnanti, ed espose i vantaggi di quella strada.
Ma era proprio questo che volevo vedere, rispose Graham tentando di reprimere l'impressione provata nel vedere un volto di donna singolarmente sciupato, i cui occhi lo fissarono improvvisamente.
Essa avrebbe potuto risparmiarci un simile orrore! disse Asano.
Graham espresse tutta la sua indignazione ad un tale spettacolo.
Ma, Sire;  impossibile di portar questi ornamenti senza lo smalto color porpora, protest Asano. Al vostro tempo si sopportavano tali crudit: eravate pi vicini alla barbarie di duecento anni!
Dipoi seguitarono la loro strada lungo una delle gallerie inferiori dove si trovavano quei laborator di tramezzato. Un'enorme e oscura costruzione elevantesi al di fuori dell'acqua colore inchiostro, ricondusse allo spirito di Graham, il pensiero della moltitudine di strade, di corridoi e di ascensori situati sopra la sua testa fra lui e il cielo.
Cos arrivarono a un ponticello che oltrepassava una volta, e guardando sopra al parapetto, Graham scorse in fondo una ripa, sotto archi ancor pi giganteschi di tutti quelli che aveva veduto fino allora. Tre chiatte appena visibili fra una fitta polvere venivano scaricate, una folla di uomini, tormentati ogni momento dalla tosse, sgombravano i carichi di caolino in polvere, ciascuno coll'aiuto di un piccolo carro. Quella polvere riempiva l'aria di una specie di nebbia soffocante e attenuava la luce giallastra dell'elettricit. Le vaghe ombre dei facchini si agitavano, si avvicinavano, si allontanavano via via lungo una lunga estensione di muro imbiancato. Ad ogni momento si udivano colpi di tosse.
Gli operai lavoravano in silenzio sotto la sorveglianza di due agenti della Polizia del Lavoro; i loro piedi producevano un rumore sordo sul pavimento. Ma ad un tratto si ud cantare una voce nelle tenebre.
Silenzio! grid uno degli agenti.
L'ordine non fu eseguito, e dapprima qualcuno, quindi tutti insieme, quegli uomini impolverati di bianco, ripresero il ritornello, intonarono come una sfida il canto della rivoluzione. I piedi sulle assi risuonavano ora battendo il tempo. L'agente che aveva imposto di tacere, guard il suo compagno, alz le spalle e non insist per farsi obbedire.
Cos continuarono il loro viaggio attraverso quelle manifatture e quegli antri del lavoro che rivelavano loro spettacoli dolorosi, atroci, orribili. Quella passeggiata lasci nello spirito di Graham una confusione di ricordi, d'immagini confuse, di sale circondate di archi, di vlte brulicanti di uomini intravisti fra nuvoli di polvere, di macchine complicate, di telai in cui i fili scorrono e s'intrecciano, di sale sotterranee male illuminate, dormitor del popolo, di prospettive illimitate di lumi piccolissimi come capocchie di spillo: ud per molto tempo le pesanti pulsazioni delle macchine in moto, il rumore e lo scoppiettio delle correggie e delle armature. Qui l'odore delle concie delle pelli, il fumo di una fabbrica di birra, l dei vapori ignoti, e dappertutto dei pilastri e degli archi cos massicci che Graham non aveva mai veduto niente di simile: grossi Titani di piattoni adiposi e lucenti, schiacciati sotto il peso enorme del mondo costituito da quella Citt complessa, come quei milioni di esseri anemici erano schiacciati dalla sua complessit. E dappertutto dei volti lividi, delle membra scarne, la deformit e la degradazione.
Per tre volte ancora Graham risent il canto della rivolta durante la sua lunga e spiacevole esplorazione; poi intravide perfino una lotta confusa in un corridoio e seppe che un certo numero di quei servi si erano impadroniti del proprio pane prima di aver terminato il lavoro.
Graham saliva nuovamente verso le strade mobili, allorch vide alcuni fanciulli vestiti di azzurro che discendevano a gran corsa un corridoio trasversale: cap subito la ragione del loro panico vedendo sopraggiungere una compagnia della Polizia del Lavoro, armata di randelli, che correva verso qualche ignota sollevazione. Quindi distinse il fracasso di una scaramuccia lontana. Ma per la maggior parte, coloro che erano scesi nei laborator, lavoravano senza speranza. Tutto ci che rimaneva di ardore e di entusiasmo in quell'umanit decaduta, quella notte era in alto, nelle strade, dove si udiva reclamare il Maestro, dove si combatteva per lui valorosamente, tumultuosamente. Uscendo dai bassi fondi, si ritrovarono sotto la luce sfolgorante del corridoio di mezzo delle piattaforme. Udirono il chiocciare e il mugolare delle macchine di uno degli uffici appartenenti alla Compagnia delle notizie generali, e improvvisamente videro accorrere a gran velocit degli uomini: allora lungo le piattaforme, nelle gallerie, e dappertutto, fu una confusione di grida che invocavano aiuto, e un gran fracasso. Una donna dal volto torbido, in un muto e pallido terrore, pass vicino a loro, quindi un'altra che ansimava emettendo grida acute e strazianti.
Che cos' accaduto? s'inform Graham che non poteva capire il linguaggio di quella gente.
Le medesime frasi le ud ripetere in inglese ed allora si accorse che ci che tutti gridavano, ci che gli uomini si ripetevano urlando gli uni agli altri, ci che le donne vociferavano con voci penetranti, la notizia che passava come la prima raffica di un uragano glaciale e improvviso attraverso la citt, era questa:
Ostrog fa venire a Londra la Polizia negra. La Polizia negra giunge dall'Africa del Sud.... La Polizia negra.... La Polizia negra....
Asano impallid e i suoi lineamenti tradirono la sua sorpresa: esit, guard Graham e gli spieg ci che Graham aveva gi capito.
Ma come hanno fatto a sapere? mormor Asano.
Graham ud, non lontano, qualcuno che vociferava:
Sospendete il lavoro! Sospendete il lavoro!
Un gobbo dalla carnagione abbronzata, vestito in modo ridicolo di un gaio costume grigio e oro, scese precipitosamente dalle piattaforme a passo di corsa, urlando senza posa:
 l'opera di Ostrog! Ostrog, la canaglia! Il Maestro  tradito!
La sua voce era fioca e una schiuma cadeva dalla sua bocca schifosa. Egli enumerava ad uno ad uno tutti gli orrori inesplicabili che la Polizia negra aveva commesso a Parigi e seguit la sua strada vomitando invettive.
Ostrog, il miserabile, il bandito! Ostrog l'assassino!
Per un momento Graham rimase immobile poich ancora una volta gli sembrava che tutto ci fosse un sogno, quindi rivolse lo sguardo sui grandi edifizii a picco che, da ogni parte, rimanevan avvolti in una nebbia azzurra al di sopra dei lumi, e in basso sulle file rumoreggianti delle piattaforme su cui il popolo correva, si spolmonava e gesticolava:
Il Maestro  tradito! Il Maestro  tradito!
Improvvisamente la situazione si disegn reale e incalzante nel suo spirito e il suo cuore cominci a battere violentemente.
Ci siamo, disse. Avrei dovuto prevederlo. L'ora  giunta, e riflettendo prontamente, domand: Che cosa debbo fare?
Ritornare al Palazzo del Consiglio, rispose Asano.
E perch, facendomi conoscere, non me ne appellerei? Il popolo  qui.
Voi perderete il vostro tempo. Essi non crederanno che siate voi. Ma andranno invece ad ammassarsi nelle vicinanze del Palazzo del Consiglio. L troverete i loro conduttori. La vostra forza  l, con loro.
Ma se non fosse che una semplice diceria?
Ad ogni modo sembra vero, replic Asano.
Andiamo a verificarlo, fece Graham.
Asano alz le spalle.
Faremmo meglio ad andare al Palazzo del Consiglio, insist. Tutti si raduneranno l e le rovine possono esser gi insormontabili.
Graham lo guard con aria di dubbio e lo segu. Essi si arrampicarono sulle piattaforme fino alla pi rapida: l giunti, Asano avvicin e interrog un operaio che gli rispose nella lingua volgare.
Che cosa c'? domand Graham.
Egli sa poco, ma racconta che la Polizia negra sarebbe gi arrivata qui prima che il popolo ne fosse avvertito, se una persona negli uffici dei Motori a Vento, non avesse sparso tale notizia. Pare che questa persona sia una fanciulla....
Una fanciulla? E chi mai?
Ha detto una fanciulla, ma non mi ha detto il nome. Essa  uscita dal Palazzo del Consiglio, annunziando ad altissime grida tale notizia ed ha avvertito gli uomini che lavoravano sulle rovine.
In quel momento si ud gridare qualche altra cosa e improvvisamente quel vago tumulto si cambi in un movimento determinato. Fu come una raffica che pass lungo le strade.
Alle vostre sezioni! Alle vostre sezioni! Tutti sono armati! Ciascuno al proprio posto!
...
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...
Capitolo 22.
La lotta nel Palazzo del Consiglio.
...
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...
Nel mentre che Asano e Graham correvano verso le rovine che circondavano il Palazzo del Consiglio, videro che da ogni parte il popolo si sollevava sempre pi.
Alle sezioni! Alle sezioni!
Dappertutto uomini e donne vestite di azzurro, uscivano in fretta da qualche laboratorio sotterraneo, salivano le scale che conducevano alla strada centrale. A un certo punto, Graham scorse un arsenale del comitato rivoluzionario assediato da una truppa strepitosa d'insorti: altrove, due agenti della Polizia del Lavoro che indossavano l'aborrita uniforme gialla erano perseguitati da tutta la folla, e fuggivano lungo la strada rapida che conduceva alla direzione opposta. Le grida: "Alle vostre sezioni!" diventarono alla fine un'invocazione unica e continua, via via che si avvicinavano al quartiere del governo e ad esse si univano altre grida inintelligibili.
Ostrog ci ha tradito! url un uomo dalla voce fioca, e si mise a ripetere ostinatamente la sua frase, fischiandola negli orecchi di Graham che fin in breve col non udir pi altro.
L'uomo stava accanto a Graham e ad Asano sulla strada rapida, lanciando al suo passaggio il solito ritornello verso coloro che stavano ammucchiati sulle piattaforme inferiori. Egli alternava la sua accusa contro Ostrog, con ordini incomprensibili: in breve salt a terra e disparve. Un tal tumulto avvinceva lo spirito di Graham e non gli suggeriva che dei piani vaghi e informi. Ora vedeva arringare la folla dall'alto di qualche palco; ora si ritrovava faccia a faccia con Ostrog: era pieno di rabbia, di un irresistibile bisogno di azione muscolare, gli si contraevano i pugni, gli si serravano le labbra. La strada che conduceva al Palazzo del Consiglio, attraverso le rovine, era insormontabile, ma Asano evit tale difficolt, conducendo Graham nelle dipendenze dell'ufficio centrale della posta. Il servizio delle poste funzionava regolarmente, ma i postini vestiti di azzurro camminavano a malincuore o si fermavano per contemplare cogli occhi aperti, attraverso gli archi delle loro gallerie, gli uomini che gridavan loro dal di fuori: "Tutti alle sezioni!" E dietro il consiglio di Asano, Graham si fece riconoscere.
Essi penetrarono nel Palazzo del Consiglio per mezzo di un canapo. Gi nel breve spazio di tempo che era trascorso dalla capitolazione dei consiglieri, era avvenuto un gran cambiamento nell'aspetto di quelle rovine. Le cascate d'acqua zampillanti che scaturivano dagli acquedotti d'acqua di mare, erano state sviate e contenute, ed enormi docce provvisorie erano disposte in alto, lungo un sistema di cavalletti di apparenza poco solida. I canapi che servivano al Palazzo del Consiglio, erano stati riparati e s'intrecciavano per l'aria, in una nuova mole di costruzione, che sovraccarica di argani e di macchine in attivit, si proiettava a sinistra del bianco edifizio.
Le strade mobili che attraversavano quello spazio, erano state ristabilite e correvano su una certa distanza, a cielo aperto. Erano le stesse strade che Graham aveva veduto dal piccolo balcone poco tempo dopo al suo risveglio, appena nove giorni fa, e la sala in cui aveva dormito era situata dall'altra parte in cui erano ammassate informi e gigantesche rovine.
Era gi alto il giorno e il sole splendeva: le piattaforme rapide arrivavano continuamente ricoperte di persone che aumentavano sempre pi e che si affollavano sugli avanzi e sulla confusione di quelle rovine. L'aria era piena di grida e la folla si accalcava e ondeggiava verso l'edificio centrale. In generale, quella massa rumorosa si componeva di bande informi, ma qua e l Graham poteva constatare che stava per stabilirsi una grossolana disciplina. E tutte le voci, in quel caos ripetevano l'ordine:
Alle vostre sezioni, alle vostre sezioni!
Quindi Graham e Asano furon trasportati in un atrio che Graham riconobbe per l'anticamera della sala di Atlante vicino alla galleria che parecchi giorni prima aveva percorso insieme ad Howard, per recarsi alla presenza del Consiglio, oggi capitolato. La sala era vuota; vi erano soltanto due impiegati che sembrarono completamente stupiti riconoscendo il Dormente nell'uomo che era sceso dal sedile del canapo.
Dov' Elena Wotton? domand. Dov'?
Essi lo ignoravano.
Allora, dov' Ostrog? Bisogna che lo veda subito. Egli mi ha disobbedito. Sono venuto qui per togliergli tutto il maneggio degli affari.
Senza aspettare Asano, attravers il vestibolo, sal gli scalini situati all'estremit, e, sollevando la tenda, si trov faccia a faccia col Titano sempre oppresso dal suo fantastico lavoro.
L'atrio era deserto: il suo aspetto era molto cambiato da quando l'aveva veduto Graham. Nella lotta violenta della prima sommossa, esso aveva subito gravi danni. A destra della grande statua, la parte superiore del muro era stata demolita per quasi duecento piedi di lunghezza, e un'immensa placca di una membrana vetrosa, simile a quella nella quale si era trovato rinchiuso Graham quando si era svegliato, nascondeva l'apertura e ammortiva, senza soffocare, le voci del popolo di fuori.
Alle sezioni! Alle sezioni! Alle sezioni!
Attraverso quella membrana si distinguevano le longarine e i sostegni degli apparati metallici che si elevavano e si abbassavano secondo i bisogni degli operai. Una macchina da costruzione, con lunghi bracci di metallo dipinto di rosso, che afferravano con un movimento lento i blocchi ancor plastici di pasta minerale e li ponevano esattamente nella posizione voluta, si ergeva, scheletrita, in quella prospettiva tinta di verde. Essa contava ancora un certo numero di operai che esaminavano con sguardo sorpreso la folla che stava gi. Per un momento Graham si ferm a contemplare un tale spettacolo e Asano lo raggiunse:
Ostrog, disse Asano, deve essere negli uffici laggi!
L'omettino era livido ora e i suoi occhi scrutavano attentamente la faccia di Graham.
Avevano fatto appena dieci passi, allorch una parete a sinistra dell'Atlante fu rialzata e comparve Ostrog, accompagnato da Lincoln e seguito da due negri vestiti di nero e di giallo, che attraversarono l'angolo pi lontano dell'atrio, e si diressero obliquamente verso una seconda parete che era stata sollevata e aperta.
Ostrog! chiam Graham, e, al suono della voce di lui, la piccola truppa si ferm maravigliata.
Ostrog disse qualche parola a Lincoln e si avanz solo. Graham fu il primo a parlare: egli aveva preso un tono elevato e dittatorio.
Che cosa ho saputo mai? dimand. Voi conducete dei negri qui per mantenere l'ordine pubblico?
Non  nemmen troppo presto! rispose Ostrog. Questa turba fannullona, sfugge sempre pi alla nostra direzione, dopo la rivolta. Io non dubitavo mai che....
Allora questi maledetti negri sono per la strada?
S. In ogni caso voi avete veduto il popolo fuori....
E che cosa c' di strano? Ma, dopo quello che avevamo convenuto.... voi avete preso troppa padronanza, Ostrog.
Ostrog non rispose nulla, ma si avvicin al suo interlocutore.
Io non voglio che quei negri vengano fin qui, dichiar Graham. Il Maestro sono io ed essi non verranno.
Ostrog lanci un'occhiata su Lincoln che si avvicin ad essi improvvisamente, col suo variopinto seguito alle calcagna.
E perch no? domand Ostrog.
Fra i bianchi, l'ordine deve essere mantenuto dai bianchi. Del resto....
I negri non sono che uno strumento.
Ma quello non vuol dir nulla. Io sono il Maestro, e intendo essere il Maestro. E vi proibisco di far venir quei negri.
Il popolo....
Io ho fiducia nel popolo,
Perch siete un anacronismo. Voi giungete dal tempo passato.... Voi siete un accidente. Voi possedete forse la met del mondo.... ma voi non siete affatto il Maestro. Voi non avete abbastanza scienza per essere il Maestro.
E gett di nuovo un'occhiata su Lincoln.
Ora io so ci che pensate, riprese, e indovino quello che avete voglia di fare. Non  ancora troppo tardi per avvisarvi. Voi sognate l'uguaglianza umana.... un'organizzazione socialista. Questi vecchi sogni del secolo diciannovesimo sono sempre nuovi e viventi nel vostro spirito, e voi vorreste governare, agitare questo secolo che per voi  un enigma.
Ascoltate, disse Graham. Lo udite questo rumore simile a quello del mare.... Non sono delle voci, ma una voce sola.... Capite bene?
Siamo noi che abbiamo insegnato loro quel canto, sogghign Ostrog.
Forse. Ma potete forse insegnar loro a dimenticarlo? Del resto ne ho gi abbastanza. I vostri negri non verranno.
Vi fu un minuto di silenzio e Ostrog lo guard bene in faccia.
Verranno! articol chiaramente.
Lo proibisco! esclam Graham.
Sono in cammino.
Io non voglio.
No? fece Ostrog. Per quanto sia desolato di esser ricorso al metodo del Consiglio.... per il vostro proprio bene.... non bisogna che voi siate dalla parte del disordine. E poich siete qui.... Siete stato ben gentile di essere tornato qui.
Lincoln pos la mano sulla spalla del Maestro e Graham rendendosi improvvisamente conto della sciocchezza commessa nel tornare al Palazzo, si precipit verso i paramenti che separavano l'atrio dell'anticamera. Intervenne Asano, e mentre Lincoln si era impadronito del mantello di Graham, questi si rivolt e colp Lincoln alla faccia. Immantinente un negro lo prese per il collo e per il braccio, egli si liber con uno sforzo disperato strappandosi la manica del vestito; poi si rigett indietro barcollando e ricevette una pedata dall'altro negro. Egli cadde pesantemente a terra e rimase alcuni secondi immobile guardando il soffitto lontano. Quindi cominci ad urlare, rotol su se stesso in una lotta furiosa, afferr per le gambe uno di quei negri che cadde disteso e alla fine giunse a rimettersi in piedi.
Lincoln drizzandosi dinanzi a lui, ricevette un pugno formidabile sotto il mento e cadde in terra rimanendo inerte. Graham fece due passi, quindi barcoll: il braccio di Ostrog gli cingeva il collo e fu rovesciato all'indietro con le braccia inchiodate al suolo. Dopo alcuni sforzi violenti, egli cess di dibattersi e rimase disteso cogli occhi fissi su Ostrog che ansimava.
Voi.... siete.... prigioniero.... balbett Ostrog, tutto sudato e trionfante. Non avete fatto male a ritornare.
Graham rivolse la testa a destra e a sinistra, e attraverso l'apertura irregolare della parete verde dell'atrio, egli scorse gli uomini che manovravano le gru, gesticolare con animazione, curvi verso il popolo, sopra di essi. Essi avevano veduto! Ostrog segu la direzione de' suoi occhi e trasal: disse qualche parola a Lincoln, ma questi non si mosse. Una palla and a ficcarsi nelle modanature sopra la statua dell'Atlante. I due strati di materia trasparente che nascondevano l'apertura, si strapparono; gli orli della rottura annerirono, si accartocciarono rapidamente verso la cornice e in un batter d'occhio, la sala del Consiglio rimase aperta all'aria. Una fredda raffica entr, portando seco una confusione di voci che salivano dalle rovine, e grida di minaccia.
Salvate il Maestro! Che cosa fanno al Maestro? Il Maestro  tradito!
Graham si rese conto che l'attenzione di Ostrog era distratta e che egli non gli faceva pi violenza, e sprigionando di un sol colpo le braccia, si mise vivamente in ginocchio; quindi con un moto delle spalle respinse il suo avversario; e con un ginocchio ancora a terra, afferr Ostrog per la gola mentre quest'ultimo si attaccava con ambo le mani alla sciarpa di seta che cingeva il collo di Graham. Ma alcuni uomini, scendendo dal palco d'onore, venivano verso di essi; uomini, sulle intenzioni dei quali Graham si ingann. Egli intravvide qualcuno che correva in lontananza, verso le tende dell'anticamera, e, nel medesimo momento i nuovi venuti si gettarono su di lui mentre Ostrog gli sfuggiva dalle mani, e con sua inaudita sorpresa, quella gente s'impadroniva della sua persona. Essi obbedivano agli ordini che impartiva loro Ostrog. Cos fu trascinato per una dozzina di metri prima di capire che coloro non erano amici e che essi lo trascinavano verso la finestra aperta. Ma allora cerc di resistere e tentando di gettarsi per terra, chiam al soccorso con tutte le sue forze. Questa volta le sue grida ebbero una risposta.
La stretta del collo si era allentata ed ecco che nell'angolo inferiore della rottura, si mostrarono, prima uno per volta, e poi aggruppati, un gran numero di piccoli uomini neri che gridavano agitando le braccia: saltarono nella galleria leggiera che conduceva alle stanze silenziose correndo lungo quella galleria e cos vicino che Graham distinse le armi che tenevano in mano. Ostrog, accanto a lui, vocifer incoraggiamenti agli uomini che lo tenevano e, una volta di pi, Graham resist con tutte le sue forze a coloro che lo spingevano verso l'apertura spalancata.
Essi non possono scendere, ansim Ostrog. Non osano far fuoco. Va bene. Essi non l'avranno ancora.
Durante alcuni minuti che a Graham parvero eterni, si prolung questa lotta spaventosa. I suoi abiti erano strappati in molti punti, il suo corpo era ricoperto di polvere e una delle sue mani era stata ammaccata. Egli udiva le grida de' suoi partigiani e distinse perfino dei colpi di arma da fuoco: le sue forze lo abbandonavano e pens che la resistenza da lui opposta, era folle e inutile. Non vedeva giungere alcun soccorso da nessuna parte e certo, irresistibilmente, l'apertura nera, spalancata, si avvicinava.
Ad un tratto la molteplice stretta che lo opprimeva si rallent: egli si dibatt e torn in piedi. La testa grigia di Ostrog indietreggi improvvisamente e Graham si accorse di non esser pi prigioniero. Voltandosi indietro, si trov faccia a faccia con un uomo vestito di nero: in quel momento ud vicino a s un gran colpo che partiva da un'arma verde mandando un nuvolo di fumo acre che gli sfior il volto e una lama d'acciaio brill. L'immensa sala cominci a girare....
Egli vide un uomo vestito di azzurro pallido che pugnalava uno degli agenti vestiti di nero e giallo, distanti da lui meno di tre passi; quindi sent afferrarsi ancora. Ora lo trascinavano in due direzioni: gli parve che gli dicessero qualche cosa: voleva cercar di capire ma non ci riusciva. Qualcuno lo aveva agguantato per le gambe per sollevarlo malgrado i suoi vigorosi sforzi. Ad un tratto cap e cess di resistere: alcuni uomini lo sollevavano sulle loro spalle, l'allontanavano dal pericolo, e lo trasportavano nel centro dell'atrio. Diecimila persone lo acclamavano.
Intanto Graham si rendeva conto che una specie di guardia del corpo, si formava attorno a lui: alcune persone si agitavano, si spolmonavano, lanciando ordini vaghi. E vicino a lui, l'uomo in giallo dai baffi neri che aveva gi notato fra coloro che l'avevano salutato nell'anfiteatro pubblico, dirigeva e comandava. L'atrio era tutto stipato di una folla in rivoluzione; la piccola galleria di metallo si curvava sotto il peso degli insorti che emettevano grida di acclamazione; le tende all'estremit erano state violentemente tirate da parte lasciando veder l'anticamera piena di una densa moltitudine. Il tumulto gli permetteva appena di farsi udire dall'uomo che gli era vicino.
Dov' Ostrog? domand.
Quegli a cui era rivolta questa interrogazione, stese la mano sopra alle teste, nella direzione opposta all'apertura: le finestre inferiori erano aperte e alcuni insorti armati vestiti di azzurro ornati di nere cinture, vi entravano impetuosamente per sparire nelle stanze e nei corridoi dove quelle finestre davano accesso. Un crepitio di fucilate si ripercuoteva nell'aria attraverso quel tumulto, Graham si vide trascinato, seguendo una curva spezzata, attraverso il grande atrio, in direzione d'un'apertura, al disotto della breccia. Egli scorse degli uomini che si sforzavano, con una specie di disciplina violenta, di tenere indietro la folla attorno a lui, per formare uno spazio libero. All'uscire dall'atrio, un gran muro bianco, costruito di recente, al di sopra del quale appariva l'azzurro del cielo, si drizz davanti ad essi. Allora coloro che portavano Graham lo rimisero in piedi mentre qualcuno s'impadron del suo braccio per insegnargli la strada. Gli fecero salire una stretta scala di mattoni, dopo di che egli distinse subito le grandi masse dipinte di rosso, le gru, le leve e i meccanismi silenziosi dell'enorme macchina da costruzioni. Giunto in cima alla scala, attravers rapidamente un marciapiede strettissimo munito di una balaustrata e, improvvisamente, in una acclamazione immensa, l'anfiteatro delle rovine si apr di nuovo davanti a lui.
Il Maestro  con noi! Il Maestro! Il Maestro!
L'acclamazione arriv successivamente come un flutto su quell'oceano di facce rivolte verso di lui, e venne ad urtare sulla scogliera lontana delle rovine da cui rimbalz indietro in un'onda di grida.
Il Maestro  del nostro partito!
Graham si accorse di non esser pi circondato dal popolo e di essere in piedi sopra una piccola piattaforma provvisoria che faceva parte di un ponte di apparenza poco solida che circondava il Palazzo del Consiglio. Su tutta quell'immensa estensione di rovine, ondeggiava la moltitudine strepitosa che lo acclamava: qua e l le bandiere nere delle societ rivoluzionarie si piegavano e si agitavano formando rari centri d'organizzazione in quel caos. Sui muri e sui ponti per mezzo dei quali i suoi salvatori erano arrivati all'apertura della sala dell'Atlante, si sospendeva una folla compatta e piccole forme umane, nere, attive, energiche, attaccandosi alle colonne e alle sporgenze, facevano ostinati sforzi per mettere in movimento quelle masse serrate e immobili. Dietro di lui, all'estremit del ponte, un certo numero d'uomini si arrampicava a fatica, portando un enorme stendardo dalle pieghe battenti. Le lontane piattaforme volanti al sud, si staccavano vivaci e brillanti come riavvicinate da una trasparenza insolita dell'aria. Un aereopilo solitario part ad un tratto dalla leva centrale come se volesse andare incontro agli aereopiani che si attendevano.
Che cosa  accaduto di Ostrog? domand Graham.
Nel medesimo istante egli vide tutti quegli occhi rivolti verso la cresta del Palazzo del Consiglio. Anche lui guard in quella direzione: da principio non vide altro che l'angolo frastagliato di un muro che si staccava netto e duro nel cielo: poi, nell'ombra, egli distinse l'interno di una stanza e riconobbe, trasalendo, la decorazione bianca e verde della sua antica prigione. Attraversando rapidamente quello spazio aperto, fino all'orlo stesso dei frammenti di quelle rovine, apparve una piccola forma vestita di bianco, seguita da altre due vestite di nero e di giallo. L'uomo accanto a lui esclam: "Ostrog!". Graham si volt per fare una domanda, ma ne fu impedito dall'esclamazione veemente di un altro personaggio che indicava, nel medesimo tempo, qualche cosa colla sua scarna mano. Egli alz gli occhi: l'aeropilo che aveva veduto levarsi dalla piattaforma volante, allorch aveva guardato in quella direzione, si avanzava ora verso di essi. Il suo volo rapido e regolare, era ancora per lui qualche cosa di abbastanza nuovo per trattenere la sua curiosit.
La macchina volante si avvicin, diventando sempre pi grande, e oltrepassando finalmente la linea pi lontana delle rovine, giunse in vista delle moltitudini di fondo. Essa affond attraversando quello spazio, risal, pass sopra a quelle teste, e, per evitare il massiccio Palazzo del Consiglio risal ancora, forma trasparente, attraverso le membrane della quale si scorgeva l'aereonauta solitario; quindi spar al disopra delle rovine.
Graham torn ad osservare Ostrog che faceva dei segnali colle braccia mentre i suoi compagni si affrettavano ad abbattere il muro accanto a lui. Un momento dopo, l'aeropilo si mostr di nuovo, piccolo punto lontano, disegnando una vasta curva e rallentando la sua velocit.
Quindi, improvvisamente l'uomo vestito di giallo domand:
Che cosa fanno? Che cosa fa il popolo? Perch lasciano Ostrog lass? Perch non lo catturano? Essi stanno per sollevarlo.... L'aeropilo lo solleva! Ah!
L'immenso fracasso che veniva dal basso, fece eco a questa esclamazione. Lo strepito delle armi verdi oltrepass l'abisso intermedio fino a Graham: in fondo un certo numero di uniformi nere e gialle si slanciavano lungo una delle gallerie che si aprivano in piena aria, sotto al promontorio sul quale stava Ostrog. Correndo essi facevano fuoco sulle persone che non vedevano; quindi apparve una truppa di uomini vestiti di azzurro pallido che li perseguitava. Un tal combattimento fra quelle piccole forme produceva il pi strano effetto: esse sembravano nella loro corsa piccoli soldati di piombo. L'aspetto bizzarro di quell'edificio scoperto, sventrato, dava a quella battaglia, in mezzo ai mobili e ai corridoi, qualche cosa fuori della realt. Quelle peripezie avvenivano a circa duecento metri da Graham e a quasi cinquanta piedi al disopra della folla che aveva invaso le rovine. Gli uomini vestiti di nero e giallo, entrarono precipitosamente in un passaggio arcuato e tornarono indietro per lasciare andare una scarica. Uno di quelli che li perseguitavano, avanzandosi a gran passi fino alla sponda, sollev le braccia in aria, barcoll da una parte, parve a Graham che restasse in equilibrio per alcuni minuti, e poi cadde colla testa in avanti. Graham lo vide urtare un angolo sporgente, saltare, rimbalzare, girar su s stesso parecchie volte e sparire dietro i bracci rossi della macchina da costruzione.
Quindi un'ombra pass fra il sole e Graham, egli alz la testa: il cielo era sereno, ma s'accorse subito del passaggio dell'aeropilo. Ostrog era scomparso: l'uomo vestito di giallo si gett in avanti tutto sudato, pieno di zelo, e mostr colla mano un non so che, urlando:
Essi approdano! Essi approdano! Dite che faccian fuoco! Che faccian fuoco!
Graham non distingueva nulla in quella confusione: ud soltanto alcune voci fortissime che ripetevano quegli ordini enigmatici. Improvvisamente, in cima a quelle rovine, vide la prua dell'aeropilo scivolare e fermarsi con una scossa e subito cap che la macchina veniva a cogliere Ostrog il quale prendeva la fuga. Una nebbia azzurra sal dall'abisso: era il popolo che sotto di lui, faceva fuoco a tutto spiano verso la prua che cadeva a picco. Un uomo accanto a lui, dette in una fioca esclamazione: gli insorti si erano impadroniti del passaggio arcuato che un momento prima era stato loro disputato dalle truppe vestite di nero e giallo e si precipitavano in un torrente continuo, lungo il passaggio libero. Ad un tratto l'aeropilo scivol sopra la cresta del Palazzo del Consiglio e cadde, facendo un angolo di 45 gradi e piegandosi in una maniera cos brusca, che tanto a Graham come a tutti gli altri spettatori parve che non gli sarebbe stato pi possibile di rialzarsi.
Nella sua caduta pass cos vicino a Graham che quest'ultimo pot vedere Ostrog aggrapparsi alle impugnature della sedia, co' capelli grigi svolazzanti, e l'aereonauta pallidissimo, che s'appoggiava con tutte le sue forze sulla leva che faceva muovere il motore lungo le guaine. S'accorse intanto che un vago timore aveva invaso gli spettatori.
Graham si puntell contro la balaustra che gli stava dinanzi, colla bocca aperta sentendosi soffocare: quel secondo gli parve un secolo. La membrana inferiore dell'apparecchio rasent quasi la folla che, per fuggire, si rovesciava, si schiacciava, cacciando grida orribili.
Finalmente l'aeropilo risal: per un momento parve che non potesse sormontare il muro opposto, n evitare il motore a vento che girava pi lontano, ma ad un tratto egli si trov completamente libero; spicc il volo, sempre inclinato da una parte e si libr nello spazio libero spazzato dal vento.
A quel momento di dubbio successe una furiosa disperazione, poich tutto il popolo cap che Ostrog era fuggito: di nuovo fecero fuoco con tardiva attivit: lo scoppietto delle armi si cambi in un rumore continuo, in tutta l'arena si diffuse un fumo azzurrognolo e l'aria divenne acre e pungente. Troppo tardi! L'aeropilo, pi piccolo, descriveva delle curve, e scendeva, scivolava con grazia, verso lo scalo da cui aveva preso il volo poco tempo prima. Ostrog era fuggito.
Per un momento si elev dalle rovine un rumore confuso, poi, l'attenzione universale torn a rivolgersi su Graham, dritto in alto, in mezzo ai ponti.
Migliaia di facce lo guardavano, acclamando la sua liberazione. Dal fondo delle strade mobili si udiva mormorare il canto della rivolta, agitando come brezza quel mare ondeggiante di uomini. Il piccolo gruppo che lo circondava gli esprimeva le proprie felicitazioni per essere uscito sano e salvo dagli artigli di Ostrog. L'uomo vestito di giallo era vicino a lui, col volto immobile, gli occhi splendenti. Il canto si elevava sempre pi potente, e il sordo fracasso di piedi in marcia si avvicinava.
A poco a poco cap il rapido cambiamento della sua posizione: Ostrog che l'aveva assistito ogni volta che si era trovato in contatto di quella moltitudine, fuggiva laggi adesso.... era l'antagonista. Non c'era pi nessuno per regnare in luogo del Maestro. Il popolo stesso che lo circondava, i capi e i conduttori della moltitudine imploravano un suo gesto, un segnale per agire: aspettavano i suoi ordini poich egli era proprio il re e il suo regno di fantoccio era terminato.
Un'unica preoccupazione s'impossessava ora di tutte le sue facolt: fare il gesto esatto, pronunziare quelle parole che si aspettavano da lui. I suoi nervi e i suoi muscoli trasalivano, il suo spirito era forse un po' turbato, ma scevro di timore e di collera, la sua mano scottava.... L'atteggiamento che doveva prendere lo rendeva un po' nervoso.... sapeva di non aver paura e quindi non voleva mostrarsi pauroso. Nella sua vita anteriore aveva spesso provato maggiore sovreccitazione giuocando ai giuochi d'azzardo.... Ora desiderava l'azione immediata, sapendo che non doveva considerare troppo dettagliatamente l'enorme complessit della lotta per timore di rimaner vittima della sua complicazione stessa. Laggi, dalla parte opposta, quelle forme azzurre quadrate, quegli scali aereostatici rappresentavano Ostrog, ed ora doveva combattere per il mondo contro Ostrog.
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Capitolo 23.
Mentre giungono gli aereopiani.
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Il Maestro della terra non era per, in tali congetture, padrone del proprio spirito; sembrava che la sua volont non gli appartenesse pi; i suoi atti stessi lo maravigliavano poich non erano altro che una parte della strana confusione che agitava tutto il suo essere. Le sole cose certe erano queste: che gli aereopiani erano in cammino, che Elena Wotton aveva avvertito il popolo del loro arrivo e che egli era il padrone della terra. Ciascuno di questi fatti lottava per prender pieno possesso del suo pensiero; essi uscivano da un terrapieno di estensioni brulicanti, di passaggi elevati, di sale in cui deliberavano dei capi sezione, di stanze da cinematografi e da telefoni, e di finestre che mostravano l'ondeggiar confuso della folla in marcia. Egli non giungeva a capire se l'uomo vestito di giallo e altri ancora che udiva designare sotto il nome di capi sezione, lo spingessero in avanti, o lo seguissero con sottomissione.
Forse facevano un po' dell'uno e un po' dell'altro: forse una qualche invisibile e ignota potenza li dirigeva tutti, ma egli sapeva perfettamente di essere sul punto di lanciare un proclama al popolo della terra e aveva nel suo spirito frasi grandiose ondeggianti e imprecise come ci che voleva dire. Dopo una serie di piccoli incidenti, entr finalmente coll'uomo vestito di giallo, in una piccola stanza in cui era necessario declamare tale dichiarazione. La disposizione dei mobili, in ci che essi avevano di ignoto per lui, pareva singolarmente strana: nel centro stava un ovale brillante, illuminato dall'alto da lampade elettriche a riflettori: il resto della stanza rimaneva nell'ombra e le doppie porte, graziosamente disposte, per le quali era venuto dall'atrio formicolante dell'Atlante, soffocavano ogni rumore, chiudendosi silenziosamente. Il tumulto nel quale era vissuto da tante ore, era cessato improvvisamente: e si trovava in un cerchio tremolante di luce, in mezzo al sussurrio, ai movimenti rapidi e silenziosi di funzionarii appena visibili: tutto ci produceva su Graham un effetto strano. Gli orecchi enormi di un meccanismo fonografico, si aprivano in una batteria, pronti a ricevere le sue parole: gli occhi neri delle grandi macchine fotografiche, aspettavano i suoi primi atti; pi lontano, delle bacchette e dei rocchetti metallici splendevano debolmente mentre qualche cosa girava su se stesso in un angolo con un rumore incessante. Graham si avanz fino al centro della parte illuminata, e la sua ombra si raccolse nera e precisa, in una piccola macchia, ai suoi piedi. Le cose che egli si era proposto di dire prendevano gi una vaga forma nel suo spirito; ma quel silenzio, quell'isolamento, quell'improvviso allontanarsi dall'esaltazione contagiosa della folla, quella muta assemblea di macchine spalancate, splendenti, erano un cambiamento improvviso. Pareva che tutto ci che lo sosteneva si fosse ritirato di un sol colpo, e gli sembrava di esser caduto l inopinatamente, di essersi l ritrovato all'improvviso. In un momento non fu pi lo stesso: temeva di non esser pi all'altezza della sua posizione; ebbe paura di sembrare un commediante, tem del suono della propria voce, del senso delle sue parole, e tutto stupito si rivolse verso l'uomo vestito di giallo con un gesto propiziatorio.
Un momento, egli fece, bisogna che aspetti un poco. Io non credevo che accadessero queste cose! Bisogna che rifletta su ci che debbo dire.
Mentre esitava, giunse un messaggiero portando la notizia che i primi aereopiani passavano al disopra di Arawan.
Arawan? domand. Dov'? Ma, comunque sia, essi vengono.... Verranno qui.... Quando?
Al crepuscolo.
Gran Dio! Fra qualche ora! Che notizie ci sono degli scali? s'inform.
Il popolo delle sezioni del sud-ovest  pronto.
Pronto!
E si volt con impazienza verso i cerchi bianchi delle lenti.
Suppongo che il mio discorso debba essere una specie di allocuzione.... Chi sa che cosa darei per saper con certezza ci che devo dire! Gli aereopiani ad Arawan! Questi debbono esser partiti prima del grosso della flotta! E il popolo che  pronto! Certamente.... Oh! Che cosa importa che parli bene o male? esclam e intanto si accorse che la luce diveniva pi intensa.
Egli aveva gi studiato alcune frasi vaghe, piene di sentimentalismo democratico, quando tutto ad un tratto, fu assalito da molti dubbi. Constat che la sua fede, nella sua parte eroica, e nella sua vocazione, aveva perduto la sua bella sicurezza, che era stata sostituita dal quadro di una piccola futilit pretensiosa, in un deserto tumultuoso di destini incomprensibili. Improvvisamente concep tutta la verit: quella rivolta contro Ostrog era stata maturata da molto tempo, condannata anticipatamente a fallire, primo movimento della passione inabile contro le cose inevitabili. Quel rapido volo di aereopiani, pensava, rappresentava abbastanza bene il destino che piombava su di lui e si meravigliava di aver potuto considerare le cose sotto un altro aspetto. In tali critiche circostanze, egli gett assolutamente da parte ogni esame e ogni discussione, deciso, a qualunque costo, di andare fino in fondo di ci che aveva determinato di fare. E per incominciare, non poteva trovar da dire una sola parola. Mentre che stava tutto imbarazzato, esitante, atteggiandosi a pronunziare sciocche scuse, si udirono delle grida di sorpresa e dei rumori di passi che correvano qua e l.
Aspettate! esclam qualcuno, e una porta si apr.
Essa viene, dissero alcune voci.
Graham si volt mentre la luce si affievol. Nella cornice della porta, vide una forma grigia, leggera, che si avanzava attraverso una sala spaziosa. Il cuore di Graham sussult. Era Elena Wotton. Un'esclamazione tumultuosa la seguiva e la circondava: l'uomo vestito di giallo usc dall'ombra entrando nel cerchio di luce.
 stata lei che ci ha avvisato di ci che aveva fatto Ostrog, disse.
Il volto della fanciulla era infiammato e le pesanti anella della sua nera chioma, ricadevano sulle sue spalle: le pieghe del suo abito di molle seta ondeggiavano al ritmico movimento de' suoi passi. Via via che ella si avvicinava, il cuore di Graham batteva precipitosamente: ogni dubbio era scomparso. Sulla soglia, l'ombra avvilupp e vel le forme di Elena; l'eccitazione del suo volto diminu ed essa si trov vicino a lui.
Voi non ci avete tradito, disse, Siete con noi.
Dove eravate? domand Graham.
All'ufficio delle sezioni del sud-ovest. Dieci minuti fa non sapevo ancora che foste tornato: e sono andata a quegli uffici per avvertire i capi affinch annunziassero al popolo il vostro ritorno.
Io sono tornato appena ho saputo....
Lo sapevo! esclam, io sapevo che sareste stato dei nostri. E sono io, che l'ho detto loro. Essi si sono sollevati: il mondo intero si solleva. Il popolo si  risvegliato. Grazie a Dio, non ho agito inutilmente. Voi siete ancora il Maestro.
Voi li avete avvisati, disse Graham lentamente, e vide che nonostante il suo franco sguardo, le labbra della fanciulla tremavano, e che la sua gola oppressa ansimava.
Io li ho avvisati: ero qui quando ho udito dar l'ordine di far venire i negri a Londra per sorvegliarvi e per ridurre il popolo all'ordine.... per farvi prigioniero. Ed ho buttato all'aria tutti questi disegni. Sono uscita e ho parlato al popolo. E voi siete ancora il Maestro.
Graham lanci un'occhiata alle lenti nere della camere oscure, alle grandi orecchie degli apparecchi attenti, poi la guard.
Io sono ancora il Maestro, disse lentamente, e il volo rapido di una flotta di aereopiani pass attraverso i suoi pensieri. E voi avete fatto ci? Voi, che siete la nipote di Ostrog?
Per voi, replic la fanciulla, per voi, affinch voi, che siete stato aspettato dal mondo intero, non siate privato del vostro potere.
Graham rimase un momento in silenzio, contemplandola. I suoi dubbi e le sue esitazioni erano scomparsi davanti a quella donna: egli ricord le cose che si era proposto di dire e ancora una volta tenne fronte agli apparecchi, e la luce, attorno a lui, divenne pi intensa.
Voi mi avete salvato, disse, voi avete salvato il mio potere. E la battaglia incomincia. Dio sa quello che succeder questa notte.... almeno ci non sar il disonore....
Tacque: poi si rivolse alle invisibili moltitudini che lo guardavano attraverso quei grotteschi occhi neri. Dapprima egli parl lentamente.
Uomini e donne del nuovo secolo, voi vi siete sollevati allo scopo di combattere per l'umanit.... E nella lotta che si presenta, la vittoria sar difficile....
S'interruppe per cercar le frasi; i pensieri che gli si affollavano alla mente, prima che arrivasse la fanciulla, riapparvero infatti, ma trasformati e scevri di quel carattere eteroclito che li aveva sciupati.
Oggi tutto comincia di nuovo, esclam, questa battaglia che si avvicina, che giunge, fulminea, stasera, non  che un principio. Forse  necessario che lottiate tutta la vostra vita. Non vi allarmate per anche se rimarr sconfitto, anche se fossi completamente disfatto.
Egli sent che l'idea della quale s'impossessava il suo spirito, era troppo vaga per esprimersi con delle parole, quindi si ferm un momento e si slanci in vaghe esortazioni, per finir poi in un mare di parole. Una gran parte di ci che declamava non era che l'eloquenza umanitaria di un secolo scomparso, ma il suo accento di convinzione dava vita a quelle banalit. E raccont ci che fossero gli antichi giorni per il popolo del nuovo secolo, alla donna che gli stava a fianco.
Io giungo a voi dal passato, col ricordo di un secolo che sperava. Il mio secolo era un secolo di sogni.... di principii.... un secolo di nobili aspirazioni.... Nel mondo intero noi avevamo posto fine alla schiavit; nel mondo intero avevamo sparso il desiderio di veder cessare la guerra, il desiderio che tutti, uomini e donne, potessero vivere nobilmente nella pace e nella libert.... Ecco ci che noi speravamo una volta. E che cosa  avvenuto di queste speranze? Dov' giunto l'uomo dopo questi duecento anni? Immense citt, vaste potenze, una grandezza collettiva che ha oltrepassato i nostri sogni.... non  per questo che noi abbiamo lavorato, ed  ci che esiste. Ma che cosa  stato fatto di queste innumerevoli esistenze che costituiscono questa vita pi grande? Che cosa  divenuta l'esistenza individuale? Essa  rimasta come  sempre stata: dolore e lavoro; ostacoli e disillusioni, colla lusinga, l'ingordigia del potere, della ricchezza e di tutte quelle forze impiegate in pura perdita, atrofizzate o viziate. L'antica fede si  estinta o trasformata, la nuova fede.... Ma v'ha forse una nuova fede?
Molte cose che per tanto tempo egli aveva desiderato di credere, si accorgeva di crederle ora, e si attacc alla fede, se ne impadron, si aggrapp a lei durante un po' di tempo. Egli espresse con trasporto, con frasi incomplete e sconnesse, ma con tutto il suo cuore e con tutta la sua forza, quella nuova fede che viveva in lui: parl dell'elevatezza dell'abnegazione, della sua fede nella vita immortale dell'umanit.... La sua voce s'inalzava e si abbassava mentre gli apparecchi registratori rumoreggiavano di applausi precipitati. Nell'ombra, accanto a lui, spettatori invisibili lo spiavano e, nei suoi movimenti di dubbio e d'incertezza, il pensiero che aveva di un'uditrice silenziosa accanto a lui, sosteneva la sua sincerit. Durante alcuni minuti d'ebbrezza, egli si lasci trascinare, non provando alcun dubbio sulla sua qualit di eroe, e parole eroiche gli venivano alle labbra, naturalmente, senza alcuna esitazione, e senza imbarazzo. La sua eloquenza non era zoppicante. Finalmente pens alla conclusione:
In questo medesimo istante, esclam, io faccio il mio testamento. Tutto ci che  mio lo dono al popolo: a voi tutto io dono ed a voi mi consacro tutto. E se Dio lo vuole, io vivr per voi o morir per voi.
Termin con un gran gesto e si volt indietro, in modo da poter vedere l'ardore della sua esaltazione riflessa sul volto della fanciulla: i loro occhi s'incontrarono pieni di lagrime di entusiasmo. Pareva che qualche cosa li spingesse l'uno verso l'altra e si strinsero le mani rimanendo a lungo in quella stretta, guardandosi intensamente, con un silenzio significativo. Essa mormor:
Lo sapevo! Lo sapevo!
Graham non pot dire nessuna parola e strinse fortemente fra le sue la mano della fanciulla mentre il suo spirito era agitato da gigantesche passioni. L'uomo vestito di giallo era accanto a loro: n l'uno n l'altra avevan notato il suo arrivo: egli diceva che le sezioni del sud-ovest erano in marcia.
Non li aspettavo cos presto! esclam. Hanno fatto meraviglie! Bisogna che mandiate loro una parola d'incoraggiamento.
Graham lasci la mano d'Elena e fiss sull'uomo i suoi grandi occhi dallo sguardo distratto, quindi, trasalendo, torn a preoccuparsi degli scali aereostatici.
S? Ecco ci che  buono, ci che  eccellente, disse cercando il messaggio desiderato, Mandate loro a dire cos: "Brave sezioni del sud-ovest, noi siamo di cuore con voi".
Qui si volt verso Elena Wotton. Sul suo volto essa pot leggere l'angosciosa lotta d'idee nella quale egli si dibatteva
Bisogna impadronirsi di quegli scali, dichiar. Se non ci riusciamo essi serviranno per fare sbarcare i negri. Bisogna impedir ci ad ogni costo.
Mentre parlava, sentiva che non era ci quello che voleva dire prima d'interrompersi e negli occhi di Elena not un'ombra di sorpresa; aveva ricominciato a parlare, quando una soneria acuta soffoc la sua voce. Graham indovin ci che essa aspettava da lui, cio che egli si mettesse a capo di quel popolo, vicino a cui doveva compiere il suo dovere. Improvvisamente manifest il suo pensiero rivolgendosi all'uomo vestito di giallo, ma veramente le sue parole eran dirette alla fanciulla la quale, per tutta risposta, gli mostr un volto raggiante.
Qui non faccio niente, diceva.
 impossibile, protest l'uomo vestito di giallo.  un combattimento a corpo a corpo.... Il vostro posto  qui.
E perdendosi in diverse considerazioni per spiegare in quale luogo Graham doveva rimanere ad aspettare, concluse con insistenza che questo era l'unico partito da prendersi.
Bisogna che noi sappiamo dove siete, disse alla fine. Ad ogni momento pu prodursi una crisi che renda necessarii la vostra presenza e i vostri ordini.
La stanza in cui li fece entrare era sfarzosamente ammobiliata e copiosamente arredata di macchine parlanti, con uno specchio spezzato che era stato una volta in comunicazione con quelli del posto di guardia. Parve naturalissimo a Graham che Elena rimanesse con lui. Le rovine colossali e i rottami che aveva sotto gli occhi, gli avevan fatto immaginare un campo di battaglia immenso, coperto di truppe compatte che lottassero accanitamente. Qui nessun campo di battaglia come se lo figurava, e in sua vece la clausura e l'attesa: solo molto tardi, in quel pomeriggio, pot avere a poco a poco, un'immagine esatta del combattimento che infieriva, inaudito e invisibile, a una distanza di cinque chilometri, sotto lo scalo di Rochampton. Era uno scontro strano e senza esempio, una battaglia composta di centomila piccole zuffe, una lotta in una serie di strade e di corridoi fuori della vista del cielo e del sole, sotto i riflessi elettrici, in una confusione immensa, una lotta che moltitudini inesperte, guidate dalle acclamazioni, e moltitudini abbrutite da un lavoro meccanico e snervate dalla tradizione di duecento anni di sicurezza servile, impegnavano contro altre moltitudini demoralizzate da una vita sensuale e privilegiata.
N le une n le altre possedevano un reggimento di artiglieria: nessuna uniforme le distingueva: da ambo le parti la sola arma era la piccola carabina di metallo verde, la cui segreta fabbricazione e la improvvisa distribuzione in quantit enormi, all'insaputa del Consiglio, era stato uno de' pi abili colpi di Ostrog. Rari eran coloro che possedevano l'esperienza di quell'arma, poich la maggior parte di essi non l'avevano mai maneggiata e molti di coloro che la portavano, erano venuti senza munizioni. Non vi fu mai scarica pi fantastica di quella nella storia della guerra: era una battaglia di dilettanti, un'atroce guerra di tentativi, di sovvertitori armati combattenti gli uni contro gli altri, spinti in avanti dalle parole e dal fascino di un canto, dalla fiducia nel loro numero, che si riversavano a migliaia incalcolabili verso le strade secondarie, verso gli ascensori demoliti, vicino alle gallerie sparse di sangue, alle sale e ai corridoi pieni di fumo, sotto gli imbarcaderi aereostatici. E rincantucciati l dove era impossibile ritirarsi, essi imparavano a proprie spese gli antichi misteri delle guerra. Il giorno era di una limpida serenit, e, all'infuori di alcune striscie di vapore che si moltiplicarono verso sera, la pi piccola nube non turbava lo splendore del cielo che pareva volesse rimanere cos, spazioso e vuoto, fino all'arrivo degli aereopiani.
Ostrog, a quel che pareva, non aveva punte bombe a sua disposizione, e, nelle prime fasi del combattimento, gli aereopili non ebbero alcuna parte. Ad ogni momento i messaggi annunziavano l'avvicinarsi degli aereopiani, messaggi che dapprima venivano da un porto della costa meridionale del Mediterraneo, quindi da un altro porto della costa settentrionale, e in breve dal sud della Francia.
Ma nonostante l'insistenza di Graham, non si aveva nessuna traccia dei nuovi cannoni che Ostrog aveva fatto fondere, che dovevano essere in qualche parte della Citt, e nello stesso modo s'ignorava l'esito del combattimento a cui si abbandonava la moltitudine brulicante per impadronirsi degli imbarcaderi aereostatici.
Le sezioni della Compagnia del Lavoro, le une dopo le altre, facevano sapere che esse si radunavano, che si mettevano in cammino: quindi si precipitavano violentemente nel labirinto in cui infierivano i combattimenti, e non se ne udiva pi parlare. Che cosa accadeva laggi? Perfino i capi-sezione pi attivi non lo sapevano. Nonostante l'apertura e la chiusura continua delle porte, nonostante i messaggeri premurosi e il rumore delle sonerie elettriche, e il perpetuo clic-clac degli apparecchi registratori, Graham si sentiva isolato, stranamente inattivo, inutile.
Quell'isolamento gli sembrava talvolta il fatto pi strano, pi inatteso fra tutti quelli che erano avvenuti dopo il suo risveglio: esso gli ricordava quella forzata inerzia che talvolta si prova sognando. Un tumulto, la meravigliosa realizzazione di una lotta fra lui e Ostrog, che agitava il mondo intero.... e poi quell'esser confinato in quella stanza calma, colle sue tende, co' suoi padiglioni di tromba, colle sue sonerie elettriche, e col suo specchio spezzato. Qualche volta la porta si chiudeva ed essi rimanevano soli ambedue, nettamente divisi da quello sconvolgimento universale senza esempio che infieriva al di fuori, vivamente coscienti l'uno dell'altro, in una preoccupazione, in una sollecitudine reciproca, assoluta. Ora la porta si apriva per lasciar passare dei messaggieri, oppure una soneria acuta interrompeva la loro intimit, come un ciclone che irrompe ad un tratto da una finestra, in una casa splendidamente illuminata. Una fretta sinistra, tumultuosa, la violenza e l'impetuosit della battaglia, penetravano improvvisamente fino a loro, e li opprimevano. Essi non eran pi dei personaggi, ma dei semplici spettatori, delle pure impronte di una convulsione terribile. Diventavamo due esseri lontani dalla realt, miniature di individui indescrivibilmente piccoli, mentre i due reali antagonisti esistenti erano: la Citt che palpitava, e mugghiava laggi in una frenesia prolungata di difesa, e gli aereopiani che si precipitavano inesorabilmente verso di loro, sopra la sferica mole del mondo.
Dapprima essi si erano sentiti penetrare da una fede esaltata, un grande orgoglio si era impossessato di loro, un orgoglio reciproco davanti alla grandezza degli avvenimenti che essi avevano provocato. Graham aveva incominciato a camminare in gi e in su per la stanza, eloquente di una convinzione passeggera sul suo colossale destino. Ma a poco a poco, vaghe e dubbiose suggestioni della prossima sconfitta, avevano un po' diminuito il suo entusiasmo. Per molto tempo essi rimasero soli: allora Graham cambi tema: divent egoista, parl del suo sonno maraviglioso, della misera vita de' suoi antenati, dei suoi lontani ma chiari ricordi, come di cose vedute dalla parte opposta di un canocchiale, e di tutto il rapido giuoco delle passioni e degli errori che avevano formato la sua prima esistenza. Elena parlava poco, ma ascoltava commossa tutto ci che il Maestro le diceva e Graham da parte sua, si sentiva felice di aver trovato infine una persona che sapeva perfettamente comprenderlo. Poi, lasciando da parte quelle pure reminiscenze, torn a predominare in lui quel sentimento di grandezza che essa gli imponeva.
E in mezzo a tutto ci, questo destino era davanti a me, diceva, questa eredit immensa alla quale io non pensavo.
Insensibilmente la loro eroica preoccupazione della lotta rivoluzionaria, ced il posto alla questione della loro predilezione scambievole. Egli si mise ad interrogarla: ed essa lo inform, con semplice vivacit, de' suoi sogni di fanciulla che avevano guidato la sua vita; parl dei giorni che avevan preceduto il risveglio del Dormente e della incredibile commozione che quel risveglio aveva fatto nascere in lei. Essa gli parl ancora di una circostanza tragica della sua adolescenza che aveva oscurato i suoi pensieri, ravvivato il suo odio per l'ingiustizia, e aperto prematuramente il suo cuore ai dolori pi grandi dell'umanit.
Per qualche momento, la grande guerra che li circondava, non fu per Graham che l'accessorio che nobilitava quelle circostanze personali.
Tali confidenze furono interrotte quasi subito: alcuni messaggeri vennero ad annunziare che una gran flotta di aereopiani passava sopra ad Avignone: Graham si avvicin al quadrante di cristallo, nell'angolo della stanza, e constat che la cosa era esatta: quindi si rec in una vicina stanza, consult una carta per misurare le distanze che separavano Londra da Avignone e da New-Arawan e fece rapidi calcoli. Poi, raggiungendo i capi sezione, domand notizie del combattimento degli imbarcaderi ma, non potendone avere, torn ad Elena.
Il volto di lui era cambiato: gli era vagamente venuto in mente che la lotta fosse quasi terminata, che Ostrog resistesse, che dall'arrivo degli aereopiani risultasse un timor panico che potrebbe esser funesto. Una frase di un messaggio gli aveva fatto intravedere la realt che si approssimava: ciascuno di quei giganti alati portava seco, per strangolar la Citt, un migliaio di negri semi-selvaggi. Improvvisamente il suo entusiasmo umanitario fu attenuato: due soli capi-sezione erano nella sala quando vi ritorn. L'atrio dell'Atlante sembrava vuoto ed a lui parve di notare un cambiamento nell'attitudine dei personaggi che l'occupavano. Allora un presentimento oscur subito il suo spirito ed Elena lo guard con aria ansiosa quando ricomparve.
Nessuna notizia, egli disse con indifferenza studiata, in risposta allo sguardo che lo interrogava.
Oppure.... cattive notizie. Noi perdiamo. Noi non guadagniamo terreno.... gli aereopiani si avvicinano sempre pi.
Si allontan fino al capo opposto della stanza, poi ritornando:
Se noi non c'impadroniremo il pi presto possibile degli imbarcaderi.... diss'egli, accadranno cose orribili. Noi saremo sconfitti.
No, disse la fanciulla, non saremo sconfitti. Noi lottiamo per la giustizia e abbiamo il popolo.... e Dio con noi....
Ostrog ha la disciplina, ha un piano.... Sapete ci che ho provato ora.... quando ho saputo che quegli aereopiani si avvicinavano sempre pi? Mi  sembrato di lottare contro la formidabile mole del destino.
Di fuori, giunse fino a loro l'acuta chiamata di una soneria elettrica, uno scalpiccio, e il rumore di un messaggio fonografico. Graham camminava in su e in gi per la stanza, nervoso, impaziente, e improvvisamente si lasci prendere dalla collera che era il difetto del suo carattere.
Maledetto questo mondo complesso, esclam. Maledette tutte le invenzioni umane! Bisogna proprio che l'uomo muoia come un topo in trappola senza poter mai vedere il proprio nemico? Oh! che cosa non darei per poter colpire!
Quindi si volt indietro, e cambiando maniere ad un tratto:
 insensato! esclam. Sono un selvaggio!
Cammin un poco, quindi fermandosi:
Dopo tutto Londra e Parigi non sono che due citt. Tutta la zona temperata si  sollevata. Che importa che Londra sia condannata e Parigi distrutta? Questi non sono che accidenti.
Il bisogno di aver notizie anche dubbiose, lo fece uscire ancora una volta: e quando torn, col volto pi grave, si sedette accanto ad Elena.
La fine dev'esser prossima, disse. Il popolo lotta e soccombe, a quel che pare, a dozzine di migliaia. Le strade nei dintorni di Roehampton, debbono esser come un alveare affumicato. E dire che tutta quella gente muore inutilmente! Essi attaccano soltanto il palco inferiore. Gli aereopiani sono vicini a Parigi. Anche se un barlume di vittoria brillasse ora, non ci sarebbe niente da fare, noi non avremmo il tempo di organizzar nulla, prima che giungessero su di noi. I cannoni che avrebbero potuto salvarci sono stati perduti! Perduti! Guardate che disordine! Guardate qual tumulto insensato in cui non si possono nemmen trovare le proprie armi! Oh! se avessi soltanto un aereopilo.... uno solo. E in mancanza di ci sono sconfitto.... l'umanit  sconfitta e la nostra causa  perduta. Il mio regno, il mio regno temerario e folle non durer una sola notte. E sono io che ho incitato il popolo a combattere!
Avrebbero combattuto lo stesso.
Ne dubito. Io sono venuto in mezzo a loro....
No, esclam la fanciulla. Non  cos. Se questa  la sconfitta.... anche se voi doveste morire.... Ma questo non sar, non potr mai essere, dopo tutti questi anni....
Ah! la buona volont non ci  mancata. Ma.... credete proprio?...
Se voi sarete sconfitto, esclam, avrete almeno parlato. La vostra parola  passata come un vento impetuoso attraverso il mondo, soffiando sulla libert per infiammarla. Che importa se la fiamma vacilla un poco! Nulla potr cambiare quanto avete detto.... Il vostro messaggio si  propagato.
A quale scopo?...  impossibile, dopo tutto. Voi sapete ci che vi ho risposto quando mi avete parlato di queste cose.... Gran Dio! ma sono trascorse appena venti ore da ci. Io ho detto che non avevo la vostra fede. Insomma, comunque sia, ora non c' niente da fare.
Avete detto di non aver la mia fede; volevate per dire che rimpiangete di non averla?
No, protest Graham vivamente, no! Davanti a Dio, no! La sua voce cambi. Ma.... Io sapevo pochissime cose.... Mi son deciso troppo presto.... E tacque vergognandosi di una tal confessione. V'ha una felicit che compensa tutto. Io vi ho conosciuto. Attraverso questo abisso di tempo, io sono arrivato fino a voi. Il resto  compiuto....  finito. Anche per voi c' stato qualche cosa di pi.... o qualche cosa di meno.... Si ferm ed esamin attentamente la fanciulla: fuori si annunziavano notizie disperate, a cui essi non prestavano alcuna attenzione.
Essa si port la mano alla gola: le sue labbra erano pallide ed apriva gli occhi smarriti come se avesse intraveduto qualche orribile possibilit. Improvvisamente i suoi lineamenti si contrassero.
Oh! io sono stata sincera, leale! esclam. Sono stata leale. Io amo l'umanit e la libert ed odio la crudelt e la tirannia. Questo  certo.
S, disse Graham. S. E noi abbiamo fatto ci che era in noi di fare, abbiamo lanciato il nostro messaggio. Ma, questa  forse la nostra ultima ora, adesso che tutte queste grandi cose sono terminate....
Egli s'interruppe: la fanciulla rimase in silenzio col volto enigmatico e pallido. Essi non avevano udito un improvviso rumore che giungeva di fuori: alcune persone correvano qua e l gridando. Elena trasal improvvisamente e stette in ascolto.
.... esclam, e si alz senza poter parlare, incredula, trionfante. Anche Graham ascolt mentre delle voci metalliche gridavano:
Vittoria, vittoria!
S, era proprio cos. Egli si alz alla sua volta con un bagliore di suprema speranza nello sguardo. L'uomo vestito di giallo tir violentemente la tenda ed apparve tutto fremente, scapigliato, eccitato.
Vittoria! esclam. Vittoria! Il popolo ha vinto! I partigiani di Ostrog hanno capitolato!
Vittoria? articol Elena con voce fioca e interrotta.
Ma insomma ditemi, come stanno le cose? s'inform Graham. Ditemi! Che c'?
Noi li abbiamo cacciati dalle gallerie inferiori a Norwood. Streatham  in fiamme e Roehampton  in nostro potere.... in nostro potere.... abbiamo catturato l'aereopilo che vi era rimasto.
Graham ed Elena rimanevano in silenzio, guardandosi, sentendo battere i loro cuori. Per un ultimo momento il sogno di Graham lampeggi nel suo spirito, il suo sogno di regnare a fianco di Elena. Lampeggi e disparve. Si ud vibrare una soneria acuta e un uomo tutto agitato, da' capelli grigi, comparve sulla porta della sala dei capi-sezione.
Tutto  finito, esclam. A che cosa ci servir Roehampton? Gli aereopiani sono stati veduti ad Amiens.
Essi hanno la Manica da attraversare! disse l'uomo vestito di giallo. E calcolando rapidamente: V'impiegheranno una mezz'ora appena.
Ma posseggono ancora tre imbarcaderi, ribatt il vecchio.
E i cannoni? interrog Graham.
Noi non possiamo metterli in batteria in una mezz'ora.
Allora li hanno trovati?
Troppo tardi, replic il vecchio.
Se potessimo farli ritardare un'ora! url l'uomo vestito di giallo.
Nulla pu ora fermarli, disse il vecchio. Essi hanno un centinaio di aereopiani nella prima flotta.
Farli ritardare di un'ora? domand Graham.
La vittoria era quasi per arriderci, disse il capo-sezione. Ora che abbiamo trovato questi cannoni.... Che peccato.... Se almeno potessimo metterli sui tetti.
Quanto tempo ci vorrebbe? domand a un tratto Graham?
Un'ora.... certamente.
Troppo tardi, esclam il vecchio. Troppo tardi! 
Davvero sarebbe troppo tardi? insist Graham. Anche adesso con un ritardo di un'ora?...
Improvvisamente egli aveva scorto una qualche possibilit e tentava di parlare con calma, ma il suo volto era livido.
Noi abbiamo una probabilit.... Voi dite che c'era un areopilo?
Sull'imbarcadero di Roehampton, Sire.
Demolito?
No:...  posato attraverso, sul carro e facilmente si potrebbe allestire. Ma non vi sono aereonauti.
Graham rivolse uno sguardo ai due uomini, quindi ad Elena, e dopo una lunga pausa parl:
Non abbiamo nessun aereonauta?
No.
Gli aereopiani in confronto agli aereopili sono pesanti e difficili a maneggiarsi, disse con aria pensosa, quindi si volt improvvisamente verso Elena: aveva preso la sua decisione.
Li terr io a bada.
Li terrete a bada?
Andr a quell'imbarcadero.... a quell'aereopilo.
Che cosa volete dire?
Io sono aereonauta dopo tutto! Padrone del mondo!... Ricominciare a vivere dopo duecento anni! Sarebbe assurdo. Ma v'ha qualche cosa.... qualche cosa ch'io posso fare!... E perch no?... Questi pochi giorni di distrazione che voi mi avete rimproverato non saranno stati perduti del tutto!
E rivolgendosi all'uomo vestito di giallo:
Dite loro di preparar l'aereopilo!
L'uomo vestito di giallo esitava.
Che volete fare? esclam Elena.
Quell'aereopilo....  una probabilit....
Andate forse,...
A combattere?... S! A combattere nello spazio! Vi ho gi pensato.... Un aereopiano  un meccanismo pesante e difficile a maneggiare.... e un uomo risoluto....
Ma.... giammai, dappoich esiste la navigazione aerea.... cominci l'uomo vestito di giallo.
Perch sono mancate le occasioni. Ora il tempo  giunto. Via: andate a dir loro.... trasmettete il mio ordine....
Il vecchio interrog collo sguardo l'uomo vestito di giallo, scosse la testa e usc risolutamente. Elena fece un passo verso Graham: essa era pallidissima e parlava a voce bassa.
Ma in qual modo potete combattere? Vi farete uccidere.
Chi lo sa! Pur nonostante, non tentar l'avventura.... o lasciare che la tenti qualcun altro....
Tacque, incapace di articolar una sola parola. Con un gesto egli rimosse ogni altra alternativa e per un momento rimasero ambedue a guardarsi.
Avete ragione, disse la fanciulla a bassa voce, avete ragione.... Se ci  possibile....  bene che lo tentiate.
Graham si avanz verso di lei: ella indietreggi, allontan da lui il suo volto pallido e gli resistette....
No, disse ansimando, Non posso sopportare.... Partite ora!
Egli stese stupidamente le mani: essa stringendo i pugni:
Partite ora, grid, andate!
Graham esit e cap: alz il braccio in aria goffamente e con gesto quasi teatrale e non trovando niente da dire si allontan.
L'uomo vestito di giallo si diresse verso la porta, ma Graham gli pass avanti e travers a gran passi la sala in cui il capo-sezione dava per telefono, l'ordine di preparar l'aereopilo. La tenda che chiudeva l'atrio di Atlante ricadde dietro di s.
L'uomo vestito di giallo guard un momento Elena, muta e rigida, esit, quindi, girando sui tacchi, corse dietro a Graham.
...
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...
Capitolo 24.
Il combattimento degli aereopiani.
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...
Lungo la via che correva da un capo all'altro dell'imbarcadero catturato di Roehampton, due sentinelle, vestite di azzurro pallido stavano rannicchiate, stringendo le loro carabine, e spalancando gli occhi per guardare nell'ombra l'imbarcadero di Wimbledon Park. Di tanto in tanto, i due uomini scambiavano qualche parola in quella cattiva lingua parlata in quel tempo dalla loro classe. I partigiani di Ostrog avevano rallentato il fuoco, quindi cessato del tutto, dopo di che il numero di nemici era sensibilmente diminuito. Ma gli echi della battaglia che ferveva costantemente in basso, nelle gallerie inferiori dell'imbarcadero, salivano talvolta quando si rallentavan le fucilate. A qualche metro dietro di essi, giaceva un combattente, morto, colla faccia rivolta al cielo, colla sua giacca di tela azzurra che lentamente finiva di bruciare nel punto in cui la palla aveva forato il petto.
E proprio accanto a quel cadavere, stava seduto un ferito, con una gamba fasciata, il quale col volto senza espressione, guardava gli effetti di quella combustione: in lontananza, posato a traverso lo scalo di partenza, si stendeva, gigantesco l'aereopilo catturato.
Uno di quegli uomini raccontava come, avendo veduto saltare un nemico per nascondersi dietro a un sostegno, aveva tirato su di lui colpendolo proprio nel momento in cui l'altro, trascinato dal suo slancio, oltrepassava la diga.
 ancora l, diceva il tiratore. Guarda quel punto impercettibile. S... fra quelle sbarre.
Io non lo vedo affatto, fece l'altro con tono aggressivo.
Il tiratore rispose con dei paroloni urlando, e lasciandosi trasportare dal suo ardore per provar la verit di quanto affermava, ma un'acclamazione violenta che veniva dal basso, lo interruppe improvvisamente.
Che cosa accade? domand, e si sollev su di un braccio per guardare la parte superiore della scala, nel passaggio centrale, da cui giungeva un certo numero di uomini vestiti di azzurro, che si radunarono sulla piattaforma dell'imbarcadero, vicino all'aereopilo.
Noi non abbiamo bisogno di tutti questi imbecilli, disse il suo compagno. Essi non fanno che impedirci di tirare. Ma che cosa salta loro in testa?
Ascolta.... Essi gridano....
I due uomini stettero in ascolto: i nuovi venuti in gran numero si erano ammassati attorno all'aereopilo. Tre capi-sezione, riconoscibili da' loro mantelli e dalle loro insegne nere, si arrampicarono nell'interno dell'aereopilo e si affacciarono sopra. La truppa si precipit sulla macchina, afferrando, a due o tre uomini alla volta, tutte le sbarre e tutte le traverse fino a che l'intero contorno dell'armatura non fu liberato. Uno dei tiratori si sollev sulle ginocchia.
Stanno per rimetterlo sul carro!...
Per vedere meglio egli si rizz interamente e il suo compagno lo imit.
A quale scopo? disse quest'ultimo. Noi non abbiamo alcun aereonauta.
In ogni caso essi lo preparano. E guard prima la sua carabina, quindi la folla, poi volgendosi improvvisamente verso il suo compagno: Conservami questo, disse affidandogli la sua arma e la sua cartucciera.
Un momento dopo egli correva verso l'aereopilo e per un intero quarto d'ora fu, insieme agli altri, un Titano affaticato, che tirava, spingeva, urlava, ascoltando le grida: poi, a cose fatte, si trov in mezzo ad una moltitudine di altri Titani che acclamavano la propria impresa.
Seppe allora ci che invero tutti sapevano gi in Citt, che il Maestro, per quanto fosse affatto novizio, aveva l'intenzione di salir egli stesso su quella macchina, che giungeva appunto in quel momento per prenderne la direzione, e che non voleva permettere a nessun altro di arrischiarvisi.
Colui che affronta il pi gran pericolo, che sopporta il carico pi pesante, quello  il re.
Cos si ripetevano le parole del Maestro. Il tiratore continuava a gridare: urrah! mentre il sudore cadeva in gran copia da' suoi capelli in disordine, quando ud un rimbombo assordante e, a brani intermittenti, il ritmo e lo slancio del canto rivoluzionario.
Da una fessura tra la folla, egli vide che un gran numero di persone saliva ancora le scale.
Il Maestro! Ecco il Maestro! gridavano alcune voci e la folla diveniva sempre pi densa. Il tiratore fece sforzi ostinati per giungere al passaggio centrale.
Il Maestro arriva! Il Dormente! Il Maestro! Il Signore e Padrone! urlavano quelle voci.
Improvvisamente, a due passi di distanza, sorsero le uniformi nere delle guardie rivoluzionarie, e per la prima e l'ultima volta in vita sua, il tiratore vide Graham, e lo vide vicino: alto e bruno, dalla nera e ampia veste, dal volto pallido e risoluto, dallo sguardo rivolto sempre innanzi a s; l'eroe, che per tutte le piccole cose da cui era circondato, non aveva n orecchi, n occhi, n pensieri....
Fino alla fine de' suoi giorni, il tiratore si ricord il volto livido del Dormente che, in un momento, era passato e scomparso, mentre egli rimaneva l, spingendosi a gomitate, fra la folla ondeggiante. Una giovane guardia, piangendo di terrore, lo urt, per precipitarsi sulle case e continu la sua corsa, mugolando:
Posto all'aereopilo!
La campana che annunziava la partenza, suon improvvisa, potente, e poco melodiosa: con quel suono assordante negli orecchi, Graham si avvicin all'aereopilo e si inoltr nell'ombra della sua ala inclinata. In tal modo si accorse che un certo numero di persone attorno a lui si offrivano di accompagnarlo, ma egli rifiut con un gesto: aveva bisogno di riflettere sul modo di contenersi per metter la macchina in moto. La campana continuava a suonare mentre si manifestava pi potente la piet del popolo. Il capo-sezione lo aiut a scavalcare l'ossatura; cos Graham si sedette sul seggio dell'aereonauta, installandosi accuratamente e deliberatamente....
Che cosa accadeva? Il capo-sezione gli indicava due aereopili che salivano in aria nella direzione sud-ovest: senza dubbio essi spiavano l'arrivo degli aereopiani. Quello che urgeva in quel momento era di mettersi in cammino. Come lo annoiavano tutte quelle persone colle loro domande e i loro avvertimenti! Egli voleva riflettere, ricordare tutti i particolari delle sue esperienze precedenti. Il capo-sezione s'introdusse nell'ossatura: Graham fece segno di lasciarlo in pace, allora la folla al suo gesto si allontan e la via della partenza rimase libera.
Graham, immobile, fiss attentamente le leve, il volano di manovra, e tutti gli apparecchi delicati che gli erano cos poco familiari. Una navicella di cui la bolla d'aria si trovava da parte, gli ricord una manovra essenziale, e pass alcuni secondi ad equilibrar la macchina fino a che la bolla non fu giunta nel centro del tubo. Egli not che la folla era silenziosa, che spiava ogni suo gesto risoluto e riflettuto.... Una palla venne a schiacciarsi sopra una sbarra proprio sopra alla sua testa. Chi tirava?... Non c'era pi nessuno sulla via della partenza? E si alz per rendersene conto, poi torn a sedersi.
Un minuto dopo, il motore girava e Graham part a gran velocit lungo le guaine. Egli afferr violentemente il volano e ricondusse il motore indietro per sollevare la prua.... Allora il popolo lo acclam.... Per un momento egli rimase stordito mentre il suo cuore palpitava all'unisono colla macchina: le grida diminuirono rapidamente, affievolendosi fino a estinguersi del tutto. Un soffio d'aria fischi al di sopra del paravento e il mondo intero parve sprofondarsi sotto di lui, velocemente.
Via via che si librava nello spazio si sentiva pi calmo e pi sicuro di s stesso, scevro di ogni sovreccitazione: lev la prua ancora di pi, apr una valvola sotto l'ala sinistra della macchina, gir attorno e continu a salire.... Guard in basso senza provare alcuna vertigine, poi in alto.... Uno degli aereopili di Ostrog era arrivato allo scopo di troncargli la strada: Graham si avanz obliquamente verso il suo nemico in maniera da passargli di sotto cadendo bruscamente.
Gli aereonauti lo sorvegliavano. Qual era il loro disegno? Il suo spirito si agit: uno di essi, a quel che pot vedere, possedeva un'arma, pronto a tirare. Che cosa pensavano che egli facesse? In breve egli cap la loro tattica e di un colpo prese la sua decisione: il suo torpore momentaneo era passato: apr due valvole di pi a sinistra, descrisse un semicerchio attorno al suo aggressore, e, protetto contro il tiratore dalla prua e dal paravento, si spinse in linea retta sull'aereopilo che si pieg un poco, come per evitarlo. Graham rigett la prua in alto: stringeva i denti mentre una smorfia involontaria gli contraeva la faccia.... e crac! Urt l'avversario, dando di basso in alto, sotto la pi vicina delle due ali.
A poco a poco parve che quell'ala s'ingrandisse, dispiegata dall'urto; egli la vide nella sua piena larghezza, quindi l'aereopilo scivol e scomparve da' suoi occhi. Egli constat che la sua prua si abbassava: colle mani agguant le leve per ricacciar bruscamente indietro il motore e sent la scossa di quello spostamento. La punta della macchina si rialz vivamente, e, per un momento gli parve di rimanere disteso supino. La macchina oscillava e traballava danzando sulla sua elice; con uno sforzo violento egli si sospese alle leve e lentamente si rimise in moto.
Saliva ora non pi in una direzione verticale: oppresso, ansante, mise di nuovo in azione le leve. Il vento fischiava attorno a lui: dopo un altro sforzo si trov quasi in direzione orizzontale. Respir: torn ancora ad ispezionare le sue leve, e scrut collo sguardo l'abisso che si sprofondava sotto di lui, e per la prima volta si volt indietro per scuoprire ci che fosse stato de' suoi nemici. Per un momento avrebbe potuto crederli annichiliti, ma, simile ad una moneta che cade nella fessura di un salvadanaio, egli vide cadere, nell'intervallo che separava i due imbarcaderi dell'est, un oggetto sottile e piatto, leggero e fragile. Da principio non riusciva a capire che cosa fosse, poi una gioia feroce s'impadron di lui: allora url con tutte le sue forze, emise un suono inarticolato e si slanci pi in alto ancora nello spazio.
Dov' l'altro aereopilo? si domand. Ora tocca a lui....
E girando lo sguardo nel cielo vuoto, fu assalito per un momento dal timore che la seconda macchina si fosse elevata sopra alla sua testa, ma la vide poi approdare sullo scalo di Norvood. I seguaci di Ostrog avevano avuto certo l'intenzione di usare dei loro proiettili, ma il loro coraggio non aveva osato di affrontare il rischio di essere spinti e precipitati a gran velocit da un'altezza di circa mille piedi.... Perci avevano rifiutato di combattere....
Per un certo tempo, Graham descrisse larghe curve, quindi si diresse in una rude discesa, verso le piattaforme dell'ovest. Il crepuscolo si avvicinava, il fumo dello scalo di Streatham incendiato, che era stato cos denso e cos scuro, formava ora una colonna di fiamme. Tutte le curve intrecciate delle strade mobili, i tetti e le cupole trasparenti, le voragini, gli abissi fra gli edifizii, brillavano di un dolce splendore e splendevano sotto il raggio della luce elettrica che ammortiva gli ultimi raggi del sole. I tre scali disponibili posseduti ancora dai seguaci di Ostrog, poich quello di Wimbledon Park non era utilizzabile in causa del vicino incendio di Roehampton, e Streatham soffiava come una fornace, erano illuminati dai fari accesi per guidare gli aereopiani aspettati.
Nel mentre passava sopra all'imbarcadero di Roehampton, Graham scorse le oscure masse del popolo e ud una frenetica acclamazione: una palla, partita da Wimbledon Park, fischi nell'aria e continu la sua corsa sopra le lande del Surrey.
Egli sent una brezza che veniva dal sud-ovest e raddrizz la vela dal lato occidentale, come gli avevano insegnato, e con tale manovra si elev rianimato dall'aria pi rarefatta, pi viva, delle regioni superiori.
Sal, sal ancora, sorvegliando le pulsazioni ritmiche della macchina fino a che la campagna sotto di lui, non divent azzurra e indistinta, e fino a che non vide Londra distendersi come una piccola carta dal disegno luminoso, citt minuscola, in lontananza.
Al sud-ovest il cielo era di un turchino zaffiro, sotto la linea ombreggiata dell'orizzonte, mentre il numero delle stelle aumentava via via che si librava nello spazio....
Ad un tratto, in fondo, a sud-ovest, apparvero, avvicinandosi rapidamente, due piccoli lumi confusi.... quindi altri due, e finalmente un gruppo raggiante, nebuloso di forme rapide.... In breve egli pot contarle: erano ventiquattro. La prima flotta degli aereopiani arrivava, e al di l s'intravedeva una luce ancor pi intensa. Egli descrisse un semicerchio, senza perder collo sguardo quella flotta minacciosa il cui volo era disposto in forma di cuneo, volo triangolare di forme gigantesche e fosforescenti lanciate completamente libere nello spazio al di sotto di Graham.
Calcolando rapidamente la loro velocit mise in azione la leva che ricondusse il motore in avanti e cominci a scendere con una rapidit che aumentava via via. Si era prefisso di raggiungere il vertice di quell'angolo, perci si precipitava, a guisa di una pietra, attraverso l'aria sibilante, e gli parve che tra quel momento e quello in cui venne a colpire il primo aereopiano, non fosse trascorso pi di un minuto secondo.
Nessuno, in tutta quella confusione di corpi neri, fu avvertito del destino che li minacciava tutti, nessuno pensava a quel falco che piombava su di loro dall'immensit del cielo. Coloro che non erano stati colpiti dalle nausee del "mal d'aria" allungavano i loro colli neri e spalancavano gli occhi per guardar la citt vaporosa che usciva dalla nebbia, la ricca e splendida Citt per la quale Massa Bosso faceva divenir malleabili i loro muscoli.
Molte fila di denti brillavano, delle facce nere splendevano; essi avevano udito parlare delle imprese de' loro compagni condotti a Parigi e sapevano che anche essi avrebbero avuto gloriosi momenti in mezzo ai miserabili londinesi. E improvvisamente Graham li colp.
Egli aveva mirato sul corpo dell'aereopiano ma, proprio all'ultimo momento, la sua mente era stata attraversata da una migliore idea: e facendo alcuni serpeggiamenti, venne ad urtare all'estremit dell'ala di tribordo con tutto il suo peso accumulato. La scossa lo rigett indietro: la prua scivol attraverso la liscia estensione dell'aereopiano verso la cima.
Graham si sentiva spinto in avanti dall'enorme macchina che lo trasportava insieme col suo aereopilo e in quel breve momento, che a lui parve un secolo, egli chiedeva a s stesso ci che sarebbe accaduto.
Migliaia di persone strillavano e Graham constat che la sua macchina era tenuta in equilibrio sull'orlo della gigantesca carena che lo trascinava: guard sopra alla sua spalla e vide la trave centrale dell'aereopiano e l'ala opposta elevarsi oscillando. E attraverso alle membrane, egli ebbe la visione di sedie che scivolavano, di facce dagli occhi spalancati e di mani aggrappate alle sbarre di appoggio, inclinate.
Le intelaiature mobili dell'ala opposta, si aprirono bruscamente: l'aereonauta manovrava per raddrizzare il suo veicolo. Al di l un secondo aereopilo fece un improvviso sbalzo per evitare le scosse e le giravolte del suo compagno fuori d'equilibrio. La vasta superficie ondeggiante delle ali sussult e Graham sent che il suo aereopilo aveva oltrepassato il margine che lo tratteneva. Il mostro ferito, completamente rovesciato, precipitava nel vuoto.
Graham non si rese un conto esatto che, dopo aver colpito l'ala esterna dell'aereopiano, egli se n'era liberato, ma si accorse di volare ora liberamente in una rapida discesa e di avvicinarsi con velocit verso terra. Che cosa aveva fatto? Il cuore gli batteva nel petto come una macchina in movimento, e durante un istante pieno di pericoli, a causa del torpore delle sue mani, non pot muover le leve.
Finalmente ci riusc e allora gett violentemente il motore indietro, lott per due secondi contro le oscillazioni, sent che la macchina si raddrizzava librandosi orizzontalmente e alla fine rimise il motore in movimento.
Quindi alz gli occhi: due aereopiani passavano molto al disopra della sua testa e i passeggieri urlavano: allora guard indietro e vide il corpo principale della flotta scompigliarsi e fuggire in tutte le direzioni: l'aereopiano che aveva colpito e che non aveva potuto raddrizzarsi, finiva di cadere di colpo tagliando come una grossa lama di coltello le ali dei Motori a vento che si trovavano sotto di lui.
Graham abbass la parte posteriore del suo argano e guard ancora, prestando tutta la sua attenzione a quello spettacolo, e lasciandosi trasportare in aria senza curarsi in qual direzione andasse: intanto l'immensa macchina cadde a terra e la sua parte inferiore s'infranse sotto il peso della caduta, poi tutto il colosso si rovesci, sfondandosi.
Improvvisamente dal suo fianco ansante, usc una sottile linguetta di fuoco bianco che si elevava verso lo zenith. In quel momento Graham si accorse che una massa enorme volava sopra di lui attraverso lo spazio: egli fece balzare il suo argano, proprio a tempo per evitare l'assalto, se era un assalto, di un secondo aereopiano che discese, turbinando lo trascin in basso per una tesa e quasi lo rovesci, nella raffica del suo passaggio.
Egli ne vide altri tre che si avvicinavano rapidamente e fu necessario di raggiungerli in alto: in breve ne arrivarono altri ancora da tutte le parti, e tutti descrivevano, cos almeno parve a Graham, brusche curve per evitarlo.
Tutti filavano vicino a lui, sopra, sotto, a destra, a sinistra: in lontananza, verso ovest, egli ud il fracasso dell'urto di due corpi, e due enormi oggetti luminosi precipitarono a terra: e intanto in lontananza, dalla parte sud-ovest, giungeva una seconda squadra. Graham si elev con un movimento franco e regolare e in breve tutti gli aereopiani si trovarono sotto di lui; ma per un momento, ignorando la distanza che lo separava da essi, non os arrischiarsi ad affrontarli.
Finalmente si precipit su una seconda vittima, i soldati della quale, lass coricati, lo videro avvicinare: l'enorme macchina traball e oscill, quando i passeggieri pazzi di terrore, si aggrapparono a poppa per prender le loro armi. Una ventina di palle fischiarono attraverso l'aria, e nel parafuoco di spesso vetro che proteggeva Graham, brill fugacemente una stella. L'aereopiano rallent la sua corsa e si lasci cadere per evitare un urto, ma cadde troppo in basso. Proprio in quel momento, Graham scorse le ali dei Motori a vento di Bromley Hill che salivano rapidamente verso di lui e fece un semi-cerchio mentre l'aereopiano a cui aveva dato la caccia, andava ad in frangersi sull'ostacolo.
Tutte le voci si fusero in un solo grido: l'enorme macchina sembr rimanere per un attimo dritta sulla sua estremit, in mezzo alle schegge sparse delle sue ali, quindi si sfasci. Frammenti enormi furono proiettati qua e l nello spazio; i motori si spezzarono come conchiglie e una fiamma viva scatur nel cielo crepuscolare.
E due! esclam Graham nel momento in cui una bomba lanciata dall'alto, scoppi cadendo.
Quindi risal a tutta velocit sentendosi invaso da un felice orgoglio, da una forza gigantesca. I suoi dubbi sull'umanit, sulla sua inettitudine personale, erano interamente scomparsi. Era un combattente che godeva del proprio potere, mentre gli aereopiani fuggivano in tutte le direzioni, non cercando che di evitarlo, e il mugolio de' loro passeggieri ammucchiati giungeva fino a lui a brevi intervalli.
Scelse allora la sua terza preda, l'attacc, la raggiunse, ma non gli riusc di rovesciarla completamente poich essa s'invol per andare ad infrangersi contro l'alta scogliera del muro di Londra. Sfuggendo a quell'urto egli sfior cos da vicino il suolo semi-oscuro, che pot distinguere un coniglio spaventato galoppare sopra un pendio.
Con una scossa improvvisa, egli risal verticalmente e si accorse che passava sopra alla parte meridionale di Londra e che l'aria attorno a lui era libera. Alla sua destra, i partigiani di Ostrog lanciavano come segnali dei razzi che scoppiavano nello spazio con un rumore assordante.
A mezzogiorno, gli avanzi di una mezza dozzina di bastimenti aerei, fiammeggiavano, mentre a sinistra e a destra, gli aereopiani fuggivano davanti a lui: essi filavano ad oriente e a settentrione e s'aggiravano qua e l a mezzogiorno poich non potevano fermarsi senz'appoggio: e in quella lor presente confusione, ogni tentativo di evoluzione tattica non avrebbe prodotto che urti disastrosi. Graham durava fatica a rendersi un conto esatto di ci che aveva fatto: da ogni parte gli aereopiani si allontanavano, e diventando sempre pi piccoli, finivano collo sparire del tutto. Erano in fuga!
Egli pass a duecento metri circa sopra l'imbarcadero di Roehampton, brulicante di persone e risuonante di grida frenetiche. Ma perch l'imbarcadero di Wimbledon Park era ugualmente stipato di gente e pieno di grida? Il fumo e la fiamma di Streatham nascondevano adesso i tre imbarcaderi pi lontani: egli fece alcuni giri e si innalz per vederli e per esaminare i quartieri del settentrione. Dapprima apparvero, dietro quel fumo, le masse quadrate di Shooter's Hill illuminate e sulle quali si ergeva l'aereopiano che era riuscito ad approdare e che sbarcava i propri negri.
Quindi pot scorgere Blackheath, e sotto gli ultimi fiocchi di fumo, l'imbarcadero di Norwood. A Blackheath, nessun aereopiano aveva approdato, ma un aereopilo era pronto per partire. Norwood era coperto di uno sciame di omettini che correvano qua e l facendo una terribile confusione. La resistenza accanita degli imbarcaderi e dei loro dipendenti era cessata, e il popolo affluiva nei sotterranei delle ultime piazze-forti di Ostrog, l'usurpatore.
Improvvisamente, in lontananza, sulla linea settentrionale della citt, si innalz nell'aria l'eco d'un suono, glorioso per lui, un segnale, una nota di trionfo, la sorda scarica di un cannone.
Le sue labbra si schiusero: l'emozione contrasse la sua faccia.... e respir a pieni polmoni.
Essi vincono! grid Graham librandosi nell'aria libera. Il popolo ha la vittoria!
Il rumore di un secondo colpo di cannone giunse fino a lui come una risposta: ad un tratto egli vide lanciare l'aereopilo di Blackheath, che completamente sollevato, s'innalzava ora nel cielo e, balzando in aria come una palla, filava dritto verso il sud.
Graham cap subito: non poteva essere che Ostrog che fuggiva: cacci un grido e si lasci cadere in quella direzione. Accelerando la sua caduta, egli scivol in obliquo con grande velocit: allora il fuggiasco si elev bruscamente vedendolo avvicinare, mentre Graham raddoppiando di velocit piomb direttamente su di lui, ma con un'improvvisa manovra, l'aereopilo non present pi che uno spigolo, e Graham avendolo oltrepassato, scendeva rapidamente, con tutta la forza del suo inutile slancio.
Era infuriato! Spinse indietro il motore riconducendolo indietro lungo il suo albero e sal in aria descrivendo delle curve: cos vide la macchina di Ostrog che filava dinanzi a lui in forma di spirale. Allora si elev in quella direzione, aumentando di velocit e di altezza, grazie al suo slancio e al vantaggio che aveva sopra Ostrog almeno del peso di un uomo.
Di nuovo si lasci cadere a capofitto ma il colpo non gli riusc, e rasentando il suo avversario, vide la faccia calma e fiduciosa dell'aereonauta e l'atteggiamento risoluto di Ostrog: questi guardava fisso in un'altra direzione, verso mezzogiorno, e Graham cap con un accesso di collera, quanto doveva parer ridicolo il suo volo: in basso scorse le colline di Croydon. Con una scossa sal di nuovo e ancora una volta sconfisse il nemico.
Guard al di sopra delle sue spalle, e uno strano spettacolo colp la sua attenzione: l'imbarcadero dell'est, quello di Shooter's Hill, pareva inalzarsi. Un getto di luce che assunse una gran forma grigia, una specie di cappuccio di fumo, sfavill nell'aria e per un secondo quella forma incappucciata rimase immobile, lasciando cadere dalle sue spalle enormi masse di metallo, quindi un denso fumo si sprigion da essa.
Il popolo aveva fatto saltar tutto in aria: imbarcaderi e aereopiani.... Un altro sprazzo di luce e una forma grigia identici, emersero ad un tratto da Norwood; e mentre egli guardava si ud un sordo rumore, e l'enorme colonna d'aria lanciata colla prima esplosione venne a colpirlo. Dapprima l'aereopilo cadde da una parte, quasi capovolgendosi, e fu sul punto di rovesciarsi interamente. Graham, appoggiato sul suo paravento, lottava disperatamente col volano che gli oscillava sopra la testa. Quindi la seconda colonna d'aria, quella di Norwood, venne a colpire la sua macchina obliquamente.
Graham si aggrapp ad una traversa, mentre l'aria gli fischiava intorno in una raffica vertiginosa. Gli parve di esser sospeso, immobile, nell'atmosfera.... in procinto di cadere.... poi ne fu sicuro.... e non pot guardare in basso.... Con un'incredibile rapidit cominci a riassumere tutto ci che era accaduto fin dal suo risveglio; i momenti di dubbio; i momenti di potere, e, alla fine, la scoperta terribile del tradimento calcolato di Ostrog.... Era sconfitto, ma la citt era salva.
La citt era salva!
I suoi pensieri si succedevano sempre pi veloci.... Egli si chiedeva se avrebbe riveduto Elena. Gli sembrava cos impossibile di non doverla pi rivedere!
Tutto ci aveva qualche cosa di assolutamente irreale!... Chi era egli? Perch si aggrappava cos con tutte le sue forze senza poter rinunziarvi?... Gli  appunto in tali condizioni che hanno termine innumerevoli sogni.... Ma, fra qualche minuto, egli si sveglier.
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FINE.